Interrogazione n. 2016-006 – Commissione edilizia

Gent.mo Sindaco,

all’interno del Regolamento Edilizio comunale vigente, al Titolo IV “Commissione Edilizia Comunale” in seno all’Art. 14, vengono definite le modalità di composizione, la durata, il funzionamento, le funzioni e le competenze della commissione edilizia comunale.

Tale organismo consultivo opera a supporto delle attività dell’Ente, in materia urbanistica/edilizia.

Il Regolamento stesso, al comma “a” definisce come i membri elettivi della commissione (tutti i componenti escluso il Presidente, ruolo spettante al responsabile del settore urbanistica o suo delegato) debbano essere nominati dal Consiglio Comunale, mentre al comma “c”, con il passaggio “Tutti gli altri membri rimangono in carica quanto il Consiglio Comunale che li ha designati e comunque sino alla nomina dei nuovi membri da parte del Consiglio Comunale subentrante” dove per “tutti gli altri membri” ci si riferisce ai membri della Commissione Edilizia, escluso il solo Presidente per il quale la durata dell’incarico viene definita al comma “b”, se ne stabilisce la fine dell’incarico. Il comma “c” prosegue “I membri elettivi non sono eleggibili per due mandati successivi ..”.

Analizzando ora la situazione ci accorgiamo che il presente Consiglio Comunale insediatosi in data 11 giugno 2014, non ha mai nominato i membri della Commissione Edilizia e che quella al momento attiva, risulta essere la stessa nominata dalla precedente amministrazione in data 30 novembre 2009, esattamente sette anni or sono.

Quando il 26 luglio scorso, in sede di Consiglio Comunale avevamo sollevato la problematica della Commissione Edilizia “Fuori corso”, il Sindaco, appellandosi alla “prorogatio”, ne aveva confermata l’esistenza e la sua idoneità ad operare. Peccato però che il regolamento edilizio cozzi con la prorogatio e che quest’ultima, sia sì strumento in mano alle amministrazioni per operare in continuità tra la scadenza degli organi amministrativi e la loro conseguente rinomina, ma che tale periodo-ponte non possa superare i quarantacinque giorni, come indicato nel testo del D.L. 293 del 1994 convertito nella legge n. 444 del 15 luglio 1994, all’art. 3.

Attraverso l’accesso agli atti effettuato, con il quale abbiamo chiesto copia delle richieste inviate agli ordini e ai collegi professionali di riferimento, per la determina delle terne dei tecnici

 

 

eleggibili, è emerso come già nell’autunno 2014 il tutto fosse stato richiesto dagli uffici interessati, ma che a distanza di quasi due anni, una terna ricevuta risultava essere scaduta, altre non erano ancora state comunicate e per le restanti occorresse verificarne la validità. Negli stessi giorni dell’accesso agli atti, sono stati poi riemesse le richieste agli ordini, invitando gli stessi a rispondere entro il 30 settembre scorso.

Tutto ciò premesso, il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”,

INTERROGA IL SINDACO

  • Come mai, a distanza di più di due anni dall’insediamento della nuova amministrazione non si sia provveduto alla nomina dei membri elettivi della Commissione Edilizia, come da Regolamento Edilizio in essere?
  • Come mai non si è provveduto, decorsi i termini di legge di applicabilità della prorogatio, allo scioglimento della Commissione Edilizia o comunque all’inibizione del suo operato all’interno delle funzioni di supporto alle attività dell’Ente, in materia urbanistica/edilizia?
  • Per quale motivo sia per l’anno 2015 che per il 2016 sono state discusse in C.C. le proposte di delibere relative alla possibilità da parte dell’Ente, proposte poi rese esecutive, di usufruire del supporto della Commissione Edilizia, senza neanche informare il Consiglio Comunale durante la relativa discussione, della anomala situazione di prorogatio alla quale si era di fronte?
  • Come mai non si è sollecitato o chiesto riscontro agli uffici di competenza, sullo stato delle richieste delle terne agli ordini e ai collegi professionali?
  • Qualora fossero confermate le supposizioni di illegittimità dell’operato della Commissione Edilizia per carenza di potere, a partire dall’agosto 2014 a seguire, potrebbe essere considerato illegittimo tutto l’operato svolto nello stesso periodo. È intenzione dell’Ente operando in autotutela, procedere con l’annullamento di tutti gli atti prodotti, anche alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n. 464 del 1994?
  • Quali sono le azioni e le relative tempistiche che, alla luce della presente interrogazione, l’Amministrazione intenderà intraprendere?

 

Il Consigliere

Giovanni Furlani

 

ALBO SCRUTATORE

Entro la fine del mese di novembre, per chi non lo avesse ancora fatto, ci si potrà iscrivere all’albo comunale degli scrutatori. Tale operazione consentirà ai nuovi iscritti all’albo, in aggiunta ai già presenti, di poter essere nominati scrutatori alle eventuali tornate elettorali, che dovessero essere indette a partire dal primo gennaio 2017.

