Archive for Giovanni Furlani

40,00 € a testa

Interessante Consiglio Comunale quello tenutosi giovedì 26 luglio.

A tenere banco e a catalizzare l’attenzione e la discussione dei presenti, è stata sicuramente la proposta della maggioranza di realizzare un nuovo campo da calcio a 5 (ma anche a 8), in erba sintetica.

Progetto pronto, coperture finanziare trovate, approvazione in C.C. e……. SI PARTE!!!!

Finalmente anche San Costanzo si doterà di un impianto in sintetico.

Sì, finalmente. Perché per quanto esposto durante la discussione, sembrerebbe che proprio questo tipo di impianto manchi alla nostra comunità. Tantissimi giovanissimi atleti si sono visti costretti ad “emigrare” in strutture e società dei comuni limitrofi, proprio perché non avevamo una struttura come questa. Anche la nostra squadra di calcio ad 11, si è vista obbligata ad allenarsi, nel corso della scorsa stagione, in una struttura del comprensorio fanese. Tanti nostri concittadini, amanti del calcetto, spendono fino a 100,00 € all’ora per accedere a strutture di questo tipo.

Il nuovo impianto

“..non sarà il campo di allenamento dell’U.S. San Costanzo ma sarà un campo aperto alla cittadinanza..”

L’area interessata per la costruzione del nuovo impianto, è quella adiacente il campo sportivo comunale e la costruzione sostituirà quello che ora è il campo di allenamento della squadra di calcio cittadina. Stando all’esposizione del progetto, la vicinanza al campo esistente permetterà la condivisione degli spogliatoi per i due impianti, permettendo così di risparmiare i soldi per la loro costruzione.

Da cittadino, ancora prima che come consigliere, mi è piaciuta l’idea dell’amministrazione di investire in impianti sportivi. Ritengo lo sport in genere, specialmente per ragazzi in età scolastica, fondamentale per la crescita fisica, caratteriale e sociale. Non può esserci sport vero e sano, se non ci sono strutture, società ed appassionati.

Ma giovedì la mia carica di portavoce mi ha obbligato ad elaborare una mia posizione in merito, in rappresentanza di una parte di comunità.

Pur amando il calcio giocato alla follia, ritengo la vera follia, investire soldi (parliamo di 190.000,00 €) in quel tipo di impianto.

Il campo sportivo comunale, il campo sportivo di Cerasa, le piste polivalenti di Stacciola, San Costanzo e Cerasa, oltre al Palazzetto dello sport Comunale, mi sono sembrate strutture più che sufficienti per la pratica del calcio a 11, a 8 o a 5. Sono cresciuto, insieme ai miei amici cerasani, tirando calci al pallone nel campo in erba della nostra piccola frazione. La nostra presenza quotidiana, specialmente nel periodo invernale, impediva in prossimità delle porte, all’erba di crescere e spesso i portieri, giocavano all’interno di vere e proprie pozzanghere di fango.

La scorsa settimana, in occasione delle olimpiadi comunali, ho potuto verificare come il manto erboso sia uniforme e compatto. Nessuno si è preso cura di lui, ma nessun altro lo ha usurato, segno che una gran voglia di calcio, in particolar modo a Cerasa, non ce n’è.

Ho cercato allora di far capire loro che quella scelta avrebbe soddisfatto l’esigenze di pochi.

Ho detto loro che una superficie diversa dall’erba sintetica, avrebbe permesso un utilizzo dell’impianto anche per altre attività oltre a quelle calcistiche come il tennis, il pattinaggio, ecc.. Si sarebbe potuto prevedere anche una tensostruttura di copertura e renderlo così idoneo anche alle attività indoor, come la pallavolo, il basket, le arti marziali, la ginnastica sportiva e non, ecc.. Pensate, solo nei mesi estivi, trasformare l’impianto per quelle attività sulla sabbia come il beach volley o il beach tennis!!

Apparentemente non sono riuscito a scalfire le loro posizioni granitiche.

La mia impressione è che quell’impianto lì doveva nascere, così doveva essere realizzato, perché così serviva. Se poi sarà veramente un impianto per la comunità o per pochi intimi, lo scopriremo nei prossimi anni.

