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Attività in Comune

A distanza di qualche settimana, torno a condividere qui alcuni miei pensieri.

A questo, ha contribuito sicuramente quanto successo la settimana scorsa. Giovedì mattina infatti ho approfittato della disponibilità concessami dal personale degli uffici comunali ad un incontro, per rispondere a dei quesiti e delle criticità da me da tempo sollevate.

L’argomento principe, per il quale avevo richiesto di sedermi ad un tavolo con i responsabili dell’ufficio tecnico, della polizia municipale e della ragioneria per analizzarne le cause, le azioni e le possibili soluzioni, era quello di affrontare il triste fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Da anni, in tanti evidenziamo come, su buona parte del nostro territorio, alcuni comportamenti tanto incivili, quanto incomprensibili e di cattivo gusto, minano il decoro della nostra comunità e danneggiano, allo stesso tempo, il corretto operato della maggior parte dei nostri concittadini, che rispettano le regole nella differenziazione dei rifiuti urbani.

Anche la nostra amministrazione, consapevole della criticità evidenziata, da anni si batte per contrastarla. Le telecamere fisse, le foto-trappole e i controlli diretti degli agenti, sono gli strumenti che da sempre vengono schierati per contrastare l’abbandono dei rifiuti.

Purtroppo, e questo è l’allarme che noi del M5S abbiamo sollevato, a fronte del recente aumento anche del numero delle apparecchiature acquistate e messe a disposizione dell’amministrazione, si è riscontrato un netto calo delle sanzioni emesse.

Volendo analizzare esclusivamente i risultati numerici dell’azione di contrasto, tralasciando volutamente quella economica dei costi sostenuti/ricavi ottenuti (per noi pesa più il decoro che l’avvenuta copertura delle spese sostenute per l’acquisto degli strumenti) notiamo che a partire dalla metà dell’anno 2016 ad oggi, l’abbandono dei rifiuti non si è arginato e, pur con un maggior numero di video-trappole, il numero dei verbali emessi, è diminuito.

Secondo il personale comunale è la mancanza di personale la principale causa della limitata efficacia.

Noi riteniamo che è il metodo di raccolta adottato a suo tempo, quello di prossimità stradale, che porta in seno queste problematiche.

Certo è che la raccolta differenziata di tipo “porta a porta” abbinata alla tariffazione puntuale, da noi proposta anche in Consiglio Comunale, potrebbe limitare questo tipo di lacune. Sappiamo anche però che l’intera maggioranza ha bocciato compatta quella nostra proposta, cambiando idea però, qualche mese più tardi, quando in sede di ATA si è espressa a favore della stessa, perché proposta dai loro amici in regione: beata coerenza!!!!

Durante la discussione è emerso come gli ultimi dati a disposizione dell’amministrazione, confermino che pur essendo ancora ben al di sopra del limite minimo di applicabilità dell’ecotassa, la percentuale di differenziata stia lentamente ma costantemente calando, ed il 72,2 % di questo ultimo periodo deve suonare come un campanello di allarme per noi amministratori, prima, ma anche per tutti noi cittadini, visto che questo comporterà un aumento della prossima TARI.

L’analisi di ulteriori numeri a disposizione potranno essere da spunto per possibili conseguenti azioni da intraprendere.

Al tavolo, con una mia certa sorpresa, era presente anche l’assessore Camilloni invitato, a suo dire, dai dipendenti comunali. La sua presenza non ha condizionato minimamente, almeno per quanto mi riguarda, la discussione, ma non vi sembra un po’ strana come cosa?

Alla fine dell’argomento rifiuti, l’assemblea si è sciolta ed io, approfittando della disponibilità del responsabile dell’ufficio tecnico, l’ho raggiunto nel suo ufficio. Da luglio ci siamo inseguiti senza riuscirci a trovare, per discutere su diversi argomenti.

Abbiamo allora chiarito che, contrariamente a quanto dichiarato dal Sindaco e dall’Assessore Camilloni durante un recente Consiglio Comunale, l’importo destinato a copertura dei lavori di sistemazione del marciapiede di Via San Fortunato, non riguarda la realizzazione del muretto di contenimento del terreno sovrastante il marciapiede stesso, ma la realizzazione di un massello di calcestruzzo in sostituzione all’esistente fondo in materiale stabilizzato, sul quale poi posizionare gli autobloccanti. Tale intervento sarà a carico dell’Ente, poiché l’impresa lottizzante, la quale sarebbe ancora responsabile della sistemazione, risulta essere fallita.

Abbiamo altresì chiarito come, contrariamente a quanto dichiarato dal Consigliere Bortoluzzi attraverso un post su un social, le aree e le opere di urbanizzazione della zona “Il Colle” alla quale si riferivano le immagini inequivocabili e le conseguenti lamentele di nostri concittadini, non sono state acquisite dal Comune soltanto alcune settimane fa, ma sono state ufficialmente prese in carico già da febbraio 2017.

Se lo sfalcio non è stato ancora effettuato è soltanto perché tali aree sono state inserite tra quelle di competenza del personale addetto, soltanto di recente, e gli interventi programmati non con alta priorità.

Questa dei social mi invita ad una precisazione.

Da sempre invitiamo chiunque abbia qualcosa da segnalare agli uffici comunali, a non utilizzare i social ma a farlo esclusivamente attraverso i canali ufficialmente riconosciuti: l’email, il fax, il telefono, il protocollo o la segnalazione di persona.

