Archive for Marco Sonnante

RISULTATI DEFINITIVI ELEZIONI 2018 SAN COSTANZO

Collegio unin. 05 – FANO – Comune di SAN COSTANZO

Sezioni: 4 / 4 (Tutte)
Candidati uninominali e liste Voti %
MAURIZIO CATTOI 1.075 38,86
MOVIMENTO 5 STELLE MOVIMENTO 5 STELLE 1.019 38,38
ELISABETTA FOSCHI 957 34,59
LEGA LEGA 471 17,74
FORZA ITALIA FORZA ITALIA 321 12,09
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI FRATELLI D’ITALIA CON GIORGIA MELONI 125 4,70
NOI CON L'ITALIA - UDC NOI CON L’ITALIA – UDC 18 0,67
CAMILLA FABBRI 575 20,78
PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO 492 18,53
+EUROPA +EUROPA 45 1,69
ITALIA EUROPA INSIEME ITALIA EUROPA INSIEME 11 0,41
CIVICA POPOLARE LORENZIN CIVICA POPOLARE LORENZIN 2 0,07
BEATRICE BRIGNONE 75 2,71
LIBERI E UGUALI LIBERI E UGUALI 70 2,63
LUCIANA ROTA 28 1,01
PARTITO COMUNISTA PARTITO COMUNISTA 28 1,05
ROSARIA DIAMANTINI 23 0,83
POTERE AL POPOLO! POTERE AL POPOLO! 22 0,82
MANUELA FOIS 17 0,61
CASAPOUND ITALIA CASAPOUND ITALIA 17 0,64
GABRIELE PIERELLA 16 0,57
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 14 0,52
SIMONA MARIA BAMBINA BANFI
LISTA DEL POPOLO PER LA COSTITUZIONE LISTA DEL POPOLO PER LA COSTITUZIONE
TOTALE Uninominale 2.766 100,00
Proporzionale 2.655
Elettori: 3.750 | Votanti: 2.857 (76,18%) Schede non valide: 91 ( di cui bianche: 47 ) Schede contestate: 0 | Dato aggiornato al 05/03/2018 – 07:42

Collegio unin. 01 – PESARO – Comune di SAN COSTANZO

Sezioni: 4 / 4 (Tutte)
Candidati uninominali e liste Voti %
DONATELLA AGOSTINELLI 987 39,16
MOVIMENTO 5 STELLE MOVIMENTO 5 STELLE 938 38,56
ANNA BONFRISCO 866 34,36
LEGA LEGA 434 17,84
FORZA ITALIA FORZA ITALIA 286 11,75
FRATELLI D'ITALIA CON GIORGIA MELONI FRATELLI D’ITALIA CON GIORGIA MELONI 118 4,85
NOI CON L'ITALIA - UDC NOI CON L’ITALIA – UDC 9 0,37
ANGELO BONELLI 532 21,11
PARTITO DEMOCRATICO PARTITO DEMOCRATICO 474 19,49
+EUROPA +EUROPA 38 1,56
CIVICA POPOLARE LORENZIN CIVICA POPOLARE LORENZIN 5 0,20
ITALIA EUROPA INSIEME ITALIA EUROPA INSIEME 3 0,12
MAURIZIO FRANCA 60 2,38
LIBERI E UGUALI LIBERI E UGUALI 57 2,34
GIULIO MARIA BONALI 19 0,75
PARTITO COMUNISTA PARTITO COMUNISTA 19 0,78
GIUSEPPE CUCCHIARINI 17 0,67
POTERE AL POPOLO! POTERE AL POPOLO! 16 0,65
DONATELLA RUZZI 11 0,43
IL POPOLO DELLA FAMIGLIA IL POPOLO DELLA FAMIGLIA 9 0,37
MARIANO CIUCCIOVE’ 10 0,39
ITALIA AGLI ITALIANI ITALIA AGLI ITALIANI 9 0,37
CRISTINA RAIMONDI COMINESI 10 0,39
CASAPOUND ITALIA CASAPOUND ITALIA 9 0,37
ENRICO GIOMMI 6 0,23
PARTITO VALORE UMANO PARTITO VALORE UMANO 6 0,24
DAVIDE MARGIOTTA 1 0,03
PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA PER UNA SINISTRA RIVOLUZIONARIA 1 0,04
LAMBERTO ROBERTI 1 0,03
LISTA DEL POPOLO PER LA COSTITUZIONE LISTA DEL POPOLO PER LA COSTITUZIONE 1 0,04
TOTALE Uninominale 2.520 100,00
Proporzionale 2.432
Elettori: 3.445 | Votanti: 2.603 (75,55%) Schede non valide: 83 ( di cui bianche: 38 ) Schede contestate: 0 | Dato aggiornato al 05/03/2018 – 05:32

“IL SILENZIO DEGLI… (INNOCENTI?)

 

Con il voto favorevole alla delibera n. 1183 del 22/12/2015, espresso dalla maggioranza dei consiglieri regionali (PD), facenti parte della IV° commissione salute,  si declassano le strutture sanitarie di Sassocorvaro, Cagli e Fossombrone in Ospedali di Comunità  in cui andrebbero ricoverati pazienti che necessitano di “interventi sanitari potenzialmente erogabili a domicilio ma che potranno essere ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio (strutturale e familiare)”, tradotto: 15-20 posti letto gestiti da infermieri e medici, senza reparti od altri servizi con l’unica concessione di qualche posto letto di lungodegenza ed un medico notturno per il Punto di Primo Intervento.