 

Giovanni Furlani

Interrogazione 2018-002

INTERROGAZIONE SU DOCUMENTO PRELIMINARE AL PIANO D’AMBITO

 PREMESSO CHE

il 30 aprile 2015 è stato pubblicato il Piano regionale di gestione dei rifiuti (supplemento n. 4 al BUR n. 37 e Delibera Cons. 128/2015)

il Piano regionale di gestione dei rifiuti indica:

  • Rifiuti Zero come un obiettivo possibile ed auspicabile;
  • la riduzione dei rifiuti e la minimizzazione della quantità e della pericolosità del rifiuto da smaltire come una delle misure prioritarie

RILEVATO CHE

il 29 marzo 2017 l’ATA 1 Marche nord ha approvato il Documento Preliminare al Piano

d’Ambito, strumento attuativo del PRGR che definisce “il complesso delle attività e dei fabbisogni impiantistici necessari a garantire la gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilabili prodotti e raccolti dagli ambiti di rispettiva competenza”;

il 7 luglio 2017 il Servizio Tutela, gestione e assetto del territorio della Regione ha trasmesso all’ATA 1 Marche nord la verifica di congruità del Documento Preliminare al Piano d’Ambito con gli indirizzi del Piano regionale

 

VERIFICATO CHE

la Regione ha espresso una serie di osservazioni al Documento Preliminare al Piano d’Ambito, in particolare su:

  • Raccolta differenziata e il porta a porta: “Il sistema di raccolta prefigurato è coerente con le previsioni del PRGR laddove prevede la prevalenza della raccolta di tipo domiciliare; la soluzione stradale, comunque in grado di garantire il controllo del singolo conferimento al fine della tariffazione puntuale, potrà essere prevista dal PdA nei casi in cui il modello domiciliare sia particolarmente problematico od oneroso, ad esempio nelle aree del territorio ad elevata rarefazione insediativa.
  • Impianto di TMB e discariche: il documento preliminare cita le previsioni della Delibera di Consiglio Provinciale 30 del 13/12/2016

“Linee di indirizzo per la redazione del Piano d’Ambito dei Rifiuti”:

  1. “realizzare un unico impianto TMB per l’intero territorio provinciale, con capacità massima di 100.000 ton/anno, predisposto per essere adeguato alla produzione di Combustibile Solido Secondario/CSS, al fine di superare la necessità di discariche sul territorio, individuando, quale sito più adeguato ed ottimale, sia dal punto di vista impiantistico che logistico, quello di Cà Asprete in Comune di Tavullia, per un costo di realizzazione stimato in circa 12 mln. di €”;
  2. “di rivedere lo scenario impiantistico delle discariche di Tavullia e Urbino, proponendo per le stesse un’accelerazione delle tempistiche di chiusura rispettivamente in 10 e 5 anni a partire dal 2017, integrando i flussi dei rifiuti urbani con rifiuti speciali non pericolosi senza limiti di Ambito, i cui proventi finanziari generati possano mitigare l’impatto tariffario dell’investimento per i primi due anni, fermo restando che dal terzo anno l’investimento ed i costi di gestione dovranno trovare copertura all’interno delle tariffe”.
  • Gestione della FORSU: “il Piano d’Ambito dovrà prevedere la fattibilità economica di realizzazione di un impianto di trattamento della frazione organica o di tipo aerobico o di tipo anaerobico, sulla base dei flussi individuati nel Piano stesso, verificando l’eventuale integrazione con l’Ambito Territoriale Ottimale di Ancona.

 

PRESO ATTO CHE

la Regione ha segnalato:

  • Per quanto riguarda l’impianto di TMB previsto a Cà Asprete a Tavullia la previsione è del tutto in contrasto con la logica del PRGR ed il suo mantenimento in sede di formulazione del PdA costituirà elemento giustificativo sufficiente alla non conformità dello stesso.
  • In merito alle discariche la previsione è del tutto in contrasto con la logica del PRGR ed il suo mantenimento in sede di formulazione del PdA costituirà elemento giustificativo sufficiente alla non conformità dello stesso. Infatti le discariche esistenti devono comunque essere viste come strategiche (anche con una valenza regionale per le prefigurazioni sovra ATO che il PRGR formula per la funzione smaltimento) e non possono essere utilizzate sulla base di prevalenti logiche finanziarie a scala locale legando le tematiche del TMB con quelle di smaltimento.
  • Sulla gestione della FORSU: “il documento preliminare, derogando dalle stesse finalità dello strumento, non riporta alcun elemento di indirizzo rispetto al quale sia possibile formulare una valutazione di congruità, salvo prendere atto della necessità di un impianto, rinviando ogni ulteriore elemento (tipologia, taglia dimensionale, integrazione tra ATO, …) alla fase di redazione del PdA. È proprio in questa fase che andrebbero individuati almeno i fabbisogni ed una previsione di impiantistica dedicata.”