La segnalazione dello stato dei marciapiedi di Cerasa, mi era stata suggerita a luglio da un abitante della piccola frazione. Nell’invitarlo a seguire i canali ufficiali, gli ho anche proposto di farlo per suo conto.

A fine luglio la prima segnalazione; in agosto un sollecito ad un riscontro; a settembre la promessa di parlarne giovedì 29 settembre.

Immaginate che piacere mi possa aver fatto vedere, qualche ora prima dell’incontro con il responsabile tecnico, un collega consigliere anticipare sui social la risoluzione di una questione da me rincorsa per due mesi?

Stranamente i due epiloghi discordano leggermente. Continuate a chiedere a chi preferite, ma ricordate, anche noi non mordiamo!!!

 

Giovanni Furlani

Unioni, fusioni, piccoli Comuni che vorrebbero far diventare grandi

 

Venerdì 10 marzo scorso, nella caratteristica Sala degli specchi del Palazzo di Monte Porzio si è tenuto un interessantissimo incontro al quale hanno partecipato tutti sindaci dei Comuni della Val Cesano e alcuni rappresentanti delle loro amministrazioni. L’incontro, organizzato dall’associazione “L’origine”, aveva come spunto di discussione “La fusione dei comuni: una opportunità per il futuro dei nostri territori?”.

In questi ultimi mesi, le operazioni di fusione dei comuni hanno riempito le pagine dei giornali locali e, molto spesso, sono state oggetto di discussioni e di scontri tra le diverse posizioni. Nell’autunno scorso l’esito referendario, in quei comuni dove si è tentata la fusione per incorporazione ha rimbalzato la volontà di qualche amministratore di rimpinguare le casse comunali, con il gettone premio messo a disposizione dallo Stato centrale, atto proprio a spronare questo tipo di accorpamento.

Di parere opposto, quindi a favore della fusione semplice, si sono dichiarati invece quei cittadini chiamati a confermare quanto i rispettivi organi amministrativi comunali, avevano già sottoscritto.

Per far chiarezza occorre precisare che la fusione per incorporazione (p.e. Urbino-Tavoleto e Pesaro-Mombaroccio) cancella di fatto il comune più piccolo che viene assorbito integralmente dal più grande diventandone, a tutti gli effetti, una semplice frazione/quartiere. Nella fusione semplice invece, tutti i comuni perdono la propria identità, convergendo in un nuovo ente (p.e. Monterado, Ripe e Castel Colonna convergono in Tre Castelli).

I motivi che spingono questi piccoli comuni prima ad unirsi, e poi a fondersi, sono da ricondursi principalmente alla volontà dello stato centrale di ottimizzare i costi di amministrazione; ottimizzazione che, sempre secondo lo stato centrale, deve passare assolutamente attraverso il contenimento dei costi del personale e dei costi dei servizi. La riduzione delle risorse trasferite dallo stato ai comuni, parallelamente al blocco quasi totale delle assunzioni di personale, stanno mettendo spalle al muro le nostre piccole amministrazioni.

Quali sono allora gli scenari possibili?

A questo hanno cercato di dare il proprio contributo i quattro ex-sindaci (ex poiché il loro mandato è terminato il 31 dicembre scorso in previsione delle prossime elezioni di primavera della nuova amministrazione) del costituente Comune Terre Roveresche. La loro testimonianza ha evidenziato come il passaggio da unione a fusione sia stato accettato e approvato dalle rispettive comunità, grazie al fatto che il passaggio graduale abbia coinvolto non solo le amministrazioni e i servizi da queste elargiti, ma anche le associazioni sportive, le parrocchie, “abituando” così nel tempo i cittadini ad accantonare lo spirito campanilistico a vantaggio di una comunità più allargata e più funzionale

A conferma che per una così importante trasformazione, occorrano tempi giusti ed azioni non forzate, preferibilmente condivise con i cittadini, è sufficiente analizzare ciò che è successo nei territori interessati alla nascita del nuovo comune di Colli al Metauro, oggetto della fusione dei comuni di Saltara, Serrungarina e Montemaggiore al Metauro.

Gli altri sindaci presenti, non ancora coinvolti direttamente in processi di fusione, hanno all’unisono confermato le difficoltà incontrate nella gestione dei propri comuni, causata dai rigidi blocchi imposti dal governo, di cui abbiamo in precedenza fatto riferimento, evidenziando come le stesse normative nazionali e regionali, chiamate a regolamentare gli stessi processi, siano lacunose e per questo necessarie di una rivisitazione. Anche per tutti loro, la necessità di procedere nell’eventuale processo con gradualità, valutando tutti gli aspetti, soffermandosi alla valutazione di azioni atte a non perdere le proprie identità storiche, rispettando gli usi, le abitudini e le tradizioni di ogni singola comunità.

La sensazione è che, se da una parte qualcuno vorrebbe la costituzione di un nuovo ente unico, a questo si contrappongono tante perplessità, quali l’eterogeneità dimensionali dei comuni, la natura politica delle rispettive amministrazioni, e sicuramente non per ultima, i vantaggi, gli svantaggi, i costi e benefici di una comunità unica e allargata.