Con quel voto favorevole, non solo si è decretato “LA MORTE DELLA SANITA’ DEL NOSTRO ENTROTERRA”, ma si è anche dimostrato che la politica locale HA PERSO OGNI CONTATTO CON LA REALTA’;                           hanno dimostrato  che chi ci governa lo sta facendo standosene chiuso dentro “il palazzo”, salvo qualche sporadica visita al popolino nelle ore notturne, vedi Ceriscioli che fa visita la notte della Befana nelle strutture ospedaliere, o in occasione di campagne elettorali vedi lo stesso Ceriscioli che va a chiedere voti durante le sagre paesane ecc. ecc .

Con quel voto favorevole si è CALPESTATA LA DEMOCRAZIA  espressa dai cittadini di ben 55 comuni su 59 della nostra provincia che, attraverso i loro sindaci o loro portavoce, chiedevano l’annullamento o la sospensione di quella delibera, e chiedevano di essere almeno ascoltati ieri in commissione, ma che in tutta risposta si sono visti lasciati fuori a subire la decisione di un despota con la compiacenza dei suoi leccapiedi di turno.

ad onor del vero vorrei ricordare che Oltre un anno fa i consiglieri comunali 5 stelle della provincia avevano già presentato in diversi consigli comunali la richiesta di revoca della delibera 735, nella convinzione che quei tagli a carico dell’Area Vasta 1, oltre a ridurre i servizi sanitari rischiavano di aggravare i costi già alti di mobilità passiva extraregionale. Oggi, a distanza di un anno, e con l’ulteriore peggioramento per liste d’attesa e mobilità passiva, siamo sempre più convinti che quelle scelte stiano peggiorando lo stato dei servizi sanitari e non stiano portando i risultati attesi.

il PD (tutto e a tutti i livelli) ne è responsabile! solo pochissimi possono sentirsi esclusi,  perchè  attraverso  il SILENZIO E L’ARROGANZA  dei suoi amministratori locali negli ultimi anni, ha consentito che si arrivasse a questo punto di non ritorno, gli stessi amministratori che per seguire la linea dettata dai vertici del loro partito si sono finti  sordi e ciechi alle richieste dei cittadini, che attraverso comitati e associazioni chiedevano di essere ascoltati e di ragionare insieme per ricostruire e riassestare nel migliore dei modi la nostra sanità pubblica.

NON FATEVI INGANNARE  dal fatto che nella conferenza dei sindaci svoltasi sabato 9 gennaio, si siano fatti trovare tutti uniti nel chiedere la sospensione della delibera e delle determine incriminate, infervorandosi per il modo di legiferare della Regione che le ha prodotte tra il 24 ed il 31 dicembre, confidando nello stordimento delle festività in corso…; qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, ed io temo che tutta questa unità d’intenti dell’ultimo secondo sia solo per cercare di salvare il salvabile agli occhi dei cittadini (o forse perchè in qualche comune si andrà a votare in primavera ?);

nella stessa seduta è stato chiesto  di poter  far vedere, attraverso delle slide preparate dal forum dei beni comuni, una spiegazione su cosa avrebbe comportato l’applicazione di quella delibera, almeno per quei sindaci o rappresentanti dei sindaci che erano presenti e che forse non erano ancora entrati bene nel merito di ciò che sta accadendo a fronte del loro SILENZIO ASSORDANTE, ma ciò non è stato possibile perchè si è dato per scontato che tutti conoscessero approfonditamente la questione,

il mio modesto parere è che, se veramente tutti erano a conoscenza di ciò che stava e sta accadendo, non si sarebbe arrivati a quel punto e tanto meno si sarebbero viste in quella seduta facce annoiate ed inespressive di gente (amministratori !) che sembrava mandata li solo per far numero senza apportare un benchè minimo contributo alla causa;  non si sarebbe ascoltato il sindaco Ricci di Pesaro dire che un piccolo comune non può avere lo stesso peso di un comune come il suo, dimenticando che si stava parlando di SALUTE PUBBLICA e che la vita di un infartuato di Pergola conta come quella di un infartuato di Pesaro ed ha diritto allo stesso trattamento per esempio, o no???

Ormai si può fare ben poco, tanto che Ceriscioli ha già dichiarato che non si tornerà indietro e la nostra  sola speranza è che i 55 Sindaci abbiano capito la lezione per il futuro e che proseguano veramente uniti a lavorare per il Bene comune, magari  cominciando  ad affrontare  da subito la questione  ospedale unico, prima di ritrovarsi a pagare fior di quattrini (nostri) una struttura che potrebbe non avere alcun senso sia per i servizi offerti oltre che per la scelta del sito, proprio alla luce della chiusura dei nosocomi dell’entroterra e della futura chiusura dei punti nascita di altri ospedali.

come si suol dire “la speranza è ultima a morire” così, confidando nel perdono del buon Dio per aver peccato nel pensar male, saluto tutti cordialmente con l’invito di tenere sempre alta l’attenzione e tenersi informati soprattutto su temi delicati come quello della Sanità Pubblica.

ad majora !

 

SCAMPAGNATA A MONTESCHIANTELLO

Il giorno 6 luglio 2015, in sostituzione del consigliere del M5S Furlani Giovanni, mi sono recato al punto di ritrovo stabilito per incontrarmi con i componenti del consiglio comunale, per poi dirigersi tutti insieme alla discarica di Monteschiantello, per una visita guidata concordata.

