Archive for Ambiente

Fuori dal coro

Era una normalissima domenica mattina autunnale, coperta, umida, silenziosa. La MotoGP: vista (ne è valsa veramente la pena), i social: saltati, la rassegna stampa: pure, quando, un messaggio di un amico, citava più o meno così:

“Hai visto l’articolo in merito alle GEV? Li hai toccati nel segno!”.

Chiedo a lui maggiori informazioni, rintraccio la fonte e, con l’umore apparentemente giusto, leggo l’articolo di giornale.
Volendolo riassumere sommariamente, l’articolo enfatizza l’azione adottata dal Comune che, per contrastare l’abbandono dei rifiuti sul proprio territorio, ha stretto un accordo con l’associazione ASSO.GEV, delegata per proprio conto ad effettuare controlli, indagini e verifiche, finalizzate appunto a rintracciare il “bandito” del rifiuto, al quale poi affibbiare verbale e sanzione.
Finita la lettura, di fronte ad una tazza di caffè, inizio ad elaborare le informazioni lette. Più le rileggo e più la mia mente si intreccia alla ricerca di una quadra che ancora adesso, a distanza di qualche ora, non riesco a trovare. La mia rabbia monta al massimo quando, al passare delle ore, vedo sui social tanti miei concittadini congratularsi con il nostro Sindaco per la scelta fatta come se, finalmente e dopo una lunga lotta, si sia raggiunto un risultato degno del premio Nobel.
Per questo motivo, sia nella mia solitudine di portavoce di opposizione che in quello di cittadino libero, vorrei esternare la mia piccola voce fuori dal coro.
E allora chiedo a tutti i miei concittadini di riflettere su questi semplici spunti:
– L’abbandono dei rifiuti e, aggiungerei l’errato conferimento di differenziazione, è l’aspetto più negativo, che la raccolta di prossimità stradale (la nostra per intenderci) comporta. È normale continuare a mettere pezze per partito preso, su scelte politiche fatte in passato, quando le continue toppe sono peggiori dei buchi?
– Vi ho già raccontato di quando circa un mese fa ho incontrato i dirigenti per discutere di questa criticità? Vi ho raccontato che con mia assoluta sorpresa all’incontro era presente anche l’Assessore al bilancio? Bene, ci diranno che loro (la maggioranza) stavano già lavorando sulla problematica “abbandono rifiuti” e che in quella sede, l’assessore silente, ma allo stesso tempo molto attento a quanto si diceva a quel tavolo, non avrebbe potuto rivelare cose ancora da concretizzare del tutto.
Non mi ritengo un politico ma un cittadino prestato alla politica. Anzi, con un pizzico di presunzione mi ritengo un piccolo tecnico prestato alla politica. Con l’approccio alle problematiche, solito per noi tecnici, ho chiesto i dati a disposizione degli uffici relativi alla stessa. Il numero di sanzioni, il tipo di sanzioni, l’andamento nel tempo, il numero di conferimenti, ecc.. Attraverso l’analisi dei numeri, spesso si riesce a circoscrivere la problematica in maniera che, l’azione di contrasto, possa risultare più diretta ed efficace. Così è emerso che da qualche mese il numero di sanzioni è drasticamente crollato. È emerso anche che il comune non ha personale a sufficienza per “visionare” le immagini acquisite, né per spostare, tra le varie isole, le fototrappole. È emerso anche che i dati relativi ai conferimenti di ogni singolo utente, che in forma assolutamente anonima ho chiesto di analizzare, per cercare uno spunto, un indizio, una possibile chiave interpretativa, non siano ancora disponibili, ma che sono stati richiesti già da settimane alla software house interessata.
Non sembra strano anche a voi che i dati provenienti dalle calotte dell’indifferenziato non siano già a disposizione degli uffici?
– E allora non riesco a compiacermi con chi già qualche anno fa, con la scelta esclusivamente politica di dotarsi di telecamere fisse su alcune isole ecologiche, la considerava sufficiente a contrastare e risolvere il problema rifiuti abbandonati, spendendo 20.000,00 € di soldi pubblici;
– Non riesco a compiacermi con chi, in aggiunta a quanto riportato in precedenza, decide l’acquisto di fototrappole per altre migliaia di euro, scoprendo solo pochi mesi dopo, di non aver personale per sfruttarle;
– Non riesco a compiacermi con chi non affronta di petto il problema con un’analisi dettagliata e completa, con lo scopo, l’unico scopo, di adottare soluzioni definitive e funzionali, visto che poi le spese ricadono sull’intera comunità.
– Questo accordo con ASSO.GEV, come peserà sulle nostre tasche? Su quali numeri e su quali parametri potremo valutare la definitiva buona riuscita della soluzione sposata?
A quanto pare però, sembrerebbe che tutto questo non piaccia esclusivamente a me.
E allora continuate pure ad elogiare e ad osannare l’operato di questi amministratori e per le loro scelte.
Continuate pure a compiacervi per quelle azioni prese e passate di volta in volta come azioni risolutive e definitive, che poi, a distanza del tempo necessario per dimenticarsele, richiedono integrazioni tecniche ed economiche.
Nell’amministrare le risorse pubbliche, in particolare quelle economiche, occorrerebbe essere più attenti e scrupolosi di quanto lo si è nell’amministrare le proprie di risorse. Sarà per tutti così?

Giovanni Furlani

Attività in Comune

A distanza di qualche settimana, torno a condividere qui alcuni miei pensieri.

A questo, ha contribuito sicuramente quanto successo la settimana scorsa. Giovedì mattina infatti ho approfittato della disponibilità concessami dal personale degli uffici comunali ad un incontro, per rispondere a dei quesiti e delle criticità da me da tempo sollevate.

L’argomento principe, per il quale avevo richiesto di sedermi ad un tavolo con i responsabili dell’ufficio tecnico, della polizia municipale e della ragioneria per analizzarne le cause, le azioni e le possibili soluzioni, era quello di affrontare il triste fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Da anni, in tanti evidenziamo come, su buona parte del nostro territorio, alcuni comportamenti tanto incivili, quanto incomprensibili e di cattivo gusto, minano il decoro della nostra comunità e danneggiano, allo stesso tempo, il corretto operato della maggior parte dei nostri concittadini, che rispettano le regole nella differenziazione dei rifiuti urbani.

