Archive for Giovanni Furlani

“Follia è continuare a fare le stesse cose e aspettarsi risultati differenti“ (A. Einstein)

Ancora poche ore e si tornerà al voto.

A seguire la campagna elettorale sui media, sembrerebbe un tutti contro tutti, come realmente dovrebbe essere, ma per me, e non solo per me, la sensazione è che sia più un tutti contro uno.

Negli ultimi trent’anni la politica è cambiata e con essa è cambiato anche il modo di fare campagna elettorale. I comizi di un tempo, riempivano le piazze di fedelissimi con le proprie bandiere, di simpatizzanti e di coloro i quali approfittavano degli eventi per informarsi e per decidere. Ora, la maggior parte degli schieramenti politici, preferisce rimanere all’interno di teatri, sale e strutture, attorniati da gente fidata e dalla sicurezza.

La maggior parte dei partiti, continua imperterrita a promettere di tutto, cavalcando a proprio favore l’onda che in quel momento potrebbe portare a sé un ulteriore consenso. Poco importa se le argomentazioni stridano con principi e posizioni tenute per una vita o se si continui a sostenere battaglie per idee e progetti, mai attuati o dibattuti durante i propri mandati di governo.

La maggior parte dei partiti vorrebbe …… vorrebbe….. vorrebbe che il MoVimento cinque stelle non andasse al governo.

Il perché è chiaro: il modo di fare politica del movimento è innovativo, rivoluzionario. Il rispetto delle regole, la coerenza e la partecipazione gratuita, sono veri pilastri sui quali ergere il vero cambiamento.

Il rischio è che questo possibile cambiamento possa rompere certi equilibri cronici, gli accordi di una vita, i privilegi di una classe politica, ormai irrimediabilmente distante dalla realtà dei più.

Con il riempire le piazze di tutta Italia, il MoVimento sta dimostrando la propria vicinanza alla gente comune. In camper e non in auto blu. Tra le genti e non tra gli agenti.

Chi frequenta un po’ i social, sa che qui ci si può trovare di tutto. I molti frequentatori moderati ed educati, vengono schiacciati e messi da parte da chi sfoga nei propri post tutta la rabbia covata contro l’avversario. A quelli che ce l’hanno a morte contro il Movimento, dico di tranquillizzarsi e di continuare a votare per il proprio partito: ancora c’è, è lì! Magari avrà cambiato nome, forse il simbolo, di sicuro avrà inserito qualche ex-avversario, ma c’è ancora!

Per questo motivo, per questo post, ho scomodato una frase, un aforismo di Albert Einstein, che rappresenta appieno il nostro presente:

“Follia è continuare a fare le stesse cose e aspettarsi risultati differenti”.

Lo dedico a tutti coloro che vorrebbero invertire la rotta, a tutti coloro che vogliono aiutare il nostro paese a rialzarsi, a tutti coloro che vorrebbero provarci.

Agli indecisi, a chi vorrebbe ma non è ancora convinto e a chi è pronto al cambiamento, ricordo che mai una ICS, una semplice croce, come quella di domenica, in dotazione ad ognuno di noi elettori, potrà vestirsi del suo puro ma determinante significato.

Non siate timidi, non siate folli.

Buon voto.

Giovanni Furlani

“SCHIERATEVI”

Un paio di settimane fa, ho approfittato di un evento organizzato dal M5S di Urbino, per trascorrere un pomeriggio nella Città Ducale, da me frequentata ai tempi del “Tecnico“, soltanto trent’anni fa.
Da allora il perimetro di Urbino sembra cambiato; parcheggi, centri commerciali, rotatorie, sembrano aver trasformato la città a misura di studente per eccellenza. Ma, oltrepassata questa piccola barriera, si ritrova la Urbino di sempre, piena di giovani e con i suoi tipici riferimenti artistici, commerciali, storici e sociali.
L’occasione del mio ritorno è quella di incontrare ed ascoltare Alessandro Di Battista, il quale, a bordo del suo camper, sta portando nelle piazze d’Italia il programma di governo del MoVimento.
Dopo aver onorato “Il Buco” e salutato il Palazzo Ducale, prendo posizione insieme ad altri amici e conoscenti, in attesa dell’arrivo dell’ospite.
Un’ora di racconti, di testimonianze, di aneddoti, passa veloce, distraendoci dalla temperatura rigida e il vento che avrebbe invitato in tanti a rimanersene a casa.
Il passaggio a mio avviso più interessante che il portavoce uscente ha voluto trasmettere, è l’invito che ho ripreso per intitolare questo mio post:

“SCHIERATEVI”.