Siamo stati accolti con molta gentilezza dalla presidentessa Lucia Capodagli , dal direttore De Rosa e dai suoi collaboratori che, prima di iniziare il tour, ci hanno informati sui comportamenti da adottare all’interno del sito e ci hanno dato alcune nozioni inerenti la gestione  della discarica in oggetto; che attualmente vengono gestiti circa 40.000 t/anno di rifiuti tra cui 15.000 t/anno di rifiuti speciali, mentre si è scelto di non “ospitare” rifiuti pericolosi.

Tra i rifiuti gestiti nell’impianto, vengono annoverati i fanghi provenienti dai dragaggi del porto di Fano (circa 2000 ton), i quali, vengono stoccati in un bacino apposito, fatti decantare, per poi essere immessi definitivamente in discarica.

Il tour è iniziato con la visita sul suolo inerbito del bacino n.1 (vecchio bacino), chiuso dal 1992 dopo avere esaurito la sua capienza avendo “fagocitato” 1,3 milioni di metri cubi di rifiuti, il quale, privo di teli di contenimento, è dotato (aimè!) di un ELEVATO carico chimico, (es. sono state rinvenute tracce di solventi clorurati)  e dal quale proviene, attraverso appositi drenaggi,  1/3 del percolato totale.

Nel Bacino n. 1 sono presenti ad oggi 27 piezometri e 40 pozzi, questi ultimi hanno sia funzioni drenanti sia funzione di estrazione del biogas sia entrambe le funzioni.

Sul suolo del bacino n. 1 oltre alla vegetazione erbacea spontanea sono stati impiantati un migliaio di arbusti che dovrebbero avere la funzione di limitare l’impatto ambientale del sito, ma che in realtà risultano ad oggi essere scarsi sia dal punto di vista numerico che dal punto di vista dell’effetto mitigante sperato. Dal punto di vista dell’inquinamento da metalli pesanti all’interno del sito, è stata fatta un’indagine entomologica riguardante  insetti del genere scarabei e carabidi (per intenderci quello che da noi viene chiamato “porcellino di S.Antonio) il quale mangiando di tutto, accumulerebbe questi metalli, ebbene l’indagine ha evidenziato che c’è una minima intossicazione da metalli pesanti dei porcellini presenti all’interno del sito rispetto a quelli presenti nelle aree esterne.

Dal bacino n. 1 ci siamo diretti al punto di raccolta degli sfalci e potature nel quale vengono lavorati circa 10.000 ton/anno di materiale, circa 30 t/ giorno, che arriva qui attraverso i camion delle ditte private specializzate nella gestione del verde e giardinaggio, dagli operatori ASET che raccolgono il materiale a domicilio e attraverso i compattatori che raccolgono il materiale dagli appositi cassonetti stradali; quest’ultimo tipo di raccolta è quello che da più problemi dal punto di vista della qualità del materiale, soprattutto quello proveniente dai cassonetti del nostro Comune che si presenta spesso “contaminato” da altri tipi di rifiuto (plastiche varie, secco no riciclabile, calcinacci, materassi ecc. ecc. ecc.) e si stima che un buon 20% venga dirottato purtroppo direttamente in discarica.

Altra destinazione invece segue la frazione organica raccolta dai cassonetti stradali, la quale a detta del direttore De Rosa, non transita in discarica ma viene portata nel centro di pre-trattamento di Urbino e da qui nei vari centri di compostaggio presenti sul territorio nazionale; quindi, A DIFFERENZA DI QUANTO SCRITTO NELLE SCHEDE TECNICHE E NELLA RELAZIONE DI ASET, nella quale si evince  che a  causa di una quota del 40% della frazione organica di pessima qualità proveniente dalla raccolta stradale sul territorio di San Costanzo, la totalità del rifiuto verrebbe conferito in discarica comportando così un aggravio dei costi di gestione a carico dei cittadini Sancostanzesi! In realtà ,anche se il “nostro” organico risulta effettivamente essere di pessima qualità, una volta “diluito” con quello proveniente da altri comuni dove si effettua la raccolta porta a porta, può essere conferito senza problemi nei centri di pre-trattamento e NON viene portato in discarica!!!  forse è il caso che qualcuno controlli meglio le fatture che ci manda ASET prima di pagare il conto ad occhi chiusi ??  perché fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio….

Anche le altri classi merceologiche come la plastica il vetro e la carta non passano per la discarica, la plastica viene selezionata e pre-trattata direttamente nei punti di raccolta stabiliti dal consorzio al costo di 65€/ton, qui a detta del direttore De Rosa, occorre mandare almeno 3 volte al mese un addetto al controllo ASET, per evitare fregature da parte del consorzio, reo di fare troppo scarto di materiale invece idoneo, con conseguente minor entrata nelle casse di  ASET e di conseguenza ai vari comuni.

La carta viene invece selezionata e pre-trattata direttamente nelle cartiere preposte.

Passiamo all’impianto  BIO-GAS: questo è stato messo in funzione nel 2005 ed ha una potenzialità di produzione di energia elettrica di 1 Mw , anche se ad oggi lavora ad un terzo della sua potenza circa 350 Kw (il limite di spegnimento è fissato a 300 Kw), questa riduzione di potenza è dovuta ad una minore produzione di BIOGAS, a fronte di un  sempre minore apporto di materia organica in discarica grazie anche alla maggior diffusione della raccolta differenziata nei vari comuni, da segnalare che ad oggi sono stati estratti circa 35 milioni di metri cubi di biogas e che si stima che circa 1000 metri cubi annui di metano vengano invece dispersi in atmosfera.

