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Interrogazione 2017-001 – SISTEMA SANITARIO PROVINCIALE

 

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”,

PREMESSO CHE:

  • Il Movimento 5 Stelle difende il sistema sanitario pubblico e universalistico e ne promuove l’efficienza e la sostenibilità, anche attraverso la massima riduzione degli sprechi e dei profitti,
  • Negli ultimi venti anni la spesa sanitaria è più che raddoppiata con relativo conferimento finanziario da parte dello Stato, eppure la gestione di circa 2 miliardi 890 milioni di euro, anno 2016, ha significato una costante diminuzione delle prestazioni e un peggioramento della loro qualità. La nostra provincia è stata la più penalizzata.
  • Si apprendono sempre più spesso notizie che sembrano confermare la volontà, da parte della Regione Marche, di ampliare i servizi sanitari affidati al privato accreditato, allo scopo di riempire i vuoti e la carenza di servizi creata dalla Regione stessa negli ospedali pubblici della nostra provincia. Non si riscontrano ragioni che giustificherebbero quella che ormai, anche nell’opinione pubblica, comincia ad apparire come la sostituzione di posti letto pubblici con posti letto privati. Le strutture private hanno infatti limiti restrittivi non presenti nelle pubbliche (numero minimo di 60 posti letto per acuti).
  • Per la nostra provincia, già svantaggiata per il basso numero di posti letto e con il più alto costo di mobilità passiva, e pur non esistendo nessuna norma nazionale ad imporlo, con delibera di giunta regionale 735 del 2013 è stata disposta l’insostenibile perdita di 99 posti letto per acuti pubblici e con delibere 1118/2015 e 746/2016 la trasformazione di 3 ospedali dell’entroterra (Cagli, Fossombrone e Sassocorvaro) in Ospedali di Comunità (parte del “Sistema della Residenzialità”), oltre al depotenziamento dell’ospedale di Pergola. Si ritiene che proprio dai suddetti inaccettabili tagli possa derivare il recente e grave peggioramento della mobilità passiva, confermato anche dalle ultime rilevazioni del Sole 24 ore (che pongono la nostra provincia al 100 posto).
  • Il presidente Ceriscioli, durante la conferenza di Area Vasta del 19 novembre 2016 a Urbino, ha riferito di una imminente privatizzazione di alcuni servizi degli ospedali pubblici di Cagli e Sassocorvaro, i cui dettagli sarebbero in fase di definizione.
  • Il Presidente Ceriscioli, in data 20 novembre 2016, ha dichiarato che, “per quanto riguarda le ipotesi, non ancora definite, in merito ad una struttura privata ad integrazione dei servizi sanitari della provincia, la collocazione ideale è nell’area di Fano”.
  • Dal 16 ottobre 2016 è in vigore la nuova Legge regionale n. 21 del 2016 su autorizzazioni e accreditamento delle strutture e dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali pubblici e privati, che attribuisce alla Giunta regionale ulteriori e importanti competenze. In base all’art.3 la Giunta “determina, sulla base del piano socio-sanitario, il fabbisogno complessivo di strutture e servizi e la localizzazione territoriale delle strutture presenti in ambito regionale, ai fini della verifica di compatibilità regionale di cui all’articolo 2, comma 1, lettera h;” e Il piano socio-sanitario delle Marche è ancora quello 2012/2014 che riguardo a Marche/Nord semplicisticamente recita “il consolidamento, a nord della regione, dell’Azienda Ospedalieri Ospedali riuniti Marche Nord ad integrazione delle realtà di Pesaro e Fano, con la realizzazione di una struttura unica per la copertura del bisogno di cura e assistenza al livello minimo di area vasta;
  • L’art 19 L.R.13/2003 al punto 3 recita: ”il piano di area vasta (triennale) è approvato dal collegio di area vasta, previo parere della conferenza di area vasta di cui all’art. 20 bis ed è aggiornato annualmente”.
  • Per quanto riguarda la nuova struttura ospedaliera provinciale Marche Nord, si apprende che verrebbe realizzata attraverso un “Contratto di disponibilità” che, come indicato dall’art. 3 (Definizioni) del Codice dei contratti: è “il contratto mediante il quale sono affidate, a rischio e a spese dell’affidatario, la costruzione e la messa a disposizione a favore dell’amministrazione aggiudicatrice di un’opera di proprietà privata destinata all’esercizio di un pubblico servizio, a fronte di un corrispettivo.” che tra l’altro prevede, come indicato dall’articolo 188 comma 1 lettera b e c, :
  1. b) l’eventuale riconoscimento di un contributo in corso d’opera, comunque non superiore al cinquanta per cento del costo di costruzione dell’opera, in caso di trasferimento della proprietà dell’opera all’amministrazione aggiudicatrice;
  2. c) un eventuale prezzo di trasferimento, parametrato, in relazione ai canoni già versati e all’eventuale contributo in corso d’opera di cui alla precedente lettera b), al valore di mercato residuo dell’opera, da corrispondere, al termine del contratto, in caso di trasferimento della proprietà dell’opera all’amministrazione aggiudicatrice.

