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Acqua-due-o, una delle cinque stelle

Una delle molecole più semplici in natura, sicuramente il più importante tra i solventi, spesso causa di liti, scontri e guerre tra noi componenti del genere umano. Tanti i modi di definire l’acqua, tante le volontà di controllarne la proprietà, la distribuzione, il business.

Tutto questo, purtroppo, non accade soltanto nei villaggi africani o negli altri territori aridi e desertificati.

L’acqua è per il genere umano e non solo, un bene di prima necessità, fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi.

Se è vero che oltre il 70% del nostro corpo è costituito proprio di acqua, ci rendiamo subito conto di quanto sia per noi prezioso. Vista l’importanza di questo bene, occorrerebbe non sprecarlo, occorrerebbe non considerarlo una merce sulla quale fare profitto, occorrerebbe condividerlo con tutti.

Da qualche decennio però, i nostri amministratori, a tutti i livelli, sembrerebbero aver fiutato il “Business acqua”; a conferma di questo la necessità, con il referendum del 2011, di mettere nero su bianco in merito alla proprietà ed alla gestione pubblica dell’acqua.

A distanza di appena un lustro da quel plebiscitario esito che sancisce la volontà del popolo italiano di una gestione completamente pubblica del bene acqua, la realtà è assai diversa: nessun processo di ri-pubblicizzazione avviato, gestione ancora in mano ad aziende che vogliono fare utili, sempre più  gestori privati o misti pubblici-privati che mercificano questo bene, creando utili, acquisendo potere, impoverendo i Comuni e con essi i propri cittadini.

Da qualche mese, in collaborazione con il preziosissimo supporto dei comitati di cittadini presenti nel nostro territorio, un gruppo di lavoro costituito da portavoce del Movimento 5 Stelle della Regione Marche, ha unito le proprie risorse per cercare di operare all’impedimento alla privatizzazione del bene acqua, che i burattinai del potere, più o meno palesemente, stanno cercando di far passare come unico possibile futuro scenario.

Di seguito riportiamo il testo del Comunicato stampa congiunto che vuol essere un primo punto di partenza verso la difesa della gestione pubblica della nostra cara, fresca, dolce acqua.

Comunicato congiunto2

 

 

Tanti significati dietro a quella poltrona

Marche Multiservizi: il Movimento 5 Stelle dice no al terzo consigliere del socio Hera, ulteriore passo verso l’aumento del potere del privato, voluto dal PD
Anche oggi il PD dimostra la propria incoerenza.
Nel 2011 aveva votato sì al referendum contro la privatizzazione dei servizi di pubblica utilità a rilevanza economica, oggi vota a favore della modifica dello statuto di MarcheMultiServizi Spa per dare ancora più forza alla gestione privata!
Da subito dopo il referendum , tutti i governi, da Berlusconi a Monti , per finire con l’attuale Premier , hanno disatteso la volontà popolare, espressa in sede referendaria.
Matteo Ricci non si differenzia: a marzo rassicura che, dalla cessione del 2,5% di azioni di MarcheMultiServizi Spa ad Hera Spa da parte del Comune di Pesaro e dello 0,7% da parte del Comune di Tavullia, quest’ultima aggiudicata definitivamente in questi giorni, “non ci sarebbero state modiche alla governance”; a luglio, invece, stipula un nuovo accordo che favorirà il socio privato aumentando il numero di consiglieri di Hera nel consiglio di amministrazione da 2 a 3. Mentre nei consigli dei comuni soci di MMS si sta ancora decidendo per la variazione dell’art 15 dello statuto di MMS, che toglierà la nomina del consigliere da parte della Provincia, la giunta pesarese ha già approvato i nuovi patti parasociali che prevedono che questo venga sostituito da un consigliere di Hera Spa. La modifica statutaria dell’articolo 15 chiesta dal Pd è la chiave per dare sempre più attuazione ad una privatizzazione di fatto.
Ma non è tutto: il patto parasociale tra Hera spa e Comune di Pesaro prevede che “la composizione del collegio sindacale non vari anche nel caso in cui Hera spa abbia la maggioranza delle quote sociali”. Qui Ricci sta andando avanti coi pensieri e forse sa qualcosa che noi non sappiamo.
Il comune a 5 stelle di Montelabbate ieri ha deliberato per il mantenimento dell’art 15 così come è .
Qualora la provincia debba rinunciare al proprio consigliere d’amministrazione, Montelabbate chiederà che possa essere scelto dai piccoli comuni azionisti, numerosi e poco rappresentati dall’unico consigliere ora presente nel C.D.A..
L’appello dei 5 Stelle ora va ai tutti i consigli comunali (Tavullia compresa) che non abbiano ancora deliberato la variazione statutaria di opporsi o comunque chiedere che venga sostenuto un consigliere pubblico in sede di elezione.
All’assemblea dei soci serve infatti l’85% per modificare lo statuto: Pesaro e Hera Spa non lo raggiungono da sole.
ll Movimento 5 stelle è coerente: ha sostenuto e sostiene ancora il referendum dimostrandosi l’unica forza politica che fa il vero interesse dei cittadini.
Il Partito Democratico non perde occasione per aumentare, nella gestione dei servizi pubblici, il potere del privato. Quest’ultimo di chi farà gli interessi?
Loro non si arrenderanno, noi neppure!!
I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Montelabbate, Pesaro, San Costanzo, Tavullia, Vallefoglia