Questo era rivolto soprattutto a tutti coloro che, non appartenendo ad alcun partito o movimento politico, erano lì in piazza ad ascoltare una campana.
A loro ha anche detto

“Non chiedo di votare alle prossime elezioni il Movimento 5 Stelle, ma chiedo di partecipare alla vita politica di questo nostro paese”.

Chi mi conosce, almeno per l’impegno politico di questi ultimi anni, sa quanto queste parole, possano essere immagine del mio pensiero e del mio impegno. Ognuno di noi dovrebbe ascoltare più fronti, più schieramenti, più opinioni, per poi farsene una sua e, magari, supportarla con un voto.
Il M5S San Costanzo in previsione delle prossime elezioni di domenica 4 marzo, condivide un paio di eventi, organizzati dai “cugini” di Mondolfo-Marotta.
Il primo è per domani lunedì 26 febbraio alle ore 21:00 presso la sala Arcobaleno di Marotta ed il secondo per martedì 27 febbraio presso il salone Aurora di Mondolfo, sempre alle ore 21:00.
La presentazione dei candidati e del programma di governo, saranno gli argomenti cardine delle due serate, indirizzate a tutti coloro che vorrebbero cambiare il nostro Paese, ma non hanno ancora deciso con quali strumenti farlo.

SCHIERATEVI!!!

 

Giovanni Furlani

Sorteggio a metà

Già da qualche giorno sul sito istituzionale del Comune di San Costanzo, è pubblicato l’avviso relativo alla procedura di nomina degli scrutatori, per le consultazioni elettorali del 4 marzo prossimo.

Come chiaramente descritto nel testo del bando, una piacevole novità caratterizzerà le nomine stesse.

Tutti gli scrutatori verranno selezionati tra quanti iscritti all’apposito albo, si trovino in condizione di disoccupazione, inoccupazione o siano studenti non lavoratori.

La metà degli scrutatori necessari verrà nominata direttamente dai membri della Commissione Elettorale (procedura già utilizzata per l’intera nomina nelle passate consultazioni elettorali e referendarie) mentre la seconda metà, e questa è la vera novità, verrà selezionata con un vero e proprio sorteggio.

Per poter partecipare all’una e all’altra modalità di nomina, gli interessati dovranno presentare nei modi descritti nel bando, il modulo di domanda, scaricabile anch’esso dal sito comunale, entro e non oltre le ore 12:00 di lunedì 5 febbraio 2018.

Il M5S San Costanzo ringrazia la Commissione Elettorale e i dipendenti comunali interessati che, raccogliendo seppur parzialmente la propria richiesta di nomina attraverso il sorteggio totale degli scrutatori, permetterà a nostri concittadini interessati, di partecipare attivamente allo svolgimento delle consultazioni.

Con questo gesto così piccolo, ma altrettanto ricco di significato etico, ci auguriamo che all’interno della nostra comunità, possa attecchire il seme della partecipazione alla vita politico-amministrativa.

Giovanni Furlani

“AI SANCOSTANZESI, VA BENE COSÌ!”

Da qualche giorno ho il pensiero su cosa scrivere nell’ormai solito rendiconto dell’anno trascorso e i propositi, più o meno buoni, per quello appena iniziato.

Prima di iniziare, ho rispolverato quanto scritto a fine 2015 e a fine 2016 e, ad essere proprio sinceri, avrei potuto copiarne il contenuto o dell’uno o dell’altro e riproporlo.

Stesse azioni, stesse riflessioni, stessi contenuti, stessi risultati: dunque?

È chiaro come la richiesta di aiuto più volte liberata, a richiamare una partecipazione ATTIVA alle nostre azioni, non sia stata percepita ma forse neanche ascoltata.

E allora, scomodando ancora una volta, la frase di Giovanni Falcone esposta nel loggiato del Palazzo Comunale “Si muore quando si è lasciati soli”, facciamo nostro il significato, dichiarandoci in pieno stato di agonia, che ci porterà inesorabilmente alla “morte”.

Ci hanno lasciati soli gli amici con i quali abbiamo iniziato questo percorso quattro anni fa;

Ci hanno lasciati soli (forse sarebbe meglio dire non ci hanno mai accompagnati) tutti coloro che pur condividendo le idee e le azioni, hanno preferito rimanere in disparte, pensando così, con la coscienza pulita, di aver già fatto ciascuno la propria parte;

Ma se allarghiamo un po’ il cerchio, vediamo che non siamo solo noi del MoVimento ad essere lasciati soli ma è l’intera amministrazione ad essere LASCIATA SOLA, DALL’INTERA COMUNITÀ!!

L’ultimo Consiglio Comunale tenutosi poco prima di Natale, si è svolto senza la presenza di un singolo cittadino. La situazione durante gli altri consigli è poco differente: a volte 2 o 3 presenze, ma mai più di 5.