Tale tipologia di contratto differisce dagli altri strumenti di Partenariato Pubblico Privato (concessione e locazione    finanziaria) per il fatto che la titolarità dell’opera realizzata dall’affidatario del contratto è del tutto privata e in quanto tale evidenza di strisciante volontà di progressiva privatizzazione della sanità regionale senza che in alcuna istanza istituzionale sia stata dibattuta questa ipotesi e senza che alcuna delibera in tal senso sia stata assunta dal Consiglio regionale.

  • Il 14 dicembre 2016 il presidente Ceriscioli ha dichiarato a mezzo stampa che per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera Marche nord sono disponibili 200 milioni di fondi

 

CIÒ PREMESSO, SI INTERROGANO IL SINDACO E LA GIUNTA SU QUANTO SEGUE:

 

1)  Nel corso dell’ultimo anno il progetto dell’ospedale unico Marche/Nord ha subito continue modifiche: localizzazione dell’opera, tipologia di struttura, modalità di finanziamento e gestione. In questo quadro evolutivo e contraddittorio e mai ben definito come si configurano o non si configurano gli ospedali San Salvatore, Santa Croce, l’ipotetica struttura privata di Fano, l’ospedale di Urbino e gli ospedali, ora definiti “di Comunità” di Cagli , Fossombrone, Sassocorvaro, relegati in un limbo ancora molto nebuloso? Non ritiene doveroso avanzare precisa richiesta di chiarimento al Presidente Ceriscioli?

2)  A quali fonti di finanziamento corrispondono i 200 milioni di euro per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera Marche nord, citati a mezzo stampa il 14 dicembre 2016 dal presidente Ceriscioli?

3)  Si è a conoscenza di procedimenti, o anche di prime verifiche, in merito ad un eventuale Contratto di disponibilità o a qualsiasi altra forma di contratto di partenariato pubblico privato per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera Marche Nord e, in caso di risposta affermativa, può illustrarne i dettagli soprattutto in merito all’eventuale trasferimento della proprietà dell’opera all’amministrazione aggiudicatrice?

4)  Lei signor Sindaco quali azioni intende intraprendere

  • per contrastare l’ormai evidente volontà, da parte della Regione Marche, di ampliare i servizi sanitari affidati al privato accreditato;
  • per verificare se l’attuale organizzazione dei servizi sanitari è stata effettivamente definita dai Piani annuali di Area vasta, con particolare riferimento agli anni 2015 – 2016 – 2017, e se è stato acquisito il relativo parere da parte della Conferenza d’Area Vasta;
  • per avviare un dibattito all’interno della Conferenza d’area vasta sul rischio di privatizzazione dei servizi sanitari, con particolare riferimento ai servizi ospedalieri recentemente sottratti al sistema pubblico;
  • per acquisire la verifica dell’effettiva funzionalità degli attuali servizi sanitari e ospedalieri e sulla loro razionale distribuzione sul territorio (prevista dall’art. 20 della legge regionale 13/2003), con particolare riferimento alle effettive conseguenze sulle liste d’attesa e sui costi di mobilità passiva derivate dal taglio di posti letto e di ospedali pubblici effettuato con l’attuazione della Delibera di Giunta regionale 735/2013 e delle sue successive modifiche e integrazioni?

5)  Se si è al corrente di procedimenti in fase di definizione per realizzare una nuova struttura ospedaliera privata nel comune di Fano o in altro comune della nostra provincia e, in caso di risposta affermativa, di illustrarne i dettagli.

6)  Se si è a conoscenza di convenzioni con aziende private convenzionate per l’erogazione di servizi sanitari negli ospedali di Sassocorvaro e Cagli e, in caso di risposta affermativa, di illustrarne i dettagli.

7)  Le problematiche della sanità regionale, provinciale e dell’ospedale di Fano costituiscono particolare rilievo per i nostri cittadini e nell’anno appena iniziato daranno luogo a decisive e concrete azioni amministrative. In assemblea di Area Vasta molti sindaci hanno evidenziato la necessità di un nuovo piano socio sanitario rispetto alle generiche indicazioni per Marche Nord di quello approvato nel 2012. La sanità provinciale necessita di una programmazione complessiva e non di interventi per singole aree territoriali. Al fine di fare chiarezza e di costruire una rete sanitaria razionale e con il contributo di tutti,

PROPONIAMO AL SINDACO LA CONVOCAZIONE DI UNA ASSEMBLEA PROVINCIALE CON UN UNICO ORDINE DEL GIORNO: NUOVO PIANO SOCIO SANITARIO PROVINCIALE

Il Consigliere

Giovanni Furlani

Interrogazione 2016-007 – Le bombe cerasane

Gent.mo Sindaco,

a quasi un mese di distanza dal rinvenimento in località Croce di Cerasa dei due ordigni residuati bellici della seconda guerra mondiale, non si hanno in merito, notizie ufficiali e certe.

