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MODI DI DIRE E DI FARE

Nel vissuto di tutti i giorni, facciamo spesso uso di modi dire, locuzioni, proverbi, per sottolineare, avvalorare e marcare certe azioni, espressioni o comportamenti.

Facendo però attenzione, notiamo che alcuni di loro sono antagonisti come, ad esempio, il detto “chi non risica non rosica” è contrapposto al “chi si accontenta gode” per cui, nella stessa situazione, non sempre i detti ci aiutano in maniera infallibile.

“Verba volant scripta manent”, “carta canta“ e “mettere nero su bianco” sono tre modi di dire che remano tutti e tre nella stessa direzione. Il significato comune infatti è quello di sottolineare come di fronte ad una traccia scritta, di un accordo o di un contratto scritto e firmato dalle parti, è più semplice ricostruire l’accaduto e, con questo, ritrovare una pseudo-verità, rispetto allo stesso accordo, definito a parole.

Queste tre espressioni mi servono per supportare alcune stranezze che mi sono capitate in sede di consiglio comunale. Il 12 aprile scorso infatti, tra i punti all’ordine del giorno della seduta consiliare, ce n’era uno riguardante un atto ricognitivo circa la proprietà dell’area di un frustolo di terreno sito all’interno delle mura castellane del nostro paese.

Poco importa se la proposta di delibera ci era stata presentata come una richiesta di rendere alienabile quslla proprietà, che sottintendeva la volontà del nostro ente di rinunciare alla proprietà stessa, rendendosi disponibile alla cessione del terreno, per poi in C.C. discutere esattamente del contrario.

La cosa veramente strana è che da quanto emerso presso l’archivio catastale (organo ufficiale al quale chiunque, notai compresi, fa riferimento per ogni tipo di visura catastale per terreni ed immobili) sembrerebbe che il frustolo di terreno sia di proprietà del nostro comune (registrazione al catasto del 25 agosto 1976) mentre, e questa è la teoria dei nostri tecnici e di alcuni nostri amministratori, la proprietà è sempre stata privata. A suggello di questa posizione, si riporta la presenza di una totale recinzione del terreno con siepe interna, di una ricerca storica presso il catasto pontificio del 17° secolo, di una relazione tecnica di un professionista locale datata 1 agosto 1976 e, infine, di testimonianze di anziani i quali ne confermerebbero la recinzione da tempo immemore, con la conseguente logica pertinenza all’immobile stesso.

Tutto chiaro ora?

In tutto questo mi domando perché dovrei prendere per buono quanto riportato su un documento del catasto pontificio del 17° secolo e non ritenere valido quanto indicato nel documento del catasto del 20° secolo?

Per quale motivo il professionista, nella sua relazione tecnica dell’agosto 1976, ne descrive la pertinenza all’immobile mentre, sempre nello stesso mese di agosto 1976, risulterebbe di proprietà del nostro Ente?

Non vi sembra un po’ eccessivo, in un atto pubblico, schierare documenti del catasto pontificio del 1600 insieme a ricordi di anziani compaesani? Chi sono questi anziani? Chi rappresentano?

La cosa buffa è che quando queste situazioni coinvolgono interessi tra privati, queste discussioni si risolvono sempre facendo ricorso ai documenti ufficiali (quelli presenti al catasto) interpretandoli al meglio con tecnici e legali. Quando invece ad essere coinvolta è la proprietà pubblica, le difficoltà e le risoluzioni sono le più disparate e fantasiose possibili.

Per concludere lancio due piccoli spunti di riflessione: Chi pagherà secondo voi le spese per l’aggiornamento della proprietà al registro del catasto? Se la delibera di consiglio comunale diverrà esecutiva, si riconoscerà che il frustolo di terreno non è di proprietà comunale ma dei privati proprietari dell’immobile; verranno quindi richieste dal nostro comune le tasse di proprietà, a questo punto non versate, dal 1976 ad oggi?

“Campa cavall’ che l’erba cresc’”!

Giovanni Furlani

Interrogazione n. 2016-006 – Commissione edilizia

Gent.mo Sindaco,

all’interno del Regolamento Edilizio comunale vigente, al Titolo IV “Commissione Edilizia Comunale” in seno all’Art. 14, vengono definite le modalità di composizione, la durata, il funzionamento, le funzioni e le competenze della commissione edilizia comunale.

Tale organismo consultivo opera a supporto delle attività dell’Ente, in materia urbanistica/edilizia.

Il Regolamento stesso, al comma “a” definisce come i membri elettivi della commissione (tutti i componenti escluso il Presidente, ruolo spettante al responsabile del settore urbanistica o suo delegato) debbano essere nominati dal Consiglio Comunale, mentre al comma “c”, con il passaggio “Tutti gli altri membri rimangono in carica quanto il Consiglio Comunale che li ha designati e comunque sino alla nomina dei nuovi membri da parte del Consiglio Comunale subentrante” dove per “tutti gli altri membri” ci si riferisce ai membri della Commissione Edilizia, escluso il solo Presidente per il quale la durata dell’incarico viene definita al comma “b”, se ne stabilisce la fine dell’incarico. Il comma “c” prosegue “I membri elettivi non sono eleggibili per due mandati successivi ..”.

