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#DentroIlConsiglio: Resoconto dal Consiglio Comunale del 26 luglio 2016

È passata una settimana dall’ultimo Consiglio Comunale, quello tenutosi martedì 26 luglio alle ore 18:00, quello della sala completamente deserta, quello dove alcuni episodi però meritano una sottolineatura ed una condivisione, ed è per questo motivo che vorremmo parlarne.

Avviso: i contenuti audio inseriti in questo articolo sono estratti dalle registrazioni audio (di non agevole consultazione) disponibili sul sito del Comune di San Costanzo.

Oggetto di questo approfondimento è la comunicazione 2016-002 che abbiamo indirizzato e letto a tutto il Consiglio Comunale riunito.

Ascolta la lettura della comunicazione

Il protocollo prevede che, in caso di lettura di questo tipo di comunicazioni, non ci siano né commenti, né dibattiti. La disponibilità totale del nostro Sindaco invece, slegato dalla rigidità dei regolamenti, ci ha permesso di carpirne le sue impressioni e ribadire le nostre posizioni.

Ascolta i commenti del Sindaco

Tramite quel testo, si voleva portare in evidenza come nel nostro modo di amministrare, ci fossero importanti divergenze tra le regole scritte e la loro applicazione; di qui la necessità da parte nostra di far capire che noi amministratori non possiamo pretendere di far applicare le regole ai nostri concittadini, quando per primi siamo noi ad eluderle.

Ascolta le nostre precisazioni

Due a nostro avviso i passaggi meritevoli di un approfondimento.

Il primo riguarda le metodologie utilizzate dal personale comunale, nel rispondere alla richiesta di accesso agli atti da parte di un consigliere comunale (aggiungiamo di minoranza).

Nel richiedere copia di una semplice ordinanza, è emerso come, almeno in segreteria, si attenda per il rilascio del documento, il nullaosta del Sindaco; questo contravvenendo a quanto previsto dalle normative in vigore, tra queste il D.L. 33 del 14.03.2013 per il principio generale di trasparenza, che all’art. 1 cita “ La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche” o l’art. 10 del D.L. 267 del 18.08.2000 (Testo unico sull’ordinamento degli enti locali) che conferma “Tutti gli atti dell’amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese”, oltre alle innumerevoli sentenze del Consiglio di Stato emesse in merito, sull’intero territorio nazionale.

La cosa che forse ci lascia ancora amareggiati, sono le dichiarazioni del Sindaco a commento di quanto esposto in merito alla stessa comunicazione; saremmo, a dir suo, alla ricerca della sua malafede: ASSOLUTAMENTE NO!!! Siamo invece a confermare un comportamento scorretto e per noi inaccettabile, ancor più grave se riascoltiamo le sue dichiarazioni. Ribadiamo che gli accessi agli atti da parte di cittadini prima e dei portavoce poi, sono fondamenta di trasparenza e strumento principe per operare il controllo sulla Pubblica Amministrazione. Forse al nostro Sindaco questo passaggio sfugge, poiché all’opposizione non c’è mai stata!

I sindaci, gli assessori e le segreterie comunali sono dipendenti dei cittadini tutti. Gli stessi cittadini hanno sì doveri, ma hanno anche diritti, che vanno rispettati.

Il secondo punto, meritevole di un approfondimento, è quello della petizione popolare, protocollata l’8 maggio scorso, con la quale oltre centocinquanta concittadini chiedevano, attraverso un’azione del Sindaco, di sensibilizzare l’operato e le strategie regionali in merito alla riforma sanitaria e al nodo “Ospedale unico”.

Lo Statuto del Comune di San Costanzo, con l’art. 27, definisce le forme di consultazione della popolazione, istanze, petizioni, proposte. “Il Comune organizza la consultazione dei cittadini anche in forme differenziate ed articolate. Le forme della consultazione devono garantire in ogni caso la libertà di espressione dei partecipanti. Gli organi comunali possono promuovere forme di consultazione ogni volta che lo ritengano opportuno. I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento. Il Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocata dopo la scadenza di detto termine. Il Sindaco valuta l’opportunità di inserire nel predetto ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni.

In grassetto abbiamo volutamente evidenziato il passaggio dove vengono definite le modalità attuabili dal Sindaco per dar riscontro alla petizione. Se a distanza di quasi tre mesi non abbiamo né ricevuto risposta scritta, né l’abbiamo trovata tra i temi all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale, abbiamo dedotto che per il Sindaco tale richiesta risulti essere irrilevante e pertanto non meritevole di alcuna azione.

Il Sindaco, nel suo intervento, ha voluto sottolineare come non avesse ritenuto opportuno convocare un consiglio comunale monotematico dove discutere di Sanità, poiché l’argomento sarebbe ancora in discussione in Regione e in sede di assemblea di Area Vasta e, mancando ancora certezze, sarebbe a suo avviso prematuro, qualsiasi passaggio in consiglio comunale.

Abbiamo a questo punto ribadito come noi cittadini aspettassimo un riscontro alla petizione, intesa come strumento in mano a noi stessi per essere propositivi e coinvolti nell’amministrare il nostro paese. Non ci interessa oggi sapere se e chi deciderà per l’ospedale unico e se e chi lo preferirà a Fosso Sejore, chi a Chiaruccia o a Muraglia, a noi interessa che la nostra voce venga ascoltata e la nostra partecipazione rispettata.

A maggior ragione sarebbe stato a nostro avviso ancora più importante e rappresentativo, in questa fase di discussione dell’argomento sul tavolo provinciale, portare in assemblea dei sindaci una posizione che tenesse conto della petizione o dell’esito della sua discussione in consiglio comunale. Perché come detto più volte in campagna elettorale e nel corso di questi primi anni di mandato, il Sindaco è rappresentante di tutti i cittadini.

Giovanni Furlani

Peccato, io ci credevo!!