Immediatamente dopo il rinvenimento degli ordigni, la loro messa in sicurezza che ne è succeduta, il blocco della viabilità nei doppi sensi di marcia sulla S.P.16 e la conseguente modifica della viabilità locale, atta a by-passare il blocco e garantire comunque un minimo di scorrimento dei veicoli, ci ritroviamo a riflettere su notizie vaghe, spesso provenienti da fonti sconosciute.

Al fine di evitare di alimentare ipotetici fantastici scenari, inerenti le modalità e i tempi per il completamento delle operazioni di bonifica dell’area interessata, il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”,

INTERROGA IL SINDACO

–      Chi sta lavorando sulla situazione di emergenza e chi è il referente o responsabile nominato?

–      Quali sono ad oggi le azioni concordate che verranno adottate per la rimozione degli ordigni e del blocco stradale sulla S.P.16?

–      Quali sono i tempi per la risoluzione del problema visto che il blocco al traffico riguarda la principale arteria di comunicazione del territorio comunale sul quale circola l’intero flusso di traffico dei comuni del crinale fra le valli del Metauro e del Cesano attualmente deviato su strade secondarie le quali, trattandosi di strade a carattere residenziale, non risultano avere caratteristiche costruttive idonee a far fronte a questo tipo di viabilità per un tempo così lungo?

Senza dimenticare che i tratti di viabilità interessati dalla modifica, risultano essere privi di marciapiedi e tutta l’area dotata di parcheggi probabilmente non sufficienti in risposta alle necessità dei residenti e dell’attività di B&B presente.

–      Ripristinata la viabilità sulla S.P.16 o prima, se le condizioni delle sedi stradali dovessero renderlo necessario, come si intenderà procedere al ripristino delle sedi di via San Lorenzo e Via Nenni, strade queste interessate dalla deviazione in essere, già da ora pesantemente segnate dal passaggio di tutto il traffico dirottato dalla S.P. 16? Chi ne effettuerà il ripristino e chi si sobbarcherà gli eventuali costi?

Il portavoce

Giovanni Furlani

Interrogazione n. 2015-015

OGGETTO Condivisione invito a tavolo di lavoro finalizzato all’analisi condivisa del piano d’ambito rifiuti preliminare

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 Luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”, con la presente sottopone le seguente interrogazione:

Il 26 Settembre scorso, presso la Sede Comunale di Cagli, in Via Matteotti 1, si è tenuto un tavolo di lavoro, organizzato dal “Forum provinciale per i Beni Comuni” allo scopo di analizzare in maniera condivisa, il piano d’ambito rifiuti preliminare, oggetto di esame e di discussione nelle prossime assemblee di ATA.

A questo tavolo di lavoro sono state invitate tutte le amministrazioni della nostra provincia, l’invito, recapitato attraverso PEC, era indirizzato a tutti i Sindaci e tutti i Consiglieri dei Comuni della nostra Provincia.

Dato per scontato che l’invito sia arrivato anche a Lei, Le sottopongo i seguenti quesiti:

  • Come mai non vi è stata alcuna condivisione del documento/invito con il sottoscritto Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”?

  • Gli altri consiglieri di maggioranza e di minoranza, erano a conoscenza dell’evento?

  • Chi decide, in seno alla nostra struttura amministrativa, se, cosa e come condividere documenti indirizzati a tutti i Consiglieri Comunali?

  • Come mai all’evento, non vi era alcun rappresentante della nostra amministrazione, vista la numerosa presenza di sindaci, assessori, consiglieri e tecnici dell’intera provincia?

  • Negli ultimi 12/18 mesi, ci sono stati altri documenti, per i quali non si è proceduto alla corretta condivisione con il sottoscritto o con il consigliere Gabanini, al quale sono succeduto?

Movimento 5 Stelle San Costanzo

Giovanni Furlani

CONSORZIO DI BONIFICA – M5S chiede parere di legittimità a Sindaci e segretari generali dei Comuni