Analizzando ora la situazione ci accorgiamo che il presente Consiglio Comunale insediatosi in data 11 giugno 2014, non ha mai nominato i membri della Commissione Edilizia e che quella al momento attiva, risulta essere la stessa nominata dalla precedente amministrazione in data 30 novembre 2009, esattamente sette anni or sono.

Quando il 26 luglio scorso, in sede di Consiglio Comunale avevamo sollevato la problematica della Commissione Edilizia “Fuori corso”, il Sindaco, appellandosi alla “prorogatio”, ne aveva confermata l’esistenza e la sua idoneità ad operare. Peccato però che il regolamento edilizio cozzi con la prorogatio e che quest’ultima, sia sì strumento in mano alle amministrazioni per operare in continuità tra la scadenza degli organi amministrativi e la loro conseguente rinomina, ma che tale periodo-ponte non possa superare i quarantacinque giorni, come indicato nel testo del D.L. 293 del 1994 convertito nella legge n. 444 del 15 luglio 1994, all’art. 3.

Attraverso l’accesso agli atti effettuato, con il quale abbiamo chiesto copia delle richieste inviate agli ordini e ai collegi professionali di riferimento, per la determina delle terne dei tecnici

 

 

eleggibili, è emerso come già nell’autunno 2014 il tutto fosse stato richiesto dagli uffici interessati, ma che a distanza di quasi due anni, una terna ricevuta risultava essere scaduta, altre non erano ancora state comunicate e per le restanti occorresse verificarne la validità. Negli stessi giorni dell’accesso agli atti, sono stati poi riemesse le richieste agli ordini, invitando gli stessi a rispondere entro il 30 settembre scorso.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”,

INTERROGA IL SINDACO

  • Come mai, a distanza di più di due anni dall’insediamento della nuova amministrazione non si sia provveduto alla nomina dei membri elettivi della Commissione Edilizia, come da Regolamento Edilizio in essere?
  • Come mai non si è provveduto, decorsi i termini di legge di applicabilità della prorogatio, allo scioglimento della Commissione Edilizia o comunque all’inibizione del suo operato all’interno delle funzioni di supporto alle attività dell’Ente, in materia urbanistica/edilizia?
  • Per quale motivo sia per l’anno 2015 che per il 2016 sono state discusse in C.C. le proposte di delibere relative alla possibilità da parte dell’Ente, proposte poi rese esecutive, di usufruire del supporto della Commissione Edilizia, senza neanche informare il Consiglio Comunale durante la relativa discussione, della anomala situazione di prorogatio alla quale si era di fronte?
  • Come mai non si è sollecitato o chiesto riscontro agli uffici di competenza, sullo stato delle richieste delle terne agli ordini e ai collegi professionali?
  • Qualora fossero confermate le supposizioni di illegittimità dell’operato della Commissione Edilizia per carenza di potere, a partire dall’agosto 2014 a seguire, potrebbe essere considerato illegittimo tutto l’operato svolto nello stesso periodo. È intenzione dell’Ente operando in autotutela, procedere con l’annullamento di tutti gli atti prodotti, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 464 del 1994?
  • Quali sono le azioni e le relative tempistiche che, alla luce della presente interrogazione, l’Amministrazione intenderà intraprendere?

 

Il Consigliere

Giovanni Furlani

 

“Corado, do’ ha rott l’acqua?” Corado:”In ti tub!!”

L’occasione per scrivere questo mio piccolo passaggio me lo dà lo stato della nostra rete idrica. Negli ultimi due mesi ho personalmente segnalato al nostro gestore del servizio rete idrica, almeno quattro grosse rotture. Il gestore da par suo prende in carico la segnalazione e, con i suoi tempi e la sua organizzazione, interviene e ripara.

L’ultima mia segnalazione risale a sabato alle 19:30 con la quale ho segnalato una grossa perdita in Via Martiri della Resistenza, teatro di altre tre riparazioni nell’ultimo mese circa, sintomo che probabilmente è la condotta in condizioni critiche. A distanza di più di ventiquattro ore la perdita è ancora lì, a sversare litri e litri di acqua dalla rete direttamente alla fogna, in contrasto all’ordinanza che a noi cittadini, regolamenta e limita l’utilizzo di acqua potabile per tutte quelle attività non direttamente riconducibili al consumo umano. Già ventiquattro ore dalla segnalazione e tutto quello che il gestore è riuscito a fare è limitato ad una freccia di vernice rossa sull’asfalto, come a voler indicare un passaggio di qualche incaricato, una conferma dell’effettiva emergenza, una localizzazione certa.

Allora la mia mente torna indietro nel tempo, quando questo servizio era gestito internamente dal nostro Comune, quando nella mente di quelli che chiamavamo “i fontanar”, erano memorizzate tutte le condotte, le valvole, le derivazioni che permettevano la distribuzione di quella ricchezza chiamata acqua.

Erano altri tempi. I tempi in cui non era necessario telefonare per segnalare un guasto, perché tu te ne accorgevi nel momento in cui dal tuo rubinetto iniziava a filare, conseguenza dell’intercettazione della linea, perché i lavori erano già iniziati. Corado de’ Budell, Zeno del Goff, Camilett o Fiorenzo, erano pronti a qualsiasi ora con qualsiasi strumento ad intervenire tempestivamente per fermare la fuga di quell’acqua, che noi addirittura bevevamo. Spesso, in cambio del loro pronto intervento, del loro attaccamento alla professione, del buon esito sul lavoro svolto, si faceva girare un bottiglione di vino con un paio di bicchieri, come a dire “l’acqua l’abbiamo ridata, ma a noi piace più il vino”.