Martedì scorso in sede di Consiglio Comunale, avevo proposto una mozione per l’adozione dell’APP “Decoro Urbano”; uno strumento in grado di segnalare sul proprio territorio, criticità problematiche o semplici segnalazioni relative a imbrattamenti, segnaletiche, rifiuti, verde pubblico ecc..

Di per sé il funzionamento è semplice; si scarica l’APP sullo smartphone o sul PC, ci si registra e, da quel momento, si è ufficialmente iscritti ed operativi.
Per segnalare la problematica poi, se si è in possesso della versione smartphone, sarà sufficiente scattare una foto con il localizzatore GPS attivo, definire la categoria e la tipologia di problematica, ed inviare la segnalazione.

Un moderatore della piattaforma “Decoro Urbano” ricevuta immediatamente la segnalazione, valuterà se questa risulta essere pertinente e classificabile tra le categorie per cui il servizio è preposto e, in caso positivo, inoltrerà la segnalazione sia alla piattaforma “Decoro Urbano” che al destinatario finale: il Comune nella persona del responsabile della manutenzione. A questo punto l’incaricato provvederà con la propria organizzazione, con i propri mezzi e con le proprie risorse, a gestire queste segnalazioni unitamente a quelle che parallelamente continueranno ad arrivare attraverso i canali soliti quali l’e-mail, le telefonate, le visite di persona, ecc..

L’adozione dell’APP avrebbe messo a disposizione della nostra comunità un metodo semplice, veloce, contemporaneo di segnalare tempestivamente le criticità del nostro territorio, e non di crearne nuove.

Anche durante la discussione in Consiglio più volte ho ribadito il concetto per cui se sul territorio è presente una criticità, fino a quando non la si affronta e risolve, la criticità rimane.

Il Sindaco, nel motivare il voto unanime contrario dell’intera maggioranza, si è appellato sia alla mancanza di personale dell’ufficio tecnico in grado di gestire l’APP, che alla carenza di operai in grado di risolvere fisicamente le criticità segnalate, rendendone inutile l’adozione.

Ho cercato di ribadire ancora una volta che la presenza della criticità prima o poi vada affrontata e risolta, pertanto prima la segnalo e più tempo ho per organizzarne la sua risoluzione; nell’evidenziare come le motivazioni di voto date, cozzassero con la mia apparente logica (se è vero che meno segnalazioni arrivano, è altrettanto vero che meno interventi occorrerà organizzare, ma sicuramente a molte criticità non si fa fronte) ho, a mia insaputa, interpretato in modo deviato le espressioni del nostro primo cittadino, suscitando in lei un leggero risentimento.

Vi invito, non appena saranno condivise le registrazioni audio del Consiglio Comunale a riascoltare gli interventi così da farvene una propria opinione personale.

Il voto contrario lascia tutto così com’è senza pertanto aggiungere l’interfaccia 2.0 ormai in mano a quasi la totalità dei cittadini che continuerà ad essere utilizzata tra l’altro per selfie e post sui social.

Peccato, io ci credevo!!!

Giovanni Furlani

Stranezze in comune

Stranezze in comune

Ieri, in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, mi sono imbattuto in alcune situazioni che ritengo alquanto bizzarre.

La prima riguarda un piccolo tratto di strada comunale, ormai inutilizzata, penetrante all’interno della proprietà di un nostro concittadino. Ad oggi, tale proprietà demaniale, viene utilizzata dall’agricoltore per le proprie colture, dando continuità alla proprietà ed alle lavorazioni agricole. Nel frattempo il nostro Ente ha proposto, alle proprie condizioni, la vendita della piccola superficie all’agricoltore. Da parte sua l’agricoltore sarebbe anche interessato all’acquisto ma ad un prezzo non paragonabile a quello proposto dal Comune. Morale: la trattativa continua (da anni), la coltivazione continua, la presa per i fondelli….. pure. Stando così le cose si potrebbe creare per assurdo un precedente tale che consentirebbe, a qualsiasi concittadino, la realizzazione di un proprio orto privato in ogni spazio di verde pubblico. Che ne dite?

 

La seconda bizzarria riguarda la mia richiesta di accesso ad atti necessari per interpretare in maniera più corretta l’argomento TARI, discussa in consiglio comunale ieri; documenti consegnati a me oggi.

La stranezza sta nel fatto che sia la maggioranza che l’altra parte dell’opposizione, ne erano già in possesso dalla scorsa settimana, quest’ultima, senza averne nemmeno fatto richiesta. Che roba!!

 

La terza stranezza riguarda un difetto di comunicazione, in particolar modo sui tempi di scambio di informazioni. Come avreste dovuto sapere, nei giorni del 19, 20 e 21 una delegazione tedesca, in rappresentanza di diversi paesi gemellati con alcuni comuni della nostra provincia, ci ha fatto visita.

Ieri in C.C., ho sottolineato come, almeno per il nostro territorio, non si sia data la diffusione e l’informazione alla nostra comunità, che un evento del genere, avrebbe meritato: il nulla o poco più.

La cosa più buffa è che il programma ufficiale delle attività del gemellaggio ci è stato consegnato (forse per errore?) via e-mail il giorno 26 Maggio, quando già i tedeschi erano rientrati dalla “vacanza” italiana, da una settimana. Che le poste italiane fossero causa di ritardi nel recapito di lettere e missive è da sempre un luogo comune, ma che già anche le e-mail fossero sulla stessa buona strada….. questo mi è nuovo.

Per il resto……. tutto bene.

 

Giovanni Furlani

Acqua-due-o, una delle cinque stelle

Una delle molecole più semplici in natura, sicuramente il più importante tra i solventi, spesso causa di liti, scontri e guerre tra noi componenti del genere umano. Tanti i modi di definire l’acqua, tante le volontà di controllarne la proprietà, la distribuzione, il business.

Tutto questo, purtroppo, non accade soltanto nei villaggi africani o negli altri territori aridi e desertificati.