 

RITENUTO CHE

Il sistema di porta a porta spinto di tutte le frazioni merceologiche è quello che garantisce una percentuale di purezza del materiale differenziato raccolto molto più elevata rispetto alla raccolta di prossimità o alla raccolta tradizionale a cassonetti.

Le discariche provinciali nascono come discariche per il conferimento dei rifiuti urbani e solo in parte di rifiuti industriali

Per ridurre alla fonte la produzione di FORSU servono politiche regionali che evitino gli sprechi alimentari, incentivando, cittadini e comuni, il compostaggio su piccola scala (domestico e di comunità), così da ridurre la quantità totale da trattare in grandi impianti, adatto al nostro contesto territoriale in quanto le % di utenze domestiche potenziali sono crescenti in relazione al ridursi della popolazione comunale e della dimensione del centro abitato;

INTERROGA IL SINDACO E LA GIUNTA PER SAPERE

 

  • Se e quando è stato informato delle Osservazioni della Regione al Documento preliminare al Piano d’Ambito;
  • Se in occasione dell’assemblea ATA convocata per il 30 maggio scorso, il nostro Comune era rappresentato, e se in tale assemblea si sia discusso delle osservazioni della Regione al Documento preliminare al Piano d’Ambito se in sede ATA;
  • Se alla luce delle Osservazioni della Regione al Documento preliminare al Piano d’Ambito, si chiederà di inserire nel Documento preliminare al Piano d’Ambito le seguenti misure, volte a ridurre la produzione dei rifiuti, a massimizzare la quantità di raccolta differenziata e la qualità delle frazioni merceologiche, minimizzando di conseguenza sia lo smaltimento finale che le relative necessità impiantistiche:
  • Adozione del porta-a-porta spinto di tutte le frazioni merceologiche,
  • Escludere il riempimento accelerato delle discariche di Tavullia e Urbino con rifiuti speciali non pericolosi;
  • Indicare il compostaggio aerobico tradizionale come scelta prioritaria per il trattamento della FORSU.

Il Consigliere

Giovanni Furlani

 

Rifiuti, che passione!

Chi decide come e cosa fare in merito alla raccolta ed al trattamento rifiuti?
Chi sono gli addetti ai lavori?

Sicuramente la Regione Marche alla quale, per legge, compete l’organizzazione e la gestione dei rifiuti del proprio territorio; poi ad un livello inferiore le ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito) che suddividendo il territorio regionale in 5 macroaree, una per ciascuna provincia, ne definisce il complesso delle attività e dei fabbisogni impiantistici necessari alla gestione dei rifiuti e definire le strategie, atte al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla Regione attraverso la condivisione del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti.

È evidente come un livello sotto alle singole ATA, ci siano quindi i singoli comuni, con i Sindaci i soli e veri responsabili della gestione dei rifiuti.

Nel 2015 la Regione approva il PRGR e a fine estate ne condivide con le singole ATA il Documento Preliminare del Piano d’Ambito chiedendo, ai singoli comuni, di proporre modifiche, integrazioni e commenti. A marzo 2017 i rappresentanti dei comuni, in sede di ATA, approvano il DPPA e lo inviano in Regione per sottoporlo alla verifica di congruità.

Qualche mese dopo, il 7 luglio 2017, il servizio tutela, gestione ed assetto del territorio della Regione Marche, comunica all’ATA la verifica di congruità del DPPA con quanto indicato dal PRGR.

Qui nascono le stranezze!

Il documento inviato a mezzo PEC dalla Regione all’ATA (Assemblea Territoriale d’Ambito), non è mai stato condiviso con i membri dell’ATA stessa e, cosa assai più grave, nemmeno con il gruppo di lavoro ristretto, costituito come volere dell’ATA e composto dai rappresentanti di una decina dei comuni membri.

Perché non si sono condivise, con le amministrazioni locali, le informazioni e i commenti che la Regione Marche aveva inviato loro?

Che senso ha avuto la costituzione di un gruppo Ambiente in seno all’ATA, se poi non se ne riconosce il valore e/o l’utilità?

Si doveva attendere la tenacia, la competenza e l’applicazione del gruppo “BENI COMUNI” per rimuovere il velo e scoprire gli atti fondamentali per la gestione unitaria dei rifiuti, fino a quel momento nascosti e non condivisi?

Perché il presidente dell’ATA (Daniele Tagliolini) non ha informato l’Assemblea Territoriale d’Ambito della presenza del verbale di congruità, visto che di incontri successivi a luglio 2017 ce ne sono stati?
A queste domande difficilmente troveremo risposte.