Anche la nostra amministrazione, consapevole della criticità evidenziata, da anni si batte per contrastarla. Le telecamere fisse, le foto-trappole e i controlli diretti degli agenti, sono gli strumenti che da sempre vengono schierati per contrastare l’abbandono dei rifiuti.

Purtroppo, e questo è l’allarme che noi del M5S abbiamo sollevato, a fronte del recente aumento anche del numero delle apparecchiature acquistate e messe a disposizione dell’amministrazione, si è riscontrato un netto calo delle sanzioni emesse.

Volendo analizzare esclusivamente i risultati numerici dell’azione di contrasto, tralasciando volutamente quella economica dei costi sostenuti/ricavi ottenuti (per noi pesa più il decoro che l’avvenuta copertura delle spese sostenute per l’acquisto degli strumenti) notiamo che a partire dalla metà dell’anno 2016 ad oggi, l’abbandono dei rifiuti non si è arginato e, pur con un maggior numero di video-trappole, il numero dei verbali emessi, è diminuito.

Secondo il personale comunale è la mancanza di personale la principale causa della limitata efficacia.

Noi riteniamo che è il metodo di raccolta adottato a suo tempo, quello di prossimità stradale, che porta in seno queste problematiche.

Certo è che la raccolta differenziata di tipo “porta a porta” abbinata alla tariffazione puntuale, da noi proposta anche in Consiglio Comunale, potrebbe limitare questo tipo di lacune. Sappiamo anche però che l’intera maggioranza ha bocciato compatta quella nostra proposta, cambiando idea però, qualche mese più tardi, quando in sede di ATA si è espressa a favore della stessa, perché proposta dai loro amici in regione: beata coerenza!!!!

Durante la discussione è emerso come gli ultimi dati a disposizione dell’amministrazione, confermino che pur essendo ancora ben al di sopra del limite minimo di applicabilità dell’ecotassa, la percentuale di differenziata stia lentamente ma costantemente calando, ed il 72,2 % di questo ultimo periodo deve suonare come un campanello di allarme per noi amministratori, prima, ma anche per tutti noi cittadini, visto che questo comporterà un aumento della prossima TARI.

L’analisi di ulteriori numeri a disposizione potranno essere da spunto per possibili conseguenti azioni da intraprendere.

Al tavolo, con una mia certa sorpresa, era presente anche l’assessore Camilloni invitato, a suo dire, dai dipendenti comunali. La sua presenza non ha condizionato minimamente, almeno per quanto mi riguarda, la discussione, ma non vi sembra un po’ strana come cosa?

Alla fine dell’argomento rifiuti, l’assemblea si è sciolta ed io, approfittando della disponibilità del responsabile dell’ufficio tecnico, l’ho raggiunto nel suo ufficio. Da luglio ci siamo inseguiti senza riuscirci a trovare, per discutere su diversi argomenti.

Abbiamo allora chiarito che, contrariamente a quanto dichiarato dal Sindaco e dall’Assessore Camilloni durante un recente Consiglio Comunale, l’importo destinato a copertura dei lavori di sistemazione del marciapiede di Via San Fortunato, non riguarda la realizzazione del muretto di contenimento del terreno sovrastante il marciapiede stesso, ma la realizzazione di un massello di calcestruzzo in sostituzione all’esistente fondo in materiale stabilizzato, sul quale poi posizionare gli autobloccanti. Tale intervento sarà a carico dell’Ente, poiché l’impresa lottizzante, la quale sarebbe ancora responsabile della sistemazione, risulta essere fallita.

Abbiamo altresì chiarito come, contrariamente a quanto dichiarato dal Consigliere Bortoluzzi attraverso un post su un social, le aree e le opere di urbanizzazione della zona “Il Colle” alla quale si riferivano le immagini inequivocabili e le conseguenti lamentele di nostri concittadini, non sono state acquisite dal Comune soltanto alcune settimane fa, ma sono state ufficialmente prese in carico già da febbraio 2017.

Se lo sfalcio non è stato ancora effettuato è soltanto perché tali aree sono state inserite tra quelle di competenza del personale addetto, soltanto di recente, e gli interventi programmati non con alta priorità.

Questa dei social mi invita ad una precisazione.

Da sempre invitiamo chiunque abbia qualcosa da segnalare agli uffici comunali, a non utilizzare i social ma a farlo esclusivamente attraverso i canali ufficialmente riconosciuti: l’email, il fax, il telefono, il protocollo o la segnalazione di persona.

La segnalazione dello stato dei marciapiedi di Cerasa, mi era stata suggerita a luglio da un abitante della piccola frazione. Nell’invitarlo a seguire i canali ufficiali, gli ho anche proposto di farlo per suo conto.

A fine luglio la prima segnalazione; in agosto un sollecito ad un riscontro; a settembre la promessa di parlarne giovedì 29 settembre.

Immaginate che piacere mi possa aver fatto vedere, qualche ora prima dell’incontro con il responsabile tecnico, un collega consigliere anticipare sui social la risoluzione di una questione da me rincorsa per due mesi?

Stranamente i due epiloghi discordano leggermente. Continuate a chiedere a chi preferite, ma ricordate, anche noi non mordiamo!!!

 

Giovanni Furlani

Acqua-due-o, una delle cinque stelle

Una delle molecole più semplici in natura, sicuramente il più importante tra i solventi, spesso causa di liti, scontri e guerre tra noi componenti del genere umano. Tanti i modi di definire l’acqua, tante le volontà di controllarne la proprietà, la distribuzione, il business.

Tutto questo, purtroppo, non accade soltanto nei villaggi africani o negli altri territori aridi e desertificati.

L’acqua è per il genere umano e non solo, un bene di prima necessità, fondamentale per la vita di tutti gli esseri viventi.

Se è vero che oltre il 70% del nostro corpo è costituito proprio di acqua, ci rendiamo subito conto di quanto sia per noi prezioso. Vista l’importanza di questo bene, occorrerebbe non sprecarlo, occorrerebbe non considerarlo una merce sulla quale fare profitto, occorrerebbe condividerlo con tutti.