L’impianto è composto da 120 pozzi di estrazione del biogas che confluiscono tramite 8 linee presso una  centrale  di regolazione della pressione, da cui il biogas viene mandato al motore per la produzione di energia elettrica oppure alla torcia che provvederà a bruciarlo.  Riguardo alla produzione di energia c’è da rilevare che la holding che gestisce l’impianto attualmente si trova in perdita dal punto di vista finanziario, in quanto gli impianti hanno una resa sempre minore, perché come detto sopra la quantità di materiale organico presente in discarica va via via diminuendo con conseguente minor produzione di biogas. Per cui ASET per quest’anno, è intervenuta rimpinguando le casse della Holding energetica con ben 350.000 € !!! allora c’è da chiedersi: 1) conviene tenere aperta la gestione di questi impianti in perdita ? 2) quei 350.000 euro era forse meglio ridistribuirli ai comuni soci così da abbassare le tariffe della TARI?

All’interno della discarica ci sono dei punti di rilevazione dei dati ambientali e della qualità dell’aria che vengono eseguiti in direzione  dei 4 venti dominanti questi  vengono fatti funzionare 2 volte l’anno per la raccolta dei parametri riferibili alle polveri totali, alle  PM 10 ed alle PM 2,5 , anche se secondo il nostro accompagnatore, i punti di emissione del particolato deriverebbero solamente dal motore a biogas per la produzione di energia, dai mezzi di trasporto che transitano in discarica ,dalle macchine operatrici in movimento e dalle motopompe addette all’aspirazione del particolato. È presente un altro punto di controllo esterno alla discarica situato vicino la proprietà del sig. Nestore Vitali, dove i dati vengono prelevati ogni 3 anni per un periodo di 8 settimane. (in 3 anni forse si sono estinti anche i dinosauri!)

Passiamo al locale pompaggio del percolato: tutto il percolato confluisce mediante canalizzazioni e canalette esterne nel punto più basso dell’impianto, da qui le motopompe, con una capacità di 70 mc/ora, lo rimandano al laghetto del percolato, dove, attraverso un percolatodotto viene mandato direttamente al depuratore di Fano. In progetto, c’è la realizzazione di un impianto per l’abbattimento fisico-chimico del percolato direttamente in discarica. Le analisi sul percolato vengono eseguite su 19 piezometri oltre che nei fossi e canali superficiali   ogni 3 mesi dal laboratorio ambientale  interno. ( anche se sempre a detta del direttore De Rosa non ci sono rischi di contaminazione da percolato in ambiente esterno alla discarica in quanto i laghetti esterni sono pieni di anatre, i pesci sono felici (……e i ristoranti sono pieni , ma questa è un’altra storia)

In ultimo abbiamo visitato la parte più viva della discarica, cioè l’area di coltivazione del rifiuto, nel quale viene scaricato dai compattatori, circa 35 camion al giorno provenienti dai Comuni di Fano, Barchi, Cartoceto, Saltara, S. Costanzo, Fossombrone, Isola del Piano, Mondavio, Mondolfo, Monte Porzio, Montefelcino, Montemaggiore al Metauro, Orciano di Pesaro, Pergola, Piagge, San Giorgio di Pesaro, San Lorenzo in Campo, Sant’Ippolito e Serrungarina.

il rifiuto, una volta scaricato viene sottoposto al vaglio che ha il compito di estrarre la frazione organica ancora eventualmente presente che, dopo essere stata estratta dal sottovaglio,  viene stoccata in cassoni scarrabili per poi essere mandata al trattamento di biostabilizzazione nel centro di compostaggio ad Urbino, dove a distanza di 1 anno dalla biostabilizzazione, viene rimandata in discarica; mentre il rifiuto indifferenziato secco, viene immesso nella fossa che verrà poi ricoperta di terreno e teli impermeabili.

Attualmente si stima, mediante i dati attuali sulla raccolta differenziata, che il sito potrebbe rimanere in funzione per altri 17 anni, ma logicamente, più aumenterà la raccolta differenziata più aumenterà la vita della discarica.

Attraverso uno ricerca condotto in collaborazione con l’Università di Urbino, è stato redatto un progetto su un impianto per la digestione anaerobica dei rifiuti, che attualmente non sarebbe praticabile per via dei  costi che ammonterebbero a 20 miloni di €.

In conclusione devo ammettere che la visita è stata sicuramente istruttiva e che  sotto il profilo gestionale attuale sembra che non ci siano pecche, ma la domanda che mi affligge e che purtroppo non troverà risposta è riferita alla gestione passata, quella che fino al 2007 ha permesso che venissero scaricati anche nel sito di Monteschiantello tonnellate di rifiuti pericolosi, venuti a galla con l’operazione ARCOBALENO, grazie (si fa per dire) ai malori accusati dagli operatori della discarica che hanno permesso che venisse scoperchiato il problema, per chi fosse interessato ad approfondire ci sono numerosi articoli interessanti di allora reperibili sul web: http://www.montagnapulita.it/files/dal%20CorriereAdriatico%20%20rifiuti%20tossici%20pattumiera%20Marche.doc

Marco Sonnante

L’oste, il becero e il finocchio

Partecipazione! Ovvero la sottile linea tra libertà ed infinocchiamento.

Ci siete mai chiesti da dove derivi il significato del verbo  infinocchiare?

Vorrei spiegarvelo brevemente, lungi da me la presunzione di fare il professore, ma credo che a volte soffermarsi a riflettere anche sul semplice fatto di voler capire l’etimologia delle parole non sia cosa da poco, non per niente Nanni Moretti in uno dei suoi più celebri film (Palombella rossa) così recitava :

Come parla! Come parla! Le parole sono importanti. Come parla!