Nelle scorse settimane sono pervenuti a tutti i proprietari di terreni e di fabbricati in area extra-urbana ed ai gestori del servizio idro-potabile che si trovino nel territorio regionale soggetto a bonifica, gli avvisi di pagamento per il contributo di bonifica e del servizio irriguo relativi agli anni 2014 e 2015, da parte del Consorzio di Bonifica delle Marche.
Il Consorzio di Bonifica è un ente di diritto pubblico che cura l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica e controlla l’attività dei privati, sul territorio di competenza (comprensorio di bonifica).
I consorzi di bonifica erano già previsti nel regio decreto 8 maggio 1904, n. 368 di approvazione del regolamento sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi, tuttora in vigore in alcune parti (polizia di bonifica). Il regio decreto 13 febbraio 1933 n. 215 che reca nuove norme per la bonifica integrale e approva il testo unico, contiene le norme statali di riferimento per le Regioni alle quali oggi compete la disciplina normativa della materia. Con la Legge Regionale 17 giugno 2013 n. 13 Riordino degli interventi in materia di Bonifica e di Irrigazione.Costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche e fusione dei Consorzi di Bonifica del Foglia, Metauro e Cesano, del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, dell’Aso, del Tenna e del Tronto” è stato costituito il “Consorzio di Bonifica delle Marche”
Il consorzio di bonifica così creato “è un consorzio obbligatorio costituito tra tutti i proprietari degli immobiliinclusi nel comprensorio per il beneficio che ricevono o possono ricevere dalle attività di manutenzioneidraulico forestale di cui al d.p.r. 14 aprile 1993 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante criteri emodalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale)” (art.6 L.R. 13/2013);Il Consorzio di Bonifica delle Marche è quindi per legge regionale identificato come un “consorzio obbligatorio”.
Sulla legittimità di tale obbligatorietà e del contributo richiesto abbiamo presentato una interpellanza ai Sindaci ed al Segretari Generali dei nostri Comuni al fine di avere dagli stessi una pronuncia ed un parere di merito, visto che anche i Comuni, se proprietari di immobili ricadenti nel comprensorio di bonifica, sono tenuti al versamento del contributo obbligatorio. L’interpellanza circostanzia le criticità in merito alla correttezza della obbligatorietà del Consorzio, riportando dettagliate motivazioni. Nell’atto, inoltre, si fornisce un ampio quadro giurisprudenziale, che risulta invero piuttosto controverso, in merito alla legittimità del contributo richiesto.
Tutto ciò premesso, si chiede pertanto
1) se il Comune risulti proprietario di immobili ricompresi fra quelli ricadenti negli obblighi contributivi nei confronti del Consorzio di Bonifica Marche;
2) se il Comune sia stato destinatario di avviso di pagamento del contributo per gli anni 2014 e 2015 e per quali importi;
3) se gli Uffici e l’Amministrazione abbiano ritenuto necessario un approfondimento istruttorio al fine di verificare la piena legittimità della costituzione del Consorzio obbligatorio e del contributo;
4) se, anche sulla base del quadro giuridico, normativo e giurisprudenziale sopra descritto e viste le implicazioni economiche per l’Ente e/o per i cittadini della contribuzione prevista, ritengano pienamente legittimi la costituzione del Consorzio obbligatorio di Bonifica delle Marche ed il contributo richiesto;
5) quali azioni intendano mettere in campo, anche agli esiti delle verifiche e degli accertamenti necessari per evadere le richieste ed i quesiti di cui ai punti precedenti.
In questo modo, riteniamo che i competenti uffici del Comune saranno costretti ad esprimersi nel merito per dirimere i dubbi sollevati aprendo una apposita istruttoria. Valuteremo con estrema attenzione quelle che saranno le posizioni assunte e le motivazioni che verranno articolate, anche al fine di adottare (ed eventualmente di far adottare anche dal Comune stesso) le conseguenti azioni nei confronti della Regione e del Consorzio a tutela dei cittadini e per il rispetto dei principi di legalità, efficacia, imparzialità, ragionevolezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
1 settembre 2015
M5S Fano
M5S Jesi
M5S Gabicce
M5S Maiolati Spontini
M5S Polverigi
M5S San Costanzo
M5S Tavullia
M5S Vallefoglia

“Ti sbagli, abbiamo fatto sempre così”

Sia chiaro a tutti: siamo noi per primi ad essere consapevoli che quanto successo, non cambierà  affatto gli scenari della vita politica e sociale nel nostro paesello, non per questo però, non ne dovremmo dare diffusione.

Qualche settimana fa, in occasione dell’approvazione del bilancio di chiusura per l’anno 2014, ci eravamo imbattuti in quello che sin da subito, almeno per noi del MoVimento, era sembrato un mancato rispetto dei regolamenti comunali. Per la precisione il vizio consisteva nel non aver messo a disposizione dei Consiglieri, almeno 20 giorni prima della discussione in Consiglio Comunale, tutta la documentazione completa. Infatti, solo il giorno precedente il Consiglio, veniva aggiunta alla documentazione già depositata correttamente nei tempi, la relazione dei revisori.

Al momento della discussione in Consiglio dell’approvazione del bilancio, avevamo sollevato immediatamente quello che per noi era considerato il “difetto”, ma in tale sede sia il Sindaco, che l’Assessore al bilancio, forti della loro pluriennale esperienza in quelle fila, cercarono di convincerci di essere dalla parte del torto, sostenendo che se era vero che la relazione di giunta (altro documento da presentare) doveva essere messa a disposizione con quell’anticipo, non era necessario lo stesso anticipo, per quella dei revisori.

E poi come avrebbe potuto l’Amministrazione presentare la relazione dei revisori se questa era arrivata in Comune pochi giorni prima?

“Ti sbagli, abbiamo fatto sempre così!”