Sembra alquanto inutile sottolineare come la Regione stessa riprenda e critichi in alcuni passaggi, la proposta del DPPA per la cui stesura è stato incaricato un tecnico esterno, riconoscendogli una congrua parcella per il lavoro svolto.

Ora lo stesso lavoro sarà da ritoccare e sistemare…… e i cittadini pagano!

 

Giovanni Furlani

100.000,00 €uro

Come ormai saprete i portavoce regionali e parlamentari del Movimento 5 stelle, rinunciano volontariamente a parte dei loro compensi mensili.

Nella nostra Regione Marche i primi 100.000,00 €uro accantonati dai nostri quattro rappresentanti, sono stati devoluti, ad inizio 2017, al Comune di Arquata del Tronto e contribuiranno alla costruzione di un centro pubblico polifunzionale in frazione Spelonga.

Nel frattempo i nostri rappresentanti hanno continuato nel loro personale percorso di rinuncia e, a poco più di un anno dalla precedente, sono pronti ad una nuova assegnazione.

Un ulteriore gruzzoletto di 100.000,00 €uro infatti, è lì pronto a “tornare” verso le nostre comunità.

Un paio di settimane fa è stata pubblicata l’iniziativa “FacciAmo Scuola” attraverso la quale si finanzieranno quei progetti presentati dalle scuole pubbliche secondarie superiori della nostra regione, grazie appunto ai 100.000,00 €uro “donati” dai portavoce pentastellati.

  • Riduzione dell’impronta ecologica (efficientamento energetico, riduzione dei rifiuti e/o loro recupero/riciclo/riuso, riduzione del consumo e/o recupero dell’acqua, del suolo ecc.);
  • Miglioramento dell’accessibilità ai plessi scolastici, incluse le opere direttamente finalizzate al superamento o all’eliminazione delle barriere architettoniche;
  • Miglioramento della fruizione della didattica e/o dei restanti servizi scolastici in favore di studenti con disabilità di qualsiasi natura;
  • Acquisto di materiali e dotazioni strumentali per la didattica, inclusi quelli destinati a laboratori didattici e palestre;
  • Interventi di messa in sicurezza dei locali scolastici, con particolare riferimento ad aule, laboratori didattici e palestre, incluse le indagini diagnostiche sugli edifici;
  • Contrasto e riduzione della dispersione scolastica (percorsi di orientamento, formazione e supporto anche individuali per giovani in abbandono scolastico o a rischio di abbandono e interventi di rafforzamento delle competenze degli insegnanti e degli operatori scolastici sui temi della didattica e delle nuove tecnologie finalizzate a ridurre gli abbandoni).

Quelli sopra elencate, non sono altro che alcune tematiche guida che potrebbero essere premiate con il finanziamento economico, per un importo unitario massimo di 10.000,00 €uro.

Di questa iniziativa sono stati informati tutti i dirigenti delle scuole marchigiane interessate, compreso l’Istituto Compresivo E. Fermi di Mondolfo, competente per il nostro territorio.

La presentazione dei progetti da parte delle scuole interessate, dovrà avvenire entro il 30 maggio 2018.

Con questa breve pubblicazione, raccogliamo l’invito dei nostri amici portavoce regionali, di divulgare nelle nostre comunità l’iniziativa, e di spronare i dirigenti, gli amministratori e i cittadini tutti, a proporre un proprio progetto atto a migliorare la propria scuola a servizio dei nostri giovani.

Non siate timidi!

 

Giovanni Furlani

 

“Follia è continuare a fare le stesse cose e aspettarsi risultati differenti“ (A. Einstein)

Ancora poche ore e si tornerà al voto.

A seguire la campagna elettorale sui media, sembrerebbe un tutti contro tutti, come realmente dovrebbe essere, ma per me, e non solo per me, la sensazione è che sia più un tutti contro uno.

Negli ultimi trent’anni la politica è cambiata e con essa è cambiato anche il modo di fare campagna elettorale. I comizi di un tempo, riempivano le piazze di fedelissimi con le proprie bandiere, di simpatizzanti e di coloro i quali approfittavano degli eventi per informarsi e per decidere. Ora, la maggior parte degli schieramenti politici, preferisce rimanere all’interno di teatri, sale e strutture, attorniati da gente fidata e dalla sicurezza.

La maggior parte dei partiti, continua imperterrita a promettere di tutto, cavalcando a proprio favore l’onda che in quel momento potrebbe portare a sé un ulteriore consenso. Poco importa se le argomentazioni stridano con principi e posizioni tenute per una vita o se si continui a sostenere battaglie per idee e progetti, mai attuati o dibattuti durante i propri mandati di governo.