Io ho una mia personale interpretazione in merito: “Ai Sancostanzesi, va bene così!”

Questa frase mi fa da gancio a quanto successo qualche ora fa. Una nostra concittadina, mi vede camminare verso di lei quando, prima di entrare all’interno di un negozio, attira la mia attenzione:

Lei:         “Devi entrare anche tu qui, perché volevo farti gli auguri di Buon Anno”

Io:          “Sì, anch’io devo entrare, ma forse è meglio scambiarceli fuori”

Detto, fatto; ci facciamo gli auguri di Buon Anno e, nell’”intimità” di un abbraccio…

Lei:         “Auguri al nostro nuovo Sindaco”

Io:          “Non credo proprio, perché dovrei?

Lei:         “Perché no?

Io:          “Perché per me è fondamentale la partecipazione della comunità, sempre, e qui, in questi primi tre anni, ne ho vista ben poca. Non sono certo io la persona adatta a rappresentare la maggior parte dei nostri concittadini, vista la distanza che separa i miei ideali, dalla cruda realtà. AI SANCOSTANZESI VA BENE COSÌ”

Con un cenno d’intesa ci siamo lasciati, in completa sintonia sulla validità delle motivazioni date.

Non nascondo che la gentilissima signora non è l’unica, più o meno recentemente, che manifesta questa visione futuristica, che forse sarebbe meglio definirla utopistica.

E allora l’augurio che faccio a noi del MoVimento e all’Amministrazione tutta, è quello che la gente torni ad interagire e a cooperare con noi, loro rappresentanti, stimolandoci ad un impegno più intenso verso argomenti e problematiche che, anche nella nostra comunità, meriterebbero maggiori risorse ed attenzioni. Non possiamo certamente affrontare e risolvere problematiche di interesse nazionale come il lavoro e/o l’immigrazione, ma sicuramente potremmo dire e dare il nostro contributo su argomenti del nostro territorio, quali la sanità, i rifiuti, il sociale, la sicurezza.

Siamo sempre i vostri rappresentanti non i vostri delegati.

Arrivino i nostri più sinceri auguri perché il 2018 sia l’Anno Buono.

Giovanni Furlani

Azzardo: scommettiamo che vinco?

Non lo si può negare, quello del gioco d’azzardo, numeri alla mano, è un settore che tira.

Tira nel vero senso della parola; da una parte il fatturato, le giocate e la diffusione, aumentano costantemente anno dopo anno, dall’altra parte sempre più persone vengono “tirate” giù in quel vortice che è la dipendenza da gioco d’azzardo.

La cronaca ormai costantemente ci segnala casi di genitori che, disconnessi dalla realtà della propria vita famigliare e sociale, arrivano anche a perdere totalmente il controllo dei propri piccoli figli, ammaliati, incantati e stregati, dall’ossessione di averla vinta nei confronti della sorte.

Ma quanto vale in soldoni questa “malattia” nel nostro territorio?

Ve lo dico subito: 464,00 €/abitante.

Questo è il calcolo elaborato dal gruppo Espresso, partendo dai dati condivisi dall’Aams (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) relativi all’anno 2016.

AL seguente LINK, è possibile verificare la situazione del proprio Comune, e capire quali sono i dettagli di questa vera e propria epidemia sociale.

Rispetto ai comuni limitrofi non siamo messi malissimo, forse a causa del limitato numero di apparecchi o dal tipo presenti sul territorio, ma sicuramente la quota potrebbe aumentare solo se si potessero considerare le giocate fatte dai nostri cittadini fuori dal territorio comunale o su altre piattaforme.

2.210.000,00 € (duemilioniduecentomilaeuro) questo è l’ammontare delle giocate per l’anno 2016 nel Comune di San Costanzo. 

Quante risorse tolte spesso a bilanci famigliari già indeboliti dalla crisi.

Se pensiamo che anche questo problema non ci riguardi, ci sbagliamo. In questo periodo di difficoltà infatti, sono spesso le persone meno abbienti, con più difficoltà economiche, a ricercare la soluzione dei propri problemi, sfidando la sorte, convinti che con questa ultima giocata fortunata, tutto si sistemerà. La cruda realtà è un’altra dove vincono davvero, tutti coloro che non giocano affatto.

Come comunità possiamo fare sicuramente la nostra parte, fatta principalmente di informazione e di azioni mirate al controllo della diffusione del gioco e dei mezzi per esso utilizzati.

Proviamoci tutti insieme, ne va per il bene di tutti noi.

Giovanni Furlani

 

Fuori dal coro

Era una normalissima domenica mattina autunnale, coperta, umida, silenziosa. La MotoGP: vista (ne è valsa veramente la pena), i social: saltati, la rassegna stampa: pure, quando, un messaggio di un amico, citava più o meno così:

“Hai visto l’articolo in merito alle GEV? Li hai toccati nel segno!”.