Le Regionali: adesso cosa facciamo?

Analizzando i commenti post voto, si conferma ancora una volta, se ce ne fosse stato ancora bisogno, come non ci siano sconfitti dall’esito delle urne.

La sinistra ha vinto 5-2!!! La destra ha soffiato al PD due Regioni strategiche!!! Il M5S ha messo propri rappresentanti all’interno di tutti i Consigli Regionali!!! La Lega ha più che raddoppiato i voti!!!

Ecco, vedete? Tutti, ma proprio tutti, hanno individuato il proprio torrino sul quale far sventolare la propria bandiera.

In realtà hanno e abbiamo perso tutti.

L’affluenza alle urne della metà degli aventi diritto, conferma che tutte le forze politiche hanno perso. Non riusciamo più a coinvolgere, trascinare, rendere partecipi la maggior parte degli elettori per cui, ogni commento ai numeri, risulta essere pericolosamente inattendibile.

Nella nostra regione la percentuale dei votanti è passata dal 62,77% del 2010 al 49,78% del 31 Maggio scorso, riduzione in linea con l’andamento delle altre regioni interessate d questa tornata elettorale, ma che la dice lunga sull’apatia diffusa nella nostra società.

E adesso cosa facciamo?

Dobbiamo forse lavorare di più, essere amministratori più che governanti, pensare a chi ci ha voltato le spalle e non a chi sulle spalle ci è salito, per il giro d’onore.

Se la politica, a tutti i livelli, recupererà un minimo di serietà, e tornerà a rappresentare i cittadini ed i loro interessi, gli stessi cittadini, allora, torneranno a credere nella politica, nelle istituzioni, negli amministratori,e a quel punto, ma solo allora, forse si ricucirà lo strappo, uno strappo chiaro ed evidente ai più, ma considerato una semplice smagliatura da tutti coloro che, queste elezioni, pensano davvero di averle vinte.

 

Giovanni Furlani

Incontro del 7 Maggio 2015

Piacevolissima serata quella trascorsa insieme ai candidati consiglieri del M5S, alle prossime elezioni regionali.

I cittadini prestati alla politica si sono ancora una volta dimostrati tali, semplici, disponibili all’incontro, all’ascolto e alla ricerca di punti di vista alternativi, magari a loro precedentemente sconosciuti.

Buona anche la partecipazione del pubblico, sia da parte di nostri concittadini che di qualche “forestiero” i quali, interagendo con i candidati con argomentazioni varie e ricche di riflessioni, testimonianze e provocazioni, ha fatto sì che la serata trascorresse con ritmo ed interesse.