L’acqua è per il genere umano e non solo, un bene di prima necessità, fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi.

Se è vero che oltre il 70% del nostro corpo è costituito proprio di acqua, ci rendiamo subito conto di quanto sia per noi prezioso. Vista l’importanza di questo bene, occorrerebbe non sprecarlo, occorrerebbe non considerarlo una merce sulla quale fare profitto, occorrerebbe condividerlo con tutti.

Da qualche decennio però, i nostri amministratori, a tutti i livelli, sembrerebbero aver fiutato il “Business acqua”; a conferma di questo la necessità, con il referendum del 2011, di mettere nero su bianco in merito alla proprietà ed alla gestione pubblica dell’acqua.

A distanza di appena un lustro da quel plebiscitario esito che sancisce la volontà del popolo italiano di una gestione completamente pubblica del bene acqua, la realtà è assai diversa: nessun processo di ri-pubblicizzazione avviato, gestione ancora in mano ad aziende che vogliono fare utili, sempre più  gestori privati o misti pubblici-privati che mercificano questo bene, creando utili, acquisendo potere, impoverendo i Comuni e con essi i propri cittadini.

Da qualche mese, in collaborazione con il preziosissimo supporto dei comitati di cittadini presenti nel nostro territorio, un gruppo di lavoro costituito da portavoce del Movimento 5 Stelle della Regione Marche, ha unito le proprie risorse per cercare di operare all’impedimento alla privatizzazione del bene acqua, che i burattinai del potere, più o meno palesemente, stanno cercando di far passare come unico possibile futuro scenario.

Di seguito riportiamo il testo del Comunicato stampa congiunto che vuol essere un primo punto di partenza verso la difesa della gestione pubblica della nostra cara, fresca, dolce acqua.

Comunicato congiunto2

 

 

Consiglio Comunale del 30 Giugno 2015

Come ampiamente pubblicizzato sui social network, martedì scorso si è tenuto il Consiglio Comunale, con all’ordine del giorno, tantissimi punti sui quali argomentare.

La sala era più gremita del solito; alle solite facce si sono uniti alcuni visi nuovi.

Per opportunità di rendicontazione, la scaletta è stata leggermente stravolta, anticipando la discussione dell’interrogazione “Salute”  del Consigliere Mencoboni come primo punto, poiché legata alle comunicazioni del Sindaco.

Dopo l’esposizione dell’interrogazione da parte del Consigliere Mencoboni , arricchita da una premessa al commento del post pubblicato su FB dal profilo privato del nostro Sindaco, diffuso in risposta alla nostra “Lettera aperta al Sindaco”, la parola è passata a quest’ultima.

Seppur con una pizzico di commozione, vista la delicatezza dell’argomento in discussione, la replica del Sindaco è stata decisa e precisa, con ben inquadrato, nel mirino, IL NEMICO A CINQUE STELLE.

In poco più di qualche minuto una tempesta di parole si è abbattuta sulla figura del neo Consigliere reo, a dire del primo cittadino, di averla attaccata con i suoi recenti documenti scritti, dal punto di vista personale nonché morale.

Le accuse snocciolate vanno dalla presunzione nel voler insegnare il significato della parola becero, all’attacco personale alla Dott.ssa Margherita Pedinelli piuttosto che al Sindaco, all’aver “spiattellato” su Facebook  il documento, all’aver pensato che il Sindaco custodisse segretamente i dati che da mesi stiamo tutti aspettando e, infine, di aver utilizzato come mezzo di interazione, sempre e solo il mezzo digitale in alternativa a quello fisico, di persona, vista la sua presenza giornaliera, nel palazzo comunale

E allora proprio come in una ricca giardiniera, le parole becero, finocchio, protocollo, oste, venivano mescolate a brevi citazioni estrapolate dai testi originali, completando così la struttura accusatoria a carico del consigliere del Movimento.

Quel dito puntato poi, stile zio Sam, non ammetteva più dubbi:

“PROPRIO TU”!

Lui, in rispetto completo alle regole, non ha proferito parola, tramortito da quella sequela di colpi verbali, degni, questa volta, del miglior picchiatore.

Qualche minuto di respiro, approfittando della replica del Consigliere Mencoboni, sono serviti per raccogliere un po’ i pezzi di quell’attacco, ma il colpo ormai era arrivato. Grazie alla cortesia concessa dal Sindaco, anche a lui è stata  data la possibilità di replica.

Con un  po’ di rabbia mista ad agitazione, il Consigliere del MoVimento ha cercato di ribattere punto per punto alle accuse.

Ha precisato per esempio che nel suo primo testo, “Lettera aperta al Sindaco” non c’era alcuna volontà, mascherata tra le righe, di definirla strega, di offendere né il Sindaco, né tantomeno la persona, Dott.ssa Pedinelli.

Ha escluso ogni possibile ipotesi di custodia da parte del Sindaco dei dati tanto richiesti in questo periodo.

Ha giustificato la diffusione del testo attraverso il web, come solita e unica utilizzabile, dal MoVimento rappresentato, da un anno a questa parte.

Ha precisato ancora che il protocollo, portato molto spesso a supporto delle azioni intraprese dal Sindaco, sarebbe  dovuto essere riferimento anche per i documenti inviati al Sindaco.

Ha sottolineato come quell’insalata di parole non poteva essere mescolata,  ma queste andavano contestualizzate.

Ha confermato  che l’unico messaggio esplicito di quel documento, era quello di sollecitare chi, fino a quel momento, si era dimostrato sordo alle proprie richieste e a quelle del Sindaco.

In realtà, quel documento, una responsabilità ce l’ha avuta.

Quel documento non è stato condiviso sui social network soltanto dagli elementi  del MoVimento; quel documento è stato apprezzato e condiviso da tanti altri, sancostanzesi e non; quel documento ha dimostrato che quella problematica interessava a molti, forse troppi per qualcuno.