Oggi non è più così. La gestione non è più interna al Comune ma ceduta a chi ne fa un business. Non sarà certamente il gestore che pagherà i metri cubi di acqua sprecati e poco a lui importa se a San Costanzo c’è questa emergenza; tra i tanti comuni e reti gestite, probabilmente ci saranno altre priorità ed altre urgenze…. forse; ma è il gestore che dovrebbe intervenire con tutte quelle azioni a livello impiantistico, atte a riparare o a migliorare lo stato delle cose. Noi le aspettiamo, come aspettiamo l’intervento in Via Martiri della Resistenza, ma lasciatecelo dire: “A noi i fontanar piacevano di più”.

Comunicazione al C.C. n. 2016-002

Gent.mo Segretario, gent.mo Sindaco e gent.mi assessori e colleghi consiglieri,
a distanza di più o meno due anni dal nostro insediamento, mi sento in dovere di rivolgermi oggi a Voi, in questa seduta di Consiglio, per cercare di condividere alcune mie preoccupazioni e problematiche incontrate in questo ultimo periodo, nello svolgimento delle mie mansioni di cittadino, di pubblico ufficiale e di portavoce in Consiglio Comunale e capire quali migliorie attuare per poter meglio contribuire ad amministrare il nostro Comune.
Per farlo al meglio, abbiamo a disposizione delle normative europee, nazionali e regionali, statuti e regolamenti comunali oltre ad azioni dirette quali ordinanze, delibere di giunta e di consiglio.
L’applicazione alla lettera e l’utilizzo di questi strumenti che ho appena elencato, diventano imprescindibili nell’eventualità si miri ad un governo equo, corretto ed intransigibile.
A questi tutti noi cittadini dobbiamo riferirci per poter convivere nel rispetto sì delle regole ma, soprattutto, nel rispetto degli altri e della comunità tutta.
Diventa allora importante che questi strumenti siano redatti nel modo più attento e preciso possibile e, la loro totale applicazione, condizione unica da rispettare da parte di ogni singolo cittadino e ancor più per noi amministratori.
Una delle mie prime proposte come portavoce in Consiglio Comunale, fu la mozione 2015-04 dell’aprile 2015, dove tra le altre richieste c’era quella di modificare l’art. 40 del “Regolamento del Consiglio Comunale” “aggiornando” quanto descritto al comma 1 e comma 2, in merito alle modalità di convocazione dei consigli comunali; la mia mozione non passò per 8 voti contrari contro i 3 favorevoli, ma in quella discussione mi informaste di come già lo Statuto Comunale, prevedesse metodi più contemporanei a quello del messo citato nel regolamento del Consiglio Comunale. Ma visto che a novembre 2015 si sono apportate modifiche importanti allo stesso Regolamento del Consiglio (quelle relative alla registrazione audio dei C.C.), non era forse il caso di riportare le modifiche anche dell’articolo 40, già passate in Consiglio?
Sempre nello stesso Regolamento all’art. 26 si fa riferimento ai diritti di accesso agli atti da parte dei consiglieri Comunali. Cito questo articolo poiché il 24 Giugno scorso, tramite posta elettronica, ho richiesto copia di un’ordinanza. Cinque giorni dopo, sempre tramite e-mail ho richiesto una previsione dei tempi di evasione alla mia richiesta. Non avendo ricevuto alcuna risposta alle mie e-mail, l’indomani ho contattato telefonicamente la segreteria chiedendo un aggiornamento sullo stato della mia pratica. In risposta mi è stato detto che si era in attesa del consenso del Sindaco per poter rilasciare copia del documento. Recatomi di persona in segreteria, ho ricevuto copia dell’ordinanza, previo consenso telefonico del Sindaco. Vi sembra normale tutto ciò? È normale che un accesso agli atti, in particolare il rilascio di una semplice copia di un’ordinanza in quel momento in vigore, debba essere sottoposto all’avvallo del Sindaco? Non ho trovato né nello Statuto Comunale né su altri regolamenti a mia disposizione, nulla in merito; permettetemi di essere alquanto indignato ed amareggiato.
Sul Regolamento Edilizio all’art. 14, vengono definite tra l’altro, le modalità di composizione e costituzione della Commissione Edilizia. La nomina dei componenti la commissione spetta al Consiglio Comunale e, fatta eccezione per il Presidente, in carica per la durata dell’incarico di responsabile del servizio, tutti gli altri membri rimangono in carica quanto il Consiglio Comunale che li ha designati e comunque sino alla nomina dei nuovi membri da parte del Consiglio comunale subentrante.
Dal 2014, anno dell’insediamento dell’attuale Amministrazione ad oggi, non mi risultano consultazioni e/o passaggi in Consiglio Comunale, atte al rinnovo della Commissione Edilizia eletta con delibera di C.C. n. 60 del 30 Novembre 2009. È forse il Regolamento Edilizio a non essere aggiornato, o questa Amministrazione non ha applicato quanto il Regolamento prevede in merito?
E tutti gli atti approvati dalla commissione edilizia dall’estate 2014 ad oggi, si possono considerare validi o non legalmente riconosciuti poiché emessi da una commissione i cui componenti non potrebbero presenziare poiché già nominati dalla precedente amministrazione? “..I membri elettivi non sono eleggibili per due mandati successivi” Molti di noi, in particolar modo quelli al primo mandato, nel novembre 2009 non erano parte attiva della nostra comunità; altri, mi riferisco al Sindaco, agli assessori Camilloni e Sorcinelli e ai consiglieri Mencoboni, Camilloni Giacomo e Stefanelli, a quella seduta di consiglio comunale hanno partecipato, contribuendo pertanto alla nomina della commissione ancora in carica. Cosa stiamo aspettando?
Forse ai più di voi queste mie segnalazioni risulteranno semplici ed irrilevanti imprecisioni, non meritevoli di alcuna discussione in questa sede; per me invece sono segnali inequivocabili di superficialità e di pressapochismo nell’applicazione delle mansioni, degli oneri e delle responsabilità alle quali, noi amministratori siamo tenuti, quali rappresentanti di una comunità intera. Per fortuna che i nostri consigli comunali sono di solito deserti, altrimenti che buon esempio daremmo ai nostri elettori?
A proposito di comunità e poi con questo concludo; ricordo a tutto il Consiglio Comunale che l’8 maggio scorso è stata presentata una petizione popolare per sensibilizzare il Sindaco ed il Consiglio Comunale nei confronti di una valutazione del Piano sanitario di area vasta, da mesi oggetto di proposte, dichiarazioni e smentite. Da quell’8 Maggio non abbiamo ricevuto alcun riscontro in merito, né in consiglio comunale né come comuni cittadini.
Lo Statuto Comunale con l’articolo 27 al comma 2 cita in merito “I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento. Il Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocata dopo la scadenza di detto termine. Il Sindaco valuta l’opportunità di inserire nel predetto ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni.
È chiaro quindi come il nostro Sindaco reputi la petizione non rilevante e non opportuna di passaggio in Consiglio Comunale, allo stesso tempo non meritevole di alcun riscontro a quanti, nostri concittadini, hanno manifestato una propria posizione, una propria volontà.