La maggior parte dei partiti vorrebbe …… vorrebbe….. vorrebbe che il MoVimento cinque stelle non andasse al governo.

Il perché è chiaro: il modo di fare politica del movimento è innovativo, rivoluzionario. Il rispetto delle regole, la coerenza e la partecipazione gratuita, sono veri pilastri sui quali ergere il vero cambiamento.

Il rischio è che questo possibile cambiamento possa rompere certi equilibri cronici, gli accordi di una vita, i privilegi di una classe politica, ormai irrimediabilmente distante dalla realtà dei più.

Con il riempire le piazze di tutta Italia, il MoVimento sta dimostrando la propria vicinanza alla gente comune. In camper e non in auto blu. Tra le genti e non tra gli agenti.

Chi frequenta un po’ i social, sa che qui ci si può trovare di tutto. I molti frequentatori moderati ed educati, vengono schiacciati e messi da parte da chi sfoga nei propri post tutta la rabbia covata contro l’avversario. A quelli che ce l’hanno a morte contro il Movimento, dico di tranquillizzarsi e di continuare a votare per il proprio partito: ancora c’è, è lì! Magari avrà cambiato nome, forse il simbolo, di sicuro avrà inserito qualche ex-avversario, ma c’è ancora!

Per questo motivo, per questo post, ho scomodato una frase, un aforismo di Albert Einstein, che rappresenta appieno il nostro presente:

“Follia è continuare a fare le stesse cose e aspettarsi risultati differenti”.

Lo dedico a tutti coloro che vorrebbero invertire la rotta, a tutti coloro che vogliono aiutare il nostro paese a rialzarsi, a tutti coloro che vorrebbero provarci.

Agli indecisi, a chi vorrebbe ma non è ancora convinto e a chi è pronto al cambiamento, ricordo che mai una ICS, una semplice croce, come quella di domenica, in dotazione ad ognuno di noi elettori, potrà vestirsi del suo puro ma determinante significato.

Non siate timidi, non siate folli.

Buon voto.

Giovanni Furlani

“SCHIERATEVI”

Un paio di settimane fa, ho approfittato di un evento organizzato dal M5S di Urbino, per trascorrere un pomeriggio nella Città Ducale, da me frequentata ai tempi del “Tecnico“, soltanto trent’anni fa.
Da allora il perimetro di Urbino sembra cambiato; parcheggi, centri commerciali, rotatorie, sembrano aver trasformato la città a misura di studente per eccellenza. Ma, oltrepassata questa piccola barriera, si ritrova la Urbino di sempre, piena di giovani e con i suoi tipici riferimenti artistici, commerciali, storici e sociali.
L’occasione del mio ritorno è quella di incontrare ed ascoltare Alessandro Di Battista, il quale, a bordo del suo camper, sta portando nelle piazze d’Italia il programma di governo del MoVimento.
Dopo aver onorato “Il Buco” e salutato il Palazzo Ducale, prendo posizione insieme ad altri amici e conoscenti, in attesa dell’arrivo dell’ospite.
Un’ora di racconti, di testimonianze, di aneddoti, passa veloce, distraendoci dalla temperatura rigida e il vento che avrebbe invitato in tanti a rimanersene a casa.
Il passaggio a mio avviso più interessante che il portavoce uscente ha voluto trasmettere, è l’invito che ho ripreso per intitolare questo mio post:

“SCHIERATEVI”.

Questo era rivolto soprattutto a tutti coloro che, non appartenendo ad alcun partito o movimento politico, erano lì in piazza ad ascoltare una campana.
A loro ha anche detto

“Non chiedo di votare alle prossime elezioni il Movimento 5 Stelle, ma chiedo di partecipare alla vita politica di questo nostro paese”.

Chi mi conosce, almeno per l’impegno politico di questi ultimi anni, sa quanto queste parole, possano essere immagine del mio pensiero e del mio impegno. Ognuno di noi dovrebbe ascoltare più fronti, più schieramenti, più opinioni, per poi farsene una sua e, magari, supportarla con un voto.
Il M5S San Costanzo in previsione delle prossime elezioni di domenica 4 marzo, condivide un paio di eventi, organizzati dai “cugini” di Mondolfo-Marotta.
Il primo è per domani lunedì 26 febbraio alle ore 21:00 presso la sala Arcobaleno di Marotta ed il secondo per martedì 27 febbraio presso il salone Aurora di Mondolfo, sempre alle ore 21:00.
La presentazione dei candidati e del programma di governo, saranno gli argomenti cardine delle due serate, indirizzate a tutti coloro che vorrebbero cambiare il nostro Paese, ma non hanno ancora deciso con quali strumenti farlo.