 

Questi gli argomenti discussi e meritevoli, a mio avviso di una riflessione. Se è vero che questi piccoli comuni come il nostro, non riescono più ad essere autonomi dal punto di vista economico, non è poi così scontato che la fusione con altri comuni nelle stesse condizioni porti sicuramente ad una dignitosa sopravvivenza. Interessanti a questo riguardo i due quesiti lanciati da una cittadina presente alla serata che rivolgendosi ai rappresentanti comunali e regionali presenti chiedeva:

“Siamo sicuri che dall’unione di varie povertà, si ottenga automaticamente una ricchezza?”

continuando poi

“Quale sarà il futuro economico di questi nuovi comuni, terminato l’effetto del gettone-premio alla fusione?”

Probabilmente la signora, ex-amministratrice, è riuscita a vedere un po’ più in là rispetto a tanti che più o meno autonomamente, caldeggiano questi fenomeni aggregativi.

In me la consapevolezza che la ricattabilità economica attuata dal governo centrale nei confronti dei nostri comuni, non è da ricercarsi in azioni di questo o quel governo, ma alle conseguenze delle cessioni di quei servizi (acqua, rifiuti, ecc.), per gli enti fonte di sicuro e continuo gettito, attuate qualche decennio fa a vantaggio di consorzi che rilevandone la gestione ai comuni, si sono appropriati dei “burrosi” utili, obbligando sì i comuni a spogliarsi di quella manovalanza che in casi di necessità, sarebbe potuta servire per qualsiasi tipo di intervento.

Poi, e con questo concludo, non eravamo stati noi sancostanzesi insieme agli altri attori dell’Unione Valcesano, i pionieri della condivisione dei servizi? Dove è finita? Cosa ha portato alle nostre comunità? Perché non si è dimostrata coagulo di una futuristica e forse oggi contemporanea fusione?

Ho paura che su questo argomento ci torneremo…. ci torneremo presto.

 

Giovanni Furlani

ALBO SCRUTATORE

Entro la fine del mese di novembre, per chi non lo avesse ancora fatto, ci si potrà iscrivere all’albo comunale degli scrutatori. Tale operazione consentirà ai nuovi iscritti all’albo, in aggiunta ai già presenti, di poter essere nominati scrutatori alle eventuali tornate elettorali, che dovessero essere indette a partire dal primo gennaio 2017.

Per poter procedere all’iscrizione occorrerà oltre ad avere tutti i requisiti necessari, compilare il modulo presente sul sito comunale (scaricabile al presente link) e consegnarlo, insieme alla copia di un documento di identità all’ufficio elettorale del nostro Comune, o via e-mail all’indirizzo elettorale@comune.san-costanzo.pu.it o a mezzo fax al numero 0721 950056.

Ogni qualvolta si rendessero necessari scrutatori per seggi elettorali, la commissione elettorale, organo incaricato alla loro nomina, potrà attingere esclusivamente alla lista degli iscritti all’albo stesso.

La commissione elettorale è composta dal Sindaco nominato Presidente e da tre consiglieri di cui 2 della maggioranza (Barbetta e Bortoluzzi) ed uno della minoranza (Mencoboni) nominati in seno al Consiglio Comunale nel giugno 2014, in occasione dell’insediamento della nuova amministrazione.

Ad oggi gli scrutatori vengono nominati direttamente dal Presidente e dai tre consiglieri e, anche se a dir loro, gli scrutatori scelti solitamente rientrano nelle categorie degli studenti e comunque dei disoccupati, a nostro avviso, questi non rappresentano in maniera omogenea la nostra comunità.

A chi non è capitato di pensare, nel vedere i componenti degli addetti ai seggi, che le facce fossero sempre le stesse?

E pensare che basterebbe un sorteggio tra gli iscritti all’albo, magari con una grossolana scrematura attraverso un’auto-dichiarazione dello stato occupazionale, così per rendere il tutto più trasparente e, soprattutto, più equo.

L’indennità percepita per questo servizio, farebbe comodo non solo agli amici, ma a qualsiasi nostro concittadino senza un’occupazione. Sarebbe un gran segnale.

E allora invito tutti coloro che fossero interessati, ad iscriversi all’albo e sperare o che la commissione elettorale cambi modalità di nomina degli scrutatori, o che diventino, in qualche modo, amici dei membri della commissione elettorale. In tal caso ricordati comunque di iscriverti all’albo entro novembre e potrai anche tu diventare un arruolato tra i “SEMPRE QUEI”!

 

Giovanni Furlani

 

Punti di vista

Un giorno di qualche anno fa, durante una battuta di fotografia, un mio conoscente di lunga data disse che il miglior attrezzo in dotazione ad un fotografo, che sia esso principiante, amatoriale o professionista, sono le gambe. Le gambe ti permettono infatti di muoverti attorno al punto da immortalare, alla ricerca di diverse viste, diversi aspetti, diversi effetti, diverse luci.

Uso questa metafora per raccontare quanto mi è capitato ieri sera quando, rispondendo al dovere di cittadino prestato alla politica, ho partecipato alla serata-incontro organizzata dal PD di Fano, serata a tema: OSPEDALE UNICO.

Fino a ieri la mia visione era chiara a tutti, poiché più volte condivisa: NO OSPEDALE UNICO!!

Questa posizione era dettata dal fatto che avevo ascoltato soltanto le posizioni dei politici (sia quelli della mia parte che gli altri) dei tecnici, dei cittadini in rappresentanza dell’intera provincia e di qualche Sindaco.