E allora tutti questi sono stati corresponsabili!

Perché allora il Sindaco, che preferirebbe i rapporti  “di persona” alle fredde comunicazioni digitali, non ha convocato, per fare il punto della situazione, chi da mesi era interessato a far sì che la questione procedesse più speditamente?

Forse non aveva il numero  di telefono per contattare il Consigliere del Movimento al quale dire, per esempio, che da lì a breve, si sarebbero organizzati sia la visita in discarica che l’assembla pubblica?

Credetemi, lo posso confermare io al cento per cento, il numero del cellulare del Consigliere Furlani, il Sindaco, ce l’ha!!!

In questa società, ognuno è libero, nel rispetto degli altri e delle regole, di fare politica nel modo più consono ai propri impegni e alle proprie capacità. Da parte mia, la sto facendo nel modo più naturale possibile, senza particolari strategie, equilibri o giochetti strani. Non sono e non voglio essere un politico professionista, ma un semplice cittadino prestato alla politica.

I miei comportamenti dovranno innanzitutto essere graditi a quelle poche decine di preferenze prese e, soprattutto, continuare ad essere guida per quei tre fanciulli, per il cui futuro, mi son sentito chiamato in causa.

Oltre a questo, per il resto, tutto bene; il Consiglio Comunale è proseguito fino alle 1:15.

 

Il Consigliere

Giovanni Furlani

 

LA NOSTRA ANALISI

In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale tenutosi Mercoledì 29 Aprile scorso, ci sono state date dal Sindaco, le risposte ai quesiti posti alcuni giorni prima, contenuti nella nostra ‘interrogazione n. 2015-006 del 22 Aprile.

Tutti i quesiti posti avevano un unico filo conduttore: la gestione dei rifiuti.

La nostra volontà era quella di cercare di recuperare i dati relativi all’andamento dell’impiego delle videocamere di sorveglianza, poste a controllo delle isole ecologiche, e dei benefici conseguenti la distribuzione “GRATUITA” dei sacchetti in Mater-Bi.

Entrambe le soluzioni di riparazione infatti, erano state attuate dalla precedente amministrazione, proprio un anno fa, in previsione della campagna elettorale per le amministrative di maggio 2014.

Nella nostra di campagna elettorale, criticavamo le loro due scelte poiché, a nostro avviso, non avrebbero risolto né il problema dell’abbandono dei rifiuti e/o l’errato conferimento, né migliorato la qualità della quota organico.

Ma veniamo ai numeri, partendo dalle telecamere di videosorveglianza.

L’Amministrazione precedente, viste le criticità di alcune isole ecologiche del nostro territorio, ha pensato di risolvere il tutto, installando alcune telecamere. Tramite queste infatti, si era pensato che tutti coloro che erano soliti abbandonare i rifiuti, sarebbero stati costretti, pena la loro identificazione, ad evitarne l’abbandono.

L’importo totale della fornitura è stato di circa 20.000,00 € e poco importa, a noi cittadini, se il Comune abbia coperto soltanto la metà della spesa; anche la seconda metà della quota, a carico della Regione, sono soldi pubblici, o no?

I motivi che hanno portato alla scelta di intervenire con le videocamere, in particolare su quattro delle venti isole ecologiche del nostro territorio, al momento non li conosciamo e, l’assenza dei dati relativi alla quantità dei rifiuti abbandonati, non ci viene in aiuto. Il gestore (ASET) infatti, non è in grado di stimare la quantità di rifiuto abbandonato, ma, probabilmente, non era in grado di farlo neanche al tempo dell’approccio alla risoluzione della problematica.

Probabilmente saranno stati rilevati continui episodi di inciviltà, per cui si è deciso di procedere.

Ma perché proprio su quelle quattro e non su altre, altrettanto critiche?

Analizzando invece il numero dei verbali emessi, notiamo che probabilmente prima dell’installazione delle videocamere, sono stati emessi più verbali, vuoi per la maggiore disponibilità degli agenti della Polizia Municipale addetti al controllo, vuoi anche per l’inesperienza degli incivili…., fatto è che su quattro punti monitorati, due non hanno rilevato alcuna infrazione, mentre per le altre due i numeri non sono particolarmente degni di menzione. Se a tutto questo potessimo aggiungere che nelle quattro isole ecologiche monitorate non risulterebbero fenomeni di abbandono rifiuti, potremmo confermare la corretta scelta fatta.

In realtà è sotto gli occhi di tutti come, seppur con meno frequenza rispetto a prima, l’abbandono rifiuti continua; continua nelle stesse isole ecologiche monitorate, ma continua, ancora con più insistenza, in altre isole ecologiche, a testimonianza del fatto che la soluzione adottata non ha risolto il problema, ma spostato da alcune isole ecologiche ad altre.

Il numero di verbali emessi in quelle isole ecologiche monitorate, alla luce del numero di casi di abbandono, conferma che non si stanno sfruttando al massimo le opportunità che la soluzione è in grado di offrire, il Sindaco ha giustificato il ridotto intervento sanzionatorio degli agenti addetti al controllo delle immagini registrate, a causa degli innumerevoli compiti a loro assegnati, ed alla conseguente mancanza di tempo. Sarebbe interessante chiedere agli agenti stessi se preferiscano sezionare i sacchetti e frugare nell’immondizia alla ricerca di prove che ricondurrebbero al proprietario, o impiegare lo stesso tempo in ufficio, per ricercare nelle registrazioni, il colpevole dell’abbandono.

In conclusione, dati alla mano, o meglio in assenza di dati, ci limitiamo ad esternare la nostra sensazione: 20.000,00 € spesi di cui 10.000,00 € messi a bilancio nella TARI 2014 dei quali 2.000,00 € (quelli della telecamera parco scuole) impropriamente inseriti all’interno del conteggio TARI,  poiché non installata nell’isola ecologica, sono serviti a spostare la problematica su altre isole ecologiche, al momento non servite da videosorveglianza.