Chiedo a lui maggiori informazioni, rintraccio la fonte e, con l’umore apparentemente giusto, leggo l’articolo di giornale.
Volendolo riassumere sommariamente, l’articolo enfatizza l’azione adottata dal Comune che, per contrastare l’abbandono dei rifiuti sul proprio territorio, ha stretto un accordo con l’associazione ASSO.GEV, delegata per proprio conto ad effettuare controlli, indagini e verifiche, finalizzate appunto a rintracciare il “bandito” del rifiuto, al quale poi affibbiare verbale e sanzione.
Finita la lettura, di fronte ad una tazza di caffè, inizio ad elaborare le informazioni lette. Più le rileggo e più la mia mente si intreccia alla ricerca di una quadra che ancora adesso, a distanza di qualche ora, non riesco a trovare. La mia rabbia monta al massimo quando, al passare delle ore, vedo sui social tanti miei concittadini congratularsi con il nostro Sindaco per la scelta fatta come se, finalmente e dopo una lunga lotta, si sia raggiunto un risultato degno del premio Nobel.
Per questo motivo, sia nella mia solitudine di portavoce di opposizione che in quello di cittadino libero, vorrei esternare la mia piccola voce fuori dal coro.
E allora chiedo a tutti i miei concittadini di riflettere su questi semplici spunti:
– L’abbandono dei rifiuti e, aggiungerei l’errato conferimento di differenziazione, è l’aspetto più negativo, che la raccolta di prossimità stradale (la nostra per intenderci) comporta. È normale continuare a mettere pezze per partito preso, su scelte politiche fatte in passato, quando le continue toppe sono peggiori dei buchi?
– Vi ho già raccontato di quando circa un mese fa ho incontrato i dirigenti per discutere di questa criticità? Vi ho raccontato che con mia assoluta sorpresa all’incontro era presente anche l’Assessore al bilancio? Bene, ci diranno che loro (la maggioranza) stavano già lavorando sulla problematica “abbandono rifiuti” e che in quella sede, l’assessore silente, ma allo stesso tempo molto attento a quanto si diceva a quel tavolo, non avrebbe potuto rivelare cose ancora da concretizzare del tutto.
Non mi ritengo un politico ma un cittadino prestato alla politica. Anzi, con un pizzico di presunzione mi ritengo un piccolo tecnico prestato alla politica. Con l’approccio alle problematiche, solito per noi tecnici, ho chiesto i dati a disposizione degli uffici relativi alla stessa. Il numero di sanzioni, il tipo di sanzioni, l’andamento nel tempo, il numero di conferimenti, ecc.. Attraverso l’analisi dei numeri, spesso si riesce a circoscrivere la problematica in maniera che, l’azione di contrasto, possa risultare più diretta ed efficace. Così è emerso che da qualche mese il numero di sanzioni è drasticamente crollato. È emerso anche che il comune non ha personale a sufficienza per “visionare” le immagini acquisite, né per spostare, tra le varie isole, le fototrappole. È emerso anche che i dati relativi ai conferimenti di ogni singolo utente, che in forma assolutamente anonima ho chiesto di analizzare, per cercare uno spunto, un indizio, una possibile chiave interpretativa, non siano ancora disponibili, ma che sono stati richiesti già da settimane alla software house interessata.
Non sembra strano anche a voi che i dati provenienti dalle calotte dell’indifferenziato non siano già a disposizione degli uffici?
– E allora non riesco a compiacermi con chi già qualche anno fa, con la scelta esclusivamente politica di dotarsi di telecamere fisse su alcune isole ecologiche, la considerava sufficiente a contrastare e risolvere il problema rifiuti abbandonati, spendendo 20.000,00 € di soldi pubblici;
– Non riesco a compiacermi con chi, in aggiunta a quanto riportato in precedenza, decide l’acquisto di fototrappole per altre migliaia di euro, scoprendo solo pochi mesi dopo, di non aver personale per sfruttarle;
– Non riesco a compiacermi con chi non affronta di petto il problema con un’analisi dettagliata e completa, con lo scopo, l’unico scopo, di adottare soluzioni definitive e funzionali, visto che poi le spese ricadono sull’intera comunità.
– Questo accordo con ASSO.GEV, come peserà sulle nostre tasche? Su quali numeri e su quali parametri potremo valutare la definitiva buona riuscita della soluzione sposata?
A quanto pare però, sembrerebbe che tutto questo non piaccia esclusivamente a me.
E allora continuate pure ad elogiare e ad osannare l’operato di questi amministratori e per le loro scelte.
Continuate pure a compiacervi per quelle azioni prese e passate di volta in volta come azioni risolutive e definitive, che poi, a distanza del tempo necessario per dimenticarsele, richiedono integrazioni tecniche ed economiche.
Nell’amministrare le risorse pubbliche, in particolare quelle economiche, occorrerebbe essere più attenti e scrupolosi di quanto lo si è nell’amministrare le proprie di risorse. Sarà per tutti così?