Fortunatamente ieri sera ho ascoltato i rappresentanti della parte più autorevole e forse più importante tra le componenti professionali e non, coinvolte in questo progetto di ospedale unico: I MEDICI!

Unito il fronte e la posizione dei camici bianchi

“CATEGORICAMENTE SÌ ALL’OSPEDALE UNICO E ALLA SVELTA”.

Non vi dico la sorpresa che ha scatenato in me, quella posizione granitica e compatta. Le motivazioni esposte mi hanno poi convinto che in realtà è più che giustificabile, per quei medici, pretendere una struttura nuova in alternativa agli attuali ospedali, le cui strutture risalgono ai primi anni del ‘900; come è assai motivata pretenderla subito, visto che i primi progetti politici di nosocomio unificato risalgono dal lontano 1994, come se la buona sanità dipendesse esclusivamente dall’età degli edifici o dalla loro bellezza. Se Gino Strada avesse sentito una sola di quelle dichiarazioni, si sarebbe probabilmente accordato con qualche bombarolo, per lanciare ordigni al Guttalax sull’intera rappresentanza medica presente.

E allora? E allora penso che per noi comuni mortali, potrebbe essere ancora interessante muovere le proprie gambe come fa il buon fotografo e andare martedì sera a Pesaro, ad ascoltare se altri medici hanno la stessa visione di quelli intervenuti ieri e, soprattutto, se esiste ancora la possibilità di informarsi meglio, di conoscere un dettaglio in più, un lato in più, una luce diversa, che ci permetta di essere obiettivi e valutare autonomamente queste scelte tanto importanti per la comunità tutta, perché scelte in grado di condizionare per decenni e forse più, la comunità stessa.

Proprio qualche giorno fa è uscita la notizia del Censit Centro Studi Investimenti Sociali (http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121065) , secondo il quale 11 milioni di italiani avrebbero rinunciato alle cure sanitarie per problemi economici.

E pensare che mi ero quasi convinto che davvero il problema più grave e forse l’unico fosse la scelta fra Fosso Sejore o Muraglia?

Riflettiamo e partecipiamo, non facciamo scegliere autonomamente il futuro nostro e della nostra sanità, alle stesse figure che l’hanno portata allo stato attuale.

Non essere timido.

 

Giovanni Furlani

Un pieno di energia

Le previsioni meteo prevedevano tempesta, ma ormai s’era deciso di andare in piazza a supporto della raccolta firme per la sanità. Le marche da bollo, già acquistate per l’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico, ci avrebbero inchiodato lì fuori, anche in presenza di una tromba d’aria.

E poi c’era la “mission”; c’era da supportare la lotta, perché ormai di vera lotta si tratta, per la difesa delle ragioni al “No all’ospedale unico”. Molto più di uno slogan! Molto più di una protesta! Molto più di un semplice ideale.

L’assoluta volontà di sensibilizzare il Presidente della Regione Marche nonché assessore regionale alla sanità, che quel piano sanitario “imposto” ai propri corregionali, a tanti non piace.

Non piace perché non si vede la necessità di costruire un nuovo nosocomio unico provinciale; non piace perché non tutti gli abitanti della provincia di Pesaro e Urbino abitano sulla costa; non piace, soprattutto, perché la soluzione imposta, non è condivisa e non è motivata.

Per questo motivo il nostro gruppo ha deciso, nei giorni scorsi, di incontrare i cittadini nel cuore del paese, quel paese che purtroppo si sta sempre di più chiudendo in sé, che sempre di più è povero di gente, povero di giovani, povero di vita.

Sabato mattina, con il nostro banchetto, i nostri manifesti e i nostri moduli, ci siamo accampati di fronte alla sede comunale, con la speranza che qualcuno potesse notarci.

Con passo regolare, senza file, ma con un bel ritmo, abbiamo iniziato a raccogliere adesioni, commenti di stima, ma anche lamentele sullo stato sanitario e sociale, che stiamo vivendo. Diverse le pagine completate e a mano mano che le ore scorrevano, l’energia dentro di noi aumentava. Perché sì signori, al quel banchetto non venivano soltanto i simpatizzanti del nostro movimento ma, soprattutto, simpatizzanti e sostenitori della nostra azione. Il simbolo di quei manifesti, la nostra presenza lì, non era d’impedimento a chi voleva sostenere l’iniziativa “Io firmo per la salute”.

Gli stessi risultati di ieri, sono stati raccolti questa mattina, facilitati dalla funzione domenicale che ha portato forse più concittadini a noi.

Analizzando grossolanamente le sottoscrizioni raccolte (al momento sono 120) possiamo notare che l’età media è di poco superiore ai 58 anni, dove quasi il 40% è compresa nella fascia d’età 51-65 anni ed il 25% in quella 66-80. Due sottoscrittori su tre hanno quindi più di 50 anni e forse sono proprio quelli che più si rendono conto di cosa voglia dire avere una sanità a gestione aziendale, lontana dal territorio e dai rispettivi cittadini. Riflettiamo!!!