SCHIERATEVI!!!

 

Giovanni Furlani

Sorteggio a metà

Già da qualche giorno sul sito istituzionale del Comune di San Costanzo, è pubblicato l’avviso relativo alla procedura di nomina degli scrutatori, per le consultazioni elettorali del 4 marzo prossimo.

Come chiaramente descritto nel testo del bando, una piacevole novità caratterizzerà le nomine stesse.

Tutti gli scrutatori verranno selezionati tra quanti iscritti all’apposito albo, si trovino in condizione di disoccupazione, inoccupazione o siano studenti non lavoratori.

La metà degli scrutatori necessari verrà nominata direttamente dai membri della Commissione Elettorale (procedura già utilizzata per l’intera nomina nelle passate consultazioni elettorali e referendarie) mentre la seconda metà, e questa è la vera novità, verrà selezionata con un vero e proprio sorteggio.

Per poter partecipare all’una e all’altra modalità di nomina, gli interessati dovranno presentare nei modi descritti nel bando, il modulo di domanda, scaricabile anch’esso dal sito comunale, entro e non oltre le ore 12:00 di lunedì 5 febbraio 2018.

Il M5S San Costanzo ringrazia la Commissione Elettorale e i dipendenti comunali interessati che, raccogliendo seppur parzialmente la propria richiesta di nomina attraverso il sorteggio totale degli scrutatori, permetterà a nostri concittadini interessati, di partecipare attivamente allo svolgimento delle consultazioni.

Con questo gesto così piccolo, ma altrettanto ricco di significato etico, ci auguriamo che all’interno della nostra comunità, possa attecchire il seme della partecipazione alla vita politico-amministrativa.

Giovanni Furlani

“AI SANCOSTANZESI, VA BENE COSÌ!”

Da qualche giorno ho il pensiero su cosa scrivere nell’ormai solito rendiconto dell’anno trascorso e i propositi, più o meno buoni, per quello appena iniziato.

Prima di iniziare, ho rispolverato quanto scritto a fine 2015 e a fine 2016 e, ad essere proprio sinceri, avrei potuto copiarne il contenuto o dell’uno o dell’altro e riproporlo.

Stesse azioni, stesse riflessioni, stessi contenuti, stessi risultati: dunque?

È chiaro come la richiesta di aiuto più volte liberata, a richiamare una partecipazione ATTIVA alle nostre azioni, non sia stata percepita ma forse neanche ascoltata.

E allora, scomodando ancora una volta, la frase di Giovanni Falcone esposta nel loggiato del Palazzo Comunale “Si muore quando si è lasciati soli”, facciamo nostro il significato, dichiarandoci in pieno stato di agonia, che ci porterà inesorabilmente alla “morte”.

Ci hanno lasciati soli gli amici con i quali abbiamo iniziato questo percorso quattro anni fa;

Ci hanno lasciati soli (forse sarebbe meglio dire non ci hanno mai accompagnati) tutti coloro che pur condividendo le idee e le azioni, hanno preferito rimanere in disparte, pensando così, con la coscienza pulita, di aver già fatto ciascuno la propria parte;

Ma se allarghiamo un po’ il cerchio, vediamo che non siamo solo noi del MoVimento ad essere lasciati soli ma è l’intera amministrazione ad essere LASCIATA SOLA, DALL’INTERA COMUNITÀ!!

L’ultimo Consiglio Comunale tenutosi poco prima di Natale, si è svolto senza la presenza di un singolo cittadino. La situazione durante gli altri consigli è poco differente: a volte 2 o 3 presenze, ma mai più di 5.

Io ho una mia personale interpretazione in merito: “Ai Sancostanzesi, va bene così!”

Questa frase mi fa da gancio a quanto successo qualche ora fa. Una nostra concittadina, mi vede camminare verso di lei quando, prima di entrare all’interno di un negozio, attira la mia attenzione:

Lei:         “Devi entrare anche tu qui, perché volevo farti gli auguri di Buon Anno”

Io:          “Sì, anch’io devo entrare, ma forse è meglio scambiarceli fuori”

Detto, fatto; ci facciamo gli auguri di Buon Anno e, nell’”intimità” di un abbraccio…

Lei:         “Auguri al nostro nuovo Sindaco”

Io:          “Non credo proprio, perché dovrei?

Lei:         “Perché no?