Anche per noi del gruppo di San Costanzo è stato una buona occasione per conoscerli di persona, sentire le loro voci, le loro energie, le loro cariche.

Un’unica riflessione, emersa nella serata, mi sento di sottolineare, chissà che non stimoli qualche indeciso: “Purtroppo non basta più il solo voto, ma occorre essere attivi”.

Noi siamo qua.

 

Giovanni Furlani

Montelabbate, 17 Aprile 2015

Venerdì scorso ho avuto il piacere di partecipare all’incontro in piazza ad Osteria Nuova, comune di Montelabbate, con alcuni deputati e senatori del M5S. Tra questi, il volto più noto era sicuramente quello di Luigi Di Maio, vice-presidente della Camera dei deputati, e personaggio di spicco dell’intero MoVimento, in visita insieme agli altri, all’unica amministrazione comunale in mano al MoVimento stesso, dell’intera provincia pesarese, in vista della prossima tornata elettorale. A fine Maggio infatti, anche nella nostra Regione, si terranno le elezioni per il rinnovo del Presidente e del relativo Consiglio Regionale. I vari gruppi interessati, stanno già diffondendo i propri slogan; tra questi di sicuro un elemento in comune a tutti, quello cioè del rinnovamento del cambiamento.

Di buon auspicio al cambiamento ed al rinnovamento, sono le candidature dell’ex-Sindaco di Pesaro Ceriscioli, per circa dieci anni assessore del capoluogo e per altri dieci Sindaco.

Più per il “cambiamento”, che per il rinnovamento, la candidatura di Spacca. Dal 1990 all’interno del palazzo regionale come Consigliere, è stato il Presidente della nostra regione negli ultimi dieci anni, due mandati sostenuti da coalizioni di centro sinistra. Per il terzo mandato, preso atto che la sinistra avrebbe scelto un “cavallo” diverso da lui, non si è abbattuto e, iniziando proprio con l’annunciato cambiamento, ha ben pensato di cambiare schieramento, diventando il candidato della lista civica supportata da chi, per dieci anni, ha fatto al suo governo, opposizione.

Tornando all’incontro di Venerdì, volevo condividere con voi lettori alcune sensazioni che mi sono rimaste impresse.

La prima, senza ombra di dubbio, è stata la semplicità con la quale tutti quanti loro vivono la propria missione; nessuna auto blu, nessun cerimoniale, nessuna inviolabile scaletta, ma tanta voglia di essere normali cittadini, pronti ad ascoltare chiunque, a prendere spunti interessanti, a sintonizzarsi sulla stessa lunghezza d’onda di noi semplici cittadini. La foto che da lì a pochi minuti girava sul Web e che ritraeva il buon Di Maio in procinto di salire e mettersi alla guida della Fiat Punto, la dice lunga sul profilo scelto.

A seguire, nel corso di un intervento, ci è stato presentato un indicatore socio-economico diverso dai vari ISEE, spread, PIL, ecc., il PIF. Acronimo di Prodotto Interno di Felicità, dovrebbe essere il vero faro di chi è responsabile della nostra salute, del nostro, lavoro, delle nostre comunità. I Sindaci, i Presidenti delle Regioni, il Presidente del Consiglio, dovrebbero riferirsi quasi esclusivamente a questo. Non sarà un caso se nel nostro Bel Paese, dove il sole la fa da padrone e caratterizza il nostro modo di vivere, si consumano più antidepressivi che nella maggior parte degli stati europei!

La circostanza poi ha fatto sì che si soffermassero sulla questione Whirpool/Indesit. Di questi giorni è la decisione presa dalla multinazionale americana di chiudere alcuni stabilimenti in Italia, e trasferire la produzione in Turchia e in Polonia. Ma perché proprio in questi due paesi? Se non hanno adottato neanche l’Euro? Già!!!!

Forse anche gli americani si sono resi conto che il socio/Italia, non lascia tante opportunità. Socio sì, poiché in un modo o nell’altro si prende la metà del tuo ricavato ma, nel momento del bisogno, ti abbandona, ti richiede la parte con anche gli interessi.

