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Comunicazione al C.C. n. 2016-002

Gent.mo Segretario, gent.mo Sindaco e gent.mi assessori e colleghi consiglieri,
a distanza di più o meno due anni dal nostro insediamento, mi sento in dovere di rivolgermi oggi a Voi, in questa seduta di Consiglio, per cercare di condividere alcune mie preoccupazioni e problematiche incontrate in questo ultimo periodo, nello svolgimento delle mie mansioni di cittadino, di pubblico ufficiale e di portavoce in Consiglio Comunale e capire quali migliorie attuare per poter meglio contribuire ad amministrare il nostro Comune.
Per farlo al meglio, abbiamo a disposizione delle normative europee, nazionali e regionali, statuti e regolamenti comunali oltre ad azioni dirette quali ordinanze, delibere di giunta e di consiglio.
L’applicazione alla lettera e l’utilizzo di questi strumenti che ho appena elencato, diventano imprescindibili nell’eventualità si miri ad un governo equo, corretto ed intransigibile.
A questi tutti noi cittadini dobbiamo riferirci per poter convivere nel rispetto sì delle regole ma, soprattutto, nel rispetto degli altri e della comunità tutta.
Diventa allora importante che questi strumenti siano redatti nel modo più attento e preciso possibile e, la loro totale applicazione, condizione unica da rispettare da parte di ogni singolo cittadino e ancor più per noi amministratori.
Una delle mie prime proposte come portavoce in Consiglio Comunale, fu la mozione 2015-04 dell’aprile 2015, dove tra le altre richieste c’era quella di modificare l’art. 40 del “Regolamento del Consiglio Comunale” “aggiornando” quanto descritto al comma 1 e comma 2, in merito alle modalità di convocazione dei consigli comunali; la mia mozione non passò per 8 voti contrari contro i 3 favorevoli, ma in quella discussione mi informaste di come già lo Statuto Comunale, prevedesse metodi più contemporanei a quello del messo citato nel regolamento del Consiglio Comunale. Ma visto che a novembre 2015 si sono apportate modifiche importanti allo stesso Regolamento del Consiglio (quelle relative alla registrazione audio dei C.C.), non era forse il caso di riportare le modifiche anche dell’articolo 40, già passate in Consiglio?
Sempre nello stesso Regolamento all’art. 26 si fa riferimento ai diritti di accesso agli atti da parte dei consiglieri Comunali. Cito questo articolo poiché il 24 Giugno scorso, tramite posta elettronica, ho richiesto copia di un’ordinanza. Cinque giorni dopo, sempre tramite e-mail ho richiesto una previsione dei tempi di evasione alla mia richiesta. Non avendo ricevuto alcuna risposta alle mie e-mail, l’indomani ho contattato telefonicamente la segreteria chiedendo un aggiornamento sullo stato della mia pratica. In risposta mi è stato detto che si era in attesa del consenso del Sindaco per poter rilasciare copia del documento. Recatomi di persona in segreteria, ho ricevuto copia dell’ordinanza, previo consenso telefonico del Sindaco. Vi sembra normale tutto ciò? È normale che un accesso agli atti, in particolare il rilascio di una semplice copia di un’ordinanza in quel momento in vigore, debba essere sottoposto all’avvallo del Sindaco? Non ho trovato né nello Statuto Comunale né su altri regolamenti a mia disposizione, nulla in merito; permettetemi di essere alquanto indignato ed amareggiato.
Sul Regolamento Edilizio all’art. 14, vengono definite tra l’altro, le modalità di composizione e costituzione della Commissione Edilizia. La nomina dei componenti la commissione spetta al Consiglio Comunale e, fatta eccezione per il Presidente, in carica per la durata dell’incarico di responsabile del servizio, tutti gli altri membri rimangono in carica quanto il Consiglio Comunale che li ha designati e comunque sino alla nomina dei nuovi membri da parte del Consiglio comunale subentrante.
Dal 2014, anno dell’insediamento dell’attuale Amministrazione ad oggi, non mi risultano consultazioni e/o passaggi in Consiglio Comunale, atte al rinnovo della Commissione Edilizia eletta con delibera di C.C. n. 60 del 30 Novembre 2009. È forse il Regolamento Edilizio a non essere aggiornato, o questa Amministrazione non ha applicato quanto il Regolamento prevede in merito?
E tutti gli atti approvati dalla commissione edilizia dall’estate 2014 ad oggi, si possono considerare validi o non legalmente riconosciuti poiché emessi da una commissione i cui componenti non potrebbero presenziare poiché già nominati dalla precedente amministrazione? “..I membri elettivi non sono eleggibili per due mandati successivi” Molti di noi, in particolar modo quelli al primo mandato, nel novembre 2009 non erano parte attiva della nostra comunità; altri, mi riferisco al Sindaco, agli assessori Camilloni e Sorcinelli e ai consiglieri Mencoboni, Camilloni Giacomo e Stefanelli, a quella seduta di consiglio comunale hanno partecipato, contribuendo pertanto alla nomina della commissione ancora in carica. Cosa stiamo aspettando?
Forse ai più di voi queste mie segnalazioni risulteranno semplici ed irrilevanti imprecisioni, non meritevoli di alcuna discussione in questa sede; per me invece sono segnali inequivocabili di superficialità e di pressapochismo nell’applicazione delle mansioni, degli oneri e delle responsabilità alle quali, noi amministratori siamo tenuti, quali rappresentanti di una comunità intera. Per fortuna che i nostri consigli comunali sono di solito deserti, altrimenti che buon esempio daremmo ai nostri elettori?
A proposito di comunità e poi con questo concludo; ricordo a tutto il Consiglio Comunale che l’8 maggio scorso è stata presentata una petizione popolare per sensibilizzare il Sindaco ed il Consiglio Comunale nei confronti di una valutazione del Piano sanitario di area vasta, da mesi oggetto di proposte, dichiarazioni e smentite. Da quell’8 Maggio non abbiamo ricevuto alcun riscontro in merito, né in consiglio comunale né come comuni cittadini.
Lo Statuto Comunale con l’articolo 27 al comma 2 cita in merito “I cittadini, singoli o associati, possono rivolgere al Comune istanze, petizioni e proposte dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi alle quali viene data risposta scritta nel termine di trenta giorni dal loro ricevimento. Il Sindaco, in considerazione della loro rilevanza, può inserire le questioni sollevate all’ordine del giorno della prima seduta utile del competente organo comunale convocata dopo la scadenza di detto termine. Il Sindaco valuta l’opportunità di inserire nel predetto ordine del giorno le questioni alle quali non sia stata data risposta scritta nel termine di trenta giorni.
È chiaro quindi come il nostro Sindaco reputi la petizione non rilevante e non opportuna di passaggio in Consiglio Comunale, allo stesso tempo non meritevole di alcun riscontro a quanti, nostri concittadini, hanno manifestato una propria posizione, una propria volontà.

Movimento 5 Stelle San Costanzo
Giovanni Furlani

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