Già, hanno fatto sempre così!!!

Questa loro affermazione, un po’ autoritaria, vista la loro esperienza, un po’ provocatoria, viste le nostre convinzioni, hanno messo in moto in noi la curiosità di andare fino in fondo.

Seguendo il consiglio datoci dal  Sindaco di continuare ad informarci anche fuori dall’orario di ufficio e di lavoro, abbiamo iniziato a leggere i vari regolamenti comunali, il decreto legge sugli enti locali e da questi estrapolare i passaggi di nostro interesse: il tutto confermava la nostra teoria.

A questo punto abbiamo pensato di sottoporre al Sindaco un’interpellanza, al fine di fare chiarezza una volta per tutte.

A questa, ci è stato risposto proprio ieri, con una lettera firmata dal Segretario e dal responsabile dell’Ufficio Contabile, dove si riconoscono corrette e valide le critiche da noi sollevate, “giustificando”  la mancanza, con il carico di lavoro del periodo e la contingente carenza del personale.

Da parte loro l’impegno a far sì che già dalle prossime occasioni, il tutto verrà presentato, nel totale rispetto dei regolamenti.

Se così fosse, nulla da obiettare; ma allora perché quel “Ti sbagli, abbiamo fatto sempre così!”

A volte basterebbe essere un po’ meno arroccati sulle proprie posizioni, sempre pronti a difenderle a prescindere dalle situazioni e dagli interlocutori.

Siamo convinti che la buona amministrazione, la si possa anche fare partendo da un sano e costruttivo confronto, basato imprescindibilmente sul dialogo e, perchè no, sull’ascolto.

Il cittadino

Giovanni Furlani

Interrogazione n. 2015-011

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 Luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”, alla luce dell’analisi preliminare dei documenti richiesti alcuni giorni fa, in particolare il Prospetto Economico Finanziario 2015 (PEF 2015) ed il Piano Finanziario 2015, con la presente sottopone le seguenti interrogazioni, con richiesta di risposta scritta:

1) Per quale motivo nell’ultima pagina del Piano Finanziario, la tariffa di smaltimento in discarica è di 140,00 €/ton per i mesi di Gennaio e Febbraio e 125 €/ton da Marzo in poi, ma nel Prospetto (sotto la voce CTS) risultano rispettivamente 100 euro/ton e 85 euro/t?

2) Per quale motivo nella voce CTS del Prospetto viene indicato che soltanto 340 ton su 476 di indifferenziato sono sottoposte a trattamento TMB? Non dovrebbe essere eseguito su tutto l’indifferenziato che va in discarica?

3) I costi del personale per ogni singolo sotto-processo (raccolta organico, raccolta carta, raccolta ingombranti, ecc…) vengono imputati soltanto per la metà nella voce specifica (CRD e CRT).
La restante metà viene imputata ai CGG, costi generali di gestione.
Questi CGG comprendono, però, anche una quota pari al 44% del costo complessivo del personale diretto, pari a 44.514,80 euro.
In sostanza, paghiamo il 100% del personale diretto (metà nelle voci specifiche, metà nei CGG) e in più 44.514,80 euro (circa 9 euro ad abitante). Perché? Cosa sono tutti questi costi?

4) La raccolta ingombranti a domicilio viene effettuata, sulla base di quanto dichiarato, per 6 ore a settimana, tutte le settimane, con un costo operativo di 10.238,22 euro.
In realtà questa raccolta non mi sembra sia settimanale, visto che, quando si chiama per il ritiro, di solito l’appuntamento che danno è circa un mese dopo, se non di più.

5) Nel Piano Finanziario a pagina 29 viene dichiarato che il ferro viene venduto alla Sider Rottami di Pesaro, ma nel Prospetto, nell’ultima pagina, non si prevede nessun ricavo dalla vendita del ferro. Come mai?

6) Nel Piano Finanziario a pagina 22 si nota che la produzione di carta, cartone, vetro, alluminio ed alcune altre tipologie resta abbastanza costante nel tempo; mentre:
– la produzione della plastica in due anni aumenta del 39% passando da circa 112.000 Kg 2012 a circa 156.000 Kg 2014;
– la produzione dell’organico in due anni aumenta del 21% passando da circa 300.000 Kg 2012 a circa 364.000 Kg 2014;
– la produzione del verde in due anni aumenta del 12% passando da circa 379.000 Kg 2012 a circa 426.000 Kg 2014.
Tutto ciò come si giustifica?

7) Nel Prospetto Finanziario a pagina 29 si dichiara di trattare la plastica per ridurne il volume.
A quanto ammonta il costo unitario e totale di questo trattamento?
È già compreso nella voce “plastica” dell’ultima pagina del Prospetto, dove viene dichiarato un ricavo dalla vendita della plastica di soli 95 euro/t?