Detto questo torniamo sul significato del verbo INFINOCCHIARE :

Il verbo infinocchiare si utilizza come sinonimo di raggirare, imbrogliare, ingannare. Il termine deriva chiaramente da finocchio, ma per quale motivo ha assunto nel tempo questo significato?

Il motivo va ricercato in una peculiarità del finocchio: se consumato crudo, la sua aromaticità è in grado di alterare i sapori. In particolar modo maschera il sentore di aceto che può assumere il vino se è di scarsa qualità o è mal conservato.

Proprio per questo motivo gli osti di una volta, per rifilare vino inacidito agli avventori del proprio locale, servivano antipasti a base di finocchio. In questo modo i clienti, con la bocca alterata dal gusto del finocchio, non si accorgevano del bidone che gli veniva rifilato e bevevano senza lamentarsi. Venivano quindi “infinocchiati“.

Questa semplice spiegazione, mi è venuta in mente qualche giorno fa, quando nel soffermarmi a leggere un post nel social network più popolare, ho pensato che potesse cascarci a fagiuolo.

Quel post, carico di struggente emotività, parlava di Bèceri personaggi, di streghe cattive e di orribili pestilenze  tirate in ballo dai primi come facile strumento per far leva sulla pubblica opinione senza curarsi della sensibilità della povera strega .

Sotto il post, come spesso accade, una serie di commentatori (per fortuna non tutti) dimostravano subito la loro vicinanza alla scrittrice di turno, pronti a scagliare la pietra contro il bècero individuo che a suo dire l’aveva ferita con una lettera senza precedenti; e fin qui ci potrebbe stare, penserete… se non fosse che quella LETTERA APERTA, sia stata inviata all’Oste (di cui sopra) attraverso l’ufficialità di una mail  poi pubblicata su questo blog infine condivisa attraverso il social, affinché  TUTTI potessero leggerla per farsi una propria opinione.

Quella lettera non parla di nessuna strega cattiva ed è priva di qualsiasi forma di parola offensiva , ma chiede solamente all’Oste, dopo svariate sollecitazioni, di attivarsi al meglio per  l’apertura di una trattativa che cerchi di capire il motivo per il quale il suo vino si sia inacidito e per trovare  una soluzione che porti alla distribuzione di un vino migliore per tutti i locandieri !

Ma l’Oste, sordo evidentemente da un orecchio e probabilmente timoroso di far notare ai suoi fornitori che  il loro vino ha qualcosa che non va, con una settimana di ritardo prepara una bella storia farcita di sentimentalismo, sapendo di far leva  su quella altissima percentuale di  locandieri che commenteranno senza mai andare a leggere la lettera del becèro cliente che si è lamentato del vino!

Qui entra il gioco la PARTECIPAZIONE:

se quei commentatori ,ma non solo loro, partecipassero di più alla vita pubblica della locanda senza delegare sempre la cosa a qualcun altro, magari solamente PARTECIPANDO ai consigli comunali, si sarebbero subito accorti che l’oste ha cercato di infinocchiarli, in quanto fu  lo stesso, in una seduta del consiglio supremo della locanda  in febbraio, a stabilire  che entro aprile avrebbe indetto una conferenza aperta a tutti i locandieri insieme a degli  esperti per affrontare il problema del vino, fu lo stesso che si prese la briga di contattare i luminari e di convocare un tavolo di lavoro nel più breve tempo possibile ! (per chi fosse interessato tutto regolarmente verbalizzato e consultabile agli atti).

Quei commentatori e non solo avrebbero certo avuto il giusto punto di vista per farsi una propria idea per poter valutare se era più corretto il comportamento dell’Oste o del cliente che lo stava criticando.

Come scritto sopra, non voglio di certo fare il professore, ma voglio solamente invitarvi a PARTECIPARE di più alla vita pubblica che vi riguarda, domani 30 giugno alle ore 21:00 ci sarà un ricco consiglio comunale che tratterà numerosi punti che riguardano ognuno di noi dove l’oste si troverà a dover dare delle risposte precise a delle domande puntuali !

Chiudo con una frase del mitico Giorgio Gaber  (va così di moda citare i cantanti ultimamente che non ho resistito!)    “ … LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE !!!…”

 

Ad majora semper  

Il cittadino Marco Sonnante

REMEMBER ?

Era il lontano 13/03/2014, quando appena iniziata la campagna elettorale, il nostro Sindaco, alla fine di una lettera ai cittadini concludeva così la polemica Facebookiana sulle sfere e paletti di corso Matteotti:

“…Vi è venuto in mente che quei paletti servono per proteggere i pedoni che devono poter camminare liberamente sul marciapiede senza rischiare che una macchina li investa? Da quando non c’erano più le sfere tanti automobilisti parcheggiavano con il muso delle auto quasi dentro i negozi e bar ostruendo il passaggio, per non parlare di quelli che per andare più veloci addirittura circolavano sul marciapiede stesso   [….]  Sono stati abbattuti paletti e sfere anche lungo il lato del corso in cui non ci sono parcheggi, questo vuol dire che il problema non sono le manovre di parcheggio, bensì la velocità e la disattenzione degli automobilisti. Se non ci fosse stato quel paletto o quella sfera a fungere da protezione l’auto avrebbe investito direttamente un bambino, un anziano o un qualsiasi altro pedone!!! Infine, vi ricordo che lungo il corso c’è il limite di velocità dei 30 km/h e se vai più piano forse è anche più facile che ti venga in mente di fermarti in un negozio, in chiesa, al bar, al forno, in edicola o in farmacia, non vi pare ?!!! Se fai le corse non ti fermi nemmeno per fare la spesa! Questo è il senso civico di cui siamo capaci cari concittadini?!!! Non credo proprio!  Con simpatia ed affetto saluti dalla Sindaca!”