Un altro aspetto che ci ha un po’ sorpresi, è la preparazione e la conoscenza a riguardo che mediamente tutti avevano nel presentarsi al banchetto. E dire che l’evento era stato pubblicizzato esclusivamente nel nostro blog e di conseguenza condivise nei social, gli stessi social che avrebbero dovuto raggiungere e chiamare i giovani, ma ai quali le iniziative a protezione del loro domani poco interessano; come spesso accade sono gli anziani o i meno giovani che, con il proprio amore e con il proprio senso di responsabilità nei confronti delle generazioni future, lavorano per queste, ponendo per esempio una semplice firma su un documento, con la speranza che a breve diventi un messaggio pesante sulle coscienze di chi ha in mano il loro ed il nostro futuro.

Nel limite del possibile la raccolta proseguirà nei prossimi giorni, ma l’appuntamento per chi ha firmato, per chi vorrebbe far qualcosa e per chi veramente crede che la volontà popolare debba comunque essere ascoltata, è per Venerdì 29 Aprile prossimo a Fano in piazza XX Settembre per gridare a gran voce “NO ALL’OSPEDALE UNICO”.

“IL SILENZIO DEGLI… (INNOCENTI?)

 

Con il voto favorevole alla delibera n. 1183 del 22/12/2015, espresso dalla maggioranza dei consiglieri regionali (PD), facenti parte della IV° commissione salute,  si declassano le strutture sanitarie di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone in Ospedali di Comunità  in cui andrebbero ricoverati pazienti che necessitano di “interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che potranno essere ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio (strutturale e familiare)”, tradotto: 15-20 posti letto gestiti da infermieri e medici, senza reparti od altri servizi con l’unica concessione di qualche posto letto di lungodegenza ed un medico notturno per il Punto di Primo Intervento.

Con quel voto favorevole, non solo si è decretato “LA MORTE DELLA SANITA’ DEL NOSTRO ENTROTERRA”, ma si è anche dimostrato che la politica locale HA PERSO OGNI CONTATTO CON LA REALTA’;                           hanno dimostrato  che chi ci governa lo sta facendo standosene chiuso dentro “il palazzo”, salvo qualche sporadica visita al popolino nelle ore notturne, vedi Ceriscioli che fa visita la notte della Befana nelle strutture ospedaliere, o in occasione di campagne elettorali vedi lo stesso Ceriscioli che va a chiedere voti durante le sagre paesane ecc. ecc .

Con quel voto favorevole si è CALPESTATA LA DEMOCRAZIA  espressa dai cittadini di ben 55 comuni su 59 della nostra provincia che, attraverso i loro sindaci o loro portavoce, chiedevano l’annullamento o la sospensione di quella delibera, e chiedevano di essere almeno ascoltati ieri in commissione, ma che in tutta risposta si sono visti lasciati fuori a subire la decisione di un despota con la compiacenza dei suoi leccapiedi di turno.

ad onor del vero vorrei ricordare che Oltre un anno fa i consiglieri comunali 5 stelle della provincia avevano già presentato in diversi consigli comunali la richiesta di revoca della delibera 735, nella convinzione che quei tagli a carico dell’Area Vasta 1, oltre a ridurre i servizi sanitari rischiavano di aggravare i costi già alti di mobilità passiva extraregionale. Oggi, a distanza di un anno, e con l’ulteriore peggioramento per liste d’attesa e mobilità passiva, siamo sempre più convinti che quelle scelte stiano peggiorando lo stato dei servizi sanitari e non stiano portando i risultati attesi.

il PD (tutto e a tutti i livelli) ne è responsabile! solo pochissimi possono sentirsi esclusi,  perchè  attraverso  il SILENZIO E L’ARROGANZA  dei suoi amministratori locali negli ultimi anni, ha consentito che si arrivasse a questo punto di non ritorno, gli stessi amministratori che per seguire la linea dettata dai vertici del loro partito si sono finti  sordi e ciechi alle richieste dei cittadini, che attraverso comitati e associazioni chiedevano di essere ascoltati e di ragionare insieme per ricostruire e riassestare nel migliore dei modi la nostra sanità pubblica.

NON FATEVI INGANNARE  dal fatto che nella conferenza dei sindaci svoltasi sabato 9 gennaio, si siano fatti trovare tutti uniti nel chiedere la sospensione della delibera e delle determine incriminate, infervorandosi per il modo di legiferare della Regione che le ha prodotte tra il 24 ed il 31 dicembre, confidando nello stordimento delle festività in corso…; qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, ed io temo che tutta questa unità d’intenti dell’ultimo secondo sia solo per cercare di salvare il salvabile agli occhi dei cittadini (o forse perchè in qualche comune si andrà a votare in primavera ?);

nella stessa seduta è stato chiesto  di poter  far vedere, attraverso delle slide preparate dal forum dei beni comuni, una spiegazione su cosa avrebbe comportato l’applicazione di quella delibera, almeno per quei sindaci o rappresentanti dei sindaci che erano presenti e che forse non erano ancora entrati bene nel merito di ciò che sta accadendo a fronte del loro SILENZIO ASSORDANTE, ma ciò non è stato possibile perchè si è dato per scontato che tutti conoscessero approfonditamente la questione,

il mio modesto parere è che, se veramente tutti erano a conoscenza di ciò che stava e sta accadendo, non si sarebbe arrivati a quel punto e tanto meno si sarebbero viste in quella seduta facce annoiate ed inespressive di gente (amministratori !) che sembrava mandata li solo per far numero senza apportare un benchè minimo contributo alla causa;  non si sarebbe ascoltato il sindaco Ricci di Pesaro dire che un piccolo comune non può avere lo stesso peso di un comune come il suo, dimenticando che si stava parlando di SALUTE PUBBLICA e che la vita di un infartuato di Pergola conta come quella di un infartuato di Pesaro ed ha diritto allo stesso trattamento per esempio, o no???

