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#DentroIlConsiglio: Resoconto dal Consiglio Comunale del 26 luglio 2016

È passata una settimana dall’ultimo Consiglio Comunale, quello tenutosi martedì 26 luglio alle ore 18:00, quello della sala completamente deserta, quello dove alcuni episodi però meritano una sottolineatura ed una condivisione, ed è per questo motivo che vorremmo parlarne.

Avviso: i contenuti audio inseriti in questo articolo sono estratti dalle registrazioni audio (di non agevole consultazione) disponibili sul sito del Comune di San Costanzo.

Oggetto di questo approfondimento è la comunicazione 2016-002 che abbiamo indirizzato e letto a tutto il Consiglio Comunale riunito.

Ascolta la lettura della comunicazione

Il protocollo prevede che, in caso di lettura di questo tipo di comunicazioni, non ci siano né commenti, né dibattiti. La disponibilità totale del nostro Sindaco invece, slegato dalla rigidità dei regolamenti, ci ha permesso di carpirne le sue impressioni e ribadire le nostre posizioni.

Ascolta i commenti del Sindaco

Tramite quel testo, si voleva portare in evidenza come nel nostro modo di amministrare, ci fossero importanti divergenze tra le regole scritte e la loro applicazione; di qui la necessità da parte nostra di far capire che noi amministratori non possiamo pretendere di far applicare le regole ai nostri concittadini, quando per primi siamo noi ad eluderle.

Ascolta le nostre precisazioni

Due a nostro avviso i passaggi meritevoli di un approfondimento.

Il primo riguarda le metodologie utilizzate dal personale comunale, nel rispondere alla richiesta di accesso agli atti da parte di un consigliere comunale (aggiungiamo di minoranza).

Nel richiedere copia di una semplice ordinanza, è emerso come, almeno in segreteria, si attenda per il rilascio del documento, il nullaosta del Sindaco; questo contravvenendo a quanto previsto dalle normative in vigore, tra queste il D.L. 33 del 14.03.2013 per il principio generale di trasparenza, che all’art. 1 cita “ La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche” o l’art. 10 del D.L. 267 del 18.08.2000 (Testo unico sull’ordinamento degli enti locali) che conferma “Tutti gli atti dell’amministrazione comunale e provinciale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa indicazione di legge o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco o del presidente della provincia che ne vieti l’esibizione, conformemente a quanto previsto dal regolamento, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese”, oltre alle innumerevoli sentenze del Consiglio di Stato emesse in merito, sull’intero territorio nazionale.

La cosa che forse ci lascia ancora amareggiati, sono le dichiarazioni del Sindaco a commento di quanto esposto in merito alla stessa comunicazione; saremmo, a dir suo, alla ricerca della sua malafede: ASSOLUTAMENTE NO!!! Siamo invece a confermare un comportamento scorretto e per noi inaccettabile, ancor più grave se riascoltiamo le sue dichiarazioni. Ribadiamo che gli accessi agli atti da parte di cittadini prima e dei portavoce poi, sono fondamenta di trasparenza e strumento principe per operare il controllo sulla Pubblica Amministrazione. Forse al nostro Sindaco questo passaggio sfugge, poiché all’opposizione non c’è mai stata!

I sindaci, gli assessori e le segreterie comunali sono dipendenti dei cittadini tutti. Gli stessi cittadini hanno sì doveri, ma hanno anche diritti, che vanno rispettati.

Il secondo punto, meritevole di un approfondimento, è quello della petizione popolare, protocollata l’8 maggio scorso, con la quale oltre centocinquanta concittadini chiedevano, attraverso un’azione del Sindaco, di sensibilizzare l’operato e le strategie regionali in merito alla riforma sanitaria e al nodo “Ospedale unico”.

Lo Statuto del Comune di San Costanzo, con l’art. 27, definisce le forme di consultazione della popolazione, istanze, petizioni, proposte. “Il Comune organizza la consultazione dei cittadini anche in forme differenziate ed articolate. Le forme della consultazione devono garantire in ogni caso la libertà di espressione dei partecipanti. Gli organi comunali possono promuovere forme di consultazione ogni volta che lo ritengano opportuno. I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento. Il Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocata dopo la scadenza di detto termine. Il Sindaco valuta l’opportunità di inserire nel predetto ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni.

In grassetto abbiamo volutamente evidenziato il passaggio dove vengono definite le modalità attuabili dal Sindaco per dar riscontro alla petizione. Se a distanza di quasi tre mesi non abbiamo né ricevuto risposta scritta, né l’abbiamo trovata tra i temi all’ordine del giorno dell’ultimo Consiglio Comunale, abbiamo dedotto che per il Sindaco tale richiesta risulti essere irrilevante e pertanto non meritevole di alcuna azione.

Il Sindaco, nel suo intervento, ha voluto sottolineare come non avesse ritenuto opportuno convocare un consiglio comunale monotematico dove discutere di Sanità, poiché l’argomento sarebbe ancora in discussione in Regione e in sede di assemblea di Area Vasta e, mancando ancora certezze, sarebbe a suo avviso prematuro, qualsiasi passaggio in consiglio comunale.

Abbiamo a questo punto ribadito come noi cittadini aspettassimo un riscontro alla petizione, intesa come strumento in mano a noi stessi per essere propositivi e coinvolti nell’amministrare il nostro paese. Non ci interessa oggi sapere se e chi deciderà per l’ospedale unico e se e chi lo preferirà a Fosso Sejore, chi a Chiaruccia o a Muraglia, a noi interessa che la nostra voce venga ascoltata e la nostra partecipazione rispettata.

A maggior ragione sarebbe stato a nostro avviso ancora più importante e rappresentativo, in questa fase di discussione dell’argomento sul tavolo provinciale, portare in assemblea dei sindaci una posizione che tenesse conto della petizione o dell’esito della sua discussione in consiglio comunale. Perché come detto più volte in campagna elettorale e nel corso di questi primi anni di mandato, il Sindaco è rappresentante di tutti i cittadini.

Giovanni Furlani

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