Io:          “Perché per me è fondamentale la partecipazione della comunità, sempre, e qui, in questi primi tre anni, ne ho vista ben poca. Non sono certo io la persona adatta a rappresentare la maggior parte dei nostri concittadini, vista la distanza che separa i miei ideali, dalla cruda realtà. AI SANCOSTANZESI VA BENE COSÌ”

Con un cenno d’intesa ci siamo lasciati, in completa sintonia sulla validità delle motivazioni date.

Non nascondo che la gentilissima signora non è l’unica, più o meno recentemente, che manifesta questa visione futuristica, che forse sarebbe meglio definirla utopistica.

E allora l’augurio che faccio a noi del MoVimento e all’Amministrazione tutta, è quello che la gente torni ad interagire e a cooperare con noi, loro rappresentanti, stimolandoci ad un impegno più intenso verso argomenti e problematiche che, anche nella nostra comunità, meriterebbero maggiori risorse ed attenzioni. Non possiamo certamente affrontare e risolvere problematiche di interesse nazionale come il lavoro e/o l’immigrazione, ma sicuramente potremmo dire e dare il nostro contributo su argomenti del nostro territorio, quali la sanità, i rifiuti, il sociale, la sicurezza.

Siamo sempre i vostri rappresentanti non i vostri delegati.

Arrivino i nostri più sinceri auguri perché il 2018 sia l’Anno Buono.

Giovanni Furlani

Azzardo: scommettiamo che vinco?

Non lo si può negare, quello del gioco d’azzardo, numeri alla mano, è un settore che tira.

Tira nel vero senso della parola; da una parte il fatturato, le giocate e la diffusione, aumentano costantemente anno dopo anno, dall’altra parte sempre più persone vengono “tirate” giù in quel vortice che è la dipendenza da gioco d’azzardo.

La cronaca ormai costantemente ci segnala casi di genitori che, disconnessi dalla realtà della propria vita famigliare e sociale, arrivano anche a perdere totalmente il controllo dei propri piccoli figli, ammaliati, incantati e stregati, dall’ossessione di averla vinta nei confronti della sorte.

Ma quanto vale in soldoni questa “malattia” nel nostro territorio?

Ve lo dico subito: 464,00 €/abitante.

Questo è il calcolo elaborato dal gruppo Espresso, partendo dai dati condivisi dall’Aams (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) relativi all’anno 2016.

AL seguente LINK, è possibile verificare la situazione del proprio Comune, e capire quali sono i dettagli di questa vera e propria epidemia sociale.

Rispetto ai comuni limitrofi non siamo messi malissimo, forse a causa del limitato numero di apparecchi o dal tipo presenti sul territorio, ma sicuramente la quota potrebbe aumentare solo se si potessero considerare le giocate fatte dai nostri cittadini fuori dal territorio comunale o su altre piattaforme.

2.210.000,00 € (duemilioniduecentomilaeuro) questo è l’ammontare delle giocate per l’anno 2016 nel Comune di San Costanzo. 

Quante risorse tolte spesso a bilanci famigliari già indeboliti dalla crisi.

Se pensiamo che anche questo problema non ci riguardi, ci sbagliamo. In questo periodo di difficoltà infatti, sono spesso le persone meno abbienti, con più difficoltà economiche, a ricercare la soluzione dei propri problemi, sfidando la sorte, convinti che con questa ultima giocata fortunata, tutto si sistemerà. La cruda realtà è un’altra dove vincono davvero, tutti coloro che non giocano affatto.

Come comunità possiamo fare sicuramente la nostra parte, fatta principalmente di informazione e di azioni mirate al controllo della diffusione del gioco e dei mezzi per esso utilizzati.

Proviamoci tutti insieme, ne va per il bene di tutti noi.

Giovanni Furlani

 

Fuori dal coro

Era una normalissima domenica mattina autunnale, coperta, umida, silenziosa. La MotoGP: vista (ne è valsa veramente la pena), i social: saltati, la rassegna stampa: pure, quando, un messaggio di un amico, citava più o meno così:

“Hai visto l’articolo in merito alle GEV? Li hai toccati nel segno!”.