Per poter procedere all’iscrizione occorrerà oltre ad avere tutti i requisiti necessari, compilare il modulo presente sul sito comunale (scaricabile al presente link) e consegnarlo, insieme alla copia di un documento di identità all’ufficio elettorale del nostro Comune, o via e-mail all’indirizzo elettorale@comune.san-costanzo.pu.it o a mezzo fax al numero 0721 950056.

Ogni qualvolta si rendessero necessari scrutatori per seggi elettorali, la commissione elettorale, organo incaricato alla loro nomina, potrà attingere esclusivamente alla lista degli iscritti all’albo stesso.

La commissione elettorale è composta dal Sindaco nominato Presidente e da tre consiglieri di cui 2 della maggioranza (Barbetta e Bortoluzzi) ed uno della minoranza (Mencoboni) nominati in seno al Consiglio Comunale nel giugno 2014, in occasione dell’insediamento della nuova amministrazione.

Ad oggi gli scrutatori vengono nominati direttamente dal Presidente e dai tre consiglieri e, anche se a dir loro, gli scrutatori scelti solitamente rientrano nelle categorie degli studenti e comunque dei disoccupati, a nostro avviso, questi non rappresentano in maniera omogenea la nostra comunità.

A chi non è capitato di pensare, nel vedere i componenti degli addetti ai seggi, che le facce fossero sempre le stesse?

E pensare che basterebbe un sorteggio tra gli iscritti all’albo, magari con una grossolana scrematura attraverso un’auto-dichiarazione dello stato occupazionale, così per rendere il tutto più trasparente e, soprattutto, più equo.

L’indennità percepita per questo servizio, farebbe comodo non solo agli amici, ma a qualsiasi nostro concittadino senza un’occupazione. Sarebbe un gran segnale.

E allora invito tutti coloro che fossero interessati, ad iscriversi all’albo e sperare o che la commissione elettorale cambi modalità di nomina degli scrutatori, o che diventino, in qualche modo, amici dei membri della commissione elettorale. In tal caso ricordati comunque di iscriverti all’albo entro novembre e potrai anche tu diventare un arruolato tra i “SEMPRE QUEI”!

 

Giovanni Furlani

 

Interrogazione n. 2016-004

Gent.mo Sindaco,

il sottoscritto Giovanni Furlani nato a Fano (PU) il 7 Luglio 1969 e residente a San Costanzo in Via XXV Aprile, 4/F, in qualità di Consigliere Comunale per il “Movimento 5 Stelle di San Costanzo”,

PREMESSO CHE

  • Il D.L. n. 59 del 15 Maggio 2012, convertito con modifiche dalla legge n. 100 del 12 luglio 2012, prevede che, entro 90 giorni dall’entrata in vigore, i Comuni approvino il piano di emergenza comunale, redatto secondo i criteri e le modalità riportate nelle indicazioni operative del Dipartimento della Protezione Civile e delle Giunte regionali;
  • La Legge Regionale 11 dicembre 2001 n. 32 “Sistema regionale di protezione civile” indica all’art. 14 le funzioni dei Comuni e all’art. 15 le funzioni del Sindaco.
  • Nel sito web della Protezione Civile nazionale (http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/piani_di_emergenza_marche.wp#prov_pu_piani) si apprende che il Comune di San Costanzo si è dotato del Piano di Emergenza Comunale ma che, da una prima ricerca nel sito web comunale, non siamo riusciti a localizzare;
  • Ai sensi dell’art.54 del D.L. 267/2000, TUEL, il Sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende all’emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica;
  • Ai sensi dell’Art. 15 comma 3 della Legge n. 225 del 24 febbraio 1992, il Sindaco è riconosciuto Autorità Comunale di Protezione Civile;
  • Il Piano Comunale di Protezione Civile è il progetto di tutte le attività coordinate e delle procedure di Protezione Civile per fronteggiare un qualsiasi evento calamitoso. L’elaborazione del Piano Comunale ha lo scopo di disporre, secondo uno schema ordinato e con adeguata informazione, il complesso delle attività operative per un coordinato intervento di prevenzione e soccorso in emergenza a favore della popolazione.

