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Fuori dal coro

Era una normalissima domenica mattina autunnale, coperta, umida, silenziosa. La MotoGP: vista (ne è valsa veramente la pena), i social: saltati, la rassegna stampa: pure, quando, un messaggio di un amico, citava più o meno così:

“Hai visto l’articolo in merito alle GEV? Li hai toccati nel segno!”.

Chiedo a lui maggiori informazioni, rintraccio la fonte e, con l’umore apparentemente giusto, leggo l’articolo di giornale.
Volendolo riassumere sommariamente, l’articolo enfatizza l’azione adottata dal Comune che, per contrastare l’abbandono dei rifiuti sul proprio territorio, ha stretto un accordo con l’associazione ASSO.GEV, delegata per proprio conto ad effettuare controlli, indagini e verifiche, finalizzate appunto a rintracciare il “bandito” del rifiuto, al quale poi affibbiare verbale e sanzione.
Finita la lettura, di fronte ad una tazza di caffè, inizio ad elaborare le informazioni lette. Più le rileggo e più la mia mente si intreccia alla ricerca di una quadra che ancora adesso, a distanza di qualche ora, non riesco a trovare. La mia rabbia monta al massimo quando, al passare delle ore, vedo sui social tanti miei concittadini congratularsi con il nostro Sindaco per la scelta fatta come se, finalmente e dopo una lunga lotta, si sia raggiunto un risultato degno del premio Nobel.
Per questo motivo, sia nella mia solitudine di portavoce di opposizione che in quello di cittadino libero, vorrei esternare la mia piccola voce fuori dal coro.
E allora chiedo a tutti i miei concittadini di riflettere su questi semplici spunti:
– L’abbandono dei rifiuti e, aggiungerei l’errato conferimento di differenziazione, è l’aspetto più negativo, che la raccolta di prossimità stradale (la nostra per intenderci) comporta. È normale continuare a mettere pezze per partito preso, su scelte politiche fatte in passato, quando le continue toppe sono peggiori dei buchi?
– Vi ho già raccontato di quando circa un mese fa ho incontrato i dirigenti per discutere di questa criticità? Vi ho raccontato che con mia assoluta sorpresa all’incontro era presente anche l’Assessore al bilancio? Bene, ci diranno che loro (la maggioranza) stavano già lavorando sulla problematica “abbandono rifiuti” e che in quella sede, l’assessore silente, ma allo stesso tempo molto attento a quanto si diceva a quel tavolo, non avrebbe potuto rivelare cose ancora da concretizzare del tutto.
Non mi ritengo un politico ma un cittadino prestato alla politica. Anzi, con un pizzico di presunzione mi ritengo un piccolo tecnico prestato alla politica. Con l’approccio alle problematiche, solito per noi tecnici, ho chiesto i dati a disposizione degli uffici relativi alla stessa. Il numero di sanzioni, il tipo di sanzioni, l’andamento nel tempo, il numero di conferimenti, ecc.. Attraverso l’analisi dei numeri, spesso si riesce a circoscrivere la problematica in maniera che, l’azione di contrasto, possa risultare più diretta ed efficace. Così è emerso che da qualche mese il numero di sanzioni è drasticamente crollato. È emerso anche che il comune non ha personale a sufficienza per “visionare” le immagini acquisite, né per spostare, tra le varie isole, le fototrappole. È emerso anche che i dati relativi ai conferimenti di ogni singolo utente, che in forma assolutamente anonima ho chiesto di analizzare, per cercare uno spunto, un indizio, una possibile chiave interpretativa, non siano ancora disponibili, ma che sono stati richiesti già da settimane alla software house interessata.
Non sembra strano anche a voi che i dati provenienti dalle calotte dell’indifferenziato non siano già a disposizione degli uffici?
– E allora non riesco a compiacermi con chi già qualche anno fa, con la scelta esclusivamente politica di dotarsi di telecamere fisse su alcune isole ecologiche, la considerava sufficiente a contrastare e risolvere il problema rifiuti abbandonati, spendendo 20.000,00 € di soldi pubblici;
– Non riesco a compiacermi con chi, in aggiunta a quanto riportato in precedenza, decide l’acquisto di fototrappole per altre migliaia di euro, scoprendo solo pochi mesi dopo, di non aver personale per sfruttarle;
– Non riesco a compiacermi con chi non affronta di petto il problema con un’analisi dettagliata e completa, con lo scopo, l’unico scopo, di adottare soluzioni definitive e funzionali, visto che poi le spese ricadono sull’intera comunità.
– Questo accordo con ASSO.GEV, come peserà sulle nostre tasche? Su quali numeri e su quali parametri potremo valutare la definitiva buona riuscita della soluzione sposata?
A quanto pare però, sembrerebbe che tutto questo non piaccia esclusivamente a me.
E allora continuate pure ad elogiare e ad osannare l’operato di questi amministratori e per le loro scelte.
Continuate pure a compiacervi per quelle azioni prese e passate di volta in volta come azioni risolutive e definitive, che poi, a distanza del tempo necessario per dimenticarsele, richiedono integrazioni tecniche ed economiche.
Nell’amministrare le risorse pubbliche, in particolare quelle economiche, occorrerebbe essere più attenti e scrupolosi di quanto lo si è nell’amministrare le proprie di risorse. Sarà per tutti così?

Giovanni Furlani

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