Ma un altra gestione è possibile. Proprio a Montelabbate sono riusciti a riprendersi la gestione dei tributi, togliendola ad Equitalia. Con una gestione più attenta e vicina alle esigenze del momento, si è preferito tendere la mano all’utente moroso, piuttosto che affossarlo nella propria situazione. Certo è che in Amministrazione dovranno lavorare di più e, soprattutto, valutare al meglio caso per caso. Ma scusate, qual è il significato della parola Comune e quale la sua missione?

Parliamo di europee

Logo M5S FANOSi, parliamone…

Le elezioni europee sono state una sorpresa… ma anche no!!!

La delusione del Movimento 5 Stelle non c’è stata se messa in relazione alle politiche del 2013, c’è se pensiamo alle aspettative. Ci si immaginava che sfondasse, ma non è stato così. Perchè?

Il motivo è molto semplice, molto più semplice di quanto sentiamo regolarmente in TV o leggiamo sui giornali. Beppe Grillo non piace ad una buona fetta di italiani, soprattutto a quelli che non leggono, che non si informano, a quelli che leggono solo i titoli dei giornali ma non l’articolo, ovvero alla stragrande maggioranza degli italiani.

Prima di proseguire nella mia analisi vi faccio un esempio pratico ponendovi alcune domande, alle quali vi chiedo di rispondere con sincerità e poi di verificare se avete risposto in modo giusto.

  1. Sapete esattemente come funziona il Fiscal Compact? (clicca quì per sapere la risposta)
  2. Sapete esattamente cosa dice il testo della legge che parla di “Pareggio di bilancio”? (clicca quì per sapere la risposta)
  3. Sapete esattamente cos’è lo spread e come viene calcolato, e soprattutto chi lo decide in Europa? (clicca quì per sapere la risposta)
  4. Ultima domanda, avete letto i programmi elettorali di PD e del M5S? Se si , li avete capiti? (clicca quì per leggere quello del PD, e clicca quì per leggere quello del M5S)

Fiscal compact
Questo trattato dice che dobbiamo ridurre il rapporto del nostro debito dal 134% al 60%. COnsiderato che stiamo parlando di una cifra che oggi è pari a circa 2000 miliardi, la riduzione è pari a circa la metà, quindi 1000 miliardi di Euro. Questa riduzione va fatta in 20 anni.
1000 diviso 20 fa 50 miliardi all’anno, la matematica non è un opinione.
Questa riduzione purtroppo verrà fatta solo attraverso l’aumento di tasse, quindi per 20 anni dovremo pagare tasse all’anno per circa 50 miliardi euro, se pensate che fino ad oggi le varie leggi finanziarie (oggi si chiamamo di stabilità) avevano un valore di circa 20/30 miliardi significa che per i prossimi 20 anni pagheremo il doppio di tasse rispetto al passato.
Non vi pare una follia tutto ciò? Eppure la matematica non perdona.. queste sono le cifre.

Pareggio di bilancio
Questa è un altra delle follie europee. pareggi di bilancio vuol dire che lo stato non può spendere più di quanto incassa. Ora, anche un bambino capisce da solo che l’introito delle tasse diminuisce diminuiscono anche le uscite, quindi lo stato italiano non potrà più investire per migliorare l’economia e lo stato sociale dei suoi cittadini, proprio perchè l’economia e lo stato sociale vanno male. Non vi pare un cane che si morde la coda?
Come possiamo fare le riforme strutturali, quelle che servono al lavoro e all’economia italiana se non possiamo investire? Quindi per colpa del pareggio di bilancio la situazione è questa:

  1. l’economia va male
  2. per colpa del fatto che ‘economia va male le aziende pagano meno tasse, e avendo sempre più disoccupazione anche le tasse pagate dai dipendenti sono sempre meno, proprio perchè ci sono sempre meno dipendenti
  3. siccome lo stato incassa meno tasse, per via dei punti sopra citati non potrà spendere per migliorare la situazione per colpa del pareggio di bilancio. Non potrà pagare i debiti che ha con le aziende, le quali a loro volta non avranno i soldi che stanno aspettando da tempo, e quindi non ricevendo finanziamenti dalla banche continueranno a fallire… e la spirale continua.