Da quel 13 marzo 2014, è passato poco più un anno, ma ad oggi mancano alla conta già una quindicina di paletti !

il più fortunato di loro è stato utilizzato per fare da zavorra ad un cartello stradale in cima al corso, così ha finalmente trovato il modo di dare un senso alla sua statica esistenza,

per i suoi fratelli meno fortunati, si aprirà la strada verso la fonderia più vicina, la quale, con il suo fuoco purificatore, espierà il loro peccato più grave, ossia aver favorito la “potentissima e famigerata lobby dei carrozzieri”, riportandoli a nuova vita  e “reincarnandoli” in qualche altro oggetto d’arredo più utile del precedente.

I superstiti cercheranno di resistere stoicamente, come ultimi Highlander, agli insulti proferitogli dagli automobilisti sprovvisti di sensori di parcheggio, o di qualche pedone che, distratto dal suo smart-phone, ci andrà a sbattere in ciabatte fratturandosi il dito mignolo!

Scherzi a parte, ma le domande sorgono spontanee:

1)Il fatto che non siano ancora stati sostituiti o reintegrati significa forse che la questione sulla sicurezza dei pedoni contava solo perché erano prossime le elezioni comunali?

2)Il motivo per cui non si è provveduto a reintegrarli è perché finalmente si è capito che non servono effettivamente a proteggere i pedoni ma sono solamente un ostacolo alle manovre delle auto?

3)non vi sembra  che giusta o sbagliata che sia, visto che parliamo di denaro pubblico, la strada intrapresa negli anni vada difesa e portata avanti?

4)Il decoro urbano (non solo di Corso Matteotti) di cui avremo diritto di godere è scemato insieme al tanto decantato slogan elettorale con foto scenografica …“SAN COSTANZO CI STA A CUORE” ?

In attesa di vedere la caduta degli “ultimi Samurai”, attendiamo fiduciosi una risposta.

gli ultimi Samuraipa...letto

Urbanistica, alcune considerazioni sul tema

L’urbanistica è un tema fondamentale per lo sviluppo del territorio e una scarsa qualità della vita urbana è sinonimo di cattiva urbanistica: è sinonimo di scelte a volte sbagliate che non tengono o non hanno tenuto conto di fattori importati che invece bisogna prendere in considerazione quando si creano nuove zone edificabili quali, ad esempio, la viabilità. Quando pensiamo ad un nuovo Piano Regolatore che prevede nuove zone residenziali, o artigianali o commerciali, non si può non pensare a come reagirà la “parte vecchia“ della città, quella cioè che esiste già. Non possiamo non pensare alla viabilità esistente, perché, crescendo la città, aumenteranno le zone costruite, aumenteranno le persone che la abiteranno e con loro i mezzi di trasposto che la percorreranno in lungo e in largo.

Un paese che cresce non può farlo solo pensando di “premiare” qualcuno a scapito della collettività: è come se il corpo crescesse e diventasse quello di una persona matura mantenendo l’ossatura di un bambino… prima o poi non riuscirebbe a sopportarne il peso.

Non si può pensare di sviluppare la città togliendo vivibilità all’ambiente urbano. Analizzando oggi l’urbanistica locale è facile capire che poco è stato fatto per aumentare la vivibilità del nostro paese e, sinceramente, è facile fare più di quello fatto finora. La viabilità del nostro paese è ferma a quella dei primi anni cinquanta… appena fuori dalla guerra. Ma allora si girava con il carretto trainato dal cavallo o dall’asino, con la motocicletta. Oggi -pur essendo trascorsi “solo” sessant’anni da allora- il nostro paese si presenta con le stesse strade e con lo stesso verde: anzi, ad essere precisi, quel poco di verde che c’era è stato cancellato per sostituirlo con delle pavimentazioni che servono… forse, due volte l’anno e avete capito che mi sto riferendo ai giardini di “Toto”.

Quello che poteva essere fatto, in termini di bruttezza e con la totale mancanza di pianificazione urbanistica e territoriale a San Costanzo, è stato fatto, dalle passate amministrazioni e da chi vorrebbe continuare ad amministrarci per ancora non so quanto altro tempo.

L’attuale normativa regionale (L.R. 23/11/2011 n.22)  non permette la previsione di nuove zone edificabili, fino a quando il 75% delle aree previste dallo strumento urbanistico vigente non siano state attuate… Ciò significa che -subendo le scelte fatte da amministrazioni precedenti- saremo immobilizzati (forse) per i prossimi 20 anni senza poter modificare nulla nello strumento di pianificazione. Nel frattempo, però, parlando questi giorni con la gente e sentendo il malumore di chi -tenuto fermo dalla congiuntura economica attuale- è stanco di pagare fior di quattrini di IMU sulle aree fabbricabili, abbiamo pensato che potremmo intervenire sul piano regolatore -attraverso una preliminare indagine conoscitiva- “spostando“ le previsioni urbanistiche in altre zone, a parità di consumo di superficie: a fronte, cioè, di persone che vogliono riportare i loro terreni alla originaria “destinazione agricola“ cancellandone l‘attuale edificabilità, la legge regionale permette di individuare pari superfici da localizzare in altre zone anche con destinazione diversa. Se i cittadini ci chiedono questo, questo faremo!

