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“Corado, do’ ha rott l’acqua?” Corado:”In ti tub!!”

L’occasione per scrivere questo mio piccolo passaggio me lo dà lo stato della nostra rete idrica. Negli ultimi due mesi ho personalmente segnalato al nostro gestore del servizio rete idrica, almeno quattro grosse rotture. Il gestore da par suo prende in carico la segnalazione e, con i suoi tempi e la sua organizzazione, interviene e ripara.

L’ultima mia segnalazione risale a sabato alle 19:30 con la quale ho segnalato una grossa perdita in Via Martiri della Resistenza, teatro di altre tre riparazioni nell’ultimo mese circa, sintomo che probabilmente è la condotta in condizioni critiche. A distanza di più di ventiquattro ore la perdita è ancora lì, a sversare litri e litri di acqua dalla rete direttamente alla fogna, in contrasto all’ordinanza che a noi cittadini, regolamenta e limita l’utilizzo di acqua potabile per tutte quelle attività non direttamente riconducibili al consumo umano. Già ventiquattro ore dalla segnalazione e tutto quello che il gestore è riuscito a fare è limitato ad una freccia di vernice rossa sull’asfalto, come a voler indicare un passaggio di qualche incaricato, una conferma dell’effettiva emergenza, una localizzazione certa.

Allora la mia mente torna indietro nel tempo, quando questo servizio era gestito internamente dal nostro Comune, quando nella mente di quelli che chiamavamo “i fontanar”, erano memorizzate tutte le condotte, le valvole, le derivazioni che permettevano la distribuzione di quella ricchezza chiamata acqua.

Erano altri tempi. I tempi in cui non era necessario telefonare per segnalare un guasto, perché tu te ne accorgevi nel momento in cui dal tuo rubinetto iniziava a filare, conseguenza dell’intercettazione della linea, perché i lavori erano già iniziati. Corado de’ Budell, Zeno del Goff, Camilett o Fiorenzo, erano pronti a qualsiasi ora con qualsiasi strumento ad intervenire tempestivamente per fermare la fuga di quell’acqua, che noi addirittura bevevamo. Spesso, in cambio del loro pronto intervento, del loro attaccamento alla professione, del buon esito sul lavoro svolto, si faceva girare un bottiglione di vino con un paio di bicchieri, come a dire “l’acqua l’abbiamo ridata, ma a noi piace più il vino”.

Oggi non è più così. La gestione non è più interna al Comune ma ceduta a chi ne fa un business. Non sarà certamente il gestore che pagherà i metri cubi di acqua sprecati e poco a lui importa se a San Costanzo c’è questa emergenza; tra i tanti comuni e reti gestite, probabilmente ci saranno altre priorità ed altre urgenze…. forse; ma è il gestore che dovrebbe intervenire con tutte quelle azioni a livello impiantistico, atte a riparare o a migliorare lo stato delle cose. Noi le aspettiamo, come aspettiamo l’intervento in Via Martiri della Resistenza, ma lasciatecelo dire: “A noi i fontanar piacevano di più”.

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