Lo sapete come ha fatto la Germania ad uscire dalla crisi (cosa avvenuta già da qualche anno)? Semplice, se ne è altamente fregata del rispetto trattato di Maastricht (quello in vigore prima del fiscal compact), ha sforato i parametri e ha investito nell’economia del paese, mettendo le aziende in condizione di produrre e di lavorare al meglio. Cosa è successo in Italia? Chiedetelo a Monti, colui che ha distrutto l’economia in pochi mesi nonostante sia un bocconiano!!!

Spread
Lo spread, così come inteso oggi dai giornali, rappresenta il differenziale dei tassi di interesse tra i titoli di stato italiano e quelli tedeschi. Senza entrare eccesivamente nel merito di come viene calcolato vi basti pensare che sale quando gli altri stati europei non vogliono comprare i nostri titoli, quindi l’Italia per venderli deve aumentarne la redditività, aumentando così il divario tra i nostri e quelli tedeschi. Ora siccome l’acquisto dei titoli lo fanno le banche, e queste sono le proprietarie della BCE (banca centrale europea), quella che decide le sorti dell’Euro, secondo voi potranno mai agire secondo logiche diverse dal profitto speculativo?
Siccome queste guadagnano soldi a palate con l’Euro, prestandolo alle singole nazioni “bisognose” europee, immagino vi sarà facile capire come abbiano tutto l’interesse a far si che gli stati dell’Europa siano sempre più “bisognosi”, garantendosi così “clienti facili”. Se lo stato italianon aumenta i tassi di interesse sui propri titoli di stano non fa altro che aumentare il proprio debito, e se aumenta il debito deve per forza comprare Euro alla BCE per pagarlo, ma allo stesso tempo deve vendere molti titoli di stato per pagare alla BCE i propri debiti, e per farli deve aumentare i tassi di rendita ai proprietari della BCE, coloro che comprano i titoli di stato.
Riuscite a capire che razza di gioco macchiavellico sono stati capaci di inventarsi i banchieri europei?

I programmi elettorali
Se li avete letti avrete capito chi veramente vuole il bene del nostro paese e in che modo vuole risolvere i nostri problemi, le altre sono chiacchiere da bar fumose e inconsistenti.

Proseguiamo nell’analisi della votazione per le elezioni europee, queste erano da valutarsi solo ed esclusivamente su basi numeriche e matematiche, ovvero su materie oggettive e non opinabili. Eppure il 90% degli italiani non si è mai informato su queste cose.
Beppe Grillo dice un sacco di cose giuste ma purtroppo le dice in modo che a molte persone in Italia non piace. La gente in Italia da più peso alla forma che al contenuto (è lo sport nazionale), se uno parla bene ma dice stupidate vince lo stesso.

Sempre rimanendo in tema di numeri possiamo dire che:

  1. Il risultato del PD altro non è che la somma dei voti della frammentazione di tutte le liste sparite negli ultimi tempi (SEL, Scelta civica, rifondazione comunista, ecc…)
  2. Il risultato di Forza Italia è il calo dettato dalla frammentazione. Se sommiamo i voti di Forza Italia, NCD e Fratelli d’Italia otteniamo più o meno gli stessi risultati delle politiche del 2013
  3. il Movimento 5 stelle non intercetta il voto di protesta come pensava, perde qualche punto ma consolida il risultato su voti più sicuri, basati su gente più attenta e convinta, ed è comunque la seconda forza politica del paese.redo che una buona parte del popolo degli indecisi sia dentro quel 7% circa di aumento dell’astensionismo.

Se il popolo italiano si informasse meglio su cosa e come accadono le cose veramente avremmo una classe politica molto diversa, probabilmente non ci sarebbe neanche bisogno del Movimento 5 Stelle, perchè i politici sarebbero controllati direttamente dal popolo e starebbero più attenti ad occuparsi del bene comune piuttosto che dei propri interessi personali, perchè sarebbero cacciati alle elezioni successive, come succede nel resto del mondo, o meglio nel resto del mondo civile dove i popoli hanno la giusta dignità e considerazione di se stessi.