Giovanni Furlani

Attività in Comune

A distanza di qualche settimana, torno a condividere qui alcuni miei pensieri.

A questo, ha contribuito sicuramente quanto successo la settimana scorsa. Giovedì mattina infatti ho approfittato della disponibilità concessami dal personale degli uffici comunali ad un incontro, per rispondere a dei quesiti e delle criticità da me da tempo sollevate.

L’argomento principe, per il quale avevo richiesto di sedermi ad un tavolo con i responsabili dell’ufficio tecnico, della polizia municipale e della ragioneria per analizzarne le cause, le azioni e le possibili soluzioni, era quello di affrontare il triste fenomeno dell’abbandono dei rifiuti.

Da anni, in tanti evidenziamo come, su buona parte del nostro territorio, alcuni comportamenti tanto incivili, quanto incomprensibili e di cattivo gusto, minano il decoro della nostra comunità e danneggiano, allo stesso tempo, il corretto operato della maggior parte dei nostri concittadini, che rispettano le regole nella differenziazione dei rifiuti urbani.

Anche la nostra amministrazione, consapevole della criticità evidenziata, da anni si batte per contrastarla. Le telecamere fisse, le foto-trappole e i controlli diretti degli agenti, sono gli strumenti che da sempre vengono schierati per contrastare l’abbandono dei rifiuti.

Purtroppo, e questo è l’allarme che noi del M5S abbiamo sollevato, a fronte del recente aumento anche del numero delle apparecchiature acquistate e messe a disposizione dell’amministrazione, si è riscontrato un netto calo delle sanzioni emesse.

Volendo analizzare esclusivamente i risultati numerici dell’azione di contrasto, tralasciando volutamente quella economica dei costi sostenuti/ricavi ottenuti (per noi pesa più il decoro che l’avvenuta copertura delle spese sostenute per l’acquisto degli strumenti) notiamo che a partire dalla metà dell’anno 2016 ad oggi, l’abbandono dei rifiuti non si è arginato e, pur con un maggior numero di video-trappole, il numero dei verbali emessi, è diminuito.

Secondo il personale comunale è la mancanza di personale la principale causa della limitata efficacia.

Noi riteniamo che è il metodo di raccolta adottato a suo tempo, quello di prossimità stradale, che porta in seno queste problematiche.

Certo è che la raccolta differenziata di tipo “porta a porta” abbinata alla tariffazione puntuale, da noi proposta anche in Consiglio Comunale, potrebbe limitare questo tipo di lacune. Sappiamo anche però che l’intera maggioranza ha bocciato compatta quella nostra proposta, cambiando idea però, qualche mese più tardi, quando in sede di ATA si è espressa a favore della stessa, perché proposta dai loro amici in regione: beata coerenza!!!!

Durante la discussione è emerso come gli ultimi dati a disposizione dell’amministrazione, confermino che pur essendo ancora ben al di sopra del limite minimo di applicabilità dell’ecotassa, la percentuale di differenziata stia lentamente ma costantemente calando, ed il 72,2 % di questo ultimo periodo deve suonare come un campanello di allarme per noi amministratori, prima, ma anche per tutti noi cittadini, visto che questo comporterà un aumento della prossima TARI.

L’analisi di ulteriori numeri a disposizione potranno essere da spunto per possibili conseguenti azioni da intraprendere.

Al tavolo, con una mia certa sorpresa, era presente anche l’assessore Camilloni invitato, a suo dire, dai dipendenti comunali. La sua presenza non ha condizionato minimamente, almeno per quanto mi riguarda, la discussione, ma non vi sembra un po’ strana come cosa?

Alla fine dell’argomento rifiuti, l’assemblea si è sciolta ed io, approfittando della disponibilità del responsabile dell’ufficio tecnico, l’ho raggiunto nel suo ufficio. Da luglio ci siamo inseguiti senza riuscirci a trovare, per discutere su diversi argomenti.

Abbiamo allora chiarito che, contrariamente a quanto dichiarato dal Sindaco e dall’Assessore Camilloni durante un recente Consiglio Comunale, l’importo destinato a copertura dei lavori di sistemazione del marciapiede di Via San Fortunato, non riguarda la realizzazione del muretto di contenimento del terreno sovrastante il marciapiede stesso, ma la realizzazione di un massello di calcestruzzo in sostituzione all’esistente fondo in materiale stabilizzato, sul quale poi posizionare gli autobloccanti. Tale intervento sarà a carico dell’Ente, poiché l’impresa lottizzante, la quale sarebbe ancora responsabile della sistemazione, risulta essere fallita.