Movimento 5 Stelle San Costanzo
Giovanni Furlani

Mozione n. 2016-001

Mozione n. 2016-001

OGGETTO MOZIONE DECORO URBANO
PROPOSTA DI ADESIONE DEL COMUNE DI SAN COSTANZO AL PROGETTO “DECORO URBANO”, UNO STRUMENTO PARTECIPATIVO PER LA SEGNALAZIONE DEL DEGRADO.

Il Consiglio Comunale di San Costanzo

PREMESSO CHE
– Sono già tantissimi i paesi che negli ultimi anni hanno scelto di adottare gli strumenti del web 2.0 per creare un filo diretto tra cittadini e amministrazioni pubbliche;
– Lo strumento, sviluppato dalla MAIORA LABS S.r.l. (Allego Brochure Presentazione scaricabile anche dal link http://www.decorourbano.org/docs/Decoro_Urbano.pdf) si autoalimenta e ciò che da noi sembra ancora surreale, in molte città del mondo ha già preso il via e registra una crescita e un gradimento costante nell’ambito dell’e-Government.

CONSIDERATO CHE
– DECORO URBANO è un servizio web 2.0 per una cittadinanza attiva, la proposta per un filodiretto tra i cittadini e le istituzioni;
– DECORO URBANO è uno strumento gratuito per il cittadino, un sito e un’applicazione mobile per la segnalazione dei disagi via smartphone e pc;
– DECORO URBANO è uno strumento gratuito per le istituzioni, un servizio innovativo per comunicare in modo inequivocabile la presenza sul territorio e la tutela dei beni comuni;
– DECORO URBANO è un progetto in costante sviluppo ed attualmente è possibile inviare segnalazioni in merito a:

– RIFIUTI
– DISSESTO STRADALE
– ZONE VERDI
– VANDALISMO/INCURIA
– SEGNALETICA
– AFFISSIONI ABUSIVE
ed aggiornamenti futuri includono l’inserimento di nuove categorie quali RANDAGISMO, BARRIERE ARCHITETTONICHE, INQUINAMENTO ACUSTICO ecc. per offrire una copertura completa delle problematiche urbane.
– la risoluzione di un problema comunicata attraverso DECORO URBANO ottiene ampia visibilità in rete e raggiunge rapidamente la community e che è inoltre possibile informare automaticamente i cittadini in merito allo stato delle proprie segnalazioni e/o di quelle relative alla propria zona;
– attraverso la completa integrazione con i social network, gli interventi ottengono un’ulteriore risonanza mediatica e riscuotono il consenso di tutta la community.
RITENUTO
– che usufruendo di DECORO URBANO gratuitamente la nostra Amministrazione potrebbe avvicinare e rendere fattiva la collaborazione con la cittadinanza;
– che affidando la gestione del software e delle segnalazioni al Servizio Manutenzione del Comune si ottimizzerebbero anche i tempi di intervento dello stesso;
– che il Movimento 5 Stelle potrebbe, oltre a farsi portavoce della seguente proposta, farsi carico della pubblicizzazione e della diffusione dell’iniziativa a livello Comunale, nonché seguire lo sviluppo e l’affiancamento all’amministrazione per l’attivazione dello strumento.
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE AFFINCHÉ
– approvino l’adozione dello strumento DECORO URBANO per un miglior rapporto e dialogo con la cittadinanza.
Si chiede l’iscrizione della presente mozione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Cordialmente.