Chiedo a lui maggiori informazioni, rintraccio la fonte e, con l’umore apparentemente giusto, leggo l’articolo di giornale.
Volendolo riassumere sommariamente, l’articolo enfatizza l’azione adottata dal Comune che, per contrastare l’abbandono dei rifiuti sul proprio territorio, ha stretto un accordo con l’associazione ASSO.GEV, delegata per proprio conto ad effettuare controlli, indagini e verifiche, finalizzate appunto a rintracciare il “bandito” del rifiuto, al quale poi affibbiare verbale e sanzione.
Finita la lettura, di fronte ad una tazza di caffè, inizio ad elaborare le informazioni lette. Più le rileggo e più la mia mente si intreccia alla ricerca di una quadra che ancora adesso, a distanza di qualche ora, non riesco a trovare. La mia rabbia monta al massimo quando, al passare delle ore, vedo sui social tanti miei concittadini congratularsi con il nostro Sindaco per la scelta fatta come se, finalmente e dopo una lunga lotta, si sia raggiunto un risultato degno del premio Nobel.
Per questo motivo, sia nella mia solitudine di portavoce di opposizione che in quello di cittadino libero, vorrei esternare la mia piccola voce fuori dal coro.
E allora chiedo a tutti i miei concittadini di riflettere su questi semplici spunti:
– L’abbandono dei rifiuti e, aggiungerei l’errato conferimento di differenziazione, è l’aspetto più negativo, che la raccolta di prossimità stradale (la nostra per intenderci) comporta. È normale continuare a mettere pezze per partito preso, su scelte politiche fatte in passato, quando le continue toppe sono peggiori dei buchi?
– Vi ho già raccontato di quando circa un mese fa ho incontrato i dirigenti per discutere di questa criticità? Vi ho raccontato che con mia assoluta sorpresa all’incontro era presente anche l’Assessore al bilancio? Bene, ci diranno che loro (la maggioranza) stavano già lavorando sulla problematica “abbandono rifiuti” e che in quella sede, l’assessore silente, ma allo stesso tempo molto attento a quanto si diceva a quel tavolo, non avrebbe potuto rivelare cose ancora da concretizzare del tutto.
Non mi ritengo un politico ma un cittadino prestato alla politica. Anzi, con un pizzico di presunzione mi ritengo un piccolo tecnico prestato alla politica. Con l’approccio alle problematiche, solito per noi tecnici, ho chiesto i dati a disposizione degli uffici relativi alla stessa. Il numero di sanzioni, il tipo di sanzioni, l’andamento nel tempo, il numero di conferimenti, ecc.. Attraverso l’analisi dei numeri, spesso si riesce a circoscrivere la problematica in maniera che, l’azione di contrasto, possa risultare più diretta ed efficace. Così è emerso che da qualche mese il numero di sanzioni è drasticamente crollato. È emerso anche che il comune non ha personale a sufficienza per “visionare” le immagini acquisite, né per spostare, tra le varie isole, le fototrappole. È emerso anche che i dati relativi ai conferimenti di ogni singolo utente, che in forma assolutamente anonima ho chiesto di analizzare, per cercare uno spunto, un indizio, una possibile chiave interpretativa, non siano ancora disponibili, ma che sono stati richiesti già da settimane alla software house interessata.
Non sembra strano anche a voi che i dati provenienti dalle calotte dell’indifferenziato non siano già a disposizione degli uffici?
– E allora non riesco a compiacermi con chi già qualche anno fa, con la scelta esclusivamente politica di dotarsi di telecamere fisse su alcune isole ecologiche, la considerava sufficiente a contrastare e risolvere il problema rifiuti abbandonati, spendendo 20.000,00 € di soldi pubblici;
– Non riesco a compiacermi con chi, in aggiunta a quanto riportato in precedenza, decide l’acquisto di fototrappole per altre migliaia di euro, scoprendo solo pochi mesi dopo, di non aver personale per sfruttarle;
– Non riesco a compiacermi con chi non affronta di petto il problema con un’analisi dettagliata e completa, con lo scopo, l’unico scopo, di adottare soluzioni definitive e funzionali, visto che poi le spese ricadono sull’intera comunità.
– Questo accordo con ASSO.GEV, come peserà sulle nostre tasche? Su quali numeri e su quali parametri potremo valutare la definitiva buona riuscita della soluzione sposata?
A quanto pare però, sembrerebbe che tutto questo non piaccia esclusivamente a me.
E allora continuate pure ad elogiare e ad osannare l’operato di questi amministratori e per le loro scelte.
Continuate pure a compiacervi per quelle azioni prese e passate di volta in volta come azioni risolutive e definitive, che poi, a distanza del tempo necessario per dimenticarsele, richiedono integrazioni tecniche ed economiche.
Nell’amministrare le risorse pubbliche, in particolare quelle economiche, occorrerebbe essere più attenti e scrupolosi di quanto lo si è nell’amministrare le proprie di risorse. Sarà per tutti così?

Giovanni Furlani