Abbiamo altresì chiarito come, contrariamente a quanto dichiarato dal Consigliere Bortoluzzi attraverso un post su un social, le aree e le opere di urbanizzazione della zona “Il Colle” alla quale si riferivano le immagini inequivocabili e le conseguenti lamentele di nostri concittadini, non sono state acquisite dal Comune soltanto alcune settimane fa, ma sono state ufficialmente prese in carico già da febbraio 2017.

Se lo sfalcio non è stato ancora effettuato è soltanto perché tali aree sono state inserite tra quelle di competenza del personale addetto, soltanto di recente, e gli interventi programmati non con alta priorità.

Questa dei social mi invita ad una precisazione.

Da sempre invitiamo chiunque abbia qualcosa da segnalare agli uffici comunali, a non utilizzare i social ma a farlo esclusivamente attraverso i canali ufficialmente riconosciuti: l’email, il fax, il telefono, il protocollo o la segnalazione di persona.

La segnalazione dello stato dei marciapiedi di Cerasa, mi era stata suggerita a luglio da un abitante della piccola frazione. Nell’invitarlo a seguire i canali ufficiali, gli ho anche proposto di farlo per suo conto.

A fine luglio la prima segnalazione; in agosto un sollecito ad un riscontro; a settembre la promessa di parlarne giovedì 29 settembre.

Immaginate che piacere mi possa aver fatto vedere, qualche ora prima dell’incontro con il responsabile tecnico, un collega consigliere anticipare sui social la risoluzione di una questione da me rincorsa per due mesi?

Stranamente i due epiloghi discordano leggermente. Continuate a chiedere a chi preferite, ma ricordate, anche noi non mordiamo!!!

 

Giovanni Furlani

MODI DI DIRE E DI FARE

Nel vissuto di tutti i giorni, facciamo spesso uso di modi dire, locuzioni, proverbi, per sottolineare, avvalorare e marcare certe azioni, espressioni o comportamenti.

Facendo però attenzione, notiamo che alcuni di loro sono antagonisti come, ad esempio, il detto “chi non risica non rosica” è contrapposto al “chi si accontenta gode” per cui, nella stessa situazione, non sempre i detti ci aiutano in maniera infallibile.

“Verba volant scripta manent”, “carta canta“ e “mettere nero su bianco” sono tre modi di dire che remano tutti e tre nella stessa direzione. Il significato comune infatti è quello di sottolineare come di fronte ad una traccia scritta, di un accordo o di un contratto scritto e firmato dalle parti, è più semplice ricostruire l’accaduto e, con questo, ritrovare una pseudo-verità, rispetto allo stesso accordo, definito a parole.

Queste tre espressioni mi servono per supportare alcune stranezze che mi sono capitate in sede di consiglio comunale. Il 12 aprile scorso infatti, tra i punti all’ordine del giorno della seduta consiliare, ce n’era uno riguardante un atto ricognitivo circa la proprietà dell’area di un frustolo di terreno sito all’interno delle mura castellane del nostro paese.

Poco importa se la proposta di delibera ci era stata presentata come una richiesta di rendere alienabile quslla proprietà, che sottintendeva la volontà del nostro ente di rinunciare alla proprietà stessa, rendendosi disponibile alla cessione del terreno, per poi in C.C. discutere esattamente del contrario.

La cosa veramente strana è che da quanto emerso presso l’archivio catastale (organo ufficiale al quale chiunque, notai compresi, fa riferimento per ogni tipo di visura catastale per terreni ed immobili) sembrerebbe che il frustolo di terreno sia di proprietà del nostro comune (registrazione al catasto del 25 agosto 1976) mentre, e questa è la teoria dei nostri tecnici e di alcuni nostri amministratori, la proprietà è sempre stata privata. A suggello di questa posizione, si riporta la presenza di una totale recinzione del terreno con siepe interna, di una ricerca storica presso il catasto pontificio del 17° secolo, di una relazione tecnica di un professionista locale datata 1 agosto 1976 e, infine, di testimonianze di anziani i quali ne confermerebbero la recinzione da tempo immemore, con la conseguente logica pertinenza all’immobile stesso.

Tutto chiaro ora?

In tutto questo mi domando perché dovrei prendere per buono quanto riportato su un documento del catasto pontificio del 17° secolo e non ritenere valido quanto indicato nel documento del catasto del 20° secolo?

Per quale motivo il professionista, nella sua relazione tecnica dell’agosto 1976, ne descrive la pertinenza all’immobile mentre, sempre nello stesso mese di agosto 1976, risulterebbe di proprietà del nostro Ente?