Ormai si può fare ben poco, tanto che Ceriscioli ha già dichiarato che non si tornerà indietro e la nostra  sola speranza è che i 55 Sindaci abbiano capito la lezione per il futuro e che proseguano veramente uniti a lavorare per il Bene comune, magari  cominciando  ad affrontare  da subito la questione  ospedale unico, prima di ritrovarsi a pagare fior di quattrini (nostri) una struttura che potrebbe non avere alcun senso sia per i servizi offerti oltre che per la scelta del sito, proprio alla luce della chiusura dei nosocomi dell’entroterra e della futura chiusura dei punti nascita di altri ospedali.

come si suol dire “la speranza è ultima a morire” così, confidando nel perdono del buon Dio per aver peccato nel pensar male, saluto tutti cordialmente con l’invito di tenere sempre alta l’attenzione e tenersi informati soprattutto su temi delicati come quello della Sanità Pubblica.

ad majora !

 

L’anno che verrà

 

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’ e siccome sei molto lontano più forte ti scriverò

L’incipit del testo di questa intramontabile canzone di Lucio Dalla, ha dato il via a quello che vuole essere un breve rendiconto di quanto fatto, dal nostro MoVimento, negli ultimi dodici mesi.

A livello di gruppo locale la situazione è abbastanza statica; l’avvicendamento obbligato di portavoce all’interno del Consiglio Comunale di inizio anno, non ha calamitato all’interno del gruppo operativo, nuovi attivisti. Questo conferma che le critiche relative alla scelta del nostro candidato Sindaco, sollevate in campagna elettorale, che giudicavano la scelta fatta come poco opportuna e, soprattutto, poco rappresentativa della nostra comunità, non erano altro che vere e proprie scuse per non dire “non voterò voi ma gli altri”. A noi il merito di aver dato sia la possibilità di votarci che la scusa per non farlo.

Diversa è la situazione a livello provinciale e regionale. Proprio nella nostra provincia, trainati da gruppi cittadini storici, ma soprattutto, da un buon numero di attivisti competenti ed applicati, si sono create le basi per affrontare le più disparate argomentazioni. Questo attraverso gruppi di lavoro e di incontri periodici, e fornendo informazioni e spunti per strategie attuative, anche a quei gruppi meno organizzati, tra questi il nostro, o a quelli che da qui a qualche mese, affronteranno la loro di campagna elettorale.

L’acqua pubblica, la sanità, i rifiuti, le unioni, questi gli argomenti trattati recentemente in incontri pubblici itineranti, da Fermignano a Gabicce, da Pian del Bruscolo a Fano.

Tornando all’operato nel nostro di territorio, abbiamo effettuato diverse richieste di accesso agli atti, importantissime per raccogliere informazioni certe e inconfutabili. Per lo stesso motivo abbiamo prodotto interrogazioni e proposto mozioni.

Non ci aspettavamo certo di ottenere risultati eclatanti o l’approvazione di nostre proposte. E così è stato anche se, qualcosina……

In realtà queste azioni a qualcosa sono servite: a noi per capire quanto sia impacciata, tortuosa e pesante la macchina della Pubblica Amministrazione, e all’Amministrazione capire quanto rompiscatole siano quelli del MoVimento 5 Stelle.

Immaginate il nostro stupore nel sentirci dire

“Ti sbagli si è fatto sempre così”

quando poi a sbagliare erano proprio loro; o il dover insistere mesi e mesi per ottenere la rinuncia dei gettoni di presenza di Consigliere, o l’essere accusati di fare politica becera solo perché chiedevamo un po’ più di ritmo nell’affrontare l’argomento Salute nostra e del nostro territorio.

A proposito dell’argomento Salute nostra e del nostro territorio, nessuno di voi è così curioso di sapere come stiamo procedendo?

Nessuno di voi è interessato a conoscere cosa facciamo all’interno del gruppo di lavoro denominato Gruppo rifiuti, la cui costituzione è stata proposta ed accettata in seno al C.C. del 29 Ottobre scorso, con l’intento di discutere, commentare e proporre modifiche al Piano preliminare Regionale dei rifiuti?

Forse la maggior parte di noi preferisce sapere se, ed eventualmente come, funzionano i rilevatori di velocità da poco installati, o se gli stessi, siano stati installati nel migliore tra i possibili siti disponibili, rispettando in toto i regolamenti in vigore.

Intanto però si chiudono nella provincia ospedali (anche se sarebbe più opportuno dire si trasformano….. anzi, a volerla dire proprio tutta si declassano proprio, ad infermierie) sostituendoli però con un’ambulanza attrezzatissima!! Se ti va un po’ meglio ti chiudono solo un reparto, quello di maternità per esempio, perché delle Commissioni di esperti hanno valutato che non ha senso e non è conveniente mantenere un reparto di maternità attivo, se in questo non si danno alla luce almeno 1000 bambini all’anno. Per questo motivo il reparto in Urbino potrebbe a breve essere chiuso e anche quello di Fano sarebbe fortemente a rischio, quindi? Tutti a Pesaro!!!!