Come altro punto importante, pensiamo, per le nuove costruzioni, di dotare il Comune di un regolamento che incentivi  le tecniche di  bioedilizia, il basso impatto ambientale e l’efficenza energetica degli edifici. Studieremo una sorta di premialità per chi attuerà nuovi interventi di risparmio energetico anche sugli edifici esistenti, premio che potrà essere sommato agli attuali incentivi statali . E’ questa la direzione indicata anche dalla Commissione Europea con la Direttiva 31/2010/CE che, attraverso atti di indirizzo e raccomandazioni, sollecita i Paesi membri a dare impulso a politiche e misure sempre più efficaci in questo settore.

Cercheremo, se ci darete fiducia,  anche attraverso bandi nazionale ed europei (es: piccoli borghi), incentivi finalizzati al recupero ed alla riqualificazione degli edifici storici  e di quelli posti nei centri storici del capoluogo e delle frazioni

Un altro punto sul quale focalizzeremo necessariamente la nostra attenzione sarà, quello del decoro urbano, sia esso dei centri storico, sia delle zone nuove, ponendo maggiore attenzione di quella usata fino ad oggi, alla illuminazione, alle zone verdi, ai percorsi e ai luoghi di sosta e alle panchine. Basta palle, basta birilli, basta ostacoli al normale percorso nella via principale del nostro capoluogo. Cercheremo di fare una scelta “condivisa” con i cittadini, che non pregiudichi la percorribilità del corso e non crei pericolo per i pedoni e per chi parcheggia!

Nel prossimo mandato amministrativo è nostra intenzione provvedere al recupero di spazi attualmente degradati o  inutilizzati,(es. piazza del Castello) per manifestazioni turistiche e culturali, ricreative, ricettive anche -e soprattutto- attraverso la  collaborazione delle associazioni  presenti sul territorio del nostro comune .

Sarà nostro intento intervenire perchè si possa avere:

¬  una circolazione scorrevole, ma a velocità limitata dei centri urbani, perché la sicurezza è un fattore molto importante per la qualità della vita;

¬  maggiori spazi pedonali e ciclabili, che rendano più organizzati e fruibili gli spazi pubblici particolare attenzione anche alla viabilità delle strade vicinali, promuovendo la collaborazione con il consorzio di bonifica marchigiano attraverso bandi PSR specifici.

Abbiamo già più volte toccato -in questi pochi minuti- il problema delle aree verdi. Riteniamo sia giunto il momento di trasformare le poche aree verdi rimaste all’interno dei centri abitati, in vere zone verdi appositamente attrezzate, a disposizione della cittadinanza.Per migliorare la qualità della vita di noi tutti è importante che nelle zone residenziali  vengano  realizzati spazi verdi che consentano il gioco dei bambini in tutta sicurezza e la permanenza  degli anziani.

Specialmente in questi ultimi anni abbiamo assistito all’abbattimento senza senso delle alberature all’interno del nostro territorio, sostituendo -per esempio- le vecchie piante che da sempre segnavano alcune aree a ridosso di Palazzo Cassi (sto pensando a quelle lungo la strada sulla facciata d‘ingresso, ma anche a quei bei esemplari che erano presenti nel giardinetto posto sul retro), sostituite -dicevo- con pseudo esemplari “bonsai” in vaso, che lasciano pochi dubbi sulla sensibilità di chi ci ha amministrato fino ad oggi.

Altrettanto possiamo dire per le aree verdi di lottizzazione: aree che la normativa del 1968 fissa quale standard urbanistico minimo per il verde pubblico, ma che qui nel nostro comune sono aree che di verde hanno ben poco, se non una più o meno arida rappresentazione grafica sulle tavole progettuali depositate in comune per l‘approvazione del progetto di lottizzazione. Aree che in realtà sono spiazzi incolti, mal tenuti, a volte senza una pianta o che -dove queste ci sono- non si distinguono dalle erbe infestanti che le ricoprono.

Non è questo il verde a cui pensiamo noi. Noi pensiamo ad un verde immediatamente fruibile, con piante che ci possano da subito offrire la propria ombra, aree da subito dotate di panchine e di giochi per bambini. Teniamo molto al recupero del verde e per avere aree verdi piacevoli e funzionali sappiamo che è anche necessaria un’adeguata manutenzione, ed è per questo che proporremo  un vero e proprio piano del verde che oltre a garantire la qualità delle piante, dei trattamenti ordinari e straordinari, della manutenzione degli arbusti e delle aree a prato e le attrezzature, ottimizzi anche le risorse economiche adeguate.

 

Quale urbanistica?

L’urbanistica è definita da alcuni come la scienza che si occupa degli insediamenti edilizi nel territorio nazionale, infatti, tende a migliorare le condizioni di esistenza e di lavoro delle persone, assicurando un ordinario svolgimento della vita sociale della collettività attraverso una razionale disposizione nel territorio dei vari elementi che costituiscono la città. (def. Wikipedia)

Ora chiudete gli occhi ed immaginate di poter sorvolare il nostro territorio comunale e di poter scorgerne, con la massima definizione, anche i più piccoli dettagli (per i meno fantasiosi e sbrigativi c’è l’opzione Google earth !) Vi accorgereste subito, anche senza essere degli affermati architetti, che la definizione sopracitata di “urbanistica” stona visibilmente con il territorio che state sorvolando, come stonerebbe una canna di bambù inserita a mo’ di rattoppo in mezzo alle canne d’organo della chiesa di Sant’Agostino (detta anche chiesa d’ì frat).