Da qualche decennio però, i nostri amministratori, a tutti i livelli, sembrerebbero aver fiutato il “Business acqua”; a conferma di questo la necessità, con il referendum del 2011, di mettere nero su bianco in merito alla proprietà ed alla gestione pubblica dell’acqua.

A distanza di appena un lustro da quel plebiscitario esito che sancisce la volontà del popolo italiano di una gestione completamente pubblica del bene acqua, la realtà è assai diversa: nessun processo di ri-pubblicizzazione avviato, gestione ancora in mano ad aziende che vogliono fare utili, sempre più  gestori privati o misti pubblici-privati che mercificano questo bene, creando utili, acquisendo potere, impoverendo i Comuni e con essi i propri cittadini.

Da qualche mese, in collaborazione con il preziosissimo supporto dei comitati di cittadini presenti nel nostro territorio, un gruppo di lavoro costituito da portavoce del Movimento 5 Stelle della Regione Marche, ha unito le proprie risorse per cercare di operare all’impedimento alla privatizzazione del bene acqua, che i burattinai del potere, più o meno palesemente, stanno cercando di far passare come unico possibile futuro scenario.

Di seguito riportiamo il testo del Comunicato stampa congiunto che vuol essere un primo punto di partenza verso la difesa della gestione pubblica della nostra cara, fresca, dolce acqua.

Comunicato congiunto2

 

 

Tanti significati dietro a quella poltrona

Marche Multiservizi: il Movimento 5 Stelle dice no al terzo consigliere del socio Hera, ulteriore passo verso l’aumento del potere del privato, voluto dal PD
Anche oggi il PD dimostra la propria incoerenza.
Nel 2011 aveva votato sì al referendum contro la privatizzazione dei servizi di pubblica utilità a rilevanza economica, oggi vota a favore della modifica dello statuto di MarcheMultiServizi Spa per dare ancora più forza alla gestione privata!
Da subito dopo il referendum , tutti i governi, da Berlusconi a Monti , per finire con l’attuale Premier , hanno disatteso la volontà popolare, espressa in sede referendaria.
Matteo Ricci non si differenzia: a marzo rassicura che, dalla cessione del 2,5% di azioni di MarcheMultiServizi Spa ad Hera Spa da parte del Comune di Pesaro e dello 0,7% da parte del Comune di Tavullia, quest’ultima aggiudicata definitivamente in questi giorni, “non ci sarebbero state modiche alla governance”; a luglio, invece, stipula un nuovo accordo che favorirà il socio privato aumentando il numero di consiglieri di Hera nel consiglio di amministrazione da 2 a 3. Mentre nei consigli dei comuni soci di MMS si sta ancora decidendo per la variazione dell’art 15 dello statuto di MMS, che toglierà la nomina del consigliere da parte della Provincia, la giunta pesarese ha già approvato i nuovi patti parasociali che prevedono che questo venga sostituito da un consigliere di Hera Spa. La modifica statutaria dell’articolo 15 chiesta dal Pd è la chiave per dare sempre più attuazione ad una privatizzazione di fatto.
Ma non è tutto: il patto parasociale tra Hera spa e Comune di Pesaro prevede che “la composizione del collegio sindacale non vari anche nel caso in cui Hera spa abbia la maggioranza delle quote sociali”. Qui Ricci sta andando avanti coi pensieri e forse sa qualcosa che noi non sappiamo.
Il comune a 5 stelle di Montelabbate ieri ha deliberato per il mantenimento dell’art 15 così come è .
Qualora la provincia debba rinunciare al proprio consigliere d’amministrazione, Montelabbate chiederà che possa essere scelto dai piccoli comuni azionisti, numerosi e poco rappresentati dall’unico consigliere ora presente nel C.D.A..
L’appello dei 5 Stelle ora va ai tutti i consigli comunali (Tavullia compresa) che non abbiano ancora deliberato la variazione statutaria di opporsi o comunque chiedere che venga sostenuto un consigliere pubblico in sede di elezione.
All’assemblea dei soci serve infatti l’85% per modificare lo statuto: Pesaro e Hera Spa non lo raggiungono da sole.
ll Movimento 5 stelle è coerente: ha sostenuto e sostiene ancora il referendum dimostrandosi l’unica forza politica che fa il vero interesse dei cittadini.
Il Partito Democratico non perde occasione per aumentare, nella gestione dei servizi pubblici, il potere del privato. Quest’ultimo di chi farà gli interessi?
Loro non si arrenderanno, noi neppure!!
I consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle di Montelabbate, Pesaro, San Costanzo, Tavullia, Vallefoglia

CONSORZIO DI BONIFICA – M5S chiede parere di legittimità a Sindaci e segretari generali dei Comuni