Passiamo ora ai sacchetti in Mater-Bi.

La loro distribuzione “GRATUITA” di un anno fa, era stata pensata dalla precedente Amministrazione, per cercare di limitare l’impiego di un altissimo numero di utenti, di conferire l’organico in sacchetti non idonei allo scopo, poiché non compostabili. Ma se il Sindaco ha dichiarato che per l’acquisto dei sacchetti sono stati spesi circa 7650,00 €, perché un anno fa, sempre nel bel mezzo della campagna elettorale, la precedente Amministrazione pubblicizzava la fornitura come “GRATUITA”?

Alleghiamo copia del documento comprovante quanto precedentemente riportato.

avviso mater bi1

Un’ultima considerazione riguardo il rapporto comunicativo ASET/Comune. Il Sindaco ha dichiarato, in risposta ad un paio di nostri quesiti riguardanti la qualità della frazione organico raccolta, che questa, a causa del conferimento al compostaggio insieme alle frazioni raccolte dagli altri comuni consorziati ad ASET, non può essere classificata dal punto di vista qualitativo anche se, a dire dei tecnici incaricati alla raccolta, sembrerebbe migliorata rispetto all’anno scorso.

Peccato che la stessa ASET, per due anni consecutivi 2013 e 2014, abbia informato il Comune della pessima qualità della frazione organico, nelle schede tecnico/economiche PRE (Piano Economico Finanziario) infatti, tra le note, veniva riportato quanto segue: “è da considerare che è stato stimato che il 40 %di tale materiale raccolto a livello stradale risulta pessimo a livello qualitativo e quindi il tutto è destinato alla discarica con il conseguente aumento dei costi del trattamento”.

Ma non Vi sembra strano che il Sindaco dichiari che ASET non è in grado di informarci sulla qualità dell’organico e poi, la stessa ASET, informi il Comune che ci sarà un extra costo causa la scarsa qualità dell’organico stesso?

Iniziamo a ragionare ognuno con la nostra testa, ricordando che sia il Sindaco, sia l’Assessore al bilancio che l’Assessore allo sport e cultura, sono gli stessi della precedente Amministrazione.

Non siate timidi.

 

Giovanni Furlani

I Consigli di Marzo

Nel mese di Marzo appena trascorso, si sono tenuti ben due Consigli Comunali. Se quello del 3 Marzo era ricco di punti all’ordine del giorno, non si può dire altrettanto di quello del 31.

Ma andiamo con ordine.

In occasione della seduta del 3 Marzo, si è iniziato subito con la presentazione di due new entries. Al nuovo Segretario Dott.ssa Sgariglia si aggiunge il nostro Consigliere Giovanni Furlani, in sostituzione del dimissionario Gianluca Gabanini.

Dopo i saluti di benvenuto di rito, si è proceduto con la discussione dei vari punti all’ordine del giorno. Alcuni tra questi, erano solo delle comunicazioni da portare in Consiglio, mentre altre risultavano essere interessanti, come in particolare il punto “6”, trattando la gestione unificata della gestione dei rifiuti urbani, da parte dell’Assemblea Territoriale d’ Ambito dell’ATO – 1  di Pesaro e Urbino.

L’argomento risulta essere interessante poiché, a nostro avviso, dietro la gestione dei rifiuti, si cela un vero e proprio business dove, tranne per qualche rarissima eccezione, il “profumo” del soldo, proveniente dal rifiuto, non maleodora, riproponendo l’odierna validità della “pecunia non olet” attribuita a Vespasiano soltanto un paio di millenni fa.

Qui abbiamo manifestato subito le nostre perplessità sul far gestire tale “risorsa” a livello provinciale unificato. Non perché pensiamo che non lo si possa fare, ma perché proprio la nostra provincia dimostra come non ci sia una vera e propria uniformità di vedute, se non unico è l’obiettivo.

Se è vero che a Nord della nostra provincia Marche Multi Servizi, società a capitale misto privato-pubblico la fa da padrone, nell’area a sud, noi compresi, si è soci e utenti di ASET, società “ancora” a capitale pubblico. Poi le voci fuori dal coro di Mondolfo, San Lorenzo e l’Unione Roveresca, dimostrano come, con un po’ di logica abbinata al buon senso, si possano ottenere risultati, risparmio e posti di lavoro.

Ma le nostre perplessità sono alimentate anche dal fatto che, all’interno delle stesse partecipate, diverse siano i metodi di raccolta e gestione rifiuti, chi con il porta a porta, chi con la prossimità stradale, ecc. ecc., da qui la nostra posizione contraria.

Un passaggio della discussione merita una sottolineatura.

Abbiamo chiesto al Sindaco e all’Amministrazione tutta, di motivare l’incongruità tra quanto dichiarato alcuni mesi fa, quando, per giustificare l’aumento della TARI si rifacevano all’obbligo per legge di ricavare dalla TARI appunto, l’intera copertura economica per le spese dell’intera gestione dei rifiuti, e quanto dichiarato alcuni giorni prima dal Sindaco di Fano Seri, in seno al loro di Consiglio Comunale, asserendo che gli utili prodotti in ASET, ripartiti e messi a bilancio (per Fano si parla di più di un milione di euro) provengano, prevalentemente, da quanto pagato dai cittadini dei Comuni Soci attorno Fano e non dai fanesi.

Interessante no?

La risposta data la si può leggere ed interpretare nel  testo della delibera di Consiglio.

Molto interesse ha anche riscosso la discussione di un punto, in un primo tempo non all’ordine del giorno, relativo all’argomento “salute-ambiente”, inserito grazie alla disponibilità dimostrata dal Sindaco in primis e dall’Amministrazione tutta.