Non vi sembra un po’ eccessivo, in un atto pubblico, schierare documenti del catasto pontificio del 1600 insieme a ricordi di anziani compaesani? Chi sono questi anziani? Chi rappresentano?

La cosa buffa è che quando queste situazioni coinvolgono interessi tra privati, queste discussioni si risolvono sempre facendo ricorso ai documenti ufficiali (quelli presenti al catasto) interpretandoli al meglio con tecnici e legali. Quando invece ad essere coinvolta è la proprietà pubblica, le difficoltà e le risoluzioni sono le più disparate e fantasiose possibili.

Per concludere lancio due piccoli spunti di riflessione: Chi pagherà secondo voi le spese per l’aggiornamento della proprietà al registro del catasto? Se la delibera di consiglio comunale diverrà esecutiva, si riconoscerà che il frustolo di terreno non è di proprietà comunale ma dei privati proprietari dell’immobile; verranno quindi richieste dal nostro comune le tasse di proprietà, a questo punto non versate, dal 1976 ad oggi?

“Campa cavall’ che l’erba cresc’”!

Giovanni Furlani

Padre, papà, babbo

Lo si può chiamare papà, padre o, come dalle nostre parti babbo, ma il significato non cambia. Anche se le tradizioni mutano, il 19 marzo, San Giuseppe, si festeggia la “Festa del papà”. Per chi come me ha molti capelli bianchi,insieme a coloro che purtroppo non ne hanno più, la Festa del papà era occasione per far emozionare il proprio genitore, sotto i colpi di una lettera scritta e nascosta sotto il piatto, accompagnata da una poesia ben recitata e dai contenuti semplici e sinceri.

In questi giorni, come riportano gli articoli della stampa, nel nostro Comune è possibile acconsentire alla donazione degli organi, sottoscrivendo un apposito modulo, al momento dell’emissione del nuovo documento di identità.

I due argomenti sembrerebbero messi lì a caso, legati esclusivamente dalla contemporaneità. In realtà nel nostro territorio, questi due tasselli, si incastrano perfettamente l’uno con l’altro.

Sono trascorsi ormai circa due anni da quando due nostri compaesani si sono trovati attori di questo splendido copione. Uno, il papà, il donatore. Il secondo, il figlio, il ricettore.

Per chi è padre e figlio allo stesso tempo, questo rappresenta un gesto UNICO, un gesto difficile da immaginare, ma che testimonia l’amore totale di un genitore verso il proprio figlio.

Abbiamo più volte sottolineato come, secondo il nostro modo di intendere la “Comunità”, quel gesto, quella azione, quel dimostrare amore e speranza da padre a figlio, potesse e dovesse essere riconosciuto ufficialmente prima da noi amministratori, e poi da noi Comunità.

Così non è stato e di questo ce ne rammarichiamo.

Oggi allora, il nostro pensiero va a loro, a tutti i papà e a tutti i genitori che si “donano” ai propri figli, con la speranza di crescere papà e genitori migliori, di quello che loro hanno saputo essere.

 

Giovanni Furlani

Unioni, fusioni, piccoli Comuni che vorrebbero far diventare grandi

 

Venerdì 10 marzo scorso, nella caratteristica Sala degli specchi del Palazzo di Monte Porzio si è tenuto un interessantissimo incontro al quale hanno partecipato tutti sindaci dei Comuni della Val Cesano e alcuni rappresentanti delle loro amministrazioni. L’incontro, organizzato dall’associazione “L’origine”, aveva come spunto di discussione “La fusione dei comuni: una opportunità per il futuro dei nostri territori?”.

In questi ultimi mesi, le operazioni di fusione dei comuni hanno riempito le pagine dei giornali locali e, molto spesso, sono state oggetto di discussioni e di scontri tra le diverse posizioni. Nell’autunno scorso l’esito referendario, in quei comuni dove si è tentata la fusione per incorporazione ha rimbalzato la volontà di qualche amministratore di rimpinguare le casse comunali, con il gettone premio messo a disposizione dallo Stato centrale, atto proprio a spronare questo tipo di accorpamento.

Di parere opposto, quindi a favore della fusione semplice, si sono dichiarati invece quei cittadini chiamati a confermare quanto i rispettivi organi amministrativi comunali, avevano già sottoscritto.

Per far chiarezza occorre precisare che la fusione per incorporazione (p.e. Urbino-Tavoleto e Pesaro-Mombaroccio) cancella di fatto il comune più piccolo che viene assorbito integralmente dal più grande diventandone, a tutti gli effetti, una semplice frazione/quartiere. Nella fusione semplice invece, tutti i comuni perdono la propria identità, convergendo in un nuovo ente (p.e. Monterado, Ripe e Castel Colonna convergono in Tre Castelli).