8) Il tonnellaggio della plastica e soprattutto del verde (a differenza delle altre frazioni merceologiche), confrontando i kg ad abitante per anno prodotti, non è coerente con i dati del Piano Regionale di Gestione Rifiuti recentemente approvato: troppe tonnellate! Come mai?
Documento2410

Le ultime 3 colonne della tabella sono prese da pag. 76 del Quadro Conoscitivo del PRGR, in particolare le ultime due sono, rispettivamente, i kg ad abitante per anno prodotti in media nei comuni con una popolazione compresa tra 1.000 e 5.000 abitanti e tra 5.000 e 15.000 abitanti, confrontabili quindi con la nostra realtà.

9) Con la Determina del Settore Tecnico numero 56 del 11/06/2015 si liquidano 637,81 euro ad Aset per il conferimento, relativo a Marzo 2015, di rifiuti non recuperabili (CER 200201 e CER 200307). Il CER 200201 identifica “sfalci e potature”. Significa che alcune tonnellate di sfalci e potature vengono conferite in discarica, pur rientrando molto probabilmente nel conteggio della Raccolta Differenziata. Per quale motivo questo materiale finisce in discarica? E quali sono le quantità di rifiuto non indifferenziato che sono finite in discarica ogni mese nel 2014 e 2015, suddivise per codici CER?

10 Nel Piano Finanziario a pagina 10 si torna ad evidenziare come il 40% dell’organico raccolto a livello stradale risulti di pessima qualità e quindi il tutto è destinato in discarica. Per “tutto” si intendono tutte le 364 t o soltanto l’aliquota del 40% (circa 146 t)?

11 Non le sembra strano che nel 2014 siano aumentate le quantità delle frazioni che portano costi (plastica, verde, organico) mentre quelle che portano ricavi (carta/cartone, vetro, alluminio) oltre a non essere interessati a particolari incrementi, non risentano neanche delle importanti variazioni dei rimborsi CONAI, rincarati nella primavera 2014 di circa il 15 %, come risulta dall’accordo ANCI-CONAI? Chi si appropria di questi maggiori ricavi? I rimborsi delle quote differenziate che il gestore, per nostro conto, vende ai vari consorzi, sono calcolati da prezzi di vendita di mercato? Quali sono i prezzi unitari?

Il Consigliere

Interrogazione n. 2015-008

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 Luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”, con la presente sottopone le seguenti interrogazioni, con richiesta di risposta scritta:
– In riferimento al contratto sottoscritto tra il Comune di San Costanzo e la partecipata ASET SPA, relativo alla raccolta e gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, qual è l’esatto importo in euro relativo all’eventuale penale a cui il nostro Comune verrebbe assoggettato, nell’eventualità decidesse di rescindere il contratto stesso entro il 31 Dicembre 2015?
– Sempre in riferimento al contratto in essere precedentemente preso in riferimento, a quali impedimenti e/o problematiche andrebbe incontro il Comune di San Costanzo, nell’eventualità decidesse di rescindere anticipatamente il contratto in essere con ASET Spa?
– Nella gestione dei rifiuti prodotti dalle aziende agricole locali, come vanno raccolti, stoccati e smaltiti i teli di plastica di risulta, impiegati nelle operazioni di pacciamatura?
– Nella gestione delle attività delle aziende agricole locali, come devono essere raccolti, stoccati e smaltiti, tutti i contenitori di prodotti chimici e fitofarmaci, in materiale plastico e non, dopo averli sottoposti alle operazioni di bonifica?

Il Consigliere

LA NOSTRA ANALISI

In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale tenutosi Mercoledì 29 Aprile scorso, ci sono state date dal Sindaco, le risposte ai quesiti posti alcuni giorni prima, contenuti nella nostra ‘interrogazione n. 2015-006 del 22 Aprile.

Tutti i quesiti posti avevano un unico filo conduttore: la gestione dei rifiuti.

La nostra volontà era quella di cercare di recuperare i dati relativi all’andamento dell’impiego delle videocamere di sorveglianza, poste a controllo delle isole ecologiche, e dei benefici conseguenti la distribuzione “GRATUITA” dei sacchetti in Mater-Bi.

Entrambe le soluzioni di riparazione infatti, erano state attuate dalla precedente amministrazione, proprio un anno fa, in previsione della campagna elettorale per le amministrative di maggio 2014.

Nella nostra di campagna elettorale, criticavamo le loro due scelte poiché, a nostro avviso, non avrebbero risolto né il problema dell’abbandono dei rifiuti e/o l’errato conferimento, né migliorato la qualità della quota organico.

Ma veniamo ai numeri, partendo dalle telecamere di videosorveglianza.

L’Amministrazione precedente, viste le criticità di alcune isole ecologiche del nostro territorio, ha pensato di risolvere il tutto, installando alcune telecamere. Tramite queste infatti, si era pensato che tutti coloro che erano soliti abbandonare i rifiuti, sarebbero stati costretti, pena la loro identificazione, ad evitarne l’abbandono.