Il nostro Movimento aveva a riguardo già da tempo indicato, attraverso l’ex consigliere Gabanini, la disponibilità e soprattutto la necessità di affrontare il problema. A causa però della mancata immediata surroga del neo-consigliere (da regolamento del Consiglio Comunale sarebbe dovuta avvenire entro dieci giorni dalle dimissioni, in realtà ne sono trascorsi più di quaranta) non ci è stato possibile presentare, in merito, la relativa mozione. Quando forzando i termini, in data 26 Marzo lo abbiamo fatto, non avendo ancora ufficialmente il Consigliere, la mozione stessa non poteva essere considerata tale.

Allo stesso tempo anche il gruppo “La tua Voce” presentava una mozione sull’argomento, tutti  però anticipati dalle precisazioni che, con un tempismo chirurgico, il Sindaco condivideva sui social network, dimostrando l’interesse comune e la volontà di fare.

L’intento comune è quello di capire quali siano le condizioni ambientali, dell’aria, dell’acqua e del terreno nel nostro territorio e cercare di capire, se questi, possano essere legati alle cause degli innumerevoli casi di malattie, che stanno affliggendo, sempre più frequentemente, i nostri concittadini.

Sono stati contattati gli organi competenti, ASUR, ARPAM e  i medici di base e, speriamo a breve, verrà insediato il gruppo di lavoro.

 

Il Consiglio del 31 Marzo si è aperto con la precisazione da parte del Segretario, sui motivi che hanno portato alla stesura, al momento parziale, del verbale della seduta precedente.

La mattina stessa infatti, noi del M5S di San Costanzo, abbiamo comunicato al Segretario come, a nostro avviso, non Vi erano apparenti motivi per omettere, dai verbali della seduta precedente, quanto discusso in sede di Consiglio, in relazione alla “Mozione  Salute-Ambiente” presentata e discussa in quella occasione.

La discussione si è spostata poi sull’unico punto all’ordine del giorno, oltre all’approvazione dei verbali della seduta precedente: la regolamentazione delle partecipate.

La Legge 190/2014 del 23 Dicembre 2014 Legge di Stabilità per il 2015, invitava gli enti locali ad applicare entro il 31 Marzo 2015 appunto, quanto previsto nell’Agosto sempre del 2014 tramite il Piano Cottarelli, il commissario straordinario alla spending review, relativamente alla riduzione delle partecipate.

Il nostro Comune risulta infatti essere in partecipazione con quote in AMI Spa, ASET Spa, ASET Holding Spa, Marche Multiservizi Spa e ASPES Spa.

Come ci si può immaginare, l’argomento risulta essere di fondamentale importanza e, a nostro avviso, meritevole di un attento studio e valutazione.

Alla conferenza dei capigruppo consigliari di Venerdì 27 Marzo, durante la presentazione, in presenza dell’assessore Camilloni e della collega Mencoboni, emergono le nostre prime difficoltà: l’assessore a diversi nostri quesiti non risponde in modo esauriente e, la documentazione a supporto della discussione, risulta essere inesistente. Attraverso la segreteria ne facciamo richiesta ma già è chiaro, visti i ridotti tempi a disposizione e vista la complessità dell’argomento trattato, che la nostra volontà di prepararci in modo completo, sarà alquanto difficile.

Nel primo pomeriggio di Lunedì 30, arriva la documentazione richiesta!!

La sera stessa , in occasione di una riunione interna al nostro gruppo, decidiamo di richiedere in sede di Consiglio, la sospensione della discussione dell’ordine del giorno, con l’intento di riprenderla, magari, alla successiva convocazione. A supporto di quanto da noi proposto, vengono anche altri comuni della provincia, dove la stessa scadenza viene temporaneamente “ignorata” in attesa di approfondimenti.

In Consiglio, dopo aver richiesto la sospensione della discussione, richiediamo anche se fosse possibile ricevere l’elenco delle argomentazioni e della documentazione a corredo, con anticipo rispetto ai cinque giorni indicati nel Regolamento.

Il Sindaco ribadisce che il Regolamento è stato rispettato, che gli impegni da ottemperare sono tanti e che non è sempre possibile programmare il tutto con l’anticipo richiesto, così da chiudere ogni possibile apertura alla nostra proposta di sospensione.

Il conseguente voto ne è riprova: tutti d’accordo nel votare a favore, i soldatini al governo, tutti contrari, noi al di qua del fronte.

Piccola precisazione: il Sindaco, durante la discussione della richiesta di sospensione, invita il nostro rappresentante ad informarsi e documentarsi, sui punti oggetto delle discussioni in Consiglio, anche fuori dall’orario di ufficio, proprio come fa lei.

Una domanda sorge spontanea: Chissà se tutti i suoi soldatini sono sempre pronti e preparati sugli argomenti discussi, trattati e votati in Consiglio? Lo scopriremo insieme nelle prossime occasioni.

 

“Arbitro: cambio!!!”