L’ipocrisia italiana

cercare-trovare-offrire-lavoroStamattina seguendo i telegiornali mi hanno colpito due servizi, in uno vedevo Bonanni, segretario della CISL, nel secondo il presidente Giorgio Napolitano; entrambi parlavano della difficoltà del lavoro in Italia.

Ho trovato estremamente ipocriti questi due interventi, sono rimasto allibbito da quanto ancora la gente si faccia prendere in giro.

I sindacati nazionali sono anni che si sono trasformati in organi politici, derivazioni di partiti come forze di reclutamento voti sul territorio, nelle fabbriche e nelle aziende in generale.
Sono molti anni che non vedo i sindacati difendere seriamente i lavoratori, il loro comportamento cambia a seconda di chi sta al governo. Il lavoratore non è più stato messo al centro della loro attenzione da molto tempo, molti diritti degli stessi sono stati calpestati proprio dai governi, non dalle aziende come hanno voluto far credere. I primi a rovinare il mondo del lavoro sono stati i governi in accordo coi sindacati, continuando a tassare il lavoro dipendente in maniera spropositata e strangolando le aziende con regole capestro che non hanno altro che potuto portare al licenziamento di molti persone, anche quando invece ci sarebbe stato bisogno di manodopera.

Se in Italia oggi gli stipendi sono i più bassi della media europea è colpa dei sindacati e dei governi passati che hanno trattato i lavoratori come carne da macello e non come risorsa per lo sviluppo economico di tutto il paese.

E ora vengo al presidente Napolitano, anche il suo intervento mi ha fatto rabbrividire, perhè egli è già da qualche anno che avvalla le operazioni scellerate dei governi che ha di fatto permesso contro la stessa costituzione italiana, imponendo 2 presidenti del consiglio senza che fossero legittimati da elezioni, di questi il primo in particolare non ha fatto altro che distruggere le imprese italiane strozzandole di tasse e costringedole a licenziare migliaia di lavoratori.

Traete le Vs conclusioni e ditemi se volete ancora votare queste persone o volete veramente riprendere in mano il Vs destino e quello dell’Italia?

Quanto interesse attorno a noi!!!

Logo M5S FANOGente che va e gente che viene…
Gente che parla, che straparla e che non sa quello che dice… e gente che parla pur di parlare..
Ovviamente c’è anche gente che bisognerebbe mandarcela!!!
Il paese è bello, tutti si conoscono, tutti sanno di tutti (o spesso credono di sapere), a volte quando non sanno pur di dire che sanno inventanto.

Insomma.. il paesello è vivo e vegeto, e la politica infiamma gli animi, soprattutto quelli di coloro che non si aspettavano che nascesse una lista Movimento 5 Stelle in paese.

La vecchia politica si è subito allarmata, io ho ricevuto numerose richieste di amicizia via facebook da persone che operano negli schieramenti cosidetti “avversari”, segno che volevano vedere cosa facevo e dicevo; ovviamente dopo la mega risata che mi sono fatto alle loro spalle e alla pochezza della cosa ho confermato l’amicizia… noi del M5S non abbiamo mai avuto nulla da nascondere, è da sempre il nostro cavallo di battaglia l’onestà e la trasparenza.

Dopo questo movimenti “digitali” è stato scoperto che c’era un infiltrato.. ma la cosa già la sapete, ne abbiamo già parlato quì e non sto quì a ripeterla.. e siamo a due episodi.

Negli ultimi giorni siamo stati a Cerasa, a presentarci e a chiedere aiuto ai partecipanti per fare il nostro programma, così come siamo stati sabato e domenica mattina in piazza a San Costanzo.
Per chi non l’avesse ancora capito il nostro programma non è solo frutto delle nostre idee, ma raccoglie anche i suggerimenti dei cittadini, quindi prima di presentare il programma, cosa che succederà il 4 maggio in piazza Pascolini, alle ore 17.30, ci siamo quindi preoccupati di incontrare la cittadinanza per sentire il loro pensiero e poi completare il nostro programma.