Movimento 5 Stelle San Costanzo
Giovanni Furlani

CONSORZIO DI BONIFICA – M5S chiede parere di legittimità a Sindaci e segretari generali dei Comuni

Nelle scorse settimane sono pervenuti a tutti i proprietari di terreni e di fabbricati in area extra-urbana ed ai gestori del servizio idro-potabile che si trovino nel territorio regionale soggetto a bonifica, gli avvisi di pagamento per il contributo di bonifica e del servizio irriguo relativi agli anni 2014 e 2015, da parte del Consorzio di Bonifica delle Marche.
Il Consorzio di Bonifica è un ente di diritto pubblico che cura l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica e controlla l’attività dei privati, sul territorio di competenza (comprensorio di bonifica).
I consorzi di bonifica erano già previsti nel regio decreto 8 maggio 1904, n. 368 di approvazione del regolamento sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi, tuttora in vigore in alcune parti (polizia di bonifica). Il regio decreto 13 febbraio 1933 n. 215 che reca nuove norme per la bonifica integrale e approva il testo unico, contiene le norme statali di riferimento per le Regioni alle quali oggi compete la disciplina normativa della materia. Con la Legge Regionale 17 giugno 2013 n. 13 Riordino degli interventi in materia di Bonifica e di Irrigazione.Costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche e fusione dei Consorzi di Bonifica del Foglia, Metauro e Cesano, del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, dell’Aso, del Tenna e del Tronto” è stato costituito il “Consorzio di Bonifica delle Marche”
Il consorzio di bonifica così creato “è un consorzio obbligatorio costituito tra tutti i proprietari degli immobiliinclusi nel comprensorio per il beneficio che ricevono o possono ricevere dalle attività di manutenzioneidraulico forestale di cui al d.p.r. 14 aprile 1993 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante criteri emodalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale)” (art.6 L.R. 13/2013);Il Consorzio di Bonifica delle Marche è quindi per legge regionale identificato come un “consorzio obbligatorio”.
Sulla legittimità di tale obbligatorietà e del contributo richiesto abbiamo presentato una interpellanza ai Sindaci ed al Segretari Generali dei nostri Comuni al fine di avere dagli stessi una pronuncia ed un parere di merito, visto che anche i Comuni, se proprietari di immobili ricadenti nel comprensorio di bonifica, sono tenuti al versamento del contributo obbligatorio. L’interpellanza circostanzia le criticità in merito alla correttezza della obbligatorietà del Consorzio, riportando dettagliate motivazioni. Nell’atto, inoltre, si fornisce un ampio quadro giurisprudenziale, che risulta invero piuttosto controverso, in merito alla legittimità del contributo richiesto.
Tutto ciò premesso, si chiede pertanto
1) se il Comune risulti proprietario di immobili ricompresi fra quelli ricadenti negli obblighi contributivi nei confronti del Consorzio di Bonifica Marche;
2) se il Comune sia stato destinatario di avviso di pagamento del contributo per gli anni 2014 e 2015 e per quali importi;
3) se gli Uffici e l’Amministrazione abbiano ritenuto necessario un approfondimento istruttorio al fine di verificare la piena legittimità della costituzione del Consorzio obbligatorio e del contributo;
4) se, anche sulla base del quadro giuridico, normativo e giurisprudenziale sopra descritto e viste le implicazioni economiche per l’Ente e/o per i cittadini della contribuzione prevista, ritengano pienamente legittimi la costituzione del Consorzio obbligatorio di Bonifica delle Marche ed il contributo richiesto;
5) quali azioni intendano mettere in campo, anche agli esiti delle verifiche e degli accertamenti necessari per evadere le richieste ed i quesiti di cui ai punti precedenti.
In questo modo, riteniamo che i competenti uffici del Comune saranno costretti ad esprimersi nel merito per dirimere i dubbi sollevati aprendo una apposita istruttoria. Valuteremo con estrema attenzione quelle che saranno le posizioni assunte e le motivazioni che verranno articolate, anche al fine di adottare (ed eventualmente di far adottare anche dal Comune stesso) le conseguenti azioni nei confronti della Regione e del Consorzio a tutela dei cittadini e per il rispetto dei principi di legalità, efficacia, imparzialità, ragionevolezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
1 settembre 2015
M5S Fano
M5S Jesi
M5S Gabicce
M5S Maiolati Spontini
M5S Polverigi
M5S San Costanzo
M5S Tavullia
M5S Vallefoglia

Consiglio Comunale del 30 Giugno 2015

Come ampiamente pubblicizzato sui social network, martedì scorso si è tenuto il Consiglio Comunale, con all’ordine del giorno, tantissimi punti sui quali argomentare.

La sala era più gremita del solito; alle solite facce si sono uniti alcuni visi nuovi.

Per opportunità di rendicontazione, la scaletta è stata leggermente stravolta, anticipando la discussione dell’interrogazione “Salute”  del Consigliere Mencoboni come primo punto, poiché legata alle comunicazioni del Sindaco.

Dopo l’esposizione dell’interrogazione da parte del Consigliere Mencoboni , arricchita da una premessa al commento del post pubblicato su FB dal profilo privato del nostro Sindaco, diffuso in risposta alla nostra “Lettera aperta al Sindaco”, la parola è passata a quest’ultima.