A distanza di qualche mese dall’esito elettorale, noi del M5S San Costanzo operiamo la prima sostituzione.
Il Consigliere Gabanini, unico rappresentante del nostro Movimento all’interno del Consiglio Comunale, per motivi personali e professionali, si fa da parte e cede il passo al sottoscritto.
Gianluca, non riuscendo a destinare tempo ed energie, quante ne avrebbe volute riservare alla causa, ha preferito dimettersi dalla carica di Consigliere, pur rimanendo parte attiva all’interno del gruppo.
Con tutta onestà questa sua “rinuncia” ci è dispiaciuta tanto, poiché vedevamo in lui il giusto grimaldello in grado di scardinare, in seno al Consiglio e non solo lì, la porta dell’indifferenza, del buonismo, del nostro quieto vivere. La sua preparazione, le sue competenze, la sua voglia di trasmettere un punto di vista estraneo alla sancostanzesità, avrebbe sicuramente dato brio alla gestione della nostra comunità.
Ringraziando pubblicamente Gianluca per quello che ha dato al Movimento sin dal primo giorno, confermo che, anche senza cariche ufficiali in seno al Consiglio, lui rimarrà parte attiva e propositiva del gruppo, condividendo risorse forze e idee per il bene di noi tutti.
Io, che non meno di un anno fa mi ero visto coinvolgere dalla corrente del Movimento quasi inaspettatamente, ora mi vesto dei panni del rappresentante ufficiale del M5S San Costanzo.
Un po’ di preoccupazione c’è e nasce dal fatto che, di solito, prima di buttarmi in qualsiasi avventura o iniziativa, preferisco documentarmi, conoscere nei dettagli le regole, gli equilibri, diventare padrone della situazione.
Per far questo nell’ambito politico/amministrativo locale, occorreva aver iniziato qualche lustro fa.
Per quanti hanno dato a me la loro preferenza nella recente tornata elettorale, non posso neanche pensare di tirarmi indietro.
A loro, ai miei compagni di avventura, ai simpatizzanti e a tutti gli altri, mi sento di garantire fin da ora il massimo impegno, dedicherò tutte le mie capacità, le mie risorse e sforzi, affinché possa rappresentarli tutti per il meglio.
Chi vorrà supportare il nostro gruppo, o soltanto segnalare un disservizio o addirittura confrontarsi con me e con noi, si faccia pure avanti, abbiamo bisogno di tutti, la nostra comunità ha bisogno di tutti.

Giovanni Furlani

Consiglio comunale del 27/08/201

Eccoci, come promesso, a redarre un resoconto del consiglio comunale che si è svolto 2 giorni fa, Mercoledì 27 Agosto 2014.

Comincio col dire che sono rimasto profondamente deluso da questo consiglio, ed elenco di seguito i motivi del mio stato d’animo:

  1. Dato gli argomenti di così elevata importanza questo incontro è stato pubblicizzato poco o nulla. Si parlava di IMU, TASI e TARI, se ne discuteva il regolamento di applicazione e niente popodimeno che le scelte che ne hanno stabilito le tariffe. In sostanza si è trattato di un consiglio in cui è stato deciso il monte totale delle tasse comunali che tutti i nostri cittadini si troveranno a pagare per quanto riguarda il 2014. Un argomento credo importantissimo.
  2. Nonostante l’importanza dell’argomento io ho ricevuto la mail con la convocazione venerdì mattina 22 Agosto, con soli 5 giorni di anticipo (tra questi anche il week end). All’interno di questa mail c’era il materiale da studiare sul quale poi si sarebbe votato.
  3. La conferenza dei capigruppi, all’interno della quale si sarebbe anticipata la discussione degli stessi argomenti del consiglio è stata convocata Lunedì 25 Agosto alle ore 8.30 (quindi sono stato avvisato con 3 giorni di anticipo).
  4. La stesura del regolamento e l’importo delle tariffe, conseguenti aell’applicazione del regolamento e dei coefficienti stabiliti è stata fatta senza nessun incontro preventivo,  in sostanza la giunta ha deciso e ha detto: prendere o lasciare; senza nessun coinvolgimento da parte nostra (cominciamo da subito quindi col non mantenere quanto promesso in campagna elettorale)

In sostanza la giunta ha fatto subito quello che gli è parso, infischiandosene di quanto promesso e delle nostra proposta di collaborazione. Ha deciso per tutti e ci ha detto prendere o lasciare, forte dei voti di maggioranza. In pratica abbiamo assistito subito al primo teatrino, piuttosto triste e sconsolante in cui abbiamo capito come funzioneranno le cose da quì per i prossimi 5 anni.
In virtù di quanto sopra esposto non ho potuto fare altro che astenermi da ogni votazione in quanto non ho avuto modo di valutare se il lavoro fatto è corretto o no.

Entrando nel merito delle argomentazioni che abbiamo ascoltato vado ad illustrare quanto in merito alle 3 tasse che andremo a pagare: IMU, TASI e TARI.

IMU
Questa è la classica patrimoniale di fatto sul reddito catastale da immobili… anche se ammetto che non ho ancora capito come un immobile costruito con anni di sudore e sacrifici, per il quale pago una cifra incredibile di interessi bancari possa generare un reddito.
E’ praticamente uguale agli anni scorsi, fatto salvo le rivalutazioni del catasto che ha trasformato case normali in villini o case fatiscenti in case di pregio solo perchè in centro storico (cat A1, A8 e A9).
Non viene pagata quindi sulla prima casa (fatto salvo la categoria catastale sopra indicata), ma viene rivalutata la rendita catastale al 5%.

TASI
Questa è l’IMU sulla prima casa mascherata da tassa sui servizi, infatti la paga chi non paga l’IMU. Questa è la prima conferma delle bugie raccontate nelle varie campagne elettorali nazioni, dove dicevano che avrebbero abolito l’IMU… di fatto ha cambiato nome.
Ancora mi chiedo come mai gli italiani ci caschino sempre!!!

TARI
Eccoci alla tassa sui rifiuti… e quì sono dolori. Lo stato ha stabilito che il costo della gestione dei rifiuti deve essere coperto integralmente al 100% con la TARI, quindi di fatto c’è un aumento dettato da questa clausola non presente negli anni scorsi, a questo si aggiunge che l’ASET come di consueto ha aumentato i costi di gestione e trasporto dei rifiuti, l’importo globale da coprire a livello comunale è quindi piuttosto importante.