CONSIDERATO CHE

  • Il Piano di Emergenza Comunale rappresenta un indispensabile strumento per la prevenzione dei rischi e dovrebbe pertanto essere oggetto di periodico aggiornamento da parte dei comuni.
  • Le esercitazioni rappresentano un mezzo fondamentale per garantire l’efficacia del Piano;

INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA

  • per sapere se sono state poste in essere tutte le forme di supporto logistico, di mezzi e di risorse per permettere alla Protezione Civile locale non solo di far fronte agevolmente e con tempestività alle situazioni di emergenza che potrebbero insorgere, ma anche di operare con continuità per prevenire e, per quanto possibile, prevedere le emergenze;
  • per conoscere la data ultima di aggiornamento del Piano Comunale di Emergenza, la data della sua collocazione sul sito web ufficiale del Comune di San Costanzo, la sua ubicazione all’interno del sito web stesso e le azioni che l’Amministrazione intende intraprendere per darne adeguata pubblicità alla cittadinanza;
  • per conoscere le azioni adottate, comprese tutte le attività di addestrative e formative, organizzate dall’Autorità comunale d’intesa con Prefettura e Regione per la formazione dei componenti della squadra comunale di protezione civile.

Il portavoce comunale

Giovanni Furlani

#DentroIlConsiglio: Resoconto dal Consiglio Comunale del 26 luglio 2016

È passata una settimana dall’ultimo Consiglio Comunale, quello tenutosi martedì 26 luglio alle ore 18:00, quello della sala completamente deserta, quello dove alcuni episodi però meritano una sottolineatura ed una condivisione, ed è per questo motivo che vorremmo parlarne.

Avviso: i contenuti audio inseriti in questo articolo sono estratti dalle registrazioni audio (di non agevole consultazione) disponibili sul sito del Comune di San Costanzo.

Oggetto di questo approfondimento è la comunicazione 2016-002 che abbiamo indirizzato e letto a tutto il Consiglio Comunale riunito.

Ascolta la lettura della comunicazione

Il protocollo prevede che, in caso di lettura di questo tipo di comunicazioni, non ci siano né commenti, né dibattiti. La disponibilità totale del nostro Sindaco invece, slegato dalla rigidità dei regolamenti, ci ha permesso di carpirne le sue impressioni e ribadire le nostre posizioni.

Ascolta i commenti del Sindaco

Tramite quel testo, si voleva portare in evidenza come nel nostro modo di amministrare, ci fossero importanti divergenze tra le regole scritte e la loro applicazione; di qui la necessità da parte nostra di far capire che noi amministratori non possiamo pretendere di far applicare le regole ai nostri concittadini, quando per primi siamo noi ad eluderle.

Ascolta le nostre precisazioni

Due a nostro avviso i passaggi meritevoli di un approfondimento.

Il primo riguarda le metodologie utilizzate dal personale comunale, nel rispondere alla richiesta di accesso agli atti da parte di un consigliere comunale (aggiungiamo di minoranza).

Nel richiedere copia di una semplice ordinanza, è emerso come, almeno in segreteria, si attenda per il rilascio del documento, il nullaosta del Sindaco; questo contravvenendo a quanto previsto dalle normative in vigore, tra queste il D.L. 33 del 14.03.2013 per il principio generale di trasparenza, che all’art. 1 cita “ La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche” o l’art. 10 del D.L. 267 del 18.08.2000 (Testo unico sull’ordinamento degli enti locali) che conferma “Tutti gli atti dell’amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese”, oltre alle innumerevoli sentenze del Consiglio di Stato emesse in merito, sull’intero territorio nazionale.

La cosa che forse ci lascia ancora amareggiati, sono le dichiarazioni del Sindaco a commento di quanto esposto in merito alla stessa comunicazione; saremmo, a dir suo, alla ricerca della sua malafede: ASSOLUTAMENTE NO!!! Siamo invece a confermare un comportamento scorretto e per noi inaccettabile, ancor più grave se riascoltiamo le sue dichiarazioni. Ribadiamo che gli accessi agli atti da parte di cittadini prima e dei portavoce poi, sono fondamenta di trasparenza e strumento principe per operare il controllo sulla Pubblica Amministrazione. Forse al nostro Sindaco questo passaggio sfugge, poiché all’opposizione non c’è mai stata!

I sindaci, gli assessori e le segreterie comunali sono dipendenti dei cittadini tutti. Gli stessi cittadini hanno sì doveri, ma hanno anche diritti, che vanno rispettati.

Il secondo punto, meritevole di un approfondimento, è quello della petizione popolare, protocollata l’8 maggio scorso, con la quale oltre centocinquanta concittadini chiedevano, attraverso un’azione del Sindaco, di sensibilizzare l’operato e le strategie regionali in merito alla riforma sanitaria e al nodo “Ospedale unico”.

Lo Statuto del Comune di San Costanzo, con l’art. 27, definisce le forme di consultazione della popolazione, istanze, petizioni, proposte. “Il Comune organizza la consultazione dei cittadini anche in forme differenziate ed articolate. Le forme della consultazione devono garantire in ogni caso la libertà di espressione dei partecipanti. Gli organi comunali possono promuovere forme di consultazione ogni volta che lo ritengano opportuno. I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento. Il Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocata dopo la scadenza di detto termine. Il Sindaco valuta l’opportunità di inserire nel predetto ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni.