Seppur con una pizzico di commozione, vista la delicatezza dell’argomento in discussione, la replica del Sindaco è stata decisa e precisa, con ben inquadrato, nel mirino, IL NEMICO A CINQUE STELLE.

In poco più di qualche minuto una tempesta di parole si è abbattuta sulla figura del neo Consigliere reo, a dire del primo cittadino, di averla attaccata con i suoi recenti documenti scritti, dal punto di vista personale nonché morale.

Le accuse snocciolate vanno dalla presunzione nel voler insegnare il significato della parola becero, all’attacco personale alla Dott.ssa Margherita Pedinelli piuttosto che al Sindaco, all’aver “spiattellato” su Facebook  il documento, all’aver pensato che il Sindaco custodisse segretamente i dati che da mesi stiamo tutti aspettando e, infine, di aver utilizzato come mezzo di interazione, sempre e solo il mezzo digitale in alternativa a quello fisico, di persona, vista la sua presenza giornaliera, nel palazzo comunale

E allora proprio come in una ricca giardiniera, le parole becero, finocchio, protocollo, oste, venivano mescolate a brevi citazioni estrapolate dai testi originali, completando così la struttura accusatoria a carico del consigliere del Movimento.

Quel dito puntato poi, stile zio Sam, non ammetteva più dubbi:

“PROPRIO TU”!

Lui, in rispetto completo alle regole, non ha proferito parola, tramortito da quella sequela di colpi verbali, degni, questa volta, del miglior picchiatore.

Qualche minuto di respiro, approfittando della replica del Consigliere Mencoboni, sono serviti per raccogliere un po’ i pezzi di quell’attacco, ma il colpo ormai era arrivato. Grazie alla cortesia concessa dal Sindaco, anche a lui è stata  data la possibilità di replica.

Con un  po’ di rabbia mista ad agitazione, il Consigliere del MoVimento ha cercato di ribattere punto per punto alle accuse.

Ha precisato per esempio che nel suo primo testo, “Lettera aperta al Sindaco” non c’era alcuna volontà, mascherata tra le righe, di definirla strega, di offendere né il Sindaco, né tantomeno la persona, Dott.ssa Pedinelli.

Ha escluso ogni possibile ipotesi di custodia da parte del Sindaco dei dati tanto richiesti in questo periodo.

Ha giustificato la diffusione del testo attraverso il web, come solita e unica utilizzabile, dal MoVimento rappresentato, da un anno a questa parte.

Ha precisato ancora che il protocollo, portato molto spesso a supporto delle azioni intraprese dal Sindaco, sarebbe  dovuto essere riferimento anche per i documenti inviati al Sindaco.

Ha sottolineato come quell’insalata di parole non poteva essere mescolata,  ma queste andavano contestualizzate.

Ha confermato  che l’unico messaggio esplicito di quel documento, era quello di sollecitare chi, fino a quel momento, si era dimostrato sordo alle proprie richieste e a quelle del Sindaco.

In realtà, quel documento, una responsabilità ce l’ha avuta.

Quel documento non è stato condiviso sui social network soltanto dagli elementi  del MoVimento; quel documento è stato apprezzato e condiviso da tanti altri, sancostanzesi e non; quel documento ha dimostrato che quella problematica interessava a molti, forse troppi per qualcuno.

E allora tutti questi sono stati corresponsabili!

Perché allora il Sindaco, che preferirebbe i rapporti  “di persona” alle fredde comunicazioni digitali, non ha convocato, per fare il punto della situazione, chi da mesi era interessato a far sì che la questione procedesse più speditamente?

Forse non aveva il numero  di telefono per contattare il Consigliere del Movimento al quale dire, per esempio, che da lì a breve, si sarebbero organizzati sia la visita in discarica che l’assembla pubblica?

Credetemi, lo posso confermare io al cento per cento, il numero del cellulare del Consigliere Furlani, il Sindaco, ce l’ha!!!

In questa società, ognuno è libero, nel rispetto degli altri e delle regole, di fare politica nel modo più consono ai propri impegni e alle proprie capacità. Da parte mia, la sto facendo nel modo più naturale possibile, senza particolari strategie, equilibri o giochetti strani. Non sono e non voglio essere un politico professionista, ma un semplice cittadino prestato alla politica.

I miei comportamenti dovranno innanzitutto essere graditi a quelle poche decine di preferenze prese e, soprattutto, continuare ad essere guida per quei tre fanciulli, per il cui futuro, mi son sentito chiamato in causa.

Oltre a questo, per il resto, tutto bene; il Consiglio Comunale è proseguito fino alle 1:15.

 

Il Consigliere

Giovanni Furlani

 

L’oste, il becero e il finocchio

Partecipazione! Ovvero la sottile linea tra libertà ed infinocchiamento.

Ci siete mai chiesti da dove derivi il significato del verbo  infinocchiare?

Vorrei spiegarvelo brevemente, lungi da me la presunzione di fare il professore, ma credo che a volte soffermarsi a riflettere anche sul semplice fatto di voler capire l’etimologia delle parole non sia cosa da poco, non per niente Nanni Moretti in uno dei suoi più celebri film (Palombella rossa) così recitava :

Come parla! Come parla! Le parole sono importanti. Come parla!