In ogni caso, sareste in grado di notare la macroscopica e totale mancanza, di una pianificazione Urbanistica e territoriale, a scapito, della cosiddetta urbanizzazione “a macchia di leopardo”, scaturita nel corso degli anni, dalla illogica mentalità di chi ci ha sempre amministrato, con l’intento di premiare coloro i quali, si sono distinti nel portare acqua al mulino del “Cremlino de noialtri”.

Il risultato di questa assurda strategia politica è stato quello di rovinare per sempre alcune delle nostre collinette panoramiche, belle a tal punto che avrebbero sicuramente ispirato il Poeta di Recanati, se solo avesse avuto la fortuna di nascere in questi luoghi.

Ma cosa vuoi, d’altronde non si può fermare il progresso e lo sviluppo demografico e allora in previsione del baby boom … giù colate di cemento e palazzine concepite per sfruttare tutta la cubatura possibile, senza però tener conto di poter lasciare una fascia di verde a disposizione di quei benedetti bambini, che spezzasse la monotonia, o alberi tra un parcheggio e l’altro che permettano un minimo di ombreggiamento alle auto in sosta.

Non solo, non si è mai nemmeno pensato di creare delle infrastrutture, in cambio di tanta cubatura, come ad esempio un asilo nido nel capoluogo, o una nuova scuola elementare, o dei marciapiedi sicuri, ecc. ecc.

A proposito di scuola: i nostri bambini e ragazzi delle elementari e medie, sono costretti a condividere uno spazio che era stato pensato e costruito per 9 classi, ora in quello stesso spazio se ne trovano 16 più gli spazi dedicati ai laboratori ai professori, al personale scolastico ed ai servizi igienici, praticamente una scatola di sardine un ambiente quasi invivibile, la scuola dovrebbe essere altro !!

Purtroppo, sempre per colpa di una certa ideologia (dello “Stalin de noialtri”), si è scelto di sottrarre spazio alla scuola per donarlo alla casa del popolo, un opera che ci è costata un paio di milioni di euro al servizio di una quindicina di persone e, soprattutto, come seconda dimora del suo ideatore. Vi ricordate quando in quell’ edificio c’era la scuola elementare? Io si !, e mi ricordo anche che i vari negozi del corso e del centro, proprio anche grazie alla presenza della scuola, riuscivano in qualche maniera a lavorare, ora ne sono rimasti 4 o 5 e secondo la profezia “ne rimarrà soltanto uno”.

Urbanistica significa anche creare spazi da mettere al servizio dei cittadini, nei quali fare aggregazione ed a disposizione delle varie associazioni, vecchie e nuove; bene, da noi no, il patrimonio pubblico nei centri storici è stato svenduto a favore della edilizia popolare, dove ora si sono creati ghetti composti per lo più da immigrati che nulla hanno a che vedere con la nostra tradizione e che mai si integreranno con essa, per i quali il concetto di urbanistica si limita nel poter stendere la biancheria fuori dalle finestre del centro storico.

Ecco, i centri storici… ci si fa belli con le foto che mostrano la piazza ed il palazzo del Municipio illuminato, ma se giriamo l’angolo troviamo l’incuria: da piazza Pascolini (Toto) in avanti fino a completare “el gir del turion”, per rifarsi belli davanti a palazzo Cassi.
Piazza Pascolini prima era un giardino a disposizione dei più piccoli, c’era la fontana con i pesci rossi, panchine e qualche pianta che dava un po di frescura d’estate a chi volesse concedersi una siesta; ora sembra l’ esposizione di un rivenditore di piastrelle, (forse lo stesso che ci ha venduto le famose “sfere”).

Non voglio parlare delle isole ecologiche , sarebbe troppo doloroso , per concludere, quello che ci rimane da fare ora è cercare di rendere più decoroso l’esistente, quello che si poteva rovinare ormai è stato rovinato, cerchiamo tutti insieme di difendere il nostro territorio e fare in modo che il concetto di Urbanistica non rimanga solo una definizione, ma che venga messo in pratica per noi e soprattutto per chi ci succederà .

Ad maiora !

Marco sonnante

Il nostro programma

Cari concittadini è giunto il momento di svelare cosa c’è dietro il nostro programma elettorale:
tenetevi forte … CI SIETE VOI !
Esattamente, siete voi che ci avete spinto ad affrontare questa sfida, ognuno di voi nasconde dentro di se un potenziale enorme e se riusciremo a mettere insieme questa potenza esplosiva al servizio della collettività, saremo in grado di apportare un cambiamento epocale nella vita di ogni cittadino del nostro Paese.
Il nostro programma siete voi, perché non vogliamo avere la presunzione di presentarci con dell’aria fritta e con dei fogli pieni di roboanti parole e formidabili promesse, sapendo già in partenza che non saranno mantenute !
Il nostro programma vogliamo scriverlo insieme a voi, vogliamo conoscere le reali esigenze di tutti i cittadini, per provare a renderle praticabili nel corso dei cinque anni del prossimo mandato amministrativo.
Per rendere tutto questo possibile, vi chiediamo di PARTECIPARE alla scrittura del programma elettorale, inviandoci le vostre proposte o segnalandoci eventuali carenze ed inefficienze, riscontrate nel corso degli ultimi anni  attribuibili alle passate amministrazioni.
In attesa di pubblicare il calendario definitivo dei prossimi incontri, dove potrete incontrarci personalmente ed esporci il vostro programma, inviateci pure i vostri suggerimenti   all’indirizzo e-mail:  info@movimento5stellesancostanzo.org
Abbiamo bisogno del contributo di tutti, il vero MoVimento siete voi.
AD MAIORA !

Marco Sonnante