In grassetto abbiamo volutamente evidenziato il passaggio dove vengono definite le modalità attuabili dal Sindaco per dar riscontro alla petizione. Se a distanza di quasi tre mesi non abbiamo né ricevuto risposta scritta, né l’abbiamo trovata tra i temi all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale, abbiamo dedotto che per il Sindaco tale richiesta risulti essere irrilevante e pertanto non meritevole di alcuna azione.

Il Sindaco, nel suo intervento, ha voluto sottolineare come non avesse ritenuto opportuno convocare un consiglio comunale monotematico dove discutere di Sanità, poiché l’argomento sarebbe ancora in discussione in Regione e in sede di assemblea di Area Vasta e, mancando ancora certezze, sarebbe a suo avviso prematuro, qualsiasi passaggio in consiglio comunale.

Abbiamo a questo punto ribadito come noi cittadini aspettassimo un riscontro alla petizione, intesa come strumento in mano a noi stessi per essere propositivi e coinvolti nell’amministrare il nostro paese. Non ci interessa oggi sapere se e chi deciderà per l’ospedale unico e se e chi lo preferirà a Fosso Sejore, chi a Chiaruccia o a Muraglia, a noi interessa che la nostra voce venga ascoltata e la nostra partecipazione rispettata.

A maggior ragione sarebbe stato a nostro avviso ancora più importante e rappresentativo, in questa fase di discussione dell’argomento sul tavolo provinciale, portare in assemblea dei sindaci una posizione che tenesse conto della petizione o dell’esito della sua discussione in consiglio comunale. Perché come detto più volte in campagna elettorale e nel corso di questi primi anni di mandato, il Sindaco è rappresentante di tutti i cittadini.

Giovanni Furlani

“Corado, do’ ha rott l’acqua?” Corado:”In ti tub!!”

L’occasione per scrivere questo mio piccolo passaggio me lo dà lo stato della nostra rete idrica. Negli ultimi due mesi ho personalmente segnalato al nostro gestore del servizio rete idrica, almeno quattro grosse rotture. Il gestore da par suo prende in carico la segnalazione e, con i suoi tempi e la sua organizzazione, interviene e ripara.

L’ultima mia segnalazione risale a sabato alle 19:30 con la quale ho segnalato una grossa perdita in Via Martiri della Resistenza, teatro di altre tre riparazioni nell’ultimo mese circa, sintomo che probabilmente è la condotta in condizioni critiche. A distanza di più di ventiquattro ore la perdita è ancora lì, a sversare litri e litri di acqua dalla rete direttamente alla fogna, in contrasto all’ordinanza che a noi cittadini, regolamenta e limita l’utilizzo di acqua potabile per tutte quelle attività non direttamente riconducibili al consumo umano. Già ventiquattro ore dalla segnalazione e tutto quello che il gestore è riuscito a fare è limitato ad una freccia di vernice rossa sull’asfalto, come a voler indicare un passaggio di qualche incaricato, una conferma dell’effettiva emergenza, una localizzazione certa.

Allora la mia mente torna indietro nel tempo, quando questo servizio era gestito internamente dal nostro Comune, quando nella mente di quelli che chiamavamo “i fontanar”, erano memorizzate tutte le condotte, le valvole, le derivazioni che permettevano la distribuzione di quella ricchezza chiamata acqua.

Erano altri tempi. I tempi in cui non era necessario telefonare per segnalare un guasto, perché tu te ne accorgevi nel momento in cui dal tuo rubinetto iniziava a filare, conseguenza dell’intercettazione della linea, perché i lavori erano già iniziati. Corado de’ Budell, Zeno del Goff, Camilett o Fiorenzo, erano pronti a qualsiasi ora con qualsiasi strumento ad intervenire tempestivamente per fermare la fuga di quell’acqua, che noi addirittura bevevamo. Spesso, in cambio del loro pronto intervento, del loro attaccamento alla professione, del buon esito sul lavoro svolto, si faceva girare un bottiglione di vino con un paio di bicchieri, come a dire “l’acqua l’abbiamo ridata, ma a noi piace più il vino”.

Oggi non è più così. La gestione non è più interna al Comune ma ceduta a chi ne fa un business. Non sarà certamente il gestore che pagherà i metri cubi di acqua sprecati e poco a lui importa se a San Costanzo c’è questa emergenza; tra i tanti comuni e reti gestite, probabilmente ci saranno altre priorità ed altre urgenze…. forse; ma è il gestore che dovrebbe intervenire con tutte quelle azioni a livello impiantistico, atte a riparare o a migliorare lo stato delle cose. Noi le aspettiamo, come aspettiamo l’intervento in Via Martiri della Resistenza, ma lasciatecelo dire: “A noi i fontanar piacevano di più”.