Detto questo torniamo sul significato del verbo INFINOCCHIARE :

Il verbo infinocchiare si utilizza come sinonimo di raggirare, imbrogliare, ingannare. Il termine deriva chiaramente da finocchio, ma per quale motivo ha assunto nel tempo questo significato?

Il motivo va ricercato in una peculiarità del finocchio: se consumato crudo, la sua aromaticità è in grado di alterare i sapori. In particolar modo maschera il sentore di aceto che può assumere il vino se è di scarsa qualità o è mal conservato.

Proprio per questo motivo gli osti di una volta, per rifilare vino inacidito agli avventori del proprio locale, servivano antipasti a base di finocchio. In questo modo i clienti, con la bocca alterata dal gusto del finocchio, non si accorgevano del bidone che gli veniva rifilato e bevevano senza lamentarsi. Venivano quindi “infinocchiati“.

Questa semplice spiegazione, mi è venuta in mente qualche giorno fa, quando nel soffermarmi a leggere un post nel social network più popolare, ho pensato che potesse cascarci a fagiuolo.

Quel post, carico di struggente emotività, parlava di Bèceri personaggi, di streghe cattive e di orribili pestilenze  tirate in ballo dai primi come facile strumento per far leva sulla pubblica opinione senza curarsi della sensibilità della povera strega .

Sotto il post, come spesso accade, una serie di commentatori (per fortuna non tutti) dimostravano subito la loro vicinanza alla scrittrice di turno, pronti a scagliare la pietra contro il bècero individuo che a suo dire l’aveva ferita con una lettera senza precedenti; e fin qui ci potrebbe stare, penserete… se non fosse che quella LETTERA APERTA, sia stata inviata all’Oste (di cui sopra) attraverso l’ufficialità di una mail  poi pubblicata su questo blog infine condivisa attraverso il social, affinché  TUTTI potessero leggerla per farsi una propria opinione.

Quella lettera non parla di nessuna strega cattiva ed è priva di qualsiasi forma di parola offensiva , ma chiede solamente all’Oste, dopo svariate sollecitazioni, di attivarsi al meglio per  l’apertura di una trattativa che cerchi di capire il motivo per il quale il suo vino si sia inacidito e per trovare  una soluzione che porti alla distribuzione di un vino migliore per tutti i locandieri !

Ma l’Oste, sordo evidentemente da un orecchio e probabilmente timoroso di far notare ai suoi fornitori che  il loro vino ha qualcosa che non va, con una settimana di ritardo prepara una bella storia farcita di sentimentalismo, sapendo di far leva  su quella altissima percentuale di  locandieri che commenteranno senza mai andare a leggere la lettera del becèro cliente che si è lamentato del vino!

Qui entra il gioco la PARTECIPAZIONE:

se quei commentatori ,ma non solo loro, partecipassero di più alla vita pubblica della locanda senza delegare sempre la cosa a qualcun altro, magari solamente PARTECIPANDO ai consigli comunali, si sarebbero subito accorti che l’oste ha cercato di infinocchiarli, in quanto fu  lo stesso, in una seduta del consiglio supremo della locanda  in febbraio, a stabilire  che entro aprile avrebbe indetto una conferenza aperta a tutti i locandieri insieme a degli  esperti per affrontare il problema del vino, fu lo stesso che si prese la briga di contattare i luminari e di convocare un tavolo di lavoro nel più breve tempo possibile ! (per chi fosse interessato tutto regolarmente verbalizzato e consultabile agli atti).

Quei commentatori e non solo avrebbero certo avuto il giusto punto di vista per farsi una propria idea per poter valutare se era più corretto il comportamento dell’Oste o del cliente che lo stava criticando.

Come scritto sopra, non voglio di certo fare il professore, ma voglio solamente invitarvi a PARTECIPARE di più alla vita pubblica che vi riguarda, domani 30 giugno alle ore 21:00 ci sarà un ricco consiglio comunale che tratterà numerosi punti che riguardano ognuno di noi dove l’oste si troverà a dover dare delle risposte precise a delle domande puntuali !

Chiudo con una frase del mitico Giorgio Gaber  (va così di moda citare i cantanti ultimamente che non ho resistito!)    “ … LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE !!!…”

 

Ad majora semper  

Il cittadino Marco Sonnante

Interrogazione n. 2015-011

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 Luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”, alla luce dell’analisi preliminare dei documenti richiesti alcuni giorni fa, in particolare il Prospetto Economico Finanziario 2015 (PEF 2015) ed il Piano Finanziario 2015, con la presente sottopone le seguenti interrogazioni, con richiesta di risposta scritta:

1) Per quale motivo nell’ultima pagina del Piano Finanziario, la tariffa di smaltimento in discarica è di 140,00 €/ton per i mesi di Gennaio e Febbraio e 125 €/ton da Marzo in poi, ma nel Prospetto (sotto la voce CTS) risultano rispettivamente 100 euro/ton e 85 euro/t?

2) Per quale motivo nella voce CTS del Prospetto viene indicato che soltanto 340 ton su 476 di indifferenziato sono sottoposte a trattamento TMB? Non dovrebbe essere eseguito su tutto l’indifferenziato che va in discarica?