Nelle scorse settimane sono pervenuti a tutti i proprietari di terreni e di fabbricati in area extra-urbana ed ai gestori del servizio idro-potabile che si trovino nel territorio regionale soggetto a bonifica, gli avvisi di pagamento per il contributo di bonifica e del servizio irriguo relativi agli anni 2014 e 2015, da parte del Consorzio di Bonifica delle Marche.
Il Consorzio di Bonifica è un ente di diritto pubblico che cura l’esercizio e la manutenzione delle opere pubbliche di bonifica e controlla l’attività dei privati, sul territorio di competenza (comprensorio di bonifica).
I consorzi di bonifica erano già previsti nel regio decreto 8 maggio 1904, n. 368 di approvazione del regolamento sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi, tuttora in vigore in alcune parti (polizia di bonifica). Il regio decreto 13 febbraio 1933 n. 215 che reca nuove norme per la bonifica integrale e approva il testo unico, contiene le norme statali di riferimento per le Regioni alle quali oggi compete la disciplina normativa della materia. Con la Legge Regionale 17 giugno 2013 n. 13 Riordino degli interventi in materia di Bonifica e di Irrigazione.Costituzione del Consorzio di Bonifica delle Marche e fusione dei Consorzi di Bonifica del Foglia, Metauro e Cesano, del Musone, Potenza, Chienti, Asola e Alto Nera, dell’Aso, del Tenna e del Tronto” è stato costituito il “Consorzio di Bonifica delle Marche”
Il consorzio di bonifica così creato “è un consorzio obbligatorio costituito tra tutti i proprietari degli immobiliinclusi nel comprensorio per il beneficio che ricevono o possono ricevere dalle attività di manutenzioneidraulico forestale di cui al d.p.r. 14 aprile 1993 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni recante criteri emodalità per la redazione dei programmi di manutenzione idraulica e forestale)” (art.6 L.R. 13/2013);Il Consorzio di Bonifica delle Marche è quindi per legge regionale identificato come un “consorzio obbligatorio”.
Sulla legittimità di tale obbligatorietà e del contributo richiesto abbiamo presentato una interpellanza ai Sindaci ed al Segretari Generali dei nostri Comuni al fine di avere dagli stessi una pronuncia ed un parere di merito, visto che anche i Comuni, se proprietari di immobili ricadenti nel comprensorio di bonifica, sono tenuti al versamento del contributo obbligatorio. L’interpellanza circostanzia le criticità in merito alla correttezza della obbligatorietà del Consorzio, riportando dettagliate motivazioni. Nell’atto, inoltre, si fornisce un ampio quadro giurisprudenziale, che risulta invero piuttosto controverso, in merito alla legittimità del contributo richiesto.
Tutto ciò premesso, si chiede pertanto
1) se il Comune risulti proprietario di immobili ricompresi fra quelli ricadenti negli obblighi contributivi nei confronti del Consorzio di Bonifica Marche;
2) se il Comune sia stato destinatario di avviso di pagamento del contributo per gli anni 2014 e 2015 e per quali importi;
3) se gli Uffici e l’Amministrazione abbiano ritenuto necessario un approfondimento istruttorio al fine di verificare la piena legittimità della costituzione del Consorzio obbligatorio e del contributo;
4) se, anche sulla base del quadro giuridico, normativo e giurisprudenziale sopra descritto e viste le implicazioni economiche per l’Ente e/o per i cittadini della contribuzione prevista, ritengano pienamente legittimi la costituzione del Consorzio obbligatorio di Bonifica delle Marche ed il contributo richiesto;
5) quali azioni intendano mettere in campo, anche agli esiti delle verifiche e degli accertamenti necessari per evadere le richieste ed i quesiti di cui ai punti precedenti.
In questo modo, riteniamo che i competenti uffici del Comune saranno costretti ad esprimersi nel merito per dirimere i dubbi sollevati aprendo una apposita istruttoria. Valuteremo con estrema attenzione quelle che saranno le posizioni assunte e le motivazioni che verranno articolate, anche al fine di adottare (ed eventualmente di far adottare anche dal Comune stesso) le conseguenti azioni nei confronti della Regione e del Consorzio a tutela dei cittadini e per il rispetto dei principi di legalità, efficacia, imparzialità, ragionevolezza e buon andamento della Pubblica Amministrazione.
1 settembre 2015
M5S Fano
M5S Jesi
M5S Gabicce
M5S Maiolati Spontini
M5S Polverigi
M5S San Costanzo
M5S Tavullia
M5S Vallefoglia

SCAMPAGNATA A MONTESCHIANTELLO

Il giorno 6 luglio 2015, in sostituzione del consigliere del M5S Furlani Giovanni, mi sono recato al punto di ritrovo stabilito per incontrarmi con i componenti del consiglio comunale, per poi dirigersi tutti insieme alla discarica di Monteschiantello, per una visita guidata concordata.

Siamo stati accolti con molta gentilezza dalla presidentessa Lucia Capodagli , dal direttore De Rosa e dai suoi collaboratori che, prima di iniziare il tour, ci hanno informati sui comportamenti da adottare all’interno del sito e ci hanno dato alcune nozioni inerenti la gestione  della discarica in oggetto; che attualmente vengono gestiti circa 40.000 t/anno di rifiuti tra cui 15.000 t/anno di rifiuti speciali, mentre si è scelto di non “ospitare” rifiuti pericolosi.

Tra i rifiuti gestiti nell’impianto, vengono annoverati i fanghi provenienti dai dragaggi del porto di Fano (circa 2000 ton), i quali, vengono stoccati in un bacino apposito, fatti decantare, per poi essere immessi definitivamente in discarica.

Il tour è iniziato con la visita sul suolo inerbito del bacino n.1 (vecchio bacino), chiuso dal 1992 dopo avere esaurito la sua capienza avendo “fagocitato” 1,3 milioni di metri cubi di rifiuti, il quale, privo di teli di contenimento, è dotato (aimè!) di un ELEVATO carico chimico, (es. sono state rinvenute tracce di solventi clorurati)  e dal quale proviene, attraverso appositi drenaggi,  1/3 del percolato totale.

Nel Bacino n. 1 sono presenti ad oggi 27 piezometri e 40 pozzi, questi ultimi hanno sia funzioni drenanti sia funzione di estrazione del biogas sia entrambe le funzioni.

Sul suolo del bacino n. 1 oltre alla vegetazione erbacea spontanea sono stati impiantati un migliaio di arbusti che dovrebbero avere la funzione di limitare l’impatto ambientale del sito, ma che in realtà risultano ad oggi essere scarsi sia dal punto di vista numerico che dal punto di vista dell’effetto mitigante sperato. Dal punto di vista dell’inquinamento da metalli pesanti all’interno del sito, è stata fatta un’indagine entomologica riguardante  insetti del genere scarabei e carabidi (per intenderci quello che da noi viene chiamato “porcellino di S.Antonio) il quale mangiando di tutto, accumulerebbe questi metalli, ebbene l’indagine ha evidenziato che c’è una minima intossicazione da metalli pesanti dei porcellini presenti all’interno del sito rispetto a quelli presenti nelle aree esterne.

Dal bacino n. 1 ci siamo diretti al punto di raccolta degli sfalci e potature nel quale vengono lavorati circa 10.000 ton/anno di materiale, circa 30 t/ giorno, che arriva qui attraverso i camion delle ditte private specializzate nella gestione del verde e giardinaggio, dagli operatori ASET che raccolgono il materiale a domicilio e attraverso i compattatori che raccolgono il materiale dagli appositi cassonetti stradali; quest’ultimo tipo di raccolta è quello che da più problemi dal punto di vista della qualità del materiale, soprattutto quello proveniente dai cassonetti del nostro Comune che si presenta spesso “contaminato” da altri tipi di rifiuto (plastiche varie, secco no riciclabile, calcinacci, materassi ecc. ecc. ecc.) e si stima che un buon 20% venga dirottato purtroppo direttamente in discarica.