Peccato, io ci credevo!!

Martedì scorso in sede di Consiglio Comunale, avevo proposto una mozione per l’adozione dell’APP “Decoro Urbano”; uno strumento in grado di segnalare sul proprio territorio, criticità problematiche o semplici segnalazioni relative a imbrattamenti, segnaletiche, rifiuti, verde pubblico ecc..

Di per sé il funzionamento è semplice; si scarica l’APP sullo smartphone o sul PC, ci si registra e, da quel momento, si è ufficialmente iscritti ed operativi.
Per segnalare la problematica poi, se si è in possesso della versione smartphone, sarà sufficiente scattare una foto con il localizzatore GPS attivo, definire la categoria e la tipologia di problematica, ed inviare la segnalazione.

Un moderatore della piattaforma “Decoro Urbano” ricevuta immediatamente la segnalazione, valuterà se questa risulta essere pertinente e classificabile tra le categorie per cui il servizio è preposto e, in caso positivo, inoltrerà la segnalazione sia alla piattaforma “Decoro Urbano” che al destinatario finale: il Comune nella persona del responsabile della manutenzione. A questo punto l’incaricato provvederà con la propria organizzazione, con i propri mezzi e con le proprie risorse, a gestire queste segnalazioni unitamente a quelle che parallelamente continueranno ad arrivare attraverso i canali soliti quali l’e-mail, le telefonate, le visite di persona, ecc..

L’adozione dell’APP avrebbe messo a disposizione della nostra comunità un metodo semplice, veloce, contemporaneo di segnalare tempestivamente le criticità del nostro territorio, e non di crearne nuove.

Anche durante la discussione in Consiglio più volte ho ribadito il concetto per cui se sul territorio è presente una criticità, fino a quando non la si affronta e risolve, la criticità rimane.

Il Sindaco, nel motivare il voto unanime contrario dell’intera maggioranza, si è appellato sia alla mancanza di personale dell’ufficio tecnico in grado di gestire l’APP, che alla carenza di operai in grado di risolvere fisicamente le criticità segnalate, rendendone inutile l’adozione.

Ho cercato di ribadire ancora una volta che la presenza della criticità prima o poi vada affrontata e risolta, pertanto prima la segnalo e più tempo ho per organizzarne la sua risoluzione; nell’evidenziare come le motivazioni di voto date, cozzassero con la mia apparente logica (se è vero che meno segnalazioni arrivano, è altrettanto vero che meno interventi occorrerà organizzare, ma sicuramente a molte criticità non si fa fronte) ho, a mia insaputa, interpretato in modo deviato le espressioni del nostro primo cittadino, suscitando in lei un leggero risentimento.

Vi invito, non appena saranno condivise le registrazioni audio del Consiglio Comunale a riascoltare gli interventi così da farvene una propria opinione personale.

Il voto contrario lascia tutto così com’è senza pertanto aggiungere l’interfaccia 2.0 ormai in mano a quasi la totalità dei cittadini che continuerà ad essere utilizzata tra l’altro per selfie e post sui social.

Peccato, io ci credevo!!!