L’importo totale della fornitura è stato di circa 20.000,00 € e poco importa, a noi cittadini, se il Comune abbia coperto soltanto la metà della spesa; anche la seconda metà della quota, a carico della Regione, sono soldi pubblici, o no?

I motivi che hanno portato alla scelta di intervenire con le videocamere, in particolare su quattro delle venti isole ecologiche del nostro territorio, al momento non li conosciamo e, l’assenza dei dati relativi alla quantità dei rifiuti abbandonati, non ci viene in aiuto. Il gestore (ASET) infatti, non è in grado di stimare la quantità di rifiuto abbandonato, ma, probabilmente, non era in grado di farlo neanche al tempo dell’approccio alla risoluzione della problematica.

Probabilmente saranno stati rilevati continui episodi di inciviltà, per cui si è deciso di procedere.

Ma perché proprio su quelle quattro e non su altre, altrettanto critiche?

Analizzando invece il numero dei verbali emessi, notiamo che probabilmente prima dell’installazione delle videocamere, sono stati emessi più verbali, vuoi per la maggiore disponibilità degli agenti della Polizia Municipale addetti al controllo, vuoi anche per l’inesperienza degli incivili…., fatto è che su quattro punti monitorati, due non hanno rilevato alcuna infrazione, mentre per le altre due i numeri non sono particolarmente degni di menzione. Se a tutto questo potessimo aggiungere che nelle quattro isole ecologiche monitorate non risulterebbero fenomeni di abbandono rifiuti, potremmo confermare la corretta scelta fatta.

In realtà è sotto gli occhi di tutti come, seppur con meno frequenza rispetto a prima, l’abbandono rifiuti continua; continua nelle stesse isole ecologiche monitorate, ma continua, ancora con più insistenza, in altre isole ecologiche, a testimonianza del fatto che la soluzione adottata non ha risolto il problema, ma spostato da alcune isole ecologiche ad altre.

Il numero di verbali emessi in quelle isole ecologiche monitorate, alla luce del numero di casi di abbandono, conferma che non si stanno sfruttando al massimo le opportunità che la soluzione è in grado di offrire, il Sindaco ha giustificato il ridotto intervento sanzionatorio degli agenti addetti al controllo delle immagini registrate, a causa degli innumerevoli compiti a loro assegnati, ed alla conseguente mancanza di tempo. Sarebbe interessante chiedere agli agenti stessi se preferiscano sezionare i sacchetti e frugare nell’immondizia alla ricerca di prove che ricondurrebbero al proprietario, o impiegare lo stesso tempo in ufficio, per ricercare nelle registrazioni, il colpevole dell’abbandono.

In conclusione, dati alla mano, o meglio in assenza di dati, ci limitiamo ad esternare la nostra sensazione: 20.000,00 € spesi di cui 10.000,00 € messi a bilancio nella TARI 2014 dei quali 2.000,00 € (quelli della telecamera parco scuole) impropriamente inseriti all’interno del conteggio TARI,  poiché non installata nell’isola ecologica, sono serviti a spostare la problematica su altre isole ecologiche, al momento non servite da videosorveglianza.

Passiamo ora ai sacchetti in Mater-Bi.

La loro distribuzione “GRATUITA” di un anno fa, era stata pensata dalla precedente Amministrazione, per cercare di limitare l’impiego di un altissimo numero di utenti, di conferire l’organico in sacchetti non idonei allo scopo, poiché non compostabili. Ma se il Sindaco ha dichiarato che per l’acquisto dei sacchetti sono stati spesi circa 7650,00 €, perché un anno fa, sempre nel bel mezzo della campagna elettorale, la precedente Amministrazione pubblicizzava la fornitura come “GRATUITA”?

Alleghiamo copia del documento comprovante quanto precedentemente riportato.

avviso mater bi1

Un’ultima considerazione riguardo il rapporto comunicativo ASET/Comune. Il Sindaco ha dichiarato, in risposta ad un paio di nostri quesiti riguardanti la qualità della frazione organico raccolta, che questa, a causa del conferimento al compostaggio insieme alle frazioni raccolte dagli altri comuni consorziati ad ASET, non può essere classificata dal punto di vista qualitativo anche se, a dire dei tecnici incaricati alla raccolta, sembrerebbe migliorata rispetto all’anno scorso.

Peccato che la stessa ASET, per due anni consecutivi 2013 e 2014, abbia informato il Comune della pessima qualità della frazione organico, nelle schede tecnico/economiche PRE (Piano Economico Finanziario) infatti, tra le note, veniva riportato quanto segue: “è da considerare che è stato stimato che il 40 %di tale materiale raccolto a livello stradale risulta pessimo a livello qualitativo e quindi il tutto è destinato alla discarica con il conseguente aumento dei costi del trattamento”.

Ma non Vi sembra strano che il Sindaco dichiari che ASET non è in grado di informarci sulla qualità dell’organico e poi, la stessa ASET, informi il Comune che ci sarà un extra costo causa la scarsa qualità dell’organico stesso?