Altra destinazione invece segue la frazione organica raccolta dai cassonetti stradali, la quale a detta del direttore De Rosa, non transita in discarica ma viene portata nel centro di pre-trattamento di Urbino e da qui nei vari centri di compostaggio presenti sul territorio nazionale; quindi, A DIFFERENZA DI QUANTO SCRITTO NELLE SCHEDE TECNICHE E NELLA RELAZIONE DI ASET, nella quale si evince  che a  causa di una quota del 40% della frazione organica di pessima qualità proveniente dalla raccolta stradale sul territorio di San Costanzo, la totalità del rifiuto verrebbe conferito in discarica comportando così un aggravio dei costi di gestione a carico dei cittadini Sancostanzesi! In realtà ,anche se il “nostro” organico risulta effettivamente essere di pessima qualità, una volta “diluito” con quello proveniente da altri comuni dove si effettua la raccolta porta a porta, può essere conferito senza problemi nei centri di pre-trattamento e NON viene portato in discarica!!!  forse è il caso che qualcuno controlli meglio le fatture che ci manda ASET prima di pagare il conto ad occhi chiusi ??  perché fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio….

Anche le altri classi merceologiche come la plastica il vetro e la carta non passano per la discarica, la plastica viene selezionata e pre-trattata direttamente nei punti di raccolta stabiliti dal consorzio al costo di 65€/ton, qui a detta del direttore De Rosa, occorre mandare almeno 3 volte al mese un addetto al controllo ASET, per evitare fregature da parte del consorzio, reo di fare troppo scarto di materiale invece idoneo, con conseguente minor entrata nelle casse di  ASET e di conseguenza ai vari comuni.

La carta viene invece selezionata e pre-trattata direttamente nelle cartiere preposte.

Passiamo all’impianto  BIO-GAS: questo è stato messo in funzione nel 2005 ed ha una potenzialità di produzione di energia elettrica di 1 Mw , anche se ad oggi lavora ad un terzo della sua potenza circa 350 Kw (il limite di spegnimento è fissato a 300 Kw), questa riduzione di potenza è dovuta ad una minore produzione di BIOGAS, a fronte di un  sempre minore apporto di materia organica in discarica grazie anche alla maggior diffusione della raccolta differenziata nei vari comuni, da segnalare che ad oggi sono stati estratti circa 35 milioni di metri cubi di biogas e che si stima che circa 1000 metri cubi annui di metano vengano invece dispersi in atmosfera.

L’impianto è composto da 120 pozzi di estrazione del biogas che confluiscono tramite 8 linee presso una  centrale  di regolazione della pressione, da cui il biogas viene mandato al motore per la produzione di energia elettrica oppure alla torcia che provvederà a bruciarlo.  Riguardo alla produzione di energia c’è da rilevare che la holding che gestisce l’impianto attualmente si trova in perdita dal punto di vista finanziario, in quanto gli impianti hanno una resa sempre minore, perché come detto sopra la quantità di materiale organico presente in discarica va via via diminuendo con conseguente minor produzione di biogas. Per cui ASET per quest’anno, è intervenuta rimpinguando le casse della Holding energetica con ben 350.000 € !!! allora c’è da chiedersi: 1) conviene tenere aperta la gestione di questi impianti in perdita ? 2) quei 350.000 euro era forse meglio ridistribuirli ai comuni soci così da abbassare le tariffe della TARI?

All’interno della discarica ci sono dei punti di rilevazione dei dati ambientali e della qualità dell’aria che vengono eseguiti in direzione  dei 4 venti dominanti questi  vengono fatti funzionare 2 volte l’anno per la raccolta dei parametri riferibili alle polveri totali, alle  PM 10 ed alle PM 2,5 , anche se secondo il nostro accompagnatore, i punti di emissione del particolato deriverebbero solamente dal motore a biogas per la produzione di energia, dai mezzi di trasporto che transitano in discarica ,dalle macchine operatrici in movimento e dalle motopompe addette all’aspirazione del particolato. È presente un altro punto di controllo esterno alla discarica situato vicino la proprietà del sig. Nestore Vitali, dove i dati vengono prelevati ogni 3 anni per un periodo di 8 settimane. (in 3 anni forse si sono estinti anche i dinosauri!)

Passiamo al locale pompaggio del percolato: tutto il percolato confluisce mediante canalizzazioni e canalette esterne nel punto più basso dell’impianto, da qui le motopompe, con una capacità di 70 mc/ora, lo rimandano al laghetto del percolato, dove, attraverso un percolatodotto viene mandato direttamente al depuratore di Fano. In progetto, c’è la realizzazione di un impianto per l’abbattimento fisico-chimico del percolato direttamente in discarica. Le analisi sul percolato vengono eseguite su 19 piezometri oltre che nei fossi e canali superficiali   ogni 3 mesi dal laboratorio ambientale  interno. ( anche se sempre a detta del direttore De Rosa non ci sono rischi di contaminazione da percolato in ambiente esterno alla discarica in quanto i laghetti esterni sono pieni di anatre, i pesci sono felici (……e i ristoranti sono pieni , ma questa è un’altra storia)

In ultimo abbiamo visitato la parte più viva della discarica, cioè l’area di coltivazione del rifiuto, nel quale viene scaricato dai compattatori, circa 35 camion al giorno provenienti dai Comuni di Fano, Barchi, Cartoceto, Saltara, S. Costanzo, Fossombrone, Isola del Piano, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montefelcino, Montemaggiore al Metauro, Orciano di Pesaro, Pergola, Piagge, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Sant’Ippolito e Serrungarina.

il rifiuto, una volta scaricato viene sottoposto al vaglio che ha il compito di estrarre la frazione organica ancora eventualmente presente che, dopo essere stata estratta dal sottovaglio,  viene stoccata in cassoni scarrabili per poi essere mandata al trattamento di biostabilizzazione nel centro di compostaggio ad Urbino, dove a distanza di 1 anno dalla biostabilizzazione, viene rimandata in discarica; mentre il rifiuto indifferenziato secco, viene immesso nella fossa che verrà poi ricoperta di terreno e teli impermeabili.