Ebbene, in una di queste occasioni pare.. ripeto pare (quindi ancora non abbiamo certezze) che un candindato di una lista “concorrente” abbia partecipato in incognito.

Ho detto pare, perchè ancora conferme ufficiali non ci sono.. sono voci di paese, parole dette da qualcun’altro che dobbiamo verificare, e lo sapremo solo quando le liste verranno presentate in comune in via ufficiale, secondo i termini di legge.

Se questo dovesse essere vero sarebbe il terzo episodio di una saga che chiamerei “Oddio arrivano i grillini a San Costanzo!”.
Sarebbe la conferma che anche nel nostro paese la vecchia politica ha proprio una gran paura di noi, ha paura della nostra onestà, della nostra trasparenza e del nostro modo di operare che coinvolge la cittadinanza, considerata suo datore di lavoro e non suddito a cui far pagare il proprio stipendio senza poter interagire e senza chiedere ne permesso, ne scusa in tante occasioni.

Per quello che ci riguarda più succedono queste cose e più voi cittadini capirete che è meglio votare per il M5S anche a livello locale… il vero, l’unico e incontestabile nuovo della politica nazionale e locale.

Daltronde.. chi volete votare ancora?

Basta guardare a livello nazionale cosa accade, abbiamo il gruppo della destra capitanato da Forza Italia, un partito presieduto da Silvio Berlusconi, ovvero un condannato per frode fiscale (quindi uno che ha rubato agli italiani non pagando le tasse) che vede tra i suoi fondatori un tal  Marcello dell’Utri condannato per reati collegati alla mafia e latitante.. e non vado oltre perchè bastano questi due nomi a far capire diverse cose.

Dall’altra parte abbiamo un partito che sta insieme solo per la poltrona, ormai non si contano più le sue correnti interne, tutti contro tutti tranne che quando si tratta di votare il contrario di quanto affermato in campagna elettorale.
Avevano detto che non acquistavano gli F35… e lo stanno facendo.
Avevano detto mai con Berlusconi… e ci stanno facendo assieme la legge elettorale più schifosa di tutti i tempi, non solo… se non era per il M5S che ha chiesto e ottenuto il voto palese Berlusconi sarebbe ancora senatore.
Avevano detto che si davano da fare per il lavoro in Italia.. e la disoccupazione è aumentata.
Avevano detto che avrebbero pagato i debiti delle PA alle aziende italiane… e le aziende chiudono e falliscono per colpa dei debiti che lo stato non salda nei loro confronti.
Avevano detto che avrebbero lottato contro l’evasione fiscale e hanno condonato 98 miliardi di Euro di evasione alle società dello slot machine.
Renzi è diventato presidente del consiglio senza voto, deciso dalla direzione del PD (circa 100 persone hanno deciqo quindi per 60 milioni di italiani).
Renzi fa procalmi dicendo di voler vendere 150 auto blu ma di nascosto ne compra altre 210, dice di voler dare 80 Euro agli italiani ma aumenta le tasse e diminuisce le detrazioni.. alla fine pagheranno 35 Euro in più.
Dice di voler eliminare il senato e lo sostituisce con gente scelta dai partiti e non votata dal popolo.

Insomma… avete ancora dubbi su chi votare???
Fate del bene a voi stessi e al vostro paese… e soprattuto ai vostri figli, se volete cambiare questo paese cominciate a cambiare voto!!!