Giovanni Furlani

Comunicazione al C.C. n. 2016-002

Gent.mo Segretario, gent.mo Sindaco e gent.mi assessori e colleghi consiglieri,
a distanza di più o meno due anni dal nostro insediamento, mi sento in dovere di rivolgermi oggi a Voi, in questa seduta di Consiglio, per cercare di condividere alcune mie preoccupazioni e problematiche incontrate in questo ultimo periodo, nello svolgimento delle mie mansioni di cittadino, di pubblico ufficiale e di portavoce in Consiglio Comunale e capire quali migliorie attuare per poter meglio contribuire ad amministrare il nostro Comune.
Per farlo al meglio, abbiamo a disposizione delle normative europee, nazionali e regionali, statuti e regolamenti comunali oltre ad azioni dirette quali ordinanze, delibere di giunta e di consiglio.
L’applicazione alla lettera e l’utilizzo di questi strumenti che ho appena elencato, diventano imprescindibili nell’eventualità si miri ad un governo equo, corretto ed intransigibile.
A questi tutti noi cittadini dobbiamo riferirci per poter convivere nel rispetto sì delle regole ma, soprattutto, nel rispetto degli altri e della comunità tutta.
Diventa allora importante che questi strumenti siano redatti nel modo più attento e preciso possibile e, la loro totale applicazione, condizione unica da rispettare da parte di ogni singolo cittadino e ancor più per noi amministratori.
Una delle mie prime proposte come portavoce in Consiglio Comunale, fu la mozione 2015-04 dell’aprile 2015, dove tra le altre richieste c’era quella di modificare l’art. 40 del “Regolamento del Consiglio Comunale” “aggiornando” quanto descritto al comma 1 e comma 2, in merito alle modalità di convocazione dei consigli comunali; la mia mozione non passò per 8 voti contrari contro i 3 favorevoli, ma in quella discussione mi informaste di come già lo Statuto Comunale, prevedesse metodi più contemporanei a quello del messo citato nel regolamento del Consiglio Comunale. Ma visto che a novembre 2015 si sono apportate modifiche importanti allo stesso Regolamento del Consiglio (quelle relative alla registrazione audio dei C.C.), non era forse il caso di riportare le modifiche anche dell’articolo 40, già passate in Consiglio?
Sempre nello stesso Regolamento all’art. 26 si fa riferimento ai diritti di accesso agli atti da parte dei consiglieri Comunali. Cito questo articolo poiché il 24 Giugno scorso, tramite posta elettronica, ho richiesto copia di un’ordinanza. Cinque giorni dopo, sempre tramite e-mail ho richiesto una previsione dei tempi di evasione alla mia richiesta. Non avendo ricevuto alcuna risposta alle mie e-mail, l’indomani ho contattato telefonicamente la segreteria chiedendo un aggiornamento sullo stato della mia pratica. In risposta mi è stato detto che si era in attesa del consenso del Sindaco per poter rilasciare copia del documento. Recatomi di persona in segreteria, ho ricevuto copia dell’ordinanza, previo consenso telefonico del Sindaco. Vi sembra normale tutto ciò? È normale che un accesso agli atti, in particolare il rilascio di una semplice copia di un’ordinanza in quel momento in vigore, debba essere sottoposto all’avvallo del Sindaco? Non ho trovato né nello Statuto Comunale né su altri regolamenti a mia disposizione, nulla in merito; permettetemi di essere alquanto indignato ed amareggiato.
Sul Regolamento Edilizio all’art. 14, vengono definite tra l’altro, le modalità di composizione e costituzione della Commissione Edilizia. La nomina dei componenti la commissione spetta al Consiglio Comunale e, fatta eccezione per il Presidente, in carica per la durata dell’incarico di responsabile del servizio, tutti gli altri membri rimangono in carica quanto il Consiglio Comunale che li ha designati e comunque sino alla nomina dei nuovi membri da parte del Consiglio comunale subentrante.
Dal 2014, anno dell’insediamento dell’attuale Amministrazione ad oggi, non mi risultano consultazioni e/o passaggi in Consiglio Comunale, atte al rinnovo della Commissione Edilizia eletta con delibera di C.C. n. 60 del 30 Novembre 2009. È forse il Regolamento Edilizio a non essere aggiornato, o questa Amministrazione non ha applicato quanto il Regolamento prevede in merito?
E tutti gli atti approvati dalla commissione edilizia dall’estate 2014 ad oggi, si possono considerare validi o non legalmente riconosciuti poiché emessi da una commissione i cui componenti non potrebbero presenziare poiché già nominati dalla precedente amministrazione? “..I membri elettivi non sono eleggibili per due mandati successivi” Molti di noi, in particolar modo quelli al primo mandato, nel novembre 2009 non erano parte attiva della nostra comunità; altri, mi riferisco al Sindaco, agli assessori Camilloni e Sorcinelli e ai consiglieri Mencoboni, Camilloni Giacomo e Stefanelli, a quella seduta di consiglio comunale hanno partecipato, contribuendo pertanto alla nomina della commissione ancora in carica. Cosa stiamo aspettando?
Forse ai più di voi queste mie segnalazioni risulteranno semplici ed irrilevanti imprecisioni, non meritevoli di alcuna discussione in questa sede; per me invece sono segnali inequivocabili di superficialità e di pressapochismo nell’applicazione delle mansioni, degli oneri e delle responsabilità alle quali, noi amministratori siamo tenuti, quali rappresentanti di una comunità intera. Per fortuna che i nostri consigli comunali sono di solito deserti, altrimenti che buon esempio daremmo ai nostri elettori?
A proposito di comunità e poi con questo concludo; ricordo a tutto il Consiglio Comunale che l’8 maggio scorso è stata presentata una petizione popolare per sensibilizzare il Sindaco ed il Consiglio Comunale nei confronti di una valutazione del Piano sanitario di area vasta, da mesi oggetto di proposte, dichiarazioni e smentite. Da quell’8 Maggio non abbiamo ricevuto alcun riscontro in merito, né in consiglio comunale né come comuni cittadini.
Lo Statuto Comunale con l’articolo 27 al comma 2 cita in merito “I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento. Il Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocata dopo la scadenza di detto termine. Il Sindaco valuta l’opportunità di inserire nel predetto ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni.
È chiaro quindi come il nostro Sindaco reputi la petizione non rilevante e non opportuna di passaggio in Consiglio Comunale, allo stesso tempo non meritevole di alcun riscontro a quanti, nostri concittadini, hanno manifestato una propria posizione, una propria volontà.