Attualmente si stima, mediante i dati attuali sulla raccolta differenziata, che il sito potrebbe rimanere in funzione per altri 17 anni, ma logicamente, più aumenterà la raccolta differenziata più aumenterà la vita della discarica.

Attraverso uno ricerca condotto in collaborazione con l’Università di Urbino, è stato redatto un progetto su un impianto per la digestione anaerobica dei rifiuti, che attualmente non sarebbe praticabile per via dei  costi che ammonterebbero a 20 miloni di €.

In conclusione devo ammettere che la visita è stata sicuramente istruttiva e che  sotto il profilo gestionale attuale sembra che non ci siano pecche, ma la domanda che mi affligge e che purtroppo non troverà risposta è riferita alla gestione passata, quella che fino al 2007 ha permesso che venissero scaricati anche nel sito di Monteschiantello tonnellate di rifiuti pericolosi, venuti a galla con l’operazione ARCOBALENO, grazie (si fa per dire) ai malori accusati dagli operatori della discarica che hanno permesso che venisse scoperchiato il problema, per chi fosse interessato ad approfondire ci sono numerosi articoli interessanti di allora reperibili sul web: http://www.montagnapulita.it/files/dal%20CorriereAdriatico%20%20rifiuti%20tossici%20pattumiera%20Marche.doc

Marco Sonnante

Mi “rifiuto” di crederlo!!!

Rifiuti3L’altra sera, al consiglio comunale, le mie povere orecchie hanno sentito un qualcosa che mi ha lasciato basito, tanto da non credere a quanto sentivo!!!

Durante la nostra campagna elettorale dello scorso anno vi abbiamo promesso che il nostro impegno sarebbe stato focalizzato, tra i vari punti presentati, sull’argomento rifiuti, croce e delizia per il nostro comune, ma soprattutto, e mai come quest’anno, fonte di salasso a causa della TARI, ovvero la tassa sui rifiuti.

Come tutti sapete noi siamo legati all’ASET attraverso un contratto stipulato nel 2001 di durata trentennale, con scadenza nel 2030, siamo appena a metà e siamo scontenti già da un pezzo.
Nonostante tutti gli anni sentiamo dire dall’amministrazione che siamo uno dei comuni più ricicloni d’Italia il costo dei rifiuti continua a crescere a causa delle fatture di ASET sono sempre più elevate senza una valida spiegazione, e soprattutto senza che nessuno di nessuna amministrazione presente o passata si sia preoccupata di verificarne il motivo… tanto pagano i cittadini!!!

Stiamo esaminando da tempo i documenti legati alla gestione dei rifiuti, analizzando le fatture di ASET, i piani economico finanziari e le schede tecniche. Il calcolo non è semplice, il sistema è complicato ma nonostante siamo solo all’inizio notiamo già che i conti non tornano.

Durante i vari incontri con l’amministrazione del comune abbiamo più volte parlato di questo aspetto, dimostrando sempre la massima collaborazione per trovare una soluzione per poter abbassare questa odiata TARI. Abbiamo sperato che questa nostra disponibilità potesse fungere da stimolo per trovare una gestione alternativa più economica, ma fino ad oggi abbiamo visto il solito immobilismo che vediamo a San Costanzo da molti anni ormai.
Più volte ci è stato detto a voce che non è possibile rescindere da tale contratto  perché ci sono delle penali, nessuno però ci ha mai quantificato tale cifra!!!
La prima volta che abbiamo chiesto di effettuare questo calcolo con precisione attraverso una interrogazione, alla quale la giunta è obbligata a rispondere, la risposta è stata UDITE UDITE: Non ci sono penali!!!
Ripeto: NON CI SONO PENALI!!!

Durante il consiglio di Martedì sera 30 Giugno il gruppo del M5S non credeva alle proprie orecchie data la gravità dell’informazione ricevuta.
Questo significa che le varie giunte che si sono succedute dal 2001 ad oggi sono sottostate ad un contratto senza mai preoccuparsi di migliorarlo o cercare aziende alternative per offrire un servizio migliore e soprattutto meno costoso, in pratica non si sono preoccupati del portafoglio dei propri cittadini.

Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che l’ASET sforna guadagni stellari ogni anno anche coi nostri soldi, capirete che la situazione comincia a farsi pesante per tutti noi abitanti di San Costanzo.
Solo nel 2013 l’ASET ha guadagnato 1.600.000 Euro (un milione e seicento mila), e nel 2014 addirittura 2.200.000 Euro (due milioni e duecento mila),  avete capito bene, le cifre sono queste e sono da capogiro. Questi soldi per il 97% vanno al comune di Fano.

Vi ripeto il concetto per farvi capire meglio la gravità di quanto accaduto fino ad oggi: Le amministrazioni comunali di San Costanzo dal 2001 ad oggi hanno permesso che i soldi della nostra tassa dei rifiuti andassero ad ingrassare il bilancio del comune di Fano senza mai muovere un dito a difesa nostra e del nostro portafoglio, e peggio ancora, hanno voluto far credere ai cittadini che non fosse possibile trovare soluzioni più economiche quando invece scopriamo che non vi sono penali in caso di rescissione del contratto.

Io personalmente mi sento particolarmente offeso da tutto ciò, perché gli amministratori del nostro comune mi hanno costretto a regalare soldi al comune di Fano quando avevano tutte le opportunità di valutare soluzioni o aziende alternative, magari più economiche, in grado di offrirci un servizio migliore a prezzo più basso, utilizzando laddove servisse l’arma che tutti i clienti usano quando un fornitore non fa il proprio dovere, ovvero la minaccia di cambiare fornitore.

Ora mi chiedo, perché mai tali amministratori hanno deciso tutto ciò ben sapendo che quello che stavano facendo non era certo il bene dei cittadini di San Costanzo?
Un’idea me la sono fatta… sarà forse perché l’ASET è di fatto un azienda municipalizzata gestita da politici?
Fate un pò i vostri conti e scoprirete che siamo stati tutti usati come pedine per giochi di partito, o peggio ancora siamo stati usati come bancomat per ingrassare i bilanci di qualcun altro.