 

La nuova normalità… questione d’abitudine

Questa crisi è diventata la normalità, la quotidianità…
Ormai non ha più senso parlare di crisi, come se fosse un qualcosa da cui uscire.
Non ne usciremo più… il senso che davamo alle parole “uscire dalla crisi” non esiste più.
Questa è la nuova normalità e ci dobbiamo abituare, non esistono altri mezzi se non l’adattamento alla situazione, sia dal punto di vista personale che dal punto di vista professionale.
Inutile continuare a lamentarsi dei politici che non fanno nulla, non faranno mai nulla… perchè fare qualcosa vuole dire distruggere la loro stessa categoria così come è diventata nel tempo, autoreferenziale e lontana dal mondo reale che dovrebbero amministrare.
In Italia in particolar modo, c’è sempre stata la rincorsa al posto pubblico, alla raccomandazione, alla scelta della via più veloce, a discapito di tutta la comunità… e nel momento in cui il sistema va in “crisi” non ne usciamo più.
E’ necessario un nuovo modo di pensare, di agire e di vedere le cose, tornare indietro per quanto sarebbe bello non è mai possibile, correremmo il rischio di ripercorrere gli stessi passi di allora e ritrovarci allo stesso punto tra qualche anno.
Occorre una nuova sensibilità generale, bisogna capire che le aziende non possono più continuare a mantenere un sistema pubblico che sta mordendo la mano a chi gli da  mangiare, sono le aziende che danno lavoro ai dipendenti, i quali coi loro stipendi muovono l’economia di se stessi e di altre aziende, le quali danno lavoro ad altri dipendenti.. e il giro prosegue.
Qualche anni fa c’è stato un piccolo ingranaggio che si è inceppato, ma non del tutto… ci fu un granello di sabbia a cui nessuno diede peso che rallentò la ruota, finendo per rallentare prima e bloccare poi tutto il meccanismo.
Nessuno diede peso a quel granello di sabbia ma oggi tutti vediamo il motore rotto dell’economia che fatica a rimettersi in moto.
Oggi al mondo non esiste capitale ne privato ne pubblico in grado di ripagare la ricostruzione totale di tutte quelle ruote, perchè quel granello ha fatto danni talmente gravi negli anni da essere irreparabili…proprio perchè nessuno l’ha visto in tempo e ha previsto cosa avrebbe combinato.
Oggi dobbiamo necessariamente fare i conti con quel granello di allora, nessuno dei politici vuole assumersi la responsabilità di ciò che accadde, molto probabilmente i veri responsabili sono morti da tempo, e quelli di oggi non sono disposti a rinunciare alla bella vita a scapito del sistema.
E’ proprio il sistema il problema, le ruote oggi andrebbero costruite in modo diverso, con materiale diverso, più leggero, più snelle, più veloci e facilmente smontabili e magari in grado di eliminare da sole un altro eventuale granello futuro.
Troppo facile a dirsi, impossibile a farsi quando poche persone detengono in mano un potere che non sono in grado di gestire in modo etico e responsabile… “Da un grande potere deriva una grande responsabilità”
Allora il punto è: continuare ad aspettare che qualcosa cambi e perdere tempo e magari buona parte della vita in attesa o decidere di prendere in mano la propria situazione e trovare strade alternative?
Forse è necessario allontanarsi da casa, cercare altrove, ci vuole coraggio e forza di carattere e un pizzico di paura, quella minima indispensabile per non fare colpi di testa.
I politici non cambieranno mai, togliamoci questa idea, solo una radicale sostituzione totale di tutti coloro che siedono nelle poltrone del potere porterà ad un cambiamento radicale, i partiti sono falliti definitivamente  il loro sistema non è più in grado di assolvere alle esigenze del nostro paese, si stanno inventando di tutto per impedire al popolo di riprendere in mano il proprio destino, sono arroccati in una difesa che a volte supera l’immaginario collettivo tanto incredibili sono le soluzioni che inventano a loro difesa.
Abituamoci all’idea di dover lottare per il resto dei nostri giorni, noi di questa generazione, nella speranza di riuscire a far qualcosa per i nostri figli.
Sarà sempre più difficile ottenere qualcosa, o meglio il prezzo che pagheremo sarà molto più alto di ciò che pagavamo solo poco tempo fà, ognuno si terrà molto stretto ciò che ha e lo difenderà a spada tratta, ancora più se ha poco.
La nuova normalità non è un gran chè… ma questa è, che ci piaccia o no!!!

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