Sì, ma noi avremo sempre l’ambulanza che ci soccorrerà!!! La notizia è di pochi giorni fa e ci conferma come un incidente nel tratto di superstrada Roma-Fano alle porte della nostra cittadina ha bloccato temporaneamente la viabilità e il mezzo di soccorso sul quale la neo mamma trasportata, ha rischiato di far nascere la sua piccola creatura. Pensiamo ai rischi che andrebbero incontro con questa nuova configurazione, gli abitanti dei comuni dell’entroterra come Apecchio, Piobbico, Cantiano, Frontone ecc..

A maggior ragione ora risulterà ancora più valido e calzante credere al detto: “L’importante è la salute.”

Tutto questo per sottolineare come gli argomenti da seguire, le informazioni da recepire e le azioni da compiere sono tante, ma allo stesso tempo altrettanto strana è la nostra immobilità.

E allora, riprendendo il compianto Dalla “.. più forte ti scriverò”.

Ti scriverò più forte perché tu che non vuoi sentire, possa provare almeno un fastidio nel leggere questo.

Ti scriverò che i rilevatori di velocità stanno funzionando, ma ti scriverò più forte che la segnaletica orizzontale delle nostre strade è quasi inesistente e che in alcuni tratti le buche sono pericolosissime specialmente per gli utenti che usano mezzi a due ruote.

Ti scriverò più forte che, anche in presenza di una pseudo telecamera, alcune isole ecologiche continuano ad essere meta di abbandono di rifiuti da parte dei soliti maleducati.

Ti scriverò più forte che proprio in questi momenti di minor disponibilità economiche, noi amministratori dobbiamo impegnarci ancora di più per cercare di sopperire a questa mancanza, contribuendo con il nostro lavoro e con le nostre idee e risorse, al bene e al meglio della comunità che rappresentiamo.

Ti scriverò più forte che è ora di cambiare marcia, è ora di accorciare i tempi di reazione. Non possiamo permetterci di far trascorrere settimane e mesi, solo per trovare una data utile per un incontro tra pochi intimi o di far trascorrere un paio di mesi, nell’inattività più assoluta, dall’ultimo incontro su un argomento così importante, tanto da meritare uno spettacolo pirotecnico, perfino sulla stampa.

Questo modo di fare, conferma che o non vogliamo affrontare il problema, o che non vediamo un problema nella situazione a cui ci riferiamo. Tutti noi siamo impegnati e tutti abbiamo mille cose da fare, ma siamo noi, in qualità di rappresentanti della collettività, che dobbiamo agire per il bene della comunità stessa.

L’anno che sta arrivando, tra un anno passerà, io mi sto preparando è questa la novità.

A tutti voi arrivi il nostro augurio di Buon Anno

MoVimento 5 Stelle San Costanzo

 

Acqua-due-o, una delle cinque stelle

Una delle molecole più semplici in natura, sicuramente il più importante tra i solventi, spesso causa di liti, scontri e guerre tra noi componenti del genere umano. Tanti i modi di definire l’acqua, tante le volontà di controllarne la proprietà, la distribuzione, il business.

Tutto questo, purtroppo, non accade soltanto nei villaggi africani o negli altri territori aridi e desertificati.

L’acqua è per il genere umano e non solo, un bene di prima necessità, fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi.

Se è vero che oltre il 70% del nostro corpo è costituito proprio di acqua, ci rendiamo subito conto di quanto sia per noi prezioso. Vista l’importanza di questo bene, occorrerebbe non sprecarlo, occorrerebbe non considerarlo una merce sulla quale fare profitto, occorrerebbe condividerlo con tutti.

Da qualche decennio però, i nostri amministratori, a tutti i livelli, sembrerebbero aver fiutato il “Business acqua”; a conferma di questo la necessità, con il referendum del 2011, di mettere nero su bianco in merito alla proprietà ed alla gestione pubblica dell’acqua.

A distanza di appena un lustro da quel plebiscitario esito che sancisce la volontà del popolo italiano di una gestione completamente pubblica del bene acqua, la realtà è assai diversa: nessun processo di ri-pubblicizzazione avviato, gestione ancora in mano ad aziende che vogliono fare utili, sempre più  gestori privati o misti pubblici-privati che mercificano questo bene, creando utili, acquisendo potere, impoverendo i Comuni e con essi i propri cittadini.

Da qualche mese, in collaborazione con il preziosissimo supporto dei comitati di cittadini presenti nel nostro territorio, un gruppo di lavoro costituito da portavoce del Movimento 5 Stelle della Regione Marche, ha unito le proprie risorse per cercare di operare all’impedimento alla privatizzazione del bene acqua, che i burattinai del potere, più o meno palesemente, stanno cercando di far passare come unico possibile futuro scenario.

Di seguito riportiamo il testo del Comunicato stampa congiunto che vuol essere un primo punto di partenza verso la difesa della gestione pubblica della nostra cara, fresca, dolce acqua.

Comunicato congiunto2

 

 

La corsa per il primato

Leggendo i giornali Martedì 20 Ottobre,  dove si riportavano, elaborandole, alcune dichiarazioni del Sindaco di San Costanzo Pedinelli, abbiamo avuto conferma di come la stampa possa, se solo ne avesse bisogno, supportare la politica, comunicando informazioni incomplete ed inesatte.