I motivi che spingono questi piccoli comuni prima ad unirsi, e poi a fondersi, sono da ricondursi principalmente alla volontà dello stato centrale di ottimizzare i costi di amministrazione; ottimizzazione che, sempre secondo lo stato centrale, deve passare assolutamente attraverso il contenimento dei costi del personale e dei costi dei servizi. La riduzione delle risorse trasferite dallo stato ai comuni, parallelamente al blocco quasi totale delle assunzioni di personale, stanno mettendo spalle al muro le nostre piccole amministrazioni.

Quali sono allora gli scenari possibili?

A questo hanno cercato di dare il proprio contributo i quattro ex-sindaci (ex poiché il loro mandato è terminato il 31 dicembre scorso in previsione delle prossime elezioni di primavera della nuova amministrazione) del costituente Comune Terre Roveresche. La loro testimonianza ha evidenziato come il passaggio da unione a fusione sia stato accettato e approvato dalle rispettive comunità, grazie al fatto che il passaggio graduale abbia coinvolto non solo le amministrazioni e i servizi da queste elargiti, ma anche le associazioni sportive, le parrocchie, “abituando” così nel tempo i cittadini ad accantonare lo spirito campanilistico a vantaggio di una comunità più allargata e più funzionale

A conferma che per una così importante trasformazione, occorrano tempi giusti ed azioni non forzate, preferibilmente condivise con i cittadini, è sufficiente analizzare ciò che è successo nei territori interessati alla nascita del nuovo comune di Colli al Metauro, oggetto della fusione dei comuni di Saltara, Serrungarina e Montemaggiore al Metauro.

Gli altri sindaci presenti, non ancora coinvolti direttamente in processi di fusione, hanno all’unisono confermato le difficoltà incontrate nella gestione dei propri comuni, causata dai rigidi blocchi imposti dal governo, di cui abbiamo in precedenza fatto riferimento, evidenziando come le stesse normative nazionali e regionali, chiamate a regolamentare gli stessi processi, siano lacunose e per questo necessarie di una rivisitazione. Anche per tutti loro, la necessità di procedere nell’eventuale processo con gradualità, valutando tutti gli aspetti, soffermandosi alla valutazione di azioni atte a non perdere le proprie identità storiche, rispettando gli usi, le abitudini e le tradizioni di ogni singola comunità.

La sensazione è che, se da una parte qualcuno vorrebbe la costituzione di un nuovo ente unico, a questo si contrappongono tante perplessità, quali l’eterogeneità dimensionali dei comuni, la natura politica delle rispettive amministrazioni, e sicuramente non per ultima, i vantaggi, gli svantaggi, i costi e benefici di una comunità unica e allargata.

 

Questi gli argomenti discussi e meritevoli, a mio avviso di una riflessione. Se è vero che questi piccoli comuni come il nostro, non riescono più ad essere autonomi dal punto di vista economico, non è poi così scontato che la fusione con altri comuni nelle stesse condizioni porti sicuramente ad una dignitosa sopravvivenza. Interessanti a questo riguardo i due quesiti lanciati da una cittadina presente alla serata che rivolgendosi ai rappresentanti comunali e regionali presenti chiedeva:

“Siamo sicuri che dall’unione di varie povertà, si ottenga automaticamente una ricchezza?”

continuando poi

“Quale sarà il futuro economico di questi nuovi comuni, terminato l’effetto del gettone-premio alla fusione?”

Probabilmente la signora, ex-amministratrice, è riuscita a vedere un po’ più in là rispetto a tanti che più o meno autonomamente, caldeggiano questi fenomeni aggregativi.

In me la consapevolezza che la ricattabilità economica attuata dal governo centrale nei confronti dei nostri comuni, non è da ricercarsi in azioni di questo o quel governo, ma alle conseguenze delle cessioni di quei servizi (acqua, rifiuti, ecc.), per gli enti fonte di sicuro e continuo gettito, attuate qualche decennio fa a vantaggio di consorzi che rilevandone la gestione ai comuni, si sono appropriati dei “burrosi” utili, obbligando sì i comuni a spogliarsi di quella manovalanza che in casi di necessità, sarebbe potuta servire per qualsiasi tipo di intervento.

Poi, e con questo concludo, non eravamo stati noi sancostanzesi insieme agli altri attori dell’Unione Valcesano, i pionieri della condivisione dei servizi? Dove è finita? Cosa ha portato alle nostre comunità? Perché non si è dimostrata coagulo di una futuristica e forse oggi contemporanea fusione?

Ho paura che su questo argomento ci torneremo…. ci torneremo presto.

 

Giovanni Furlani