Iniziamo a ragionare ognuno con la nostra testa, ricordando che sia il Sindaco, sia l’Assessore al bilancio che l’Assessore allo sport e cultura, sono gli stessi della precedente Amministrazione.

Non siate timidi.

 

Giovanni Furlani

Interrogazione n. 2015-003 – 31.03.2015

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo, con la presente sottopone le seguenti interrogazioni:
– Nel Consiglio Comunale di insediamento dell’attuale Amministrazione, il collega Gabanini aveva avanzato la proposta di predisporre la Sala del Consiglio, di tutto il necessario per la trasmissione live in streaming dei Consigli Comunali, con l’intento, visto il basso numero di partecipanti, di
favorirne la diffusione tra i nostri concittadini. La proposta era stata allora accolta con entusiasmo ma, al momento, non abbiamo alcun riscontro in merito. Qual è la situazione ad oggi? Cosa si è fatto in merito? Quali sono, se ci saranno mai, i tempi per un suo completamento?
– In occasione dello stesso Consiglio Comunale, il Consigliere Gabanini, richiedeva, in merito al programma presentato in campagna elettorale dal Gruppo “Uniti per San Costanzo”, la calendarizzazione dei punti programmatici, indicandone le corrispondenti coperture economiche.
A che punto siamo?
– Nel Consiglio Comunale del 3 Marzo scorso, abbiamo proposto e votato all’unanimità, la mozione relativa alla creazione di un’unità di gestione della problematica malattie oncologiche, respiratorie e cardiovascolari legate alle condizioni ambientali sul nostro territorio. Cosa si è fatto in merito?
Quali saranno i tempi tecnici necessari per la costituzione del gruppo? Chi e con quale criterio verranno selezionati i membri del gruppo?

Interrogazione n. 2015-006 – 22.04.2015

OGGETTO  : Efficacia strumenti e soluzioni adottate contro abbandono rifiuti o conferimento scorretto

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo, con la presente sottopone la seguente interrogazione, con integrata richiesta di documenti:

– A distanza di più di un anno dall’installazione di sistemi di videosorveglianza su quelle isole ecologiche che manifestavano criticità in merito all’abbandono dei rifiuti e/o al conferimento non corretto degli stessi, con la presente vorremmo conoscere i dati risultanti, dall’acquisto, installazione e messa in marcia dei sistemi, con particolare attenzione a quanto di seguito elencato:

– Data affidamento appalto e data ultimazione lavori e collaudo;

– Tipologia contratto di fornitura (se ne richiede copia);

– Importo totale dell’investimento;

– Eventuali costi di manutenzione ordinaria e straordinaria dall’installazione ad oggi;

– Numero di sistemi installati;

– Ubicazione dei sistemi installati;

– Quantità rifiuti abbandonati e/o non opportunamente conferiti, suddivise per le singole isole ecologiche oggetto dell’installazione dei sistemi di videosorveglianza, nei dodici mesi precedenti l’installazione stessa;

– Quantità rifiuti abbandonati e/o non opportunamente conferiti, suddivise per le singole isole ecologiche oggetto dell’installazione dei sistemi di videosorveglianza, almeno nei dodici mesi successivi l’installazione;

– Quantità dei rifiuti abbandonati nelle isole ecologiche di tutto il territorio, nei dodici mesi precedenti l’installazione dei sistemi di videosorveglianza;

– Quantità dei rifiuti abbandonati nelle isole ecologiche di tutto il territorio, almeno nei dodici mesi successivi l’installazione dei sistemi di videosorveglianza;

– Il numero di verbali emessi, l’importo delle sanzioni emesse e l’importo delle sanzioni incassate, suddivise per isole ecologiche, nei dodici mesi precedenti l’installazione dei sistemi di videosorveglianza, riconducibili all’utilizzo dei sistemi stessi;

– Il numero di verbali emessi, l’importo delle sanzioni emesse e l’importo delle sanzioni incassate, suddivise per isole ecologiche, almeno nei dodici mesi successivi l’installazione dei sistemi di videosorveglianza, riconducibili all’utilizzo dei sistemi stessi;

– Il numero di tessere magnetiche atte all’utilizzo della calotta per il conferimento della parte indifferenziata mai ritirate, di utenti residenti e non, nel nostro territorio;

– Funzionalità e possibilità di elaborazione dati, provenienti dalle calotte intelligenti, dei cassonetti conferimento indifferenziato;

– Qualità della quota organico nei dodici mesi precedenti la distribuzione gratuita dei sacchetti in Mater-Bi;

– Qualità della quota organico almeno nei dodici mesi successivi la distribuzione gratuita dei sacchetti in Mater-Bi suddivisa, se possibile, in due distinti semestri;

– Costi sostenuti dal Comune per l’acquisto della fornitura gratuita dei sacchetti in Mater-Bi.

Rimango a  disposizione per eventuali chiarimenti.

 

Giovanni Furlani

M5S San Costanzo