Dobbiamo prendere atto che la giunta non ha nessuna intenzione di risparmiare sui costi di gestione dei rifiuti, ci è stato raccontato che sono state avviate delle procedure e delle richieste di incontri per ridurre i costi applicati dall’ASET.
Come mai così tardi ci chiediamo noi???
IL Sindaco ci dice che si è battuta come un Leone contro la fusione di ASET e per il bene di San Costanzo… peccato che queste battaglie non contino nulla, perchè avendo il comune di San Costanzo solo lo 0,97% di proprietà di fatto neanche veniamo presi sul serio (questo lo sapevamo anche noi… visto che contiamo come il 2 di bastoni quando comanda denari).
Perdonate l’ardire… ma queste per noi sono solo balle infiocchettate ad arte per i cittadini.
Come ormai tutti sapete abbiamo un contratto con l’ASET trentennale, stipulato nel 2001. La giunta ci dice che non è possibile rescindere da questo contratto perchè ci sono delle penali, ma quando ho chiesto a quanto ammontano queste penali la risposta dell’assessore Camilloni Rubens è stata: “non lo so”.
COSAAAAAAAAAAAA??????????????? Come non lo sa????
Credo inaccettabile che non si sappia questa cifra, così importante per il bene del paese, in grado di fare la differenza… in sostanza la giunta, per motivi che possiamo solo immaginare, di fatto dimostra che non vuole trovare soluzione alternative per risparmiare sulla gestione dei rifiuti, a parole dice di aver preso in esame la questione ma nei fatti non lo ha mai fatto e continua a prendere in giro i cittadini facendo credere il contrario.
Il fatto che non si sappia l’ammontare delle penali ci dimostra che non è neanche mai stato analizzato a fondo il contratto e mai si è presa in esame alcuna alternativa.
Siamo profondamente convinti che non sia questo il modo serio di gestire i soldi dei cittadini… risparmiare sulla gestione dei rifiuti non comporta nulla bilancio del comune, non toglie risorse alla comunità proprio perchè serve per abbassare la tassa sui rifiuti… e se la giunta non si da da fare in questo senso chiediamoci il perchè.

L’immagine sotto riportata vi aiuterà a capire le percentuali di aumento/calo della TARI in riferimento al 2013 (simulazione non precisa al 100%), per ingrandirla cliccateci sopra.

Differenze-TARI-2014-2013

Lettera aperta al sindaco di San Costanzo e alla giunta.

work-in-progressGent.le Sindaco, D.ssa Margherita Pedinelli e assessori del comune di San Costanzo,
come accennato ieri sera durante il primo consiglio comunale dopo il voto del recente 25 Maggio, sono a confermarVi la mia richiesta in merito alla pianificazione del Vs programma elettorale, assunto quale linea programmatica di governo.

Il documento presentato al consiglio ieri sera consta di 11 pagine pregne di belle parole, attraverso le quali esprimete il Vs impegno per i prossimi 5 anni di governo del paese.
Molti dei punti da Voi presentati sono in sintonia con quanto proposto dal M5S in campagna elettorale, quindi non possiamo fare altro che applaudire alle scelte da Voi previste e vogliamo contribuire in maniera costruttiva e serio al raggiungimento degli obiettivi prefissati, proprio perchè molti di questi sono in comune ai nostri.

Come ben sapete io vengo dal mondo imprenditoriale, abituato a lottare con la crisi, da Voi citata nel documento, e abituato a gestire risorse, sia umane che economiche, cercando di ottimizzare “sempre e comunque” l’efficienza e l’efficacia delle azioni, per ottenere il massimo risultato col minimo sforzo. Tutto ciò, se applicato alla gestione del bene pubblico e quindi del bilancio di una comunità come quella di San Costanzo si traduce nell’obiettivo di raggiungere i risultati, quindi i punti del programma, nel minor tempo possibile, spendendo meno soldi possibile ed eliminando completamente eventuali sprechi. Tutto ciò significa più soddisfazione da parte dei cittadini e una vita di paese migliore.

Gli imprenditori più attenti a tutto ciò non possono fare a meno di realizzare quelli che si definiscono “piani di marketing”, all’interno dei quali indicano chiaramente in maniera previsionale gli obiettivi da raggiungere, il costo da sostenere per raggiungerli e le risorse necessarie per ottenere quel risultato, oltre che ovviamente il tempo in cui raggiungere l’obiettivo.

Vi chiediamo quindi di fare lo stesso; chiediamo ad ogni assessore appena nominato di esaminare ogni punto del programma da Voi presentato, in virtù della propria competenza e area di azione in base alla delega ricevuta, e di redarre questa pianificazione, in maniera precisa e dettagliata. Non vi chiediamo di prevenire il futuro, vi chiediamo di pianificarlo. Vi chiediamo di organizzare il lavoro per i prossimi 5 anni, informando i cittadini e il consiglio su come e quando volete agire.

Credo che tutta la cittadinanza sia interessata a conoscere i tempi in cui le opere da Voi citate è previsto siano realizzate e soprattutto in che modo è previsto che siano finanziate, così come entro quanto tempo intendete realizzare quel progetto sociale piuttosto o quell’iniziativa piuttosto che quell’evento.
Un buon piano non è mai perfetto, non ve lo chiediamo, lo aggiusteremo in corsa, lo terremo d’occhio e lo modificheremo periodicamente in base agli eventi; sarà la linea guida “operativa” all’interno della quale ci sarà scritto “chi fa cosa, come lo deve fare e in quanto tempo lo deve fare”.

Facciamolo e facciamolo assieme, noi del M5S e io personalmente, mettiamo a disposizione la nostra competenza ed esperienza nei vari settori di pertinenza, siamo disponibili ad aiutarVi a stilarlo, a metterlo in pratica e a controllarne il rispetto nel tempo, per il bene di San Costanzo.

Dimostriamo al paese che la politica passa dalle chiacchiere ai fatti, non aspettiamo che gli eventi decidano per noi, controlliamoli e gestiamoli pianificando eventuali “piani B” e non mostrandoci impreparati.

Chiedo a Lei Sindaco di rispondere indicando un termine non eccessivamente avanti nel tempo ma comunque congruo con gli impegni appena presi da parte della giunta in cui presentare questo piano al consiglio e alla cittadinanza, magari prevedendo un consiglio allo scopo in un prossimo futuro.

Cordialmente, Gianluca Gabanini (consigliere del M5S San Costanzo)