Prima di tutto non si fa alcun riferimento al fatto che l’origine del Gruppo salute e di quello che ne verrà, non sia stata una volontà dell’Amministrazione con apertura ai consiglieri di maggioranza e minoranza, ma bensì una esplicita iniziativa e richiesta pervenuta nel lontano Marzo scorso, da due distinte mozioni presentate dai due gruppi dell’opposizione , il “MoVimento 5 Stelle San Costanzo” e il gruppo “La Tua Voce per cambiare” che sono state sposate all’unanimità in Consiglio Comunale, ma che sono andate avanti con non poche difficoltà; tanti i solleciti, le e-mail, gli attriti per arrivare a questo che non è altro che un buon punto di partenza.

Già dal titolo di quell’articolo poi, pur giustificato da un virgolettato, si ha la conferma di come in politica oggi conti più l’apparire che l’essere.

I valori percentuali riguardanti i casi di neoplasie nei vari comuni della provincia di Pesaro e Urbino, portati a supporto delle dichiarazioni, sono frutto di una parziale e probabilmente non corretta elaborazione fatta sì, dal Gruppo salute, ma che impropriamente fotografano la realtà della problematica.

Il Gruppo salute, nell’incontro di Venerdì 16 Ottobre, si è limitato a commentare i dati trasmessi da ASUR, evidenziando come gli stessi, dovessero essere obbligatoriamente implementati da altri dati, sia riferibili alle neoplasie, ma anche all’aspetto anagrafico della popolazione presa in esame.

Se quei dati non vengono contestualizzati, non hanno alcun tipo di significato.

Non sentiamo, come membri di quel Gruppo salute, che il nostro impegno e il lavoro che stiamo condividendo alla causa, possano essere minimamente rappresentati,né dalle parole di quell’articolo, né in questa fase di studio.

Il messaggio che arriva ai lettori, ignari di quanto possa esserci dietro una faccenda così delicata, è che a San Costanzo si possa vivere meglio che in altri paesi della nostra provincia. Dall’analisi svolta fino ad oggi non possiamo neanche minimamente pensarlo. Troppe le variabili e le concause che probabilmente condizionano la formazione di queste neoplasie: le abitudini alimentari, gli stili di vita, la genetica e perché no, le condizioni ambientali del territorio dove si vive. Troppe le variabili che una mente obiettiva dovrebbe prendere in considerazione prima di “sparare” un dato, un giudizio, una sentenza (l’età, il sesso, il periodo di residenza in quel territorio, la tipologia di neoplasia accertata, ecc.).

Questi sono i dati che in seno Gruppo salute si è deciso di raccogliere e di analizzare nelle prossime settimane.

Se qualcuno ha voluto frettolosamente fregiarsi di una medaglia farlocca, “No grazie, noi non ci stiamo!”

 

 

Questo il comunicato congiunto dei capigruppo di minoranza

 

 

ATTENZIONE, ATTENZIONE!!!!

Carissimi amici,

da quel Maggio 2014 è trascorso quasi un anno e mezzo. Durante quel periodo eravamo tutti presi a correre a destra e a manca per incontrare i cittadini, le associazioni locali, alla ricerca di un po’ di notorietà, ma non la notorietà da idolatrare, quella la lasciamo ai giovanissimi, ma quella che associava un nome, un viso, un pensiero.

Diciotto mesi possono essere tanti o pochi a seconda da come li si valuta. Pochi se li si associa alla vita del nostro gruppo M5S locale, tanti se li si valuta dai pochi risultati ottenuti a livello locale.

Questa è la cruda realtà!!

Noi di impegno ce ne stiamo mettendo tanto, forse non abbastanza?

Quei pochi attivisti “costituenti” (in queste settimane va molto di moda questo aggettivo) che eravamo, non sono stati affiancati da nuovi elementi.

Molti i consensi che riceviamo almeno personalmente o forse sarebbe meglio dire privatamente, ma poi, poco più.

E allora, visto che il nostro impegno non era e non è finalizzato a poltrone o incarichi di governo, abbiamo pensato di riproporci con l’incontrare nuovamente voi cittadini.

Lunedì 12 Ottobre, alle ore 21:00 presso la sala adiacente la biblioteca di Palazzo Cassi, ci riuniremo come al solito tra di noi, ma questa volta però cambiando location.

La nostra volontà è quella di condividere prima quello che stiamo facendo e che stiamo raccogliendo in occasioni delle varie attività del MoVimento a livello comunale, provinciale e regionale, alle quali chiaramente partecipiamo, e poi anche ascoltare quello che voi cittadini, voi simpatizzanti avrete da consigliarci.

Parleremo sicuramente dell’organizzazione dell’incontro di Imola del prossimo week-end, Vi aggiorneremo sulla commissione salute, sulla volontà di chi ci sta governando di gestire i rifiuti, la sanità e l’acqua, PRIVATAMENTE, sul consorzio di bonifica, sulla Area d’Ambito Sociale 6, di unioni/fusioni di comuni, e su quanto potrà emergere dall’incontro.

E allora perché non partecipare? Non preoccupatevi di farvi vedere insieme a noi, non siamo dei monatti!

La nostra volontà è quella di fare controinformazione anche se una vera informazione dubitiamo che esista, proseguendo poi con altre serate per incontrare i cittadini di Stacciola, Solfanuccio e Cerasa.

Sentitevi liberi di estendere l’invito anche a chi Facebook o internet non ce l’ha ma, soprattutto, non siate timidi.

MoVimento 5 stelle San Costanzo