Non vi sentite presi in giro? Io tantissimo!!!

Come promesso noi proseguiamo la nostra battaglia per la difesa dei diritti dei cittadini di San Costanzo, per farlo abbiamo bisogno anche di Voi, anche della vostra semplice indignazione.

 

Gianluca Gabanini

Cento giorni e cento notti – Lettera aperta al Sindaco

Gent.mo Sindaco,
non so se sentirmi più amareggiato come Consigliere di minoranza dell’attuale Amministrazione, o come cittadino del nostro piccolo paese.
Come ormai capita di frequente, il giorno 20 di ogni mese, Le scrivo per chiederLe un aggiornamento su quanto presentato e discusso in occasione del Consiglio Comunale del 3 Marzo, nel quale, prendendo spunto dalle mozioni presentate dai due gruppi dell’opposizione, l’Amministrazione tutta si era dimostrata sensibile, interessata e coinvolta nel procedere speditamente nell’affrontare la problematica salute/ambiente.
Tutti favorevoli, tutti d’accordo, convinti nell’alzare quella mano, a conferma di quella intenzione di voto e di progetto.
Sono trascorsi quasi quattro mesi da quella promessa, solo quattro mesi per chi a governare ci rimane cinque anni, più di cento giorni e cento notti per chi ormai da un po’ convive con il terrore.
Non posso accettare che per cento giorni e cento notti i dirigenti ASET, MMS, ASUR e i medici di base, non si siano resi disponibili ad un incontro informativo con la cittadinanza.
Non posso accettare che per cento giorni e cento notti non si sia riusciti a costituire una commissione salute, come l’avevamo discussa, anzi, ad oggi, nemmeno un incontro preliminare tra gli interessati, una condivisione dello stato, delle problematiche, delle strategie.
In cento giorni e cento notti si possono fare tante cose: organizzare tornei, vacanze, inaugurazioni, cambiare lavoro, cambiare auto, cambiare la propria vita, la tua vita insieme a quella dei tuoi cari.
In cento giorni e cento notti si ha il tempo di ridere, di piangere, di sperare, di abbattersi.
Cento giorni e cento notti però, non hanno per tutti la stessa durata. Chi lotta giorno per giorno fissando la luce, li brucerà in un baleno, per chi invece la luce se la ricorda soltanto, cento giorni e cento notti, sono un’eternità.
E allora Sindaco, in qualità di rappresentante di tutti i cittadini e primo responsabile della loro salute, aumenti un po’ la pressione sulle partecipate e sui rappresentanti della Sanità. Se i dati richiesti tardano a venire, procediamo nel frattempo con strategie, proposte e soluzioni alternative; potremmo per esempio convocare una assemblea pubblica con quei medici disponibili, mi creda ce ne sono, oppure con comitati e tecnici già esperti in merito alle problematiche generate dal vivere in prossimità di una discarica.
Iniziamo a fare qualcosa, informiamoci ed informiamo la cittadinanza.
Non aspettiamo che ci arrivino altri impulsi dalla nostra vita e dalla vita dei nostri concittadini, per poi correre a recuperare quei cento giorni e cento notti che per tanti erano sembrati solo pochi mesi.
Il cittadino
Giovanni Furlani
San Costanzo, 20 Giugno 2015

LA NOSTRA ANALISI

In occasione dell’ultimo Consiglio Comunale tenutosi Mercoledì 29 Aprile scorso, ci sono state date dal Sindaco, le risposte ai quesiti posti alcuni giorni prima, contenuti nella nostra ‘interrogazione n. 2015-006 del 22 Aprile.

Tutti i quesiti posti avevano un unico filo conduttore: la gestione dei rifiuti.

La nostra volontà era quella di cercare di recuperare i dati relativi all’andamento dell’impiego delle videocamere di sorveglianza, poste a controllo delle isole ecologiche, e dei benefici conseguenti la distribuzione “GRATUITA” dei sacchetti in Mater-Bi.

Entrambe le soluzioni di riparazione infatti, erano state attuate dalla precedente amministrazione, proprio un anno fa, in previsione della campagna elettorale per le amministrative di maggio 2014.

Nella nostra di campagna elettorale, criticavamo le loro due scelte poiché, a nostro avviso, non avrebbero risolto né il problema dell’abbandono dei rifiuti e/o l’errato conferimento, né migliorato la qualità della quota organico.

Ma veniamo ai numeri, partendo dalle telecamere di videosorveglianza.

L’Amministrazione precedente, viste le criticità di alcune isole ecologiche del nostro territorio, ha pensato di risolvere il tutto, installando alcune telecamere. Tramite queste infatti, si era pensato che tutti coloro che erano soliti abbandonare i rifiuti, sarebbero stati costretti, pena la loro identificazione, ad evitarne l’abbandono.

L’importo totale della fornitura è stato di circa 20.000,00 € e poco importa, a noi cittadini, se il Comune abbia coperto soltanto la metà della spesa; anche la seconda metà della quota, a carico della Regione, sono soldi pubblici, o no?

I motivi che hanno portato alla scelta di intervenire con le videocamere, in particolare su quattro delle venti isole ecologiche del nostro territorio, al momento non li conosciamo e, l’assenza dei dati relativi alla quantità dei rifiuti abbandonati, non ci viene in aiuto. Il gestore (ASET) infatti, non è in grado di stimare la quantità di rifiuto abbandonato, ma, probabilmente, non era in grado di farlo neanche al tempo dell’approccio alla risoluzione della problematica.

Probabilmente saranno stati rilevati continui episodi di inciviltà, per cui si è deciso di procedere.

Ma perché proprio su quelle quattro e non su altre, altrettanto critiche?

Analizzando invece il numero dei verbali emessi, notiamo che probabilmente prima dell’installazione delle videocamere, sono stati emessi più verbali, vuoi per la maggiore disponibilità degli agenti della Polizia Municipale addetti al controllo, vuoi anche per l’inesperienza degli incivili…., fatto è che su quattro punti monitorati, due non hanno rilevato alcuna infrazione, mentre per le altre due i numeri non sono particolarmente degni di menzione. Se a tutto questo potessimo aggiungere che nelle quattro isole ecologiche monitorate non risulterebbero fenomeni di abbandono rifiuti, potremmo confermare la corretta scelta fatta.