3) I costi del personale per ogni singolo sotto-processo (raccolta organico, raccolta carta, raccolta ingombranti, ecc…) vengono imputati soltanto per la metà nella voce specifica (CRD e CRT).
La restante metà viene imputata ai CGG, costi generali di gestione.
Questi CGG comprendono, però, anche una quota pari al 44% del costo complessivo del personale diretto, pari a 44.514,80 euro.
In sostanza, paghiamo il 100% del personale diretto (metà nelle voci specifiche, metà nei CGG) e in più 44.514,80 euro (circa 9 euro ad abitante). Perché? Cosa sono tutti questi costi?

4) La raccolta ingombranti a domicilio viene effettuata, sulla base di quanto dichiarato, per 6 ore a settimana, tutte le settimane, con un costo operativo di 10.238,22 euro.
In realtà questa raccolta non mi sembra sia settimanale, visto che, quando si chiama per il ritiro, di solito l’appuntamento che danno è circa un mese dopo, se non di più.

5) Nel Piano Finanziario a pagina 29 viene dichiarato che il ferro viene venduto alla Sider Rottami di Pesaro, ma nel Prospetto, nell’ultima pagina, non si prevede nessun ricavo dalla vendita del ferro. Come mai?

6) Nel Piano Finanziario a pagina 22 si nota che la produzione di carta, cartone, vetro, alluminio ed alcune altre tipologie resta abbastanza costante nel tempo; mentre:
– la produzione della plastica in due anni aumenta del 39% passando da circa 112.000 Kg 2012 a circa 156.000 Kg 2014;
– la produzione dell’organico in due anni aumenta del 21% passando da circa 300.000 Kg 2012 a circa 364.000 Kg 2014;
– la produzione del verde in due anni aumenta del 12% passando da circa 379.000 Kg 2012 a circa 426.000 Kg 2014.
Tutto ciò come si giustifica?

7) Nel Prospetto Finanziario a pagina 29 si dichiara di trattare la plastica per ridurne il volume.
A quanto ammonta il costo unitario e totale di questo trattamento?
È già compreso nella voce “plastica” dell’ultima pagina del Prospetto, dove viene dichiarato un ricavo dalla vendita della plastica di soli 95 euro/t?

8) Il tonnellaggio della plastica e soprattutto del verde (a differenza delle altre frazioni merceologiche), confrontando i kg ad abitante per anno prodotti, non è coerente con i dati del Piano Regionale di Gestione Rifiuti recentemente approvato: troppe tonnellate! Come mai?
Documento2410

Le ultime 3 colonne della tabella sono prese da pag. 76 del Quadro Conoscitivo del PRGR, in particolare le ultime due sono, rispettivamente, i kg ad abitante per anno prodotti in media nei comuni con una popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti e tra 5.000 e 15.000 abitanti, confrontabili quindi con la nostra realtà.

9) Con la Determina del Settore Tecnico numero 56 del 11/06/2015 si liquidano 637,81 euro ad Aset per il conferimento, relativo a Marzo 2015, di rifiuti non recuperabili (CER 200201 e CER 200307). Il CER 200201 identifica “sfalci e potature”. Significa che alcune tonnellate di sfalci e potature vengono conferite in discarica, pur rientrando molto probabilmente nel conteggio della Raccolta Differenziata. Per quale motivo questo materiale finisce in discarica? E quali sono le quantità di rifiuto non indifferenziato che sono finite in discarica ogni mese nel 2014 e 2015, suddivise per codici CER?

10 Nel Piano Finanziario a pagina 10 si torna ad evidenziare come il 40% dell’organico raccolto a livello stradale risulti di pessima qualità e quindi il tutto è destinato in discarica. Per “tutto” si intendono tutte le 364 t o soltanto l’aliquota del 40% (circa 146 t)?

11 Non le sembra strano che nel 2014 siano aumentate le quantità delle frazioni che portano costi (plastica, verde, organico) mentre quelle che portano ricavi (carta/cartone, vetro, alluminio) oltre a non essere interessati a particolari incrementi, non risentano neanche delle importanti variazioni dei rimborsi CONAI, rincarati nella primavera 2014 di circa il 15 %, come risulta dall’accordo ANCI-CONAI? Chi si appropria di questi maggiori ricavi? I rimborsi delle quote differenziate che il gestore, per nostro conto, vende ai vari consorzi, sono calcolati da prezzi di vendita di mercato? Quali sono i prezzi unitari?

Il Consigliere

Interrogazione n. 2015-008

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 Luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”, con la presente sottopone le seguenti interrogazioni, con richiesta di risposta scritta:
– In riferimento al contratto sottoscritto tra il Comune di San Costanzo e la partecipata ASET SPA, relativo alla raccolta e gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, qual è l’esatto importo in euro relativo all’eventuale penale a cui il nostro Comune verrebbe assoggettato, nell’eventualità decidesse di rescindere il contratto stesso entro il 31 Dicembre 2015?
– Sempre in riferimento al contratto in essere precedentemente preso in riferimento, a quali impedimenti e/o problematiche andrebbe incontro il Comune di San Costanzo, nell’eventualità decidesse di rescindere anticipatamente il contratto in essere con ASET Spa?
– Nella gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende agricole locali, come vanno raccolti, stoccati e smaltiti i teli di plastica di risulta, impiegati nelle operazioni di pacciamatura?
– Nella gestione delle attività delle aziende agricole locali, come devono essere raccolti, stoccati e smaltiti, tutti i contenitori di prodotti chimici e fitofarmaci, in materiale plastico e non, dopo averli sottoposti alle operazioni di bonifica?

Il Consigliere