Movimento 5 Stelle San Costanzo
Giovanni Furlani

Mozione n. 2016-001

Mozione n. 2016-001

OGGETTO MOZIONE DECORO URBANO
PROPOSTA DI ADESIONE DEL COMUNE DI SAN COSTANZO AL PROGETTO “DECORO URBANO”, UNO STRUMENTO PARTECIPATIVO PER LA SEGNALAZIONE DEL DEGRADO.

Il Consiglio Comunale di San Costanzo

PREMESSO CHE
– Sono già tantissimi i paesi che negli ultimi anni hanno scelto di adottare gli strumenti del web 2.0 per creare un filo diretto tra cittadini e amministrazioni pubbliche;
– Lo strumento, sviluppato dalla MAIORA LABS S.r.l. (Allego Brochure Presentazione scaricabile anche dal link http://www.decorourbano.org/docs/Decoro_Urbano.pdf) si autoalimenta e ciò che da noi sembra ancora surreale, in molte città del mondo ha già preso il via e registra una crescita e un gradimento costante nell’ambito dell’e-Government.

CONSIDERATO CHE
– DECORO URBANO è un servizio web 2.0 per una cittadinanza attiva, la proposta per un filodiretto tra i cittadini e le istituzioni;
– DECORO URBANO è uno strumento gratuito per il cittadino, un sito e un’applicazione mobile per la segnalazione dei disagi via smartphone e pc;
– DECORO URBANO è uno strumento gratuito per le istituzioni, un servizio innovativo per comunicare in modo inequivocabile la presenza sul territorio e la tutela dei beni comuni;
– DECORO URBANO è un progetto in costante sviluppo ed attualmente è possibile inviare segnalazioni in merito a:

– RIFIUTI
– DISSESTO STRADALE
– ZONE VERDI
– VANDALISMO/INCURIA
– SEGNALETICA
– AFFISSIONI ABUSIVE
ed aggiornamenti futuri includono l’inserimento di nuove categorie quali RANDAGISMO, BARRIERE ARCHITETTONICHE, INQUINAMENTO ACUSTICO ecc. per offrire una copertura completa delle problematiche urbane.
– la risoluzione di un problema comunicata attraverso DECORO URBANO ottiene ampia visibilità in rete e raggiunge rapidamente la community e che è inoltre possibile informare automaticamente i cittadini in merito allo stato delle proprie segnalazioni e/o di quelle relative alla propria zona;
– attraverso la completa integrazione con i social network, gli interventi ottengono un’ulteriore risonanza mediatica e riscuotono il consenso di tutta la community.
RITENUTO
– che usufruendo di DECORO URBANO gratuitamente la nostra Amministrazione potrebbe avvicinare e rendere fattiva la collaborazione con la cittadinanza;
– che affidando la gestione del software e delle segnalazioni al Servizio Manutenzione del Comune si ottimizzerebbero anche i tempi di intervento dello stesso;
– che il Movimento 5 Stelle potrebbe, oltre a farsi portavoce della seguente proposta, farsi carico della pubblicizzazione e della diffusione dell’iniziativa a livello Comunale, nonché seguire lo sviluppo e l’affiancamento all’amministrazione per l’attivazione dello strumento.
IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE AFFINCHÉ
– approvino l’adozione dello strumento DECORO URBANO per un miglior rapporto e dialogo con la cittadinanza.
Si chiede l’iscrizione della presente mozione all’ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale.

Cordialmente.

Movimento 5 Stelle San Costanzo
Giovanni Furlani

Punti di vista

Un giorno di qualche anno fa, durante una battuta di fotografia, un mio conoscente di lunga data disse che il miglior attrezzo in dotazione ad un fotografo, che sia esso principiante, amatoriale o professionista, sono le gambe. Le gambe ti permettono infatti di muoverti attorno al punto da immortalare, alla ricerca di diverse viste, diversi aspetti, diversi effetti, diverse luci.

Uso questa metafora per raccontare quanto mi è capitato ieri sera quando, rispondendo al dovere di cittadino prestato alla politica, ho partecipato alla serata-incontro organizzata dal PD di Fano, serata a tema: OSPEDALE UNICO.

Fino a ieri la mia visione era chiara a tutti, poiché più volte condivisa: NO OSPEDALE UNICO!!

Questa posizione era dettata dal fatto che avevo ascoltato soltanto le posizioni dei politici (sia quelli della mia parte che gli altri) dei tecnici, dei cittadini in rappresentanza dell’intera provincia e di qualche Sindaco.