In realtà è sotto gli occhi di tutti come, seppur con meno frequenza rispetto a prima, l’abbandono rifiuti continua; continua nelle stesse isole ecologiche monitorate, ma continua, ancora con più insistenza, in altre isole ecologiche, a testimonianza del fatto che la soluzione adottata non ha risolto il problema, ma spostato da alcune isole ecologiche ad altre.

Il numero di verbali emessi in quelle isole ecologiche monitorate, alla luce del numero di casi di abbandono, conferma che non si stanno sfruttando al massimo le opportunità che la soluzione è in grado di offrire, il Sindaco ha giustificato il ridotto intervento sanzionatorio degli agenti addetti al controllo delle immagini registrate, a causa degli innumerevoli compiti a loro assegnati, ed alla conseguente mancanza di tempo. Sarebbe interessante chiedere agli agenti stessi se preferiscano sezionare i sacchetti e frugare nell’immondizia alla ricerca di prove che ricondurrebbero al proprietario, o impiegare lo stesso tempo in ufficio, per ricercare nelle registrazioni, il colpevole dell’abbandono.

In conclusione, dati alla mano, o meglio in assenza di dati, ci limitiamo ad esternare la nostra sensazione: 20.000,00 € spesi di cui 10.000,00 € messi a bilancio nella TARI 2014 dei quali 2.000,00 € (quelli della telecamera parco scuole) impropriamente inseriti all’interno del conteggio TARI,  poiché non installata nell’isola ecologica, sono serviti a spostare la problematica su altre isole ecologiche, al momento non servite da videosorveglianza.

Passiamo ora ai sacchetti in Mater-Bi.

La loro distribuzione “GRATUITA” di un anno fa, era stata pensata dalla precedente Amministrazione, per cercare di limitare l’impiego di un altissimo numero di utenti, di conferire l’organico in sacchetti non idonei allo scopo, poiché non compostabili. Ma se il Sindaco ha dichiarato che per l’acquisto dei sacchetti sono stati spesi circa 7650,00 €, perché un anno fa, sempre nel bel mezzo della campagna elettorale, la precedente Amministrazione pubblicizzava la fornitura come “GRATUITA”?

Alleghiamo copia del documento comprovante quanto precedentemente riportato.

avviso mater bi1

Un’ultima considerazione riguardo il rapporto comunicativo ASET/Comune. Il Sindaco ha dichiarato, in risposta ad un paio di nostri quesiti riguardanti la qualità della frazione organico raccolta, che questa, a causa del conferimento al compostaggio insieme alle frazioni raccolte dagli altri comuni consorziati ad ASET, non può essere classificata dal punto di vista qualitativo anche se, a dire dei tecnici incaricati alla raccolta, sembrerebbe migliorata rispetto all’anno scorso.

Peccato che la stessa ASET, per due anni consecutivi 2013 e 2014, abbia informato il Comune della pessima qualità della frazione organico, nelle schede tecnico/economiche PRE (Piano Economico Finanziario) infatti, tra le note, veniva riportato quanto segue: “è da considerare che è stato stimato che il 40 %di tale materiale raccolto a livello stradale risulta pessimo a livello qualitativo e quindi il tutto è destinato alla discarica con il conseguente aumento dei costi del trattamento”.

Ma non Vi sembra strano che il Sindaco dichiari che ASET non è in grado di informarci sulla qualità dell’organico e poi, la stessa ASET, informi il Comune che ci sarà un extra costo causa la scarsa qualità dell’organico stesso?

Iniziamo a ragionare ognuno con la nostra testa, ricordando che sia il Sindaco, sia l’Assessore al bilancio che l’Assessore allo sport e cultura, sono gli stessi della precedente Amministrazione.

Non siate timidi.

 

Giovanni Furlani

TARI, TARI, TARI, AH…

La legge è uguale per tutti.
Se è la legge che ti impone certe scelte, c’è poco da fare.

Dietro queste due prime dichiarazioni, è possibile giustificare qualsiasi tipo di atteggiamento o di comportamento.

La Befana ormai ha ultimato tutte le consegne ma questa volta, anziché carbone o cipolle, a tanti ha portato la Tari.

Quella arrivata nelle nostre case la scorsa settimana, non è altro che il conguaglio relativo alla Tassa Rifiuti dovuta per l’anno 2014. Tutti lo sapevamo, visto che l’Amministrazione ne aveva già descritto le modalità di riscossione, subito dopo la scorsa estate, ma molti se la erano dimenticata.

Grazie alla legge di stabilità 2014 infatti, tutti i comuni sono costretti ad incassare quanto speso per la raccolta e la gestione dei rifiuti, attraverso la TARI.

Nella ripartizione dei costi, si è tenuto conto sia del tipo di utenza, sia della superficie degli immobili, sia del numero dei residenti.
Come nei migliori cartoni di Walt Disney, una bella mescolata e…… ecco fatto, a voi i numeri.

La maggior parte dei nostri concittadini, ligi al dovere, all’appartenenza politica, hanno al massimo mugugnato, ma poco più, altri invece, forse stufi di questo continuo chiedere soldi, forse perché in difficoltà economiche o forse soltanto perché svegli, hanno avuto la buona volontà di rivolgersi in Comune in cerca di spiegazioni.

“Tutto corretto, tutto regolare”, queste le prime parole di difesa degli amministratori fino a poi, in alcuni casi, doversi ricredere per conteggi applicati nel modo non corretto.

A questo punto allora, chiediamo lumi su come questa tassa debba essere calcolata, al fine di poter autonomamente capire se quanto ci apprestiamo a pagare, sia veramente quanto dovuto.

Attenzione però: se qualcuno potrebbe vedersi ridotta l’entità del conguaglio, per altri potrebbe accadere l’esatto contrario. Dimostriamoci cittadini onesti fino in fondo e non solo quando ci fa comodo.

Rimaniamo in contatto

Giovanni Furlani