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Rifiuti, che passione!

Chi decide come e cosa fare in merito alla raccolta ed al trattamento rifiuti?
Chi sono gli addetti ai lavori?

Sicuramente la Regione Marche alla quale, per legge, compete l’organizzazione e la gestione dei rifiuti del proprio territorio; poi ad un livello inferiore le ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito) che suddividendo il territorio regionale in 5 macroaree, una per ciascuna provincia, ne definisce il complesso delle attività e dei fabbisogni impiantistici necessari alla gestione dei rifiuti e definire le strategie, atte al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla Regione attraverso la condivisione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

È evidente come un livello sotto alle singole ATA, ci siano quindi i singoli comuni, con i Sindaci i soli e veri responsabili della gestione dei rifiuti.

Nel 2015 la Regione approva il PRGR e a fine estate ne condivide con le singole ATA il Documento Preliminare del Piano d’Ambito chiedendo, ai singoli comuni, di proporre modifiche, integrazioni e commenti. A marzo 2017 i rappresentanti dei comuni, in sede di ATA, approvano il DPPA e lo inviano in Regione per sottoporlo alla verifica di congruità.

Qualche mese dopo, il 7 luglio 2017, il servizio tutela, gestione ed assetto del territorio della Regione Marche, comunica all’ATA la verifica di congruità del DPPA con quanto indicato dal PRGR.

Qui nascono le stranezze!

Il documento inviato a mezzo PEC dalla Regione all’ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito), non è mai stato condiviso con i membri dell’ATA stessa e, cosa assai più grave, nemmeno con il gruppo di lavoro ristretto, costituito come volere dell’ATA e composto dai rappresentanti di una decina dei comuni membri.

Perché non si sono condivise, con le amministrazioni locali, le informazioni e i commenti che la Regione Marche aveva inviato loro?

Che senso ha avuto la costituzione di un gruppo Ambiente in seno all’ATA, se poi non se ne riconosce il valore e/o l’utilità?

Si doveva attendere la tenacia, la competenza e l’applicazione del gruppo “BENI COMUNI” per rimuovere il velo e scoprire gli atti fondamentali per la gestione unitaria dei rifiuti, fino a quel momento nascosti e non condivisi?

Perché il presidente dell’ATA (Daniele Tagliolini) non ha informato l’Assemblea Territoriale d’Ambito della presenza del verbale di congruità, visto che di incontri successivi a luglio 2017 ce ne sono stati?
A queste domande difficilmente troveremo risposte.

Sembra alquanto inutile sottolineare come la Regione stessa riprenda e critichi in alcuni passaggi, la proposta del DPPA per la cui stesura è stato incaricato un tecnico esterno, riconoscendogli una congrua parcella per il lavoro svolto.

Ora lo stesso lavoro sarà da ritoccare e sistemare…… e i cittadini pagano!

 

Giovanni Furlani

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