Fortunatamente ieri sera ho ascoltato i rappresentanti della parte più autorevole e forse più importante tra le componenti professionali e non, coinvolte in questo progetto di ospedale unico: I MEDICI!

Unito il fronte e la posizione dei camici bianchi

“CATEGORICAMENTE SÌ ALL’OSPEDALE UNICO E ALLA SVELTA”.

Non vi dico la sorpresa che ha scatenato in me, quella posizione granitica e compatta. Le motivazioni esposte mi hanno poi convinto che in realtà è più che giustificabile, per quei medici, pretendere una struttura nuova in alternativa agli attuali ospedali, le cui strutture risalgono ai primi anni del ‘900; come è assai motivata pretenderla subito, visto che i primi progetti politici di nosocomio unificato risalgono dal lontano 1994, come se la buona sanità dipendesse esclusivamente dall’età degli edifici o dalla loro bellezza. Se Gino Strada avesse sentito una sola di quelle dichiarazioni, si sarebbe probabilmente accordato con qualche bombarolo, per lanciare ordigni al Guttalax sull’intera rappresentanza medica presente.

E allora? E allora penso che per noi comuni mortali, potrebbe essere ancora interessante muovere le proprie gambe come fa il buon fotografo e andare martedì sera a Pesaro, ad ascoltare se altri medici hanno la stessa visione di quelli intervenuti ieri e, soprattutto, se esiste ancora la possibilità di informarsi meglio, di conoscere un dettaglio in più, un lato in più, una luce diversa, che ci permetta di essere obiettivi e valutare autonomamente queste scelte tanto importanti per la comunità tutta, perché scelte in grado di condizionare per decenni e forse più, la comunità stessa.

Proprio qualche giorno fa è uscita la notizia del Censit Centro Studi Investimenti Sociali (http://www.censis.it/7?shadow_comunicato_stampa=121065) , secondo il quale 11 milioni di italiani avrebbero rinunciato alle cure sanitarie per problemi economici.

E pensare che mi ero quasi convinto che davvero il problema più grave e forse l’unico fosse la scelta fra Fosso Sejore o Muraglia?

Riflettiamo e partecipiamo, non facciamo scegliere autonomamente il futuro nostro e della nostra sanità, alle stesse figure che l’hanno portata allo stato attuale.

Non essere timido.

 

Giovanni Furlani

Stranezze in comune

Stranezze in comune

Ieri, in occasione dell’ultimo Consiglio Comunale, mi sono imbattuto in alcune situazioni che ritengo alquanto bizzarre.

La prima riguarda un piccolo tratto di strada comunale, ormai inutilizzata, penetrante all’interno della proprietà di un nostro concittadino. Ad oggi, tale proprietà demaniale, viene utilizzata dall’agricoltore per le proprie colture, dando continuità alla proprietà ed alle lavorazioni agricole. Nel frattempo il nostro Ente ha proposto, alle proprie condizioni, la vendita della piccola superficie all’agricoltore. Da parte sua l’agricoltore sarebbe anche interessato all’acquisto ma ad un prezzo non paragonabile a quello proposto dal Comune. Morale: la trattativa continua (da anni), la coltivazione continua, la presa per i fondelli….. pure. Stando così le cose si potrebbe creare per assurdo un precedente tale che consentirebbe, a qualsiasi concittadino, la realizzazione di un proprio orto privato in ogni spazio di verde pubblico. Che ne dite?

 

La seconda bizzarria riguarda la mia richiesta di accesso ad atti necessari per interpretare in maniera più corretta l’argomento TARI, discussa in consiglio comunale ieri; documenti consegnati a me oggi.

La stranezza sta nel fatto che sia la maggioranza che l’altra parte dell’opposizione, ne erano già in possesso dalla scorsa settimana, quest’ultima, senza averne nemmeno fatto richiesta. Che roba!!

 

La terza stranezza riguarda un difetto di comunicazione, in particolar modo sui tempi di scambio di informazioni. Come avreste dovuto sapere, nei giorni del 19, 20 e 21 una delegazione tedesca, in rappresentanza di diversi paesi gemellati con alcuni comuni della nostra provincia, ci ha fatto visita.

Ieri in C.C., ho sottolineato come, almeno per il nostro territorio, non si sia data la diffusione e l’informazione alla nostra comunità, che un evento del genere, avrebbe meritato: il nulla o poco più.

La cosa più buffa è che il programma ufficiale delle attività del gemellaggio ci è stato consegnato (forse per errore?) via e-mail il giorno 26 Maggio, quando già i tedeschi erano rientrati dalla “vacanza” italiana, da una settimana. Che le poste italiane fossero causa di ritardi nel recapito di lettere e missive è da sempre un luogo comune, ma che già anche le e-mail fossero sulla stessa buona strada….. questo mi è nuovo.

Per il resto……. tutto bene